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Boccaccio 10/10

Contestualizzazione autore

Cfr. Introduzione Branca. 1313-1375, Certaldo.

Figlio naturale fuori dal matrimonio, padre si occupa di lui.

Padre collegato al banco dei Barbi, mercantile e bancario.

Mandato a Napoli per occuparsi di un apprendistato commerciale.

1327-1345 – periodo napoletano → effetti prodotti dal punto di vista culturale e letterario ma anche sulla cornice del Decameron → attratto dalla vita alla corte Angioina, anche per posizione privilegiata di banchiere → ricca biblioteca a disposizione, contatto con nobili, contatto con personalità sul piano culturale, es. Dionigi di Borgo di San Sepolcro.

Città significativa come centro di scambi culturali e commerciali tra occidente e oriente, cfr. Andreuccio da Perugia.

Avviato dal padre a studi giuridici → contatto con giurista di fama e letterato Cino da Pistoia.

Vocazione letteraria emerge a Napoli → composizione prime opere.

Boccaccio è uno sperimentatore di stili e generi.

→ Philocolo, etimologia bizzarra: fatica d'amore; "romanzo" con digressioni erudite, forte autobiografismo non controllato; episodio interessante nel IV libro: Corti d'amore; Philocolo allontanato dall'amata che lo sta cercando, si trova a Napoli e sente delle voci provenienti da un giardino, luogo ameno, uomini e donne riuniti in giardino con una regina (= Fiammetta, senhal di una delle figlie naturali di Carlo d'Angiò di cui B. si era innamorato) dove venivano poste delle questioni d'amore e la regina termina la questione, dà il giudizio. Episodio ricordato per: presenza di regina, donne e uomini, conversazioni in giardino, 13 discussioni di cui 2 sono vere e proprie novelle riprese nella decima giornata.

Decameron: luogo ameno, per la brigata, costumi cortesi ecc.

1340-1 costretto a tornare a Firenze per il fallimento del banco dei Barbi → collasso economico a Firenze → impatto difficile anche per costumi diversi, stimoli sul piano culturale.

→ Elegia di Madonna Fiammetta, prosa; B. mostra notevole capacità di distanziare parte autobiografica: la protagonista è Fiammetta, che è stata abbandonata dall'innamorato che è andato a Napoli e non è tornato, sfiora la tragedia: suicidio meditato → considerato primo romanzo psicologico europeo, non propriamente nel senso moderno, ma importante per innovazione.

→ Scrittura narrativa in ottave, iniziata a Napoli, ripresa poi a Firenze; importante per uso dell'ottava in piano letterario e per narrazione in versi; es. Philostrato e Theseida.

Decameron

Composto 1349-1352.

No certezza, solo indizi: ovviamente non prima della peste nera del 1348.

Ipotesi differenti, Padoàn: sottolinea che secondo alcuni aspetti interni al testo si suppone che prima di completare l'opera fossero state diffuse alcune giornate, es. nel Proemio e Defensoria, intro IV giornata, difesa potrebbe essere un topos o verità per critica a prime 3 giornate, inoltre giornate fiorentine sembrano fare gruppo a sé.

Diffusione certa del Decameron nel 1360: nipote del siniscalco del re, fiorentino Francesco Buondelmonti, scrive il 13 luglio 1360 ad un altro membro della famiglia per riavere il libro che ha lasciato a Firenze. Non si sa però quale testo avesse.

Manoscritti importanti

  • Opera copista mercante, codice parigino, di Giovanni di Agnolo Capponi, 1365 circa; riporta una redazione del Decameron che secondo uno studio di Vitale e Branca, 2002, sarebbe da intendersi come la prima redazione che non contiene differenze sul piano contenutistico, ma varianti stilistiche e linguistiche, meno espressiva; 18 acquarelli, autore discusso, forse del Boccaccio → non solo copiato da un personaggio vicino al B., ma anche autorizzato come copia → confermerebbe duplice redazione.
  • Autografo, nella biblioteca statale di Berlino, Hamilton 90, 1370-2 circa; pergamenaceo, riconoscibile la grafia del B., con bozzetti dello stesso Boccaccio; non giunto per intero, pergamena rovinata e ripassata successivamente con introduzione di errori.

→ Mostra azione editoriale dell'autore sul proprio testo: uso maiuscole, paragrafature ecc.; si è riscontrato controllo editoriale come se avesse voluto esemplarlo come un trattato, libro universitario: moltissime rubriche che suddividono l'opera → guida per il lettore.

  • Codice di un copista della famiglia Mannelli che dipende nella sua copia dalla copia di Boccaccio, successiva alla sua morte; commenti salaci.

Controllo autoriale: a partire dall'incipit e dall'explicit.

Primo riferimento all'apparato paratestuale, titoli, sottotitoli, prefazioni, postfazioni ecc.

Incipit → serie di indicazioni.

Explicit → molto preciso.

Perché Decameron? Parodisticamente sull'Exameron di Sant'Ambrogio sulle 6 giornate di creazione del mondo. Allusivo a ciò che intende compiere B.: 10 giornate della ricreazione del mondo distrutto dalla peste.

Principe galeotto: circuito di riferimenti cortese-cavallereschi e danteschi.

  • Paolo e Francesca → ma in termini rovesciati perché l'amore non porta alla dannazione.
  • Galeotto = maniscalco Galeò del re, libro di Lancillotto e Ginevra → contesto cavalleresco e feudale → necessità di un mallevatore testimone del loro amore.

Contenuto: 100 novelle in 10 giorni. Dette → finzione di oralità.

Personaggi sono narratori di secondo grado.

B. è autore che ha controllo autoriale, si fa narratore nelle parti diegetiche che collegano quelle mimetiche.

All'interno delle novelle ci sono personaggi che narrano novelle in cui personaggi narrano novelle → raffigurazione simbolica dell'atto di comunicazione letteraria e della sua fruizione.

Tempo: 10 giornate di racconti, ma non tempo totale del Decameron: venerdì e sabato non si narra.

Narratori: 7 donne, 3 giovani uomini, nobili, più indicazioni a mano a mano.

Dopo incipit → Proemio, parte in cui autore presenta opera ed enuncia ragioni della scrittura.

Dopo Proemio l'autore prende parola nuovamente e si rivolge alle dedicatarie interne, donne che amano, spiegando il motivo per cui introduce l'orrido cominciamento, peste, narrazione che fa attestando la propria testimonianza diretta, ma con filtro letterario perché fa riferimento ad altre narrazioni di peste ed alcune cronache.

Cornice: narratore.

Intro IV: autore.

Conclusione: autore.

Controlla opera nelle parti paratestuali: es. finito Proemio, inizio prima giornata.

Rubrica che introduce i temi della novella.

Colori e maiuscole con cui suddivide il racconto vero e proprio dalla parte argomentativa.

Eccessivo amore → rischio di morire → aiutato dalla compassione di amici → amore passato perché tutte le cose degli uomini passano, solo Dio è infinito e ha fatto cose finite. Amore consumato col tempo. Gli è rimasta la memoria di questo amore e guarda ad esso come un naufrago guarda all'"alto e cupo mare". Ma essendogli rimasta memoria dell'amore e della compassione ricevuta → debito di gratitudine → no contraccambio perché no bisogno → bisogna essere compassionevoli di chi può soffrire d'amore → donne innamorate perché non hanno distrazioni come invece ce le hanno gli uomini.

Scrive per consolazione non a tutte le donne ma a quelle che amano. Prima matrice: narrare come consolazione, diletto e distrazione dal dolore e al tempo stesso per utilità: attraverso narrazioni le donne potranno trarne consigli.

17/10 – Proemio

Voce autoriale.

Orchestrazione retorica elaborata: periodare latino, verbo in ultima posizione, ricchezza di subordinate. Attenzione della prosa alle clausole di fine periodo, clausole del cursus, modus operandi affermato nelle artes dictandi e usato nell'epistolografia latina. Presenti nelle parti più impegnate di Boccaccio. Corrisponde ad un intento di nobilitazione dell'opera. 2 esempi: "a coloro è massimamente richiesto", cursus planus: polisillabo piano e successivamente seguito da un trisillabo piano, tardus. Velox: polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano, "pelaghi navigando". Prosa ritmica o rimata.

Molta cura nella costruzione della prosa anche per quanto riguarda il ritmo → andamenti di prosa rimata attraverso parole con uguale terminazione. Omoteleuto, perché prosa non poesia.

Presenza di versi anche con breve sequenza di singoli endecasillabi o endecasillabi e settenari.

Proemio inizia con sentenza proverbiale → carattere generale.

Poi attenzione sull'io dell'autore.

Ampi periodi ricchi di subordinate.

Gusto per l'iterazione, ripetizione → a periodo articolato segue periodo breve.

Refrigerio vs fiamme d'amore.

Novella: racconto breve per eccellenza; termine che può in genere raccogliere diverse forme di narrazione. Boccaccio non è inventore della novella, ma rifonda il genere. Esempio canonico dalla diffusione del Decameron in poi.

Cosa si intenda per favole è il termine più discusso. Termine usato dal Boccaccio in anni successivi in maniera sistematica nelle sue opere latine come fabula per indicare un racconto di carattere finzionale con determinate caratteristiche. Non uguale a fiaba, ovvero racconto che introduce elementi di carattere magico e di invenzione. È un racconto finzionale costruito in relazione a determinati elementi. Questo modo di scrittura viene adottato con significato quasi sinonimo di historia e parabola.

Secondo Lucia Battaglia Ricci, diversi POV; una fabula ci si propone con caratteri di veridicità, è historia, si presenta come parabola perché è exemplum, di carattere morale.

Altri si rifanno ad una distinzione fatta dal Boccaccio in generi di novella.

Raccontate in 10 giorni da un'onesta brigata → costumi, nobiltà tradotta in onesti comportamenti.

Gruppo, non singoli, serie di persone che si costituiscono come gruppo. 7 donne + 3 giovani, numeri simbolici.

Tempo: peste → coordinate spazio-temporali.

Finzione di oralità che presiede all'opera.

Non cantano solo le donne, ma anche gli uomini → B. ancora era in corso d'opera?

Temi affrontati: amore, fortuna: giornate dedicate all'amore, IV e V, e sulla forza della fortuna, II e III; non nominato tema dell'ingegno → in corso d'opera.

Effetto della lettura: diletto + tema consolazione e sollievo, utile consiglio, miscere utile dulci Orazio, → possono conoscere ciò che è da imitare e ciò che è da evitare.

Tempi antichi e tempi moderni, con maggior importanza a tempi moderni.

Donne: pubblico privilegiato, ma movenza non da prendere alla lettera → spunto dantesco + lettera di Boccaccio ad un amico in cui gli consiglia di non far leggere il Decameron alle giovani figlie.

Parte finale del Proemio: rapporto preciso tra quanto si scrive e le donne leggono e quello che invece era accaduto allora; i racconti appartengono ad un tempo passato, quello della peste → rapporto tra presente e passato; donne chiamate a ricordare.

2 piani: motivo classico del piacere che si pone all'estremo opposto del dolore: metafora di chi deve salire una montagna aspra ed erta e sulla cima trova un piano dilettevole che viene percepito come maggiore per la fatica fatta → donne devono leggere l'orrido cominciamento a cui seguirà il racconto dilettevole delle novelle.

Uno dei modelli fondamentali ed indiscussi è Dante; Commedia come genere ha orrido cominciamento e felice fine. Deve a D. anche per la varietà della rappresentazione, plurilinguismo, in parte, e pluristilismo.

Secondo motivo: collocare il Decameron in precise circostanze; porre su un piano di veridicità la cornice del Decameron che è sul piano letterario finzionale.

Ultimo carattere fondamentale: visione della città di Firenze distrutta, trionfo della morte, dissoluzione dell'ordine, civile, politico, sociale, religioso, → decadenza dei costumi, perdita di pudore → la cornice del Decameron si contrappone ad esso creando un nuovo ordine, in campagna, locus amoenus. La bellezza dei luoghi, amenità dei giardini, si contrappone alla bruttezza estrema mostrata nell'orrido cominciamento.

Ma evasione temporanea, salutare, vitale, che porta al superamento del tanfo di morte che tutto occupa a Firenze e che consente ai giovani di tornare a Firenze una volta risistemata. Andamento circolare: ritorno a Firenze.

La peste

Testimonianza autoctona del Boccaccio.

Filtro letterario → racconto della peste del tempo di Giustiniano raccontata nelle Historiae Longobardorum da Paolo Diacono.

Modalità di racconto comune:

  • Coordinate spazio-temporali: peste proviene dell'oriente.
  • Cause: malefici influssi astrali o giusta punizione di Dio.
  • Racconto della diffusione della peste.
  • Tentativi inutili di rimedi provati dai medici.
  • Descrizione dei sintomi mettendo in evidenza le diverse casistiche.
  • Comportamento degli uomini → analisi psicologica, reazioni varie → non influiscono su vita/morte.
  • Dissoluzione delle istituzioni → nemmeno più funerali, sovvertite le tradizioni.
  • Il venir meno degli affetti: cari abbandonati, dissoluzione dei legami familiari.
  • Ricorso a gente prezzolata, gente che spesso è di malvagia natura e si comporta male coi malati.

Scelta di Santa Maria Novella: esprime volontà di rifiutare come conseguenza della peste quello che è un andamento ed una scelta di carattere ascetico penitenziale come proposto nella predicazione del tempo; la predicazione della morte conduceva a riflettere sulle condizioni della vita e sollecitava una scelta di carattere anche ascetico. Passavanti, uno dei predicatori che stava a Santa Maria Novella. Da questo luogo che sarebbe indice di vita conventuale, penitenziale e ascetica.

Scelta differente: vitalistica, di riaffermare i motivi per cui è indispensabile evadere da questa situazione.

Donne tra 18-28 anni, nomi fittizi → maldicenti potrebbero parlare male di loro per questa esperienza che è di per sé onestissima.

Eco di carattere letterario, Elissa – Didone, Lauretta – Laura, o di personaggi di opere precedenti di Boccaccio, Fiammetta, Emilia, Theseida, Filostrato.

Pampinea, la maggiore di età, fa presente che sono ormai abbandonate in casa dalla morte dei parenti e quasi rabbrividisce a stare in quella casa così vuota → propone di allontanarsi, contrapponendo la natura rigogliosa alla città pestifera e mortifera; volontà di sottrarsi alla decadenza dei costumi.

Filomena, seconda più importante, fa emergere il problema che le donne come possono fare? Hanno bisogno della guida degli uomini.

Fortuna, fa sì che ci siano 3 uomini, congiunti alle donne per parentela o per amore, che appaiono nella chiesa.

Nomi parlanti:

  • Filostrato – abbattuto da amore, etimologia sbagliata.
  • Pamfilo.
  • Dioneo – trasgressivo che però non valica un certo limite e che viene ricondotto alla norma; rappresenta il principio del piacere, ma moderato, in una società che viene rifondata sulla misura.

Neifile, la più giovane, trattenuta dal fatto che teme venga loro vergogna. Affermazione importante, ripresa più volte, distingue i personaggi della cornice da quelli delle novelle: Filomena, paragrafo 84: ha timore di quello che possa essere detto, ma rivendica onestà del comportamento. Situazione eccezionale che dà loro maggior libertà di movimento e piena libertà di parola.

Giorno successivo, mercoledì mattina, i giovani escono coi servi e vanno a 2 miglia dalla città → locus amoenus, luogo idilliaco, allo stesso tempo reale e metaforico → rappresentativo contrappositivo: amenità, pace, tranquillità vs città; luogo ideale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_tvb_97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Cabrini Anna Maria.
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