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Gestione sanitaria del suino e principali patologie di allevamento

Introduzione

L’allevamento suinicolo è un allevamento intensivo, gli animali sono tenuti in strutture chiuse con poco accesso all’esterno. La maggior parte degli allevamenti sono a ciclo chiuso, includendo tutte le fasi di produzione dalla zona parto (scrofaia) allo svezzamento, al magronaggio e ingrasso. I suini escono molto poco. Nel ciclo chiuso si hanno tutte le fasi della produzione: scrofaia = parto, svezzamento, magronaggio + zona IA scrofa, una volta che gli animali sono svezzati. È un ciclo continuo all’interno dell’allevamento, che riduce molto il pericolo di trasmissione di malattie, poiché non acquistando capi da altri allevamenti (animali che provengono da altre realtà), si controllano le patologie circolanti, risultando un aspetto importante per la biosicurezza.

L’acquisto di nuovi animali prevede soggetti controllati per determinate patologie, sottoposti ad adeguata quarantena all’arrivo: valutazione e prelievi per determinate patologie come la PRRS, onde evitare perdite economiche importanti. La gestazione dura 114-115 giorni. Lo svezzamento avviene a 28 giorni, anche a 21 giorni, ma sono necessari nursery per accudire i suinetti di una settimana prima del termine di legge, altrimenti vi è il rischio di patologie da stress per allontanamento dalla scrofa.

Segue magronaggio e ingrasso: il suino da ingrasso italiano (prosciutto di Parma o DOP) è macellato ad almeno 9 mesi di età e peso di 160 kg (normative per la produzione di prosciutto, altrimenti non entrano nella filiera).

Esame clinico sul singolo animale o sul gruppo

L’esame individuale è effettuato raramente; tuttavia, è essenziale conoscerne le basi. Il gruppo è formato da singoli, se si sospetta un nuovo problema, è necessaria una visita accurata e completa. Nell'ambiente suinicolo non viene preso in considerazione il singolo individuo, il quale però può essere la spia dell’insorgenza di una nuova patologia che potrà coinvolgere anche altri. Quindi, sebbene si consideri il gruppo in generale, bisogna porre attenzione al singolo: trattare ed isolare il singolo animale, ma valutare, prevenire e risolvere il problema anche nel gruppo. Considerare il gruppo a partire dal singolo. La visita clinica dovrebbe essere effettuata seguendo una procedura standard, altrimenti vi è il rischio di perdere osservazioni essenziali per una corretta diagnosi.

Domande da porre in azienda

In azienda, soprattutto alla prima visita, bisogna comprendere la gestione, la tipologia di allevamento e cosa può indurre i problemi in causa. È essenziale porre domande precise ed appropriate all’allevatore, ascoltare e valutare attentamente quanto viene risposto, per comprendere cosa l’allevatore nasconde. Esempi di domande da fare:

  • Da quanti animali è composta l’azienda?
  • Problematiche individuate: cosa ha visto l’allevatore, perché ha chiamato il veterinario?
  • Severità della problematica? Numero di animali coinvolti, morti?
  • Dove è localizzato il problema dal punto di vista dell’età degli animali: sala parto, svezzamento, magronaggio?
  • Gruppi colpiti (età ecc.)
  • È un problema individuale o di gruppo, e ci sono più soggetti coinvolti nel gruppo?
  • Ci sono differenti problemi nello stesso gruppo?
  • Il problema si è diffuso ad altri gruppi?
  • Quando sono insorte le problematiche? Ieri, oggi, da qualche mese? È importante anche il dove.
  • Come si è sviluppato o sta procedendo?
  • Problema primario e secondario: sono presenti più di un problema?
  • Considerazioni epidemiologiche?
  • Ci sono altri fattori? Quali fattori il cliente pensa siano rilevanti nella situazione?
  • Cosa ha fatto il cliente? Azioni messe in atto per alleviare il problema? Qual è stato il risultato?
  • Chiedere come si comportano gli animali: mangiano, defecano, urinano, bevono, tossiscono, starnutiscono, zoppicano, sono morenti?
  • Numero di animali coinvolti e/o morti? Morbilità e mortalità?

Bisogna utilizzare queste domande per indirizzarci sul problema, capire come partire e cercare di risolvere il problema.

Osservazione

Osservare il comportamento degli animali prima di entrare nella stanza (se possibile). I suini sono delle prede, all’entrata di estranei hanno paura del nuovo e cominciano a scappare e muoversi, quindi non si comprende il loro atteggiamento naturale. Tuttavia, se si permane all’interno della stanza si calmano, avvicinandosi ai suini e restando fermi, gli animali si avvicinano incuriositi (vedono, annusano, guardano che fate). Dopo del tempo si calmano e si può osservare il loro comportamento. È importante osservare gli animali all’interno dell’azienda: gli animali non parlano, ma osservandoli si capisce molto, evitando però di stressarli.

Osservare il momento di somministrazione dell’alimento e il momento di riposo degli animali. Ci sono varie modalità di somministrazione dell’alimento, quindi in alcuni casi non si può non evidenziare questa fase. La somministrazione può essere:

  • A libitum, secco: le materie prime sono sfarinate e sbriciolate. Prima dello svezzamento si ha sempre la somministrazione di secco a volontà.
  • Broda, umido o liquido: da magronaggio a ingrasso in 2-3 pasti giornalieri; quindi quando viene somministrato hanno molta fame e vanno a mangiare immediatamente a livello del trogolo. Un animale in disparte che non si alimenta in questa fase è già un segno che non sta bene: va valutato, visitato ed eventualmente trattato.

Si visita e tratta nel box oppure si può isolare in infermeria. Se gli animali stanno addossati in gruppo è indice che hanno freddo: la temperatura all’interno della struttura è bassa e può comportare l’insorgenza di problematiche respiratorie.

Ascoltare gli animali ed apprezzare qualsiasi cambiamento di sonorità emesse all’interno del gruppo. I suini hanno un loro normale atteggiamento, è necessario avere ben presente il normale suono emesso dagli animali, osservandoli in condizioni non stressanti. Stando in silenzio si possono udire:

  • Qualche colpo di tosse, starnuto o rantolo, bisogna identificare il soggetto o se coinvolti più soggetti (solitamente sono coinvolti più animali), segue la loro valutazione e trattamento: in caso di influenza suina potrebbero effettuare starnuti, o se coinvolto Mycoplasma hyopneumoniae potrebbero avere colpi di tosse.
  • Riduzione della rumorosità: talvolta, alcune patologie abbattono gli animali che appariranno meno rumorosi. Per esempio, in presenza di infezione da Actinobacillus pleuropneumoniae o influenza suina gli animali potrebbero apparire meno rumorosi, perché abbattuti.

Cambiamento di odore nella stanza: valutare la presenza di:

  • Animali morti all’interno del box, talvolta passano inosservati se i box sono molto numerosi.
  • Odore particolarmente forte ed acre proveniente dal box per diarrea (può associarsi a febbre) o altre problematiche.

Osservare gli animali che presentano sintomatologia clinica ed il sesso degli animali colpiti: se gli animali malati sono maschi/femmine o castrati è importante per problematiche post-castrazione che si verificano in sala parto: tagli troppo grossi associati a sporcizia (imbrattamento zona incisione) possono condurre a infezione secondaria. È necessaria una medicazione e trattamento antibiotico per evitare il rischio di patologie e morte post-castrazione.

Visita clinica

Frequenza respiratoria (FR) e frequenza cardiaca (FC) sono difficili da valutare perché gli animali si agitano quando ci avviciniamo ed inoltre emettono sonorizzazioni. Pertanto, si misurano raramente, soprattutto se il respiro è normale e non presenta rantoli. La temperatura è importante da misurare: è intorno ai 39°C, aumenta durante il parto perché evento stressante, ma è sempre tra 38,5-39,5°C.

Il Body Condition Score (BCS) ha una scala da 1 a 5 e varia di 0,5 in 0,5. Si va da emaciato, magro, normale, grasso e obeso (5). Si valuta sulle anche e sulla colonna vertebrale, bisogna considerare la loro visibilità, se palpabili oppure il grasso e la massa muscolare è tale da non consentire visibilità e palpazione:

  • 1: striscia vertebrale ed anche
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5: ingrasso pronto per il macello

Le scrofe devono avere un BCS = 3, è necessario porre attenzione alle scrofe, perché se troppo magre non cicla o perde la gravidanza ovvero rimane gravida, ma abortisce per carenza di energia. Se sono grasse, hanno problematiche al parto. È importante che l’alimentazione sia gestita in maniera ottimale, l’animale non deve ingrassare nei primi 2 mesi di gravidanza, altrimenti si accumula grasso a livello mammario (infiltra grasso nel tessuto mammario) diminuendo la produzione del latte.

Il BCS può essere valutato con:

  • Vista e palpazione
  • Tramite l’utilizzo di calibro: più semplice in poco tempo fornisce info su se l’animale è magro, grasso o se è in buona forma.

Peso: è importante da valutare nelle varie fasi dell’accrescimento dei suinetti, per verificare se l’idoneità della razione somministrata, l’ambiente o la capacità assimilativa degli animali è tale da giungere a determinata età al peso per la macellazione. Valutare il peso dei suinetti e verificare che sia adeguato alla loro età.

Le scrofette commerciali (Large White/Landrace) vengono inseminate intorno ai 140 kg a circa 240 giorni di vita (8 mesi), quindi le scrofe arriveranno ad un peso di circa 200-250 kg, mentre i verri a circa 300-400 kg in base all’età (se restano in azienda per qualche anno).

Allo svezzamento, a 4 settimane di vita del suinetto, il peso medio è di 7 kg ed a 9 mesi 160 kg. A partire dalla 18ª settimana, il loro accrescimento giornaliero deve essere di 1 kg/giorno, è necessario valutare un corretto ingrassamento essendo la razione impostata in base al peso dell’animale. Devono seguire una corretta curva di accrescimento: la razione somministrata è aumentata giornalmente in base all’accrescimento dell’animale, quindi l’accrescimento giornaliero non deve essere eccessivo o ridotto.

Il prelievo di sangue è molto difficile per l’assenza di vene visibili, risultando casuale: sapendo dov’è il punto di prelievo, è effettuato alla cieca e la correttezza migliora con l’esperienza. Sono effettuati sempre con il vacutainer perché con la siringa non siamo in grado di eseguirlo. Suinetti e suini con meno di 30 kg sono trattenuti a testa in giù e viene effettuato a sinistra della trachea dove passa la vena cava anteriore: vi è un solco apprezzabile dove si entra perpendicolarmente alla cute in profondità.

Per suini oltre i 30 kg (ingrasso), il prelievo di sangue viene effettuato dalla vena giugulare con provetta vacutainer e ago di almeno 1.1 mm. Si utilizza un serramuso per tenere fermo l’animale che strillerà molto, sono necessari tappi per le orecchie. Si procede a sinistra o a destra della trachea, si palpa il solco e si entra con un ago e provetta vacutainer perpendicolarmente alla cute.

Acqua

In aziende nuove con varie problematiche (molta mortalità) bisogna considerare la disponibilità, modalità di somministrazione, qualità e caratteristiche microbiologiche dell’acqua somministrata. Valutare dimensioni e numero degli abbeveratoi. I suini solitamente hanno beverini bassi, dove si recano premono ed esce l’acqua. Valutare se posti all’altezza adeguata per peso/dimensioni e se l’acqua esce dai beverini. Se l’animale è alimentato con secco a volontà può morire per assenza di acqua (la broda contiene già parte di acqua), quindi bisogna valutare il funzionamento dei beverini, che siano ad altezza e numero adeguato e che la pressione non sia troppo forte.

Valutare il comportamento degli animali quando usano i beverini, permanendo per 10-15 minuti nei locali si osserva:

  • Tempo speso per abbeverarsi: i maialini svezzati sono riluttanti a bere per più di 6 minuti al giorno mentre le scrofe in allattamento trascorrono molto tempo a bere.
  • Affollamento ai beverini potrebbe essere dovuto a un numero ridotto di beverini funzionanti o a un ridotto apporto d’acqua al beverino perché intasato (bevono poco, sostano di più e affollamento) può portare a un aumento dello stress con aumento aggressività. Se approvvigionamento idrico è limitato si ha un aumento di combattimenti e aggressività tra i maiali.
  • Privazione di acqua per 24-36 ore dopo stop alimentazione vi è un drastico calo del consumo di alimenti da parte degli animali. Il problema risulta molto più grave in sistemi di alimentazione ad libitum (secco) poiché non viene controllato l’animale durante l’assunzione di cibo.

Igiene delle strutture

È importante valutare l’igiene delle strutture essendo la rimozione delle feci, la pulizia e disinfezione dei box nei vari gruppi molto utile per il controllo di molte malattie. Quindi controllare ogni quanto e come vengono tolte feci e sporcizia del luogo. Lo sporco andrebbe rimosso molto spesso per tenere puliti gli ambienti e i box. Il suino è un animale pulito, defeca e urina dove non dorme, creando all’interno del box un ambiente più pulito dove dorme e un ambiente dove sporca; si osservano suini più sporchi nel periodo estivo in conseguenza del caldo, quando l’animale si rotola dove vi è fresco, ovvero acqua ed urina per rinfrescarsi.

Gestione tutto pieno-tutto vuoto

È fondamentale quando i box restano liberi utilizzare idropulitrici e disinfettanti per eliminare residui, feci e sporco tra una mandata di animali e l’altra, altrimenti si può veicolare patologie tra un ciclo e l’altro. Va consigliato all’allevatore di fare correttamente la pulizia dei vari box. Tutta la materia organica dovrebbe essere lavata via, le idropulitrici spruzzano acqua calda ad alta pressione risultando fondamentali per una pulizia accurata. Essendo la maggior parte delle malattie trasmesse da animali portatori più anziani ad animali sensibili più giovani, va evitato di mescolare i gruppi nello stesso capannone.

È importante il sistema di gestione e spostamento degli animali nel tempo ed evitare di mescolare i gruppi di animali nello stesso capannone teoricamente. Quando gli animali sono spostati da un luogo a un altro, vanno spostati tutti gli animali, disinfettate tutte le strutture, prima dell’inserimento dei nuovi animali (specialmente se animali piccoli). Tuttavia, a volte per problemi strutturali questo non si può evitare, risultando in gruppi di suini di età diversa, questo comporta la possibilità che i nuovi arrivi si ammalino essendo animali già stressati all’arrivo nei nuovi box che entrano in contatto con altri suini già presentanti patologie. Importanza se possibile tutto pieno-tutto vuoto.

Temperatura ambiente

Sono animali molto suscettibili, facilmente stressabili se le temperature sono troppo alte o troppo basse. Le temperature basse possono portare a possibili infezioni respiratorie per stress, mentre le temperature alte portano a stress con conseguente abbassamento delle difese immunitarie e patologie se entrano in contatto con patogeni. La temperatura ha un forte effetto sul comportamento (causa nervosismo), assunzione del cibo (aumento o diminuzione) e resistenza alle patologie (diminuisce).

Si hanno 3 zone termiche:

  • Zona termica ideale: è il range di temperature nel quale il calore prodotto è pressoché lo stesso di quello dissipato.
  • Cool zone: subito sotto la zona termica ideale. L’animale mette in atto meccanismi per conservare il calore (vasocostrizione periferica). Se l’animale ha freddo utilizza una maggior quantità di razione dell’alimento per riscaldarsi, penalizzando l’accrescimento (cresce meno), divenendo un ingente perdita economica per ridotto accrescimento.
  • Warm zone: subito sopra la zona termica ideale. L’animale deve mettere in atto meccanismi per dissipare calore (vasodilatazione periferica). Come la temperatura aumenta, l’animale riduce le sue attività in attesa (anche l’alimentazione) di una diminuzione di produzione del calore metabolico.

Il suino non suda, il calore è dissipato attraverso:

  • Conduzione con il pavimento
  • Radiazione
  • Convezione con l’aria
  • Respiro

Le temperature variano nelle varie fasi, quindi si comprendono le problematiche della sala parto. La tabella indica i range di temperature corrette per le varie fasi e subito si identificano le difficoltà di tenere la temperatura corretta in sala parto: le scrofe che allattano hanno la necessità di una temperatura tra i 16 ed i 20°C, mentre i suinetti tra i 30-34°C. Non si può mantenere una temperatura oltre i 20°C perché le scrofe andrebbero in difficoltà, si tiene una temperatura ambiente di 20°C, i suinetti sono riscaldati con lampade che tengono alta la temperatura del suinetto: attenzione al funzionamento e che riscaldino, altrimenti si ha ammassamento dei suinetti perché hanno freddo ed essendo piccoli con poche difese vanno incontro a stress e facilmente insorgono patologie.

Ventilazione

È importante per rimuovere i gas nocivi come ammoniaca (++), monossido di carbonio, acido solfidrico. Questi gas possono irritare le mucose degli occhi e delle prime vie aeree causando una maggiore suscettibilità alle infezioni respiratorie. L’eliminazione dei gas si effettua tramite una ventilazione corretta della struttura (come posizione finestre), ma bisogna evitare un flusso di aria troppo forte quindi bilanciare bene tra l’aria nel box e la ventilazione all’interno struttura. A volte i gas sono prodotti dalle deiezioni stagnanti sotto il pavimento fessurato, se queste non sono bene drenate.

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Scienze agrarie e veterinarie VET/08 Clinica medica veterinaria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elyb1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina interna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Sgorbini Micaela.
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