Indice

  1. Modalità di decorso clinico
  2. Possibili cause del foot drop

Modalità di decorso clinico

Per quanto riguarda il decorso di una patologia.
• La prima modalità indica un esordio improvviso o acuto con un decorso che permette un recupero solo parziale, es: ictus.
• La seconda modalità mostra un completo miglioramento dopo un esordio acuto o subacuto, es: infezioni come encefalite o poussè di sclerosi multipla.
• La terza modalità è più irregolare e indica condizioni di manifestazione acuta, miglioramento completo, ricaduta e seguente recupero parziale: andamento patognomonico della sclerosi multipla.
• La quarta modalità indica una patologia con esordio non databile con precisione e con decorso progressivo ma rapido, es: intossicazione cronica, tumore cerebrale, malattia neurodegenerativa come le malattie prioniche, morbo della mucca pazza.
• La quinta modalità mostra una patologia con esordi acuti e recuperi totali. Si tratta di una malattia parossistica che può anche essere neurologica.
In questo caso il soggetto ha delle crisi e poi sta bene, es: epilessia, emicrania.
• La sesta modalità mostra malattie fluttuanti. In neurologia non sono tipiche ma si possono riscontrare in campo psichiatrico, es: depressione.
Considerando la diagnosi anatomica e la diagnosi eziologica durante tutto il processo di acquisizione della storia e di esame neurologico, i siti più probabili della lesione e la causa più probabile della lesione possono essere combinati insieme, il che aiuterà a raggiungere la diagnosi clinica più ragionevole. Alcune condizioni aggiuntive potrebbero emergere come candidati per la diagnosi differenziale.

Possibili cause del foot drop

Nel caso del “foot drop” cioè quella che sarebbe la malattia del “piede cadente”, le cause più probabili sono lesioni alla radice del nervo L5, disco erniato o tumore del rivestimento dato dalle cellule di Schwann detto schwannoma, o al nervo peroneale, traumi, malattie ereditarie o diabetiche.
È anche vero però che anche in ogni caso, però, è necessario non escludere le altre possibilità: problemi al tronco cerebrale come ictus o tumore; problemi al midollo spinale come tumore, sclerosi multipla o mielite; problemi ai corni anteriori come poliomielite o la malattia dei motoneuroni; sindrome cauda equina; problemi alle fibre alfa motorie; problemi alla giunzione neuromuscolare come la miastenia grave; problemi alle fibre muscolari come miopatia distale ereditaria o miopatia con inclusione corporea.
La diagnosi differenziale deve quindi considerare l’intero percorso della via motoria, partendo dalla corteccia cerebrale e arrivando fino al muscolo. Una lesione può trovarsi nel tronco cerebrale, nel midollo spinale, nelle corna anteriori, nelle radici nervose, nei nervi periferici, nella giunzione neuromuscolare oppure direttamente nel tessuto muscolare.
La presenza di altri sintomi permette di distinguere queste possibilità. Una lesione della radice L5 può associarsi a dolore lombare irradiato alla gamba, mentre una lesione del nervo peroneale può essere collegata a traumi, compressioni o fratture in corrispondenza della testa del perone. Una lesione più centrale, invece, difficilmente provoca soltanto un deficit isolato della dorsiflessione del piede e tende a coinvolgere altri muscoli o altre funzioni neurologiche.

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