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Concetti Chiave

  • Eugenio Montale, nato a Genova nel 1896 e morto a Milano nel 1981, è un importante poeta italiano e vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1975.
  • La sua poesia "Satura" combina il significato di saturazione storica post-bellica e satira, con un tono più personale e intimo rispetto alle sue opere precedenti.
  • Montale ha iniziato la sua carriera poetica con "Ossi di seppia", esprimendo il pessimismo del dopoguerra attraverso simboli della costa ligure.
  • Tra il 1930 e il 1940, Montale è stato influenzato dai simbolisti francesi e ha contribuito al movimento poetico ermetico, cercando di trasmettere emozioni attraverso l'uso evocativo delle parole.
  • La figura di Drusilla Tanzi, moglie di Montale, è centrale nella poesia "Satura", evocata attraverso ricordi e oggetti che rappresentano la sua presenza anche dopo la sua morte.

Eugenio Montale: Vita e Carriera

In questo appunto viene descritta in modo dettagliato la poesia “Satura” di Eugenio Montale. Di seguito vengono riportate delle informazioni sul poeta Eugenio Montale, il testo della poesia e l’analisi poetica.

Eugenio Montale è nato il 12 ottobre del 1896 a Genova ed è morto il 12 settembre del 1981 a Milano. Viene ricordato per essere stato un poeta italiano ma anche scrittore, editore ed ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1975.

In età giovanile, Montale si è formato come cantante d'opera. Fu arruolato per prestare servizio nella prima guerra mondiale e al termine della guerra riprese gli studi musicali. Fu sempre più coinvolto nell'attività letteraria. Fu cofondatore nel 1922 di Primo tempo, fu direttore della Biblioteca Gabinetto Vieusseux di Firenze. Nel 1948 divenne redattore letterario e poi direttore musicale del quotidiano milanese Corriere della Sera ("Corriere della sera").

Montale e la Poesia "Satura"

Il primo libro di poesie di Montale fu Ossi di seppia nel 1925. Questo libro di poesie esprimeva l'amaro pessimismo del dopoguerra. In questo libro ha utilizzato i simboli della deserta e rocciosa costa della Liguria per esprimere ciò che provava.

Tra il 1930 e 1940, Montale fu considerato un poeta ermetico. Insieme a Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo, venne influenzato dai simbolisti francesi come Stéphane Mallarmé, Arthur Rimbaud e Paul Valéry e cercò di trasmettere esperienze attraverso la suggestione emotiva delle parole. Ha vinto molti premi letterari e molto successo di critica.

Non ho mai capito se io fossi

il tuo cane fedele e incimurrito

o tu lo fossi per me.

Per gli altri no, eri un insetto miope

smarrito nel blabla

dell’alta società. Erano ingenui

quei furbi e non sapevano

di essere loro il tuo zimbello:

di esser visti anche al buio e smascherati

da un tuo senso infallibile, dal tuo

radar di pipistrello.

Ascoltare era il solo modo di vedere.

Il conto del telefono s’è ridotto a ben poco.

Dicono che la mia

sia una poesia d’inappartenenza.

Ma s’era tua era di qualcuno:

di te che non sei più forma, ma essenza.

Dicono che la poesia al suo culmine

magnifica il Tutto in fuga,

negano che la testuggine

sia più veloce del fulmine.

Tu sola sapevi che il moto

non è diverso dalla stasi,

che il vuoto è il pieno e il sereno

è la più diffusa delle nubi.

Così meglio intendo il tuo lungo viaggio

imprigionata tra le bende e i gessi.

Eppure non mi dà riposo

sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa.

I falchi

sempre troppo lontani dal tuo sguardo

raramente li hai visti davvicino.

Uno a Etretat che sorvegliava i goffi

voli dei suoi bambini.

Due altri in Grecia, sulla via di Delfi,

una zuffa di piume soffici, due becchi giovani

arditi e inoffensivi.

Ti piaceva la vita fatta a pezzi,

quella che rompe dal suo insopportabile

ordito.

Tutte le religioni del Dio unico

sono una sola: variano i cuochi e le cotture.

Così rimuginavo; e m’interruppi quando

tu scivolasti vertiginosamente

dentro la scala a chiocciola della Périgourdine

e di laggiù ridesti a crepapelle.

Fu una buona serata con un attimo appena

di spavento. Anche il papa

in Israele disse la stessa cosa

ma se ne pentì quando fu informato

che il sommo Emarginato, se mai fu,

era perento.

Ho visto in sogno l’Eufrate,

il suo decorso sonnolento tra

tonfi di roditori e larghi indugi in sacche

di fango orlate di ragnateli arborei.

Chissà che cosa avrai visto tu in trent’anni

(magari cento) ammesso che sia qualcosa di te.

Non ripetermi che anche uno stuzzicadenti,

anche una briciola o un niente può contenere il tutto.

È quello che pensavo quando esisteva il mondo

ma il mio pensiero svaria, si appiccica dove può

per dirsi che non s’è spento. Lui stesso non sa nulla,

le vie che segue sono tante e a volte

per darsi ancora un nome si cerca sull’atlante.

Analisi della Poesia "Satura"

La poesia “Satura” ha un doppio significato: sta ad indicare la saturazione del periodo storico avvenuto dopo le guerre e il boom economico ma anche la satira. Le due poesie che si incontrano per prima all’interno di questa raccolta sono “Xenia I” e “Xenia II”, regali dell’antica Grecia da parte degli ospiti. Le altre due si chiamano “Satura I” e “Satura II”. “Satura” esce dopo la morte di Mosca, nel 1963. Dopo “Le occasioni” Montale non scrive più; pubblica questa raccolta nel 1971 e include le Xenia che sono dei doni fatti alla moglie morta. Si ha un cambiamento radicale: lo stile utilizzato assomiglia a quella di un diario, come se fossero scritte quasi per sé stesso, non c’è più l’atteggiamento aulico in precedenza. Le “Satura” sono quasi un’autoironia nei confronti dell’impegno di Montale che aveva in precedenza. Non c’è il correlativo oggettivo ma ci viene detto tutto. Gli ritorna in mente la moglie, che non è più al suo fianco ma è come se ci fosse. In questo caso si ha un ricordo del passato, di Mosca, che si verifica attraverso gli oggetti, come gli occhiali o il luccichio. Drusilla Tanzi era chiamata mosca perché aveva problemi alla vista, era molto miope. Drusilla aveva un intuito straordinario che superava la realtà. Pensa a questo momento intimo in cui sta leggendo un passo di Isaia dell’antico testamento. Le ritorna vicino. Non si possono riconoscere perché lei è senza occhiali e senza quel luccichio non riconosce la Mosca. Così facendo si riafferma il concetto di foschia. Non la identifica senza il luccichio perché la sua mente è annebbiata.

Per ulteriori approfondimenti sulla lirica e Eugenio Montale vedi anche qua

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della poesia "Satura" di Eugenio Montale?
  2. La poesia "Satura" ha un doppio significato, rappresentando sia la saturazione del periodo storico post-bellico che la satira. Montale utilizza uno stile diaristico, riflettendo su esperienze personali e sul ricordo della moglie, Drusilla Tanzi, in un contesto di autoironia.

  3. Quali influenze hanno plasmato la poetica di Montale?
  4. Montale è stato influenzato dai simbolisti francesi come Mallarmé, Rimbaud e Valéry, e insieme a Ungaretti e Quasimodo, è stato considerato un poeta ermetico, cercando di trasmettere esperienze attraverso la suggestione emotiva delle parole.

  5. Qual è il contesto storico in cui Montale ha scritto "Ossi di seppia"?
  6. "Ossi di seppia", il primo libro di poesie di Montale pubblicato nel 1925, esprime l'amaro pessimismo del dopoguerra, utilizzando simboli della deserta costa ligure per riflettere le sue emozioni e il clima culturale dell'epoca.

  7. Come si è evoluto lo stile di Montale nel corso della sua carriera?
  8. Lo stile di Montale ha subito un cambiamento radicale dopo "Le occasioni", passando a un tono più intimo e diaristico nelle "Satura", in cui l'atteggiamento aulico è sostituito da una scrittura quasi personale, priva di correlativi oggettivi.

  9. Qual è il legame tra Montale e la figura della moglie Drusilla Tanzi?
  10. Drusilla Tanzi, soprannominata "Mosca" per la sua miopia, è una presenza costante nella poesia di Montale. La sua essenza e il ricordo di lei permeano le sue opere, evidenziando un'intimità profonda e un senso di perdita che caratterizza la sua scrittura.

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