Concetti Chiave
- La cultura medioevale è caratterizzata da un forte simbolismo radicato nel Cristianesimo, dove ogni aspetto della realtà acquista un significato morale legato alla Provvidenza divina.
- Opere come il Fisiologo e i bestiari esplorano significati simbolico-morali attribuiti agli animali e alla natura, estendendo l'allegoria a diversi elementi del mondo naturale.
- La personificazione di virtù e vizi è una pratica comune nell'arte medioevale, rendendo concetti astratti comprensibili anche per chi non sa leggere.
- Le cattedrali medievali utilizzano decorazioni simboliche, come leoni e mostri, per impartire insegnamenti morali e incoraggiare il rifiuto del male.
- Esempi celebri di personificazione si trovano nella Divina Commedia di Dante e nelle opere di Giotto, che rappresentano vizi e virtù attraverso figure umane e animali.
Indice
Simbolismo e cristianesimo nel Medioevo
La mentalità e la cultura medioevali hanno una forte componente simbolica, un aspetto che trova le proprie radici nel Cristianesimo. Per esempio, San Paolo, nel contrapporre la vita terrena alla vita celeste aveva scritto che sulla terra vediamo la realtà in modo confuso, come in uno specchio, mentre nella vita celeste vedremo a faccia a faccia.. Di conseguenza, per l’uomo del Medio Evo ogni aspetto della realtà che ci circonda ci rimanda a qualcosa che gli dà significato. Questa sorta di completamento ha luogo in una prospettiva morale e in direzione della salvezza eterna. In altre parole, si può dire che ai dati che ci fornisce la realtà sensibile sono attribuiti dei significati morali che collocano ogni tipo di esperienza in una quadro di Provvidenza divina.
Opere simboliche e significati morali
Da questo concetto deriva tutta una serie i considerazioni che hanno un denominatore comune. Fra queste si colloca l’opera il Fisiologo che descrive i significati simbolico-morali che possiamo ricavare dai comportamenti degli animali. Derivati da questi scritti sono anche i lapidari, i bestiari, gli erbari, ossia tutti i trattati che descrivo le proprietà e i risvolti morali delle pietre, degli animali e delle erbe, che estendono l’interpretazione allegorica al mondo della natura.
Personificazione di virtù e vizi
Ma soprattutto sono le virtù e i vizi ad essere personificati: si tratta di una tendenza ampiamente diffusa nel modo medioevale di stabilire un rapporto fra il piano della natura concretamente visibile e la ricerca di un significato religioso e morale che possono derivare da esso. In altre parole viene personificato un dato negativo o positivo dell’animo umano, considerato in senso astratto. Per esempio, per rappresentare l’invidia , in pittura o in scultura, si ricorre ad una donna dall’aspetto sgradevole, dal volto livido e tirato, dagli occhi torbidi. In questo modo, ad un concetto viene data concretezza e si ottiene un insegnamento morale molto efficace, comprensibile anche dalle perone analfabete o semplici. D’altra parte, bisogna ricordare che l’insegnamento morale è un’esigenza di fondo di tutta l’arte medioevale. Nelle cattedrali i portali erano decorati con leoni, simbolo della forza e i mostri, come grifoni e draghi, simboleggiano il male e inducono chi li osserva a rifiutarlo. A questo proposito, è molto significativo il Roman de la Rose, in cui compaiono come personaggi, gli atteggiamenti interiori dell’uomo, cioè Amore, Gelosia, Vergogna ecc.
Esempi di personificazione nell'arte
Anche Dante, nella Divina Commedia ci dà un esempio di questa tecnica quando all’inizio dell’Inferno le tre fieri rappresentano i tre peccati e lo stesso scopo persegue anche Giotto nel dipingere la Cappella degli Scrovegni a Padova in cui, con figure femminili, esemplifica vizi e virtù.
In sintesi si può affermare che mentre nei lapidari, nei bestiari e negli erbari si poteva scoprire il concetto e l’insegnamento, nelle personificazioni il concetto o l’insegnamento veniva trasferito nel datonaturale, ossia nella figura umana o in un animale.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra simbolismo e Cristianesimo nel Medioevo?
- Che ruolo hanno le opere come il Fisiologo nel contesto simbolico medioevale?
- Come vengono personificate le virtù e i vizi nell'arte medioevale?
- Qual è l'importanza dell'insegnamento morale nell'arte medioevale?
- In che modo Dante e Giotto utilizzano la personificazione nelle loro opere?
La mentalità medioevale è fortemente influenzata dal Cristianesimo, dove ogni aspetto della realtà ha un significato morale che rimanda alla Provvidenza divina, come descritto da San Paolo.
Il Fisiologo e opere simili, come lapidari e bestiari, esplorano i significati simbolico-morali dei comportamenti degli animali e delle proprietà di pietre e piante, estendendo l'interpretazione allegorica alla natura.
Le virtù e i vizi sono personificati per stabilire un legame tra la natura visibile e il significato morale, rendendo concetti astratti concreti e comprensibili, come nel caso dell'invidia rappresentata da una donna sgradevole.
L'insegnamento morale è fondamentale nell'arte medioevale, come dimostrano le decorazioni delle cattedrali e opere come il Roman de la Rose, che utilizzano simboli e personificazioni per trasmettere messaggi etici.
Dante, nella Divina Commedia, e Giotto, nella Cappella degli Scrovegni, usano la personificazione per rappresentare vizi e virtù, rendendo i concetti morali accessibili attraverso figure umane e animali.