Concetti Chiave
- Makarenko, figura chiave della pedagogia sovietica, cercò di integrare i principi socialisti nella scuola, affrontando la sfida di una società che considerava l'istruzione una sovrastruttura.
- Dirigendo la colonia di lavoro di Gorki, Makarenko evidenziò come i ragazzi problematici fossero spesso il risultato di un ambiente sociale sfavorevole, proponendo una rieducazione attraverso esperienze sociali impegnative.
- La sua concezione di autorità educativa si fondava sull'“autorità dell'aiuto”, rifiutando l'idea di diritti imprescrittibili da parte dei genitori sui figli, promuovendo un ambiente di crescita e solidarietà.
- Dopo la sua morte, le idee di Makarenko influenzarono profondamente il sistema educativo sovietico, portando alla creazione di una scuola unica di sette anni, successivamente estesa a dieci, con un focus su un'istruzione politecnica.
- Nonostante l'eredità di Makarenko, il sistema educativo non riuscì a integrare adeguatamente il lavoro intellettuale e manuale, portando a successive riforme che ridussero la scuola a otto anni per facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro.
Makarenko e la rivoluzione educativa
Makarenko è considerato il maggior pedagogista ella Russia sovietica. Vissuto nella prima meta del XX secolo (nato nel 1888 e morto nel 1939) vide nella Rivoluzione di Ottobre immense prospettive anche sul piano educativo e si adoperò per estendere anche alla scuola il carattere collettivistico e produttivo in senso socialista della nuova società. Tuttavia incontrò diverse difficoltà perché i marxiste che avevano conquistato il potere e fra questo anche Lenin, consideravano la scuola una sovrastruttura che rispecchiava la società borghese e quindi destinata a scomparire, almeno nelle forme tradizionali in quanto scuola e fabbrica avrebbero finito per coincidere.
La scuola di rieducazione di Gorki
Ritenendolo più adatto a dirigere una scuola di rieducazione che a reggere nuovi esperimenti per ragazzi normali, gli fu affidato l’incarico di dirigenza delle colonia di lavoro di Gorki frequentata da ragazzi traviati e piccoli vagabondi. A contatto con questa triste realtà, Makarenko si rese conto che ad eccezione di alcuni casi patologici, certi ragazzi sono tali a causa di un condizionamento infelice da parte della società. Occorre condizionarli di nuovo in modo opportuno, immettendoli in un’esperienza sociale vera ed impegnativa e mantenendoli che non vogliano o no fintanto che non arrivino ad apprezzare i valori della socialità e si produca in loro una rigenerazione interiore.
Autorità e felicità nell'educazione
Makarenko non intende negare al bambino il diritto ad essere felice; egli è del parere che qualunque bambino o ragazzo, traviato o normale, può essere felice solo in un ambiente in cui gli sua possibile affermare la sua iniziativa ed il suo spirito di solidarietà.. Molto interessante è il suo concetto di “autorità” in campo educativo. L’unica autorità che egli ammette è quella che egli chiama “l’autorità dell’aiuto”. Neppure il genitore ha dei diritti imprescrittibili sui figli e, comunque, non può pretendere di avere autorità su di essi.. Il titolo di legittimità dell’autorità educativa sta nell’aiuto effettivo che il genitore o l’insegnante sanno fornire alle forse in espansione del bambino. Makarenko, nonostante il suo spirito anti Rousseau, ha una visione ottimistica delle forze più intime del bambino. Le forze del bambino e dell’adolescente, possono svilupparsi positivamente solo in un ambiente sociale che impone compiti impegnativi ed obbliga allo sforzo. Non crede quindi nella “scuola-serra” in cui, ben protetta dovrebbe svilupparsi la spontaneità dell’educando.
L'eredità di Makarenko nella scuola sovietica
Il pensiero di Makarenko diventò il credo della scuola ufficiale della scuola sovietica soprattutto dopo la sua morte e tutte le riforme che si sono succedute si sono ispirate allo stesso concetto: la scuola deve essere unica. Dappertutto fu creata la scuola unica di sette anni (dai sette ai quattordici anni) che più tardi fui innalzata a dieci. L’istruzione ebbe un carattere “politecnico” perché tendeva non a conferire direttamente qualifiche professionali, ma a familiarizzare gli studenti con le basi scientifiche e con gli aspetti tecnico-pratici delle principali attività produttive, sia agricole che industriali. Si insistette moltissimo sulla formazione scientifica, spronando mediante aiuti di ogni tipo quei giovani che dimostravano spiccate attitudini. Tutti gli studi furono resi gratuiti e agli studenti universitari fu attribuito un piccolo stipendio. E’ chiaro che di fronte a dette esigenze, le idee di Makarenko, con la loro insistenza sull’ “esigere molto” fossero destinate a diventare quelle dominanti non solo nella scuola, ma anche nelle organizzazioni giovanili. Comunque, occorre precisare che la scuola decennale dio ispirazione originaria di Makarenko non riuscì a mantenere la stretta fusione fra lavoro intellettuale e lavoro manuale perché ci si preoccupava di più di preparare i giovani destinati agli studi superiori che non di formare coloro che in previsione, sarebbero entrati direttamente nel mondo del lavoro. Per questo motivo, successivamente all’esperienza di Makarenko furono attuate diverse riforme che portarono la scuola unica a otto anni, dopo di che i giovani venivano immessi nel modo del lavoro, anche a tempo parziale, per riprendere in un secondo momento gli studi a tempo completo solo nel caso in cui dimostrassero spiccate attitudini per la cultura superiore.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo principale di Makarenko alla pedagogia sovietica?
- Qual è il ruolo della scuola di rieducazione di Gorki nella visione educativa di Makarenko?
- Come definisce Makarenko l'autorità in campo educativo?
- Qual è l'eredità di Makarenko nella scuola sovietica postuma?
- Quali limitazioni ha avuto la scuola decennale ispirata da Makarenko?
Makarenko è considerato il maggior pedagogista della Russia sovietica, promuovendo un'educazione collettivistica e produttiva in linea con i principi socialisti, nonostante le difficoltà incontrate con le autorità marxiste che vedevano la scuola come una sovrastruttura destinata a scomparire.
Makarenko, incaricato di dirigere la colonia di lavoro di Gorki, comprese che molti ragazzi devianti erano il risultato di un condizionamento sociale infelice e che era necessario rieducarli attraverso esperienze sociali impegnative per favorire la loro rigenerazione interiore.
Makarenko sostiene che l'unica autorità legittima è quella dell'aiuto, rifiutando diritti imprescrittibili dei genitori sui figli e affermando che l'autorità educativa deve basarsi sull'effettivo supporto alle forze in espansione del bambino.
Dopo la morte di Makarenko, il suo pensiero divenne il fondamento della scuola sovietica, portando alla creazione della scuola unica di sette anni, caratterizzata da un'istruzione politecnica e gratuita, che mirava a familiarizzare gli studenti con le basi scientifiche e pratiche delle attività produttive.
Sebbene la scuola decennale fosse ispirata alle idee di Makarenko, non riuscì a mantenere una fusione stretta tra lavoro intellettuale e manuale, concentrandosi maggiormente sulla preparazione per studi superiori piuttosto che sulla formazione per il mondo del lavoro, portando a successive riforme.