Concetti Chiave
- Una "testa ben fatta" è caratterizzata dalla capacità di risolvere problemi e organizzare i saperi, mentre una "testa ben piena" accumula nozioni senza logica.
- Lo scopo dell'educazione deve essere quello di insegnare agli studenti a "imparare ad imparare", piuttosto che limitarsi a trasmettere nozioni.
- La riforma dell'insegnamento richiede un processo continuo che integri cultura scientifica e umanistica per affrontare la complessità della società moderna.
- I tratti della riforma del pensiero includono la preparazione degli studenti a contestualizzare il sapere e sviluppare un'intelligenza strategica per affrontare le incertezze.
- L'organizzazione delle conoscenze implica l'interconnessione e la separazione delle discipline, permettendo una mente capace di connettere e differenziare informazioni.
Morin riprende una frase del filosofo Montaigne di critica alla nozionistica cultura medievale “è meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”.
Testa ben fatta
Una testa ben fatta non possiede una miriade di nozioni ma è dotata di un’attitudine che gli permette di risolvere problemi, di organizzare i saperi, conferendogli dei nessi logici. Infatti, il sapere non deve essere parcellizzato.
Invece, in una testa ben piena, il sapere è accumulato e non dispone di un principio di selezione e organizzazione.
Qual è lo scopo dell'educazione?
La frase di Montaigne sta a significare che lo scopo dell’educazione non deve essere quello di riempire la testa degli educandi di nozioni fini a se stesse, bensì bisogna fare in modo che si “impari ad imparare”.
La società di oggi è complessa in quanto è caratterizzata dalla superspecializzazione (specializzazione molto particolare) e dalla compartimentazione (la preparazione a compartimenti stagni). La complessità della società contemporanea non permette l’attuazione di un’educazione volta alla formazione della personalità globale. Per questo motivo, la scuola si deve riformare, adattandosi ai tempi. Occorre una riforma dell’insegnamento e, di conseguenza, una riforma del pensiero.
Riforma dell’insegnamento
Riforma dell'insegnamento
Prevede la costruzione di un processo continuo, articolato in vari gradi, in cui dovranno essere mobilitate ed equilibrate la cultura scientifica e umanistica.
Riforma del pensiero
Costituisce una vera e propria necessità.
• Democratica perché permette ai cittadini i divenire capaci di affrontare i problemi del loro tempo
• Storica perché l’insegnamento non deve solo trasmettere sapere, ma anche essere una cultura che permetta di comprendere la nostra situazione contemporanea. Noi siamo vittime della parcellizzazione (superspecializzazione), in quanto si rimane chiusi nel proprio guscio e ci si specializza eccessivamente, senza formare un’infarinatura globale.
Tratti della riforma
I tratti più importanti della riforma del pensiero sono:
• fornire agli studenti una cultura che permetta di contestualizzare, distinguere, globalizzare e rendere elastico il pensiero
• preparare la mente a rispondere alla sfide che pone la complessità dei problemi alla complessità umana. La nostra mente deve essere pronta ad affrontare la complessità dei problemi.
• Preparare la mente ad affrontare le incertezze, favorendo lo sviluppo dell’intelligenza strategica, da usare in determinati momenti per risolvere dei problemi. Per esempio il pensiero creativo.
• Educare alla comprensione umana fra vicini e lontani: è necessario avere una certa apertura mentale anche nei confronti degli altri popoli.
• Insegnare l’affiliazione alla sua storia, alla sua cultura, alla sua cittadinanza.
• Insegnare la cittadinanza terrestre. Il presupposto della globalizzazione è la consapevolezza di essere “cittadini del mondo”.
Educazione e intelligenza
L’educazione deve favorire lo sviluppo dell’intelligenza generale, attraverso l’esercizio della curiosità, capace di riferirsi al: contesto; globale; multidimensionale; complesso.
Un’intelligenza incapace di considerare il contesto e il complesso planetario rende ciechi, incoscienti ed irresponsabili.
Organizzazione delle conoscenze
L’organizzazione delle conoscenze comporta l’esercizio di due tipi di operazioni: interconnessione (implicazione, inclusione, conclusione, le varie discipline devono essere interconnesse) e separazione (differenziazione, selezione, esclusione), la mente deve essere in grado di connettere e separare.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato di "testa ben fatta" secondo Morin?
- Qual è lo scopo principale dell'educazione secondo il testo?
- Quali sono i tratti fondamentali della riforma del pensiero proposta?
- Come deve essere organizzata l'educazione per sviluppare l'intelligenza generale?
- Qual è l'importanza dell'interconnessione e separazione delle conoscenze?
Una "testa ben fatta" è caratterizzata da un'attitudine che consente di risolvere problemi e organizzare i saperi in modo logico, piuttosto che accumulare nozioni senza un principio di selezione (testo).
Lo scopo dell'educazione deve essere quello di insegnare a "imparare ad imparare", piuttosto che riempire gli studenti di nozioni fini a se stesse, in un contesto di complessità sociale (testo).
I tratti fondamentali includono la preparazione degli studenti a contestualizzare e globalizzare il pensiero, affrontare la complessità dei problemi e sviluppare un'intelligenza strategica (testo).
L'educazione deve favorire la curiosità e l'intelligenza generale, considerando il contesto globale e complesso, per evitare che l'intelligenza diventi cieca e irresponsabile (testo).
L'organizzazione delle conoscenze richiede sia l'interconnessione tra le discipline che la separazione per differenziare e selezionare, affinché la mente possa connettere e separare efficacemente (testo).