Letteratura italiana 1^semestre + esercitazioni
Cosa fare davanti ad un testo letterario e poetico?
3 modalità: —> Lettore proprietario del testo —> Scetticismo
1.Immaginare:
Il lettore attiva un meccanismo di immaginazione, diventa proprietario del testo. Ricava dal testo ciò che
istintivamente desidera e comprende. Inconsciamente ha un atteggiamento di scetticismo (pessimismo)
nonostante impressione positiva rinuncia fin dal principio di apprendere il messaggio dell’autore, si ha un
proprio pensiero di fronte alle parole scritte da esso
—> Lettore al posto dell’autore —> Scientismo
2.Identificarsi:
Lettore al posto dell’autore, prende le sue parti e esagera la comprensione del testo = scientismo. Ci si
basa sul vero significato delle parole, si fanno ricerche sulla base del testo per avere indicazioni in più
—> Ermeneutica —> Comunicazione
3.Capire:
Attraverso la comunicazione e analisi del testo, concepire il linguaggio, assumere e capire i punti di vista.
Modalità ermeneutica = interpretazione e comprensione del testo
Di fronte a testo letterario ---> fare parafrasi = esercizio di traduzione, trasporto da un codice
letterario/poetico a un codice in lingua volgare ( = di uso quotidiano)
-Il testo è una forma di comunicazione linguistica con sue specificità
Poesia e letteratura sono = comunicazione letteraria
Ogni comunicazione ha degli elementi:
- messaggio: al centro di tutto, è il contenuto della comunicazione. Da esso si diramano:
-contesto: situazione in cui avviene la comunicazione
-canale: mezzo attraverso cui passa la comunicazione
-codice: linguaggio utilizzato per comunicare, il messaggio viene coniugato in codice
-referente: è il tema del messaggio
-inoltre c’è sempre un emittente (= produce il messaggio, è l’autore) e un ricevente (= riceve il
messaggio, è il lettore)
---> Applichiamo questo modello al sonetto di Francesco Petrarca:
Es: sonetto 90 Canzoniere, “Erano i capei d'oro a l'aura sparsi”
Erano i capei d'oro a l'aura sparsi 1
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ch'or ne son sì scarsi; 4
e 'l viso di pietosi color farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi? 8
Non era l'andar suo cosa mortale
ma d'angelica forma, e le parole
sonavan altro che pur voce umana; 11
uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi, e se non fosse or tale,
piaga per allentar d'arco non sana. 14
- Messaggio —> Contenuto: Amore proteso verso l’infinito
- Emittente —> autore Francesco Petrarca
- Canale —> Petrarca scriveva su dei pezzi di carta, (“bambagina”, fatta di stoffa, rara e costosa), trascrivendo
poi i sonetti su pezzi di pergamena |---> trasmissione a mano: porta ad errori e riadattamenti del testo; entra
in gioco la Filologia: disciplina che si occupa di analizzare errori per risalire alla variante dell’autore per
recuperare il suo testo originale|
- Codice —> codice Petrarchesco: dialetto fiorentino, lingua comune parlata. Non scrive utilizzando il
fiorentino trecentesco, perché non esisteva l’italiano come lingua d’uso comune, Petrarca utilizza una lingua
letteraria, che aveva imparato sui libri, da Dante e dai poeti italiani della tradizione, cioè prendendo spunto da
figure illustre dei suoi anni. La lingua letteraria era suddivisa già all’epoca in più codici, dove alcune parole
avevano codici diversi (Codice letterario della prosa, Codice letterario della poesia lirica).
Petrarca sceglie il codice letterario della lirica, scegliendo degli autori come esempi, riservando un’attenzione
speciale a certe parti della lirica amorosa, succede quindi che ad un certo punto, la lingua modellata da
Petrarca assume la denotazione di “Lingua Petrarchesca”= il suo stile di scrivere, assumendo le fattezze di
uno stile, in seguito alla speciale attenzione che permette all’autore di dire certe cose nella maniera migliore
possibile.
- Ricevente —> Noi lettori, e generazioni di lettori passate. Petrarca scriveva per Laura, per gli amici i quali
possedevano degli strumenti di decodifica che oggi non abbiamo, per la fama, per la gloria, per il tempo eterno
(generazioni successive), ma soprattutto per se stesso
- Referente —> tema: la prima visione di Laura
Se paragoniamo un testo letterario allo schema di Jakobson (linguista russo), notiamo che:
autore e lettore non sono compresenti
testo è un diaframma
contesto modificato (non c’è referente), testo arricchito di significato da più persone con il passare
del tempo che hanno dato modifiche e dettagli in più
assenza feedback
assenza strumenti paralinguistici
possibili riletture funzione poetica
Rispetto alle ‘funzioni del modello di Jakobson’, si privilegia la : consiste nell’orientarsi
della lingua verso il messaggio per sè stesso, tutti i protagonisti/ i fattori della comunicazione sono
concentrati sul messaggio. ---> La poesia è un messaggio che guarda se stesso = nella sua autonomia,
identità che è fatta di contenuto e contenitore/ parole e cose: in poesia certe cose vanno dette solo in un
modo preciso, (es: Se nella nostra situazione comunicativa stiamo privilegiando il mittente: chi emette la
comunicazione, in quella situazione comunicativa ad essere enfatizzata/privilegiata è la funzione emotiva.
comunicazione rivolta a destinatari). Anche la pubblicità lavora su funzione poetica: il messaggio arriva
solo se la forma e il contenuto sono specifiche
Codice poetico: fatto di immagini individuali e uniche. Ogni traduzione fatta crea altro testo che si
discosta dall’originale. è una convenzione; codice condiviso, patto sottoscritto tra chi parla e chi ascolta
Testo come insieme di segni
La funzione poetica proietta il principio di equivalenza (=principio di identità) dall’asse della selezione
(significante/significato) all’asse della combinazione. ---> Testo viene concepito come un insieme di segni
un segno è sempre l’insieme tra un significato (=immagine mentale di un oggetto) e un significante
(=immagine acustica, insieme dei suoni che corrisponde a quell’immagine mentale)
associazione tra A e B è arbitraria (non naturale), dipende da una convenzione, da un codice
condiviso
messaggio è l’atto con cui il parlante/scrivente preleva dal codice determinati elementi e li organizza
secondo regole: opera cioè una selezione e una combinazione (=sintassi)
Nel momento della selezione delle parole il poeta considera l’aspetto denotativo del significato (=
referenziale, sicuro e certo, il concetto che una parola designa es: acqua è h2O) e l’aspetto connotativo,
allontana da significato e significante (= alone emotivo e personale che accompagna la parola nella
percezione dell’ascoltatore, altri aspetti e sfumature del significato, lo rendono ambiguo e ricco, un
aspetto ulteriore)
Nel momento della selezione i segni vengono legati tra di loro attraverso sintassi (es: “i capelli” al posto di
“i capello”). Il livello della selezione deve specchiarsi a livello della combinazione, i 2 livelli costruiscono la
struttura del testo
Testo come struttura: insieme delle relazioni latenti tra le parti di un oggetto. STRUTTURALISMO = una
realtà fatta di elementi che si vincolano vicendevolmente. Dove un elemento è tale perché si lega in
maniera interdipendente con gli altri. Ci fa capire come funziona la poesia: funzionamento
relazioni attinenti il discorso (fonetica, lessico, morfologia, sintassi, metrica, ecc.)
relazioni attinenti la semantica (contenuti, significati, sensi, simboli, temi, ecc.)
Il risultato della combinazione delle relazioni esprime lo stile del testo (opera, autore, genere, tradizione,
ecc.) = coerenza. Ogni autore scrive con le proprie modalità di costruzione/con il proprio codice (es:
Petrarca usa il suo codice Petrarchesco). Lo stile coincide con una certa visione del mondo
Formalismo (Strutturalismo, in Italia dal 1965): Non è una concezione dell’arte, ma un metodo di analisi.
Il suo ‘descrittivismo’ dichiara l’impossibilità di definire l’opera d’arte se non come organismo di cui si
illustra il ‘funzionamento’
●Metrica: è musica, perché la poesia organizza nel tempo i suoni. Si percepisce un ritmo: il disporsi nel
tempo di elementi significativi. Fattore ritmico condiziona la struttura del testo poetico. Elementi che
danno il ritmo in poesia italiana sono fenomeni di qualità e non di quantità (in lingue antiche ritmo dato
da quantità = successioni riconoscibili di parti lunghe e parti brevi, questione di durata) intorno all’alto
medioevo la durata è diventata meno significativa a vantaggio della qualità (=aspetto accentato e non
accentato/atono)
La metrica italiana è sillabico accentuativa: sillabe toniche accentate e atone
numero delle sillabe
posizione degli accenti tonici
Versi, strofe e rime
-Verso = l’unità metrica base/ minima della poesia, che da sola può costituire un discorso in versi
compiuto. Es: M’illumino d’immenso
La poesia, a differenza della prosa, è scritta in versi. Ciò la rende subito identificabile. Il poeta va a capo spesso
dopo un certo numero di parole (= versificazione). Questo modo di scrivere risponde al bisogno di attribuire
alle parole una maggiore evidenza
Elementi esterni costituiscono il carattere della poesia stessa. La parola verso deriva dalla parola latina
“vertere” (= volgere). Il verso indica le proprietà fondamentali di una poesia e corrisponde ad una riga di testo.
E’ la modalità specifica e di sviluppo del linguaggio poetico. Leggere una poesia non è come leggere un testo
qualunque. Il lettore di poesia si deve disporre in una condizione di attesa per investigare il significato
profondo di un testo
Leggere una poesia è una questione di ritmo: i versi determinano pause e rotture. Essi dilatano il significato
della poesia e inducono a fermarsi su ogni parola. I termini posti alla fine del verso hanno una forza maggiore.
Nel sistema poetico italiano, i versi sono classificati in base a misura e sillabe che contengono. Esse sono
contate dall’ultimo accento tonico/forte del verso. La sillaba che sottolineiamo è detta tonica. L’accento in una
parola italiana può cadere in diverse posizioni:
-Parola tronca se l’accento è sull'ultima sillaba (felicità)
-Parole piane se l'accento è sulla penultima sillaba (vita)
-Parola sdrucciola se l’accento è sulla terzultima sillaba (tavolo)
Cos è un endecasillabo? Il verso endecasillabo è quello in cui l’accento tonico cade sulla decima sillaba.
Fa parte dei versi nobili assieme al settenario. La fine del verso non coincide con la fine dell'unità sintattica, la
frase e la parola occupano una parte del verso successivo
Non è verso fatto da 11 sillabe, (alcuni versi sono da 12 o 13) ma il fatto che l'ultima serie accentata
cade sulla 10.ª
es: Nel mezzo del cammin di nostra vìta l’ultima tonica è sulla decima
es: E come albero in nave si levò
es: Ora cenporta l’un de’ duri màrgini
Fattore ritmico permette di riconoscere il verso
-Enjambement lessicale: figura retorica della sintassi che si realizza quando l'unità metrica non coincide con
l'unità sintattica, cioè la fine di un verso non coincide con la fine di una frase di senso compiuto.
versi possono costituire catene continue dall’inizio alla fine della poesia oppure organizzarsi in:
I
-Strofe: La struttura strofica è normale nei testi in rima
Le strofe assumono nomi diversi a seconda del numero di versi contenuto:
Distico: due versi
Terzina: tre versi
Quartina: quattro versi
Sestina: sei versi
Ottava: otto versi
Si ha rima tra due parole quando si ha identità di suono dalla vocale tonica in poi
-Rime: l e parole più rilevanti in un verso sono le parole in rima, che si trovano cioè all’ultima posizione. Rima
deriva dal latino rimus, ossia ritmo/musicalità. Hanno la funzione di conferire, appunto, ritmo alla poesia che
stiamo leggendo.
La rima viene classificata in base alla sua disposizione, in maniera convenzionale gli studiosi utilizzano le
lettere dell’alfabeto per la parola in rima: AA, BB, CC, etc.
Classifichiamo le rime in più tipi:
-Baciata: AABB - Il verso rima con quello successivo
-Alternata: ABAB - primo verso rima con il terzo ed il secondo con il quarto
-Incrociata: ABBA CDDC - il primo verso rima con il quarto, il secondo con il terzo
-Ripetuta o replicata: ABC, ABC - Ripetizione di una sequenza. Tre parole ABC e nella seconda strofa si ripete
nuovamente ABC
-Invertita, (simmetrica o speculare): ABC CBA - Il primo verso rima con il sesto, il secondo con il quinto ed il
.
Si ritrova nel “piede” della canzone e nelle terzine del sonetto
terzo con il quarto. Meno frequente nei
sonetti e nella terzina dantesca utilizzata nella Divina Commedia
-Incatenata: ABA BCB CDC - il primo verso rima con il terzo della prima terzina, il secondo con il primo
della seconda terzina, il secondo di queste rime con il primo della terza terzina --->es: di questo schema
ne è la divina commedia (es: inferno 26 Ulisse)
Esistono anche rime incomplete o imperfette, cioè assonanza e consonanza:
-Assonanza: quando partendo dalla vocale accentata, sono uguali le vocali, ma diverse le consonanti. es:
piànto - fiàto
-Consonanza: quando a partire dalla vocale accentata sono uguali le consonanti ma diverse le vocali. es:
tormènto – incànti
2 parole rimano tra loro quando sono uguali dalla vocale tonica in poi. (es: vita: vocale tonica vi = va fatta
rimare una parola con vi): non è l’identità dell’ultima sillaba
Comprensione di rime ci permette di comprendere meglio il significato della poesia
Metrica e invenzione. Viene da chiedersi se le convenzioni metriche siano o meno una costrizione. Sono
un vincolo all’invenzione del poeta. Permettono al poeta di essere più originale. Le convenzioni
costituiscono. Dice Cesare Segre, «la metrica è uno schema vuoto» in cui gli elementi vengono ordinati:
questo schema vuoto presenta A costrizioni (ogni endecasillabo deve avere la decima tonica) B
alternative (posso scegliere se accentare la 4 oppure 6 oppure entrambe). Tra alternative e costrizioni il
discorso poetico viene enfatizzato e sottolineato, con effetti di attesa/sorpresa, monotonia/rottura della
monotonia. Si istituisce quindi una tensione, una dialettica tra regole e libertà, una sfida che il poeta
coglie e porta a esiti più o meno efficaci costrizioni e libertà danno enfasi alla poesia.
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Schemi metrici:
-Sonetto: Forma metrica più antica. Schema metrico più utilizzato a partire dal 1200 (primo: Giacomo
Valentini) fino al 1900. Il sonetto si utilizza maggiormente in poesie di natura amorosa ed è formato da 14
versi endecasillabi raggruppati in due quartine e due terzine; le quartine possono avere rime alternate
o incrociate, le terzine rime incatenate, invertite o ripetute. Si tratta di strofe in cui ogni rima ha una
successione incatenata. Ogni strofa è incatenata a quella precedente
Il più alto e nobile componimento, destinato prevalentemente a contenuti eroici, civili e politici.
-Canzone:
Suddivisa in strofe, sono generalmente 5 o 7, dette stanze, formate da un numero uguale di versi
(settenari o endecasillabi). Ogni stanza è divisa in due parti: fronte (suddivisa a sua volta in due sezioni,
dette piedi) e sirma (anch’essa suddivisa in due sezioni, dette volte). Al termine della canzone, spesso
appare un “congedo” che serve come chiusura dell’intero componimento. (es canzone: chiare, fresche e dolci
acque, Petrarca)
-Ballata: forma metrica costituita da stanze in cui si intrecciano settenari ed endecasillabi e da un
ritornello, la struttura essenziale comprende una “ripresa” presente all’inizio e ripetuta dopo ogni stanza
-Sestina: sei strofe di sei versi con schema rimico a “retrogradazione incrociata”
-Madrigale: forma metrica composta da due o tre strofe di tre versi endecasillabi
i primi sei endecasillabi a rima alternata e
-Ottava: strofa sempre composta da otto versi endecasillabi,
l'ultima coppia a rima baciata= ababab cc
Cosa fare davanti ad una poesia?
1. determinare la forma metrica
2. parafrasare il testo per accertarne il significato letterale
3. analizzare lo stile
La poesia è formata da parole o frasi. La somma delle parti è superiore alla semplice addizione o delle parti
stesse. Non è sempre possibile comprenderne appieno il significato, ci sarà sempre una parola che non
riusciremo a comprendere al massimo del suo significato. Abbiamo due tipi di significato:
-Denotativo: significato letterale dei termini che compongono un testo. E’ un linguaggio che utilizziamo
quotidianamente nelle nostre conversazioni
-Connotativo: determinato da una serie di sfumature supplementari. Ogni parola, ogni frase, acquista
molteplici valori che mutano nel tempo e nello spazio. Il poeta ha bisogno di esprimere qualcosa che sfugga
alla chiarezza, qualcosa di non convenzionale, la poesia fa leva sui significati connotativi. Parole come segni
polisemici (una parola ha più significati). Il poeta deve tradurre in versi quella esatta sensazione, spiegando in
quei versi cosa significa in quell’esatto momento ciò che accade
La lingua poetica ha questa capacità: arricchire e dilatare il significato delle parole. Queste parole derivano da
una trama ricca e complessa di archi letterari. Ogni parola ed ogni poesia fanno parte di una Ipertestualità:
ogni termine di un testo
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