Letteratura italiana
La letteratura come forma di comunicazione
Letteratura è una forma di comunicazione specifica. Comunicare significa stabilire un contatto tra mittente (chi parla) e destinatario (chi ascolta). È necessario che la comunicazione coinvolga almeno due attori. La letteratura stabilisce, quindi, un dialogo tra scrittore e lettore.
Schema di Jakobson
Il mittente è colui che emette il messaggio. Il destinatario è colui che lo riceve. Il mittente fa riferimento a qualcosa che va oltre il messaggio, ovvero il contesto. Il contesto deve essere afferrabile dal destinatario e deve essere verbalizzabile perché la comunicazione avvenga. Il mittente e il destinatario devono avere un codice comune perché si stabilisca la comunicazione (lingua). Il contatto è il canale attraverso cui si trasmette la comunicazione (aria/libro). Lo schema di Jakobson si adatta a qualsiasi comunicazione. È un modello funzionale perché si basa sul riconoscimento e sull’identificazione delle funzioni degli elementi in gioco.
Caratteristiche della comunicazione letteraria
Una caratteristica peculiare della comunicazione letteraria è che si tratta di una comunicazione a senso unico: non è possibile come in una conversazione orale che mittente e destinatario interagiscano perché spesso appartengono a mondi e tempi diversi. Non è possibile il feedback, ovvero il controllo delle reazioni del destinatario. Anche il contatto, il canale, diventa più labile e debole perché abbiamo solo la possibilità di riferirci al testo/opera, non possiamo confrontarci con l’autore.
Triade nella letteratura: autore, lettore, opera
Quelli che ci interessano di più sono tre: mittente, destinatario, messaggio (autore, lettore e opera). Questi tre elementi stabiliscono una relazione più stretta e sono vincolati gli uni agli altri formando una triade che nel caso della letteratura può essere scomposta in due diadi: autore-opera e opera-lettore.
L’autore scrive l’opera che poi ha una sua vita e che, attraversando anche tempi lunghissimi, arriva ai lettori che la fanno propria e con cui si confrontano. L’opera porta dentro di sé le tracce dell’autore che l’ha scritta, il lettore ha qualche modalità per risalire all’autore che a volte rappresenta anche sé stesso (es: autobiografia, ma anche altri casi in cui entra nell’opera letteraria, come nei Promessi Sposi, dove Manzoni come autore compare all’interno del testo stabilendo un dialogo diretto con il lettore).
Distanza tra autore e lettore
Nella letteratura c’è una distanza tra autore e lettore:
- Temporale
- Culturale: es. Divina Commedia, sistema culturale dell’uomo medievale distante da noi, quindi abbiamo bisogno di riscrivere tutti i codici non solo linguistici ma anche culturali.
L’interpretazione non è completamente libera, deve basarsi su dati reali, oggettivi. Per questo abbiamo bisogno di una conoscenza approfondita del sistema culturale in cui quel testo è nato e a cui il testo si riferisce. Ecco perché è necessario avere dei commenti. Il lettore critico, quando si confronta con un testo, deve colmare la distanza temporale e culturale che lo separa dal contesto in cui l’opera letteraria è stata prodotta.
Funzione dell'autore e lettura critica
L’autore è il mittente del messaggio/destinatore. La funzione della lettura critica non è quella di risalire all’autore. L’interesse si concentra sul testo. In passato ci sono state tendenze della critica che usavano il testo per arrivare all’autore, con l’illusione che attraverso il testo si potesse stabilire un contatto psicologico con l’autore. Questo concetto è superato; la letteratura è un’operazione formale i cui contenuti, che possono essere anche i sentimenti dell’autore, vengono sottoposti a un processo formale che li trasforma in opera letteraria. Non è sufficiente immedesimarsi.
La lettura critica dei testi deve fondarsi anche su contenuti più oggettivi che riguardano la messa in forma di quei contenuti. Non dobbiamo risalire all’autore, ma tenere conto del contesto, della forma e di tante altre cose. Ci sono due piani della lettura: identificazione/immedesimazione nei sentimenti dell’autore che poi deve essere filtrata arrivando al contenuto del testo.
Ruolo dell'autore nei diversi generi letterari
La figura dell’autore ha funzioni diverse all’interno dei generi letterari:
- Lirica: autore presente direttamente, poiché per sua natura è soggettiva e l’autore parla di sé.
- Epica (romanzo): narrazione. L’autore scompare. Nei grandi poemi omerici l’unico momento in cui si affaccia l’autore è l’inizio, quando dice “canto” quindi annuncia di essere il tramite che narrerà le storie di altri personaggi. Oppure “cantami” quando chiede alla musa di ispirare il suo canto; non è un’azione attiva. La presenza dell’autore è ridotta, quasi azzerata.
- Dramma (teatro): totalmente assente.
Da subito dobbiamo tenere insieme le relazioni reciproche che intercorrono tra autore, testo, e lettore. Destinatore è un termine che definisce l’autore in quanto presente nell’opera.
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