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Concetti Chiave

  • La poesia esplora il contrasto tra la calma della notte e il tumulto interiore del poeta, evidenziando il conflitto tra serenità esterna e tormento emotivo.
  • Le stelle sono simbolo di caducità e desiderio, rappresentando la fugacità del tempo e la nostalgia per momenti passati.
  • Il ricordo di una notte felice diventa un tema centrale, con il poeta che riflette sulla perdita di istanti dolci e sul rimpianto per ciò che non può essere rivissuto.
  • Elementi romantici emergono attraverso la contemplazione della natura e l'uso di simboli, come la notte e le stelle, per esprimere sentimenti di malinconia e desiderio.
  • La natura è descritta come "muta e mesta", rispecchiando il dolore del poeta e creando un'atmosfera che amplifica il suo tormento interiore.

La notte e il tormento interiore?

Alta è la notte, ed in profonda calma

dorme il mondo sepolto, e in un con esso

par la procella del mio cor sopita.

Io balzo fuori delle piume, e guardo;

e traverso alle nubi, che del vento

squarcia e sospinge l’iracondo soffio,

veggo del ciel per gl’interrotti campi

qua e là deserte scintillar le stelle.

Riflessioni sulla caducità delle stelle

Oh vaghe stelle! e voi cadrete adunque,

e verrà tempo che da voi l’Eterno

ritiri il guardo, e tanti Soli estingua?

E tu pur anche coll’infranto carro

rovesciato cadrai, tardo Boote,

tu degli artici lumi il più gentile?

Ricordi di una notte felice

Deh, perché mai la fronte or mi discopri,

e la beata notte mi rimembri,

che al casto fianco dell’amica assiso

a’ suoi begli occhi t’insegnai col dito!

Al chiaror di tue rote ella ridenti

volgea le luci; ed io per gioia intanto

a’ suoi ginocchi mi tenea prostrato

più vago oggetto a contemplar rivolto,

che d’un tenero cor meglio i sospiri,

meglio i trasporti meritar sapea.

Il dolore del ricordo perduto

Oh rimembranze! oh dolci istanti! io dunque,

dunque io per sempre v’ho perduti, e vivo?

e questa è calma di pensier? son questi

gli addormentati affetti? Ahi, mi deluse

della notte il silenzio, e della muta

mesta Natura il tenebroso aspetto!

Già di nuovo a suonar l’aura comincia

de’ miei sospiri, ed in più larga vena

già mi ritorna su le ciglia il pianto.

Analisi poetica e simbolismo

Alta è la notte si ispira all’ultima lettera di Werther scritta all’amata Lotte. In questo testo ci sono elementi che già tendono al romanticismo come la notte. Alta un relativismo è significa profondo.

Usa il termine “alto” perché nello stesso verso dice “profonda calma”. Nei termini “Alta” e “profonda” c’è una perfetta corrispondenza semantica perché da un lato abbiamo la profondità della notte e dall’altra la calma. I notturni sono tipicamente romantici sia nella letteratura che in musica (poesia corale greca del primo secolo d.C. con Alcmane). Non sono l’immagine della notte e del tormento interiore è presente nell’Eneide di Virgilio nel quarto libro all’interno del quale l’autore parla della notte di Didone, notte analoga in Apollonio Rodio, la notte di Medea. Il mondo è soggetto di dorme. Nella notte profonda tutto il mondo è avvolto nel silenzio È sommerso dalla calma diffusa.

“Procella del mio cor”= tempesta del mio cuore. Dissidio interiore.

“Alta è la notte”= ibernato.(Quando due elementi sono connessi tra loro ma separati nel testo.) ”Dorme”= verbo in posizione enfatica.

“procella” “sopita”= iperbato

“io balzo…”= si manifesta l’io lirico dell’ autore.

“piume”= rappresentano le lenzuola, il letto.

“guardo” =Elemento della visione + “veggo” =I verbi sono alla 1 p.s. e rappresentano l’io lirico dell’autore.

“iracondo soffio” soggetto: la notte è tranquilla però il vento non è così tranquillo perché sta squarciando e sospingendo le nubi. La poesia ci permette di vedere ciò che sta osservando Monti: cielo notturno e delle nubi che in questo vengono squarciate dal soffio iracondo del vento.

Vento: personificato, prova ira.

“Scintillar le stelle”= allitterazione liquida. ”Vaghe”= termine molto caro alla letteratura di Leopardi perché è la poetica dell’indefinito, del vago. vagare da un lato significa errare, dall’altro lato però ciò che è vago è desiderato. Quindi le stelle sono desiderate. L’autore osserva il cielo e tende alle stelle, dunque all’infinito.

“guardo”= figura dell’eterno e dello sguardo. Finora lo sguardo era stato quello del poeta attraverso i verbi guardo e veggo. Adesso il guardo è sostantivo; lo sguardo non appartiene più al poeta, ma a Dio.

“soli estingua”= I soli possono essere la rappresentazione degli astri. Se si estinguono le stelle, si estingue il tempo. C’è la notte eterna. Però possono essere anche una rappresentazione dei giorni come diceva Catullo “Soles occidere et redire possunt” .Questi soli per Monti possono rappresentare gli astri ma anche i giorni. Dunque se i giorni finiscono, il tempo finisce.

Tardo Boote”: l’attenzione del poeta si concentra su una costellazione particolare, l’orsa maggiore. È una costellazione che dal poeta viene considerata gentile perché si vede sempre e si chiede: “se cadranno tutti gli astri, cadrà anche questo?”. Viene definito “tardo” perché attraversa lentamente il cielo. E’ come se la costellazione fosse personificata. Si rivolge ad essa e le chiede come mai sgombra dalla sua mente i pensieri e gli ricorda la notte felice. La costellazione sta suscitando nel poeta il ricordo di una notte felice.

“mi rimembri”= poetica del ricordo.

L’amica è la destinataria del testo. Ricorda che nel momento in cui era seduto con questa fanciulla le ha mostrato con il dito la costellazione. Divina commedia.

È presente un ipallage nel testo: quando usiamo un elemento ma vogliamo riferirci ad un altro. “Casto fianco dell’amica” Casto si riferisce al fianco ma la castità appartiene all’amica non al fianco. Si riferisce sintatticamente a un elemento ma semanticamente ad un altro elemento.

v19: vi è un iperbato: luci e ridenti. Le luci rappresentano gli occhi. Al chiarore delle due stelle, l’amica volgeva gli occhi alla costellazione, mentre il poeta è inginocchiato ai piedi della donna, e lo sguardo è rivolto proprio ad essa.

“più vago oggetto”= oggetto che è fonte di maggiore desiderio.

Anastrofe (inversione) : “a contemplar rivolto” “meritar sapea”

v.25 “oh rimembranze”= poetica del ricordo

si sta ponendo una domanda ovvero se ha perso per sempre questi istanti dolci e come è possibile che sia rimasto in vita pur avendoli persi. (monologo personale)

v.28: È come se il poeta fosse giunto ad una conclusione: lo ha deluso il silenzio della notte (anastrofe) e l’affetto della muta mesta natura (anastrofe) + delusione: elemento fondante. Silenzio, notte: elemento importante nella letteratura romantica e preromantica.

Natura : allitterazione muta e mesta (Lucrezio , sacrificio di Ifigenia) natura triste e silenziosa sembra riflettere il tormento del poeta. Ha un aspetto tenebroso.

Inizia nuovamente a risuonare I sospiri del poeta che sono fonte di insoddisfazione perché il poeta rimpiange il passato rimpiange ciò che non è più e ciò che non può essere l’elemento del rimpianto domina queste politiche. Tutti questi versi sono stati il preludio al pianto-> esternazione fisica di un dolore interiore.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale della poesia "Alta è la notte"?
  2. Il tema centrale è il tormento interiore dell'autore, che si manifesta attraverso l'osservazione della notte e delle stelle, simboli di una calma apparente che nasconde un profondo dissidio emotivo.

  3. Come viene rappresentata la caducità delle stelle nel testo?
  4. La caducità delle stelle è espressa attraverso la riflessione sull'inevitabile estinzione degli astri, suggerendo una connessione tra il tempo e l'esistenza, come evidenziato dalla domanda retorica sull'estinzione dei Soli.

  5. Quali ricordi affiorano nella poesia e come influenzano l'autore?
  6. L'autore ricorda una notte felice trascorsa con un'amica, un momento di gioia che contrasta con il dolore del ricordo perduto, evidenziando la poetica del rimpianto e la nostalgia per istanti dolci ormai svaniti.

  7. In che modo il silenzio della notte influisce sullo stato d'animo del poeta?
  8. Il silenzio della notte delude il poeta, amplificando il suo tormento interiore e il rimpianto per affetti perduti, come si evince dalla descrizione della natura mesta e silenziosa che riflette il suo stato d'animo.

  9. Quali elementi stilistici e simbolici caratterizzano la poesia?
  10. La poesia è caratterizzata da elementi stilistici come l'iperbato e l'anastrofe, e simboli come le stelle e la notte, che rappresentano il desiderio, la caducità e il tormento interiore, creando un'atmosfera romantica e riflessiva.

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