Lezione 3 (Capitolo 6 di DeLong): elementi costitutivi del modello a prezzi flessibili
Il piano della lezione
- Il lato dell’offerta: (in particolare si parte dalla produzione potenziale, flessibilità dei salari ed equilibrio nel mercato del lavoro)
- Si introduce poi il lato della domanda: le componenti della spesa interna e le loro determinanti
- Infine per rendere il modello completo si introduce il commercio internazionale
Macroeconomia neoclassica (precedente al modello keynesiano)
Ipotesi:
- L’offerta determina la domanda
- Vige un sistema di concorrenza perfetta sui mercati
- I prezzi sono flessibili
- Conta solo il sistema reale dell’economia perfettamente: la moneta è solo un lubrificante degli scambi
Implicazioni del modello
Le implicazioni che ne derivano sono quelle definite classiche:
- Piena flessibilità di prezzi e salari
- Mercato del lavoro sempre in equilibrio
- Produzione effettiva sempre uguale a quella potenziale
- Eventuali shock da domanda cambiano la composizione del PIL ma non il suo livello
Dicotomia monetaria e reale
- La descrizione dell’economia reale nel modello macroeconomico neoclassico si fonda sulla legge di Say secondo la quale: l’offerta crea la propria domanda.
- La descrizione dell’economia monetaria si fonda invece sull’equazione degli scambi di Fisher
Legge di Say
- La produzione di beni e servizi nell’economia dipende dalla produttività dei fattori e dall’offerta dei fattori di produzione (lavoro, capitale).
- Il tasso di interesse (è un fenomeno reale) si aggiusta in modo da mantenere in equilibrio il mercato dei fondi prestabili.
- Il salario reale si aggiusta in modo da garantire la piena occupazione.
- Il livello di produzione, (l’offerta aggregata) pertanto, troverà sempre una domanda equivalente. Qualsiasi squilibrio (eccesso di domanda o di offerta) su qualsiasi mercato è sanato dai meccanismi di mercato (prezzi, salari, tasso di interesse).
Dicotomia neoclassica
- Suddivisione delle variabili economiche in due classi
- I settori monetario e reale sono separati
- L’equilibrio nel settore reale (mercato del lavoro e mercato delle merci) determina il livello del reddito reale
- Il settore monetario (domanda e offerta di moneta) determina soltanto il livello generale dei prezzi e il tasso di inflazione
Differenze tra analisi classica ed analisi keynesiana
Produzione potenziale, salari reali ed equilibrio del mercato del lavoro
- Nel modello macroeconomico a prezzi flessibili i due ingredienti fondamentali per spiegare come si determina la produzione potenziale e il livello dei salari reali sono:
- La funzione di produzione
- Il meccanismo di market clearing che opera nel mercato del lavoro
La funzione di produzione
- Nella forma Cobb-Douglas della funzione di produzione, come si è visto, l’output potenziale Y* è dato dalla dotazione di lavoro L, dallo stock di capitale K dell’economia, dall’efficienza del lavoro E e dal parametro α che indica l’elasticità del prodotto rispetto al capitale e la rapidità con cui operano i rendimenti decrescenti del capitale. La funzione di produzione assume cioè la forma: Y* = K (LE) 1-
La funzione di produzione
- Se la forza lavoro e l’efficienza del lavoro sono mantenute costanti, il PIL reale aumenta all’aumentare dello stock di capitale. Poiché ogni successivo aumento dello stock di capitale produce un minore aumento del livello di produzione, la funzione di produzione è rappresentata da una curva non rettilinea. Più alto è il livello di maggiore è la , curvatura e maggiore è la rapidità con cui diminuiscono i rendimenti dell’investimento.
Produzione potenziale, salari reali ed equilibrio del mercato del lavoro
- Quando il sistema economico opera in condizioni di pieno impiego, la produzione effettiva è uguale a quella potenziale (ossia vi è il pieno utilizzo della capacità produttiva dell’economia).
- Il meccanismo di market clearing che opera nel mercato del lavoro, basato sull’ipotesi classica di flessibilità di prezzi e salari, garantisce l’equilibrio tra domanda e offerta nel mercato del lavoro e la piena occupazione.
- In equilibrio, ogni persona che desideri lavorare al salario corrente (quello di market clearing) può farlo e ogni impresa che intenda assumere lavoratori al salario corrente (quello di market clearing) può farlo.
La domanda di lavoro
Il primo passo per vedere come si stabilisce l’equilibrio nel mercato del lavoro è determinare la domanda di lavoro. Partiamo dalle seguenti ipotesi di concorrenza perfetta:
- Nel sistema economico operano K imprese identiche, ognuna proprietaria di 1 unità di capitale;
- Ciascuna di queste imprese assume L lavoratori a cui paga un salario W stabilito dal mercato;
- Ciascuna impresa vende Y unità di prodotto al prezzo P stabilito dal mercato
La domanda di lavoro
- L’obiettivo dell’impresa è quello di massimizzare il suo profitto, ossia la differenza tra i suoi ricavi e i suoi costi (per ipotesi, gli unici costi sono rappresentati dai salari pagati ai lavoratori): profitto = ricavi – costi = (P Y) – (W L)
- Per realizzare questo obiettivo, l’impresa aumenta la produzione assumendo lavoratori fino a quando il ricavo marginale generato dall’ultimo lavoratore assunto eguaglia il suo costo di assunzione rappresentato dal salario: (P PML) – W = 0
La domanda di lavoro
- Il prodotto marginale del lavoro PML è la differenza tra quanto l’impresa è in grado di produrre con la sua forza lavoro corrente L e quanto produrrebbe se assumesse 1 impresa lavoratore addizionale.
- In simboli, se la funzione di produzione dell’impresa rappresentativa è Y = F(1, L ), dove 1 rappresenta 1 impresa impresa unità di capitale, il prodotto marginale del lavoro è dato da:
- PML = F(1, L + 1) – F(1, L ) impresa impresa
La domanda di lavoro
Se la funzione di produzione dell’impresa rappresentativa è espressa nella forma di una Cobb-Douglas Y = 1 (LE) (con 1-K=1, per ipotesi), il prodotto marginale del lavoro può essere calcolato derivando la funzione rispetto ad L e ottenendo: 1-(1 - )EPML = L impresa
L’impresa assumerà lavoratori fino al punto in cui il valore del prodotto marginale (P×PML) è uguale al salario: 1-(1 - )EP = WL impresa
La domanda di lavoro
- L’impresa tipica sceglie di assumere il numero di lavoratori che rende il ricavo marginale – il prodotto marginale del lavoro moltiplicato per il prezzo del prodotto P W. – uguale al salario. In questo punto, la curva del ricavo e la curva del costo sono parallele e il profitto è massimizzato.
La domanda di lavoro
- Dalla condizione di eguaglianza tra ricavo marginale (P×PML) e costo marginale (W) 1-(1 - )EP = WL impresa possiamo derivare un’espressione per la domanda di lavoro di un’impresa tipica (L : impresa) 1 11 E =L W / P impresa
La domanda di lavoro
- La domanda di lavoro nell’intero sistema economico (K imprese) sarà uguale a K volte la domanda di lavoro dell’impresa tipica: 1 11 E =L Kd W / P
- Come si nota, vi è una relazione inversa tra domanda di lavoro e salario reale.
L’equilibrio del mercato del lavoro
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