Concetti Chiave
- L'evoluzione della rappresentanza politica nel '200 portò alla creazione di un Parlamento con rappresentanti eletti da ceti feudali, città e borghi.
- Il Parlamento aveva una funzione giurisdizionale, approvando disposizioni con validità permanente, simili a decisioni giudiziarie.
- La necessità di risorse per guerre portò il re Enrico III a coinvolgere i contribuenti nelle decisioni fiscali, segnando un passo verso la rappresentanza politica europea.
- In Inghilterra, il Parlamento era bicamerale, composto dalla Camera dei Lords e dalla Camera dei Comuni, rappresentando nobili, vescovi e cittadini.
- Il diritto di voto era limitato ai proprietari con reddito minimo di 40 scellini, escludendo chi possedeva terreni in concessione.
Evoluzione della rappresentanza politica
Un'evoluzione si verificò nella rappresentanza politica. Se agli inizi del ‘200 l’assemblea generale aveva i caratteri di un’assemblea feudale, non solo ai rappresentati feudali si aggiunsero i rappresentanti delle città e dei borghi, ma queste tre categorie vennero a far parte di un Parlamento mediante procedura elettiva, non più per scelta discrezionale dello sceriffo.
Ruolo del Parlamento e delle assemblee
Va comunque sottolineata la natura prevalentemente giurisdizionale del Parlamento, dove le disposizioni approvate erano assimilabili a decisioni giudiziarie con validità estesa e permanente. La ricerca di danaro per le guerre e le spese del regno, quindi la necessità per Enrico III di estendere l’alveo dei contribuenti dai quali poter ottenere risorse, dovendoli pertanto coinvolgere nelle decisioni sui tributi, colloca il regno inglese alle origini del sistema europeo della rappresentanza politica di decidere sulla guerra e nuovi tributi. In queste materi l’imperatore aveva l’iniziativa, ma occorreva comunque il consenso dell’assemblea dei ceti. Analogo ordinamento si ritrova all’interno dei singoli principati territoriali.
L’assemblea dei Land comprendeva in collegi distinti, i nobili, i prelati e i rappresentanti delle città imperiali.
Composizione del Parlamento inglese
In Inghilterra, il Parlamento ereditava dal medioevo una composizione bicamerale in cui alla Camera dei Lords (alta aristocrazia, vescovi) – si accompagnava una Camera dei Comuni, dove erano rappresentate le 37 contee, le città e i borghi del regno. Contee, borghi e città, eleggevano – non di rado con l’intervento determinate dello sceriffo – i propri rappresentanti. Il diritto di voto era riservato ai proprietari con un reddito di almeno 40 scellini – era escluso chi aveva terreni in concessione.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'evoluzione della rappresentanza politica nel '200?
- Qual è il ruolo giurisdizionale del Parlamento inglese?
- Come era strutturato il Parlamento inglese?
Nel '200, l'assemblea generale si trasformò da un'assemblea feudale a un Parlamento con rappresentanti eletti delle città, borghi e nobili, segnando un passaggio significativo verso una rappresentanza politica più inclusiva.
Il Parlamento aveva una natura giurisdizionale, con le sue decisioni assimilabili a sentenze permanenti, e giocava un ruolo cruciale nella raccolta di fondi per le guerre, richiedendo il consenso dei contribuenti per le decisioni fiscali.
Il Parlamento inglese era bicamerale, composto dalla Camera dei Lords, rappresentante dell'alta aristocrazia e dei vescovi, e dalla Camera dei Comuni, che includeva rappresentanti delle 37 contee, città e borghi, con diritto di voto limitato ai proprietari con un reddito minimo.