Concetti Chiave

  • Le invasioni barbariche causarono la dissoluzione della cultura filosofica e scientifica in Europa, con pochi strumenti culturali rimasti, principalmente legati alla Patristica.
  • Carlo Magno promosse la rinascita culturale attraverso la Scuola Palatina, affidando ad Alcuino di York l'organizzazione dell'istruzione e della cultura nel Sacro Romano Impero.
  • Anselmo d’Aosta propose un equilibrio tra fede e ragione, affermando che la fede deve essere supportata dalla ragione, utilizzando il concetto "credo ut intellegam".
  • Le dispute filosofiche nel Medioevo portarono alla diffusione del pensiero arabo in Europa e alla nascita delle università, dove coesistevano insegnamenti ecclesiastici e laici.
  • Guglielmo Ockham enfatizzò la separazione tra fede e ragione, sostenendo che la scienza deve basarsi sulla logica, escludendo l'applicazione logica alla fede.

Indice

  1. Invasioni barbariche e cultura
  2. Declino e rinascita culturale
  3. Carlo Magno e la rinascita
  4. Dialettici e anti dialettici
  5. Anselmo d'Aosta e la fede
  6. Abelardo e la ragione
  7. Diffusione del pensiero arabo
  8. San Tommaso e il tomismo
  9. Francescani e domenicani
  10. Roger Bacon e Guglielmo Ockham

Invasioni barbariche e cultura

Quando le invasioni barbariche si abbatterono sull’Europa, la cultura filosofica scientifica subì effetti di dissoluzione. Gli strumenti culturali rimasti in piedi erano scarsi ed è su questi dati che si risalire la china per ricostruire il tutto. Questi dati erano soprattutto costituiti dall’elaborazione che i grandi padri della Patristica (San Girolamo, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Gregorio Magno) avevano fatto della cultura. Tale cultura si trasmise, anche se a volte in modo non corretto e polemico per tutti i secoli dell’Alto Medioevo. Tutta l’opera di Platone, in occidente non fu più disponibile, fatta eccezione per il Timeo di Platone, la cui dottrina cosmologica servì per secoli come modello alle concezioni cristiane del mondo fisico e astronomico, anche se si trattava di una dottrina simbolica, ideale e allegorica, invece di essere propriamente scientifica.

Di Aristotele rimase soltanto una parte degli scritti di logica, mentre scomparvero del tutto le opere metafisiche e scientifiche, che costituivano la parte più importante del sapere antico.

In generale, l’alto Medioevo organizzò i pochi dati rimasti della cultura classica sotto forma di commento o di sintesi a carattere enciclopedico, com’è il caso di Cassiodoro o di Severino. Quest’ultimo, vissuto fra il 480 e il 526 viene considerato il padre della cultura medioevale e la sua opera servì per secoli come modello e fonte principale di conoscenza.

Declino e rinascita culturale

Tra il VII e il IX secolo, la cultura raggiunge i livelli più bassi. Invece, nelle regioni europee culturalmente più povere dal punto di vista culturale come l’Irlanda, la Scozia e l’Inghilterra, conservarono meglio un piccolo patrimonio di conoscenze, perché subirono le invasioni barbariche. Qui operò Beda il Venerabile, monaco e scrittore di origine anglosassone, ricordato anche da Dante.

Carlo Magno e la rinascita

Quando nell’800, Carlo Magno ripristina l’unità politica europea, con l’istituzione del Sacro Romano Impero, prese a cuore anche il problema della rinascita della cultura e dell’istruzione. Affidò questo incarico ad Alcuino di York, un pensatore e teologo anglosassone.

Fu così organizzata la Scuola Palatina (= scuola di Palazzo), che diventò il centro della Rinascenza carolingia. Egli compose tutta una serie di manuali che rimasero in uso per quasi tre secoli e suddivise in sapere delle note Arti liberali, divise in Trivio e Quadrivio, che in seguito furono assunte a ruolo di regole universali.

Dall’età carolingia in poi, la cultura conobbe una forte ascesa. Furono ripresi i contatti con la cultura bizantina e iniziarono i rapporti con quella araba, importanti questi ultimi in matematica, geometria, matematica, meccanica, astronomia e medicina. Anche all’interno della Chiesa stessa si ebbe un nuovo e significativo fervore culturale che ispirò il moto di rinnovamento morale e spirituale partito dall’0abbazia di Cluny. Molte abbazie legate a diversi ordini monastici (Benedettini, Domenicani, Francescani, Cistercensi, ecc.) diventarono centri di studio umanistici e scientifici ed assunsero il ruolo di guide culturali.

Con la ripresa degli studi, ripresero anche i dibattiti e primo fra tutti il problema del rapporto tra filosofia e rivelazione.

Dialettici e anti dialettici

Nel corso dell’ XI si ebbe la lotta fra i dialettici e gli altri dialettici che in pratica riprendeva il vecchio problema discusso dalla Patristica. I dialettici, prendevano le posse dalla logica di Aristotele per sviluppare un’arte della discussione e della dimostrazione molto sottile per applicarne poi la procedura e il risultato alla teologia cristiana. Questo provocò un grosso scandalo e ispirò la reazione degli anti dialettici come Pier Damiani che condannavano ogni forma di sapere laico per salvare i dogmi della fede.

Anselmo d'Aosta e la fede

Questa contesa fra dialettici e anti dialettici trova una soluzione in Anselmo d’Aosta, vissuto nell’ XI secolo. Egli si occupò soprattutto del rapporto fra fede e ragione arrivando alla conclusione seguente: la fede non deve essere cieca, ma richiedere sempre l’aiuto della ragione. Tuttavia, la fede è il dato di partenza a cui la ragione deve essere applicata come strumento per chiarire e per sostenere. Celebre è la sua frase “credo ut intellegam” = credo per capire) che riassuma il suo modo di concepire la questione.

Abelardo e la ragione

La soluzione di Anselmo d’Aosta fu oggetto di studi, approfondimenti e sviluppi. Si sostiene che la ragiona, una volta legittimata, tende sempre ad uscire dalla sua posizione subalterna rispetto alla fede e rivendica quindi la sua autonoma funzione. Questo succede con il più grande maestro della filosofia Scolastica, Abelardo, vissuto fra il 1079 e il 1142.. Per il filosofo non è possibile credere per capire perché prima bisogna aver chiaro ciò che si crede. Infatti il pensiero di Abelardo si riassume nella frase “intellego ut credam” (= capisco per cedere), un concetto che suscitò l’opposizione accanita da parte di San Bernardo e delle autorità ecclesiastiche in generale.

Diffusione del pensiero arabo

La diffusione di tante dispute comportò due conseguenze molto rilevanti: 1) la diffusione in Europa del pensiero arabo (con Avicenna e Averroè) che fece conoscere il pensiero di Platone e soprattutto di Aristotele che nel tempo erano stati dimenticati 2) la nascita delle università (Bologna, Salerno, Parigi, Oxford, ecc.) in cui a fianco del tradizionale insegnamento ecclesiastico cominciarono a coesistere i primi docenti laici. In esse erano frequenti le battaglie ideologiche che, in alcuni casi sfociarono perfino in scontri fisici. Per quanto riguarda la filosofia Scolastica, essa raggiunge l’apogeo nel XII secolo per poi avviarsi quasi subito verso il declino.

La riscoperta del pensiero aristotelico sconvolse il sapere europeo, sia a livello filosofico che scientifico e morale. La Chiesa considera pagano il pensiero di Aristotele e per questo cercò con tutti i mezzi di impedire la diffusione del pensiero aristotelico. Ma ogni tentativo fu vano perché

in tutte le Università si diffuse il concetto delle due verità derivato dal pensiero di Averroè in basse al quale fede e ragione sono due ambiti nettamente distinti perché ciò che è vero per la fede non lo può essere per la ragione e viceversa.

San Tommaso e il tomismo

Merito di San Tommaso di Acquino è di aver tentato di trovare un accorto tra il pensiero di Aristotele e il Cristianesimo. Egli parte dall’idea che il pensatore greco occupa un posto rilevante e indiscutibile nella ragione umana. D’altra parte la ragione è il procedimento che segue la Teologia quando si tratta di dimostrare delle verità. Pertanto, eli conclude che la ragione si armonizza bene con la fede e la rivelazione

Questa si chiama Tomismo e costituisce una delle più grandi sintesi fra pensiero pagano e pensiero cristiano, sempre attuale, anche nel pensiero moderno.

Francescani e domenicani

L’Università di Parigi e dell’ordine francescano si opposero con vemenza al pensiero di San Tommaso d’Aquino e Dei domenicani. I Francescani erano più orientati verso la dimensione mistica della religione, tralasciando, quindi l’aspetto razionale anche se compatibile con la fede e ebbero come centro di diffusione Chartres e l’abbazia parigina di Saint-Victor. Per essi la fede è contemplazione, slancio interiore e emotività. Invece, per i Domenicani, la fede si coniuga con la razionalità e se i Francescani trovano in Sant’Agostino la loro guida e attraverso lui, essi arrivano a Platone, i Domenicani sono rivolti verso Aristotele, tramite l’opera di San Tommaso d’Aquino. I francescani accentuano l’autonomia della fede che non può essere ridotta ai principi della ragione: la fede ha ragioni che la ragione non può avere, essi affermavano. Dopo gli scontri con l’Università di Parigi, i Francescani riuscirono ad imporre la propria influenza nell’Università di Oxford.

Roger Bacon e Guglielmo Ockham

In questa atmosfera, fiorì l’opera di Roger Bacon e di Guglielmo Ockham che portarono alle estreme conseguenze la separazione fra fede e ragione. Per Ockham la scienza si basa sulla logica e fuori da questo ambito, la logica non ha più nessun valore. I contenuti delle fede non costituiscono una verità basata sull’esperienza, bensì oggetto di volontà spirituale Per questo motivo l’idea di applicare alla fede i procedimenti dimostrativi della logica sono assurdi e non conducono ad alcuna conclusione valida. Quando Marsilio da Padova afferma che lo Stato ha una totale autonomia civile rispetto al potere spirituale e temporale della Chiesa, orma, si può dire che il Medioevo si è concluso.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono gli effetti delle invasioni barbariche sulla cultura filosofica e scientifica in Europa?
  2. Le invasioni barbariche causarono una dissoluzione della cultura filosofica e scientifica, lasciando pochi strumenti culturali. La trasmissione della cultura avvenne attraverso i grandi padri della Patristica, sebbene in modo non sempre corretto, e solo alcune opere di Platone e Aristotele rimasero disponibili.

  3. Quali furono gli effetti delle invasioni barbariche sulla cultura filosofica e scientifica in Europa?
  4. Le invasioni barbariche causarono una dissoluzione della cultura filosofica e scientifica, lasciando pochi strumenti culturali, principalmente l'elaborazione dei padri della Patristica, che trasmisero la cultura attraverso commenti e sintesi, come nel caso di Cassiodoro e Severino.

  5. Come si sviluppò la cultura durante l'epoca carolingia?
  6. Sotto Carlo Magno, la cultura conobbe una rinascita grazie alla Scuola Palatina, organizzata da Alcuino di York, che divenne il centro della Rinascenza carolingia e promosse le Arti liberali, influenzando profondamente l'istruzione per secoli.

  7. Come si sviluppò la cultura durante l'epoca carolingia?
  8. Con Carlo Magno, la cultura conobbe una rinascita grazie alla Scuola Palatina, organizzata da Alcuino di York, che promosse le Arti liberali e ristabilì i contatti con le culture bizantina e araba, favorendo un nuovo fervore culturale all'interno della Chiesa.

  9. Qual è il significato della contesa tra dialettici e anti dialettici nel XI secolo?
  10. La contesa tra dialettici, che utilizzavano la logica di Aristotele per la teologia, e anti dialettici, come Pier Damiani, che rifiutavano il sapere laico, rifletteva il dibattito sul rapporto tra fede e ragione, un tema centrale nella filosofia medievale.

  11. Qual è il significato della contesa tra dialettici e anti dialettici nel XI secolo?
  12. La contesa rappresentava il dibattito sul rapporto tra fede e ragione, con i dialettici che utilizzavano la logica aristotelica per la teologia, mentre gli anti dialettici, come Pier Damiani, condannavano il sapere laico per preservare i dogmi della fede.

  13. Qual è il contributo di San Tommaso d'Aquino al pensiero cristiano?
  14. San Tommaso d'Aquino cercò di armonizzare il pensiero di Aristotele con il Cristianesimo, sostenendo che la ragione e la fede possono coesistere, dando vita al Tomismo, una sintesi fondamentale tra pensiero pagano e cristiano.

  15. Qual è il contributo di Anselmo d'Aosta al dibattito tra fede e ragione?
  16. Anselmo d'Aosta sostenne che la fede deve essere supportata dalla ragione, affermando che "credo ut intellegam", cioè la fede è il punto di partenza per l'applicazione della ragione, cercando di armonizzare i due ambiti.

  17. Come influenzarono i Francescani e i Domenicani il dibattito filosofico medievale?
  18. I Francescani enfatizzarono la dimensione mistica della fede, mentre i Domenicani, seguendo San Tommaso, si concentrarono sulla razionalità. Questa divergenza influenzò profondamente le università e il pensiero filosofico, portando a scontri ideologici significativi.

  19. Come influenzarono i Francescani e i Domenicani il pensiero medievale?
  20. I Francescani enfatizzarono la dimensione mistica della fede, mentre i Domenicani, seguendo San Tommaso d'Aquino, cercarono di coniugare fede e razionalità, portando a scontri ideologici nelle università, in particolare a Parigi e Oxford.

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