Concetti Chiave
- Leibniz critica il meccanicismo, sostenendo l'importanza delle forme sostanziali che conferiscono unità e identità ai corpi, distinguendo tra piani fisico e metafisico.
- Il filosofo avverte che escludere le cause finali rende difficile riconoscere un'intelligenza ordinatrice nella natura, auspicando una visione integrata della realtà.
- Leibniz distingue tra quantità di moto e forza motrice, ritenendo quest'ultima fondamentale e rappresentativa di una dimensione metafisica nella comprensione della natura.
- La forza, secondo Leibniz, è una nozione metafisica che contiene un'attività originaria, essenziale per comprendere i principi generali della realtà.
- Le forme sostanziali, legate alla forza, sono cruciali per l'azione e la dinamica, e non possono essere comprese senza riconoscerne la natura metafisica.
Perché Leibniz rifiuta il meccanicismo?
Leibniz rifiuta i presupposti fondamentali del meccanicismo e recupera nozioni del passato ripudiate dalla fisica a lui contemporanea. Nel Discorso di metafisica (1686) tra le nozioni recuperate figurano le forme sostanziali di ascendenza scolastica. Sono un qualcosa di analogo all’anima, all’io, perchè danno unità e identità al corpo al quale si uniscono. Le forme sostanziali sono conciliabili con le acquisizioni dei filosofi e degli scienziati moderni, perchè, nella comprensione della realtà, è necessario distinguere un piano fisico da uno metafisico. La natura del corpo non consiste unicamente nell’estensione, cioè nella grandezza, figura e moto, come invece pretendono Cartesio e i meccanicisti. La conoscenza delle forme sostanziali è infatti fondamentale in metafisica, per conoscere le nature incorporee e le meraviglie di Dio. I due ambiti, fisico e metafisico, devono, quindi, essere rigorosamente distinti e hanno una loro autonomia.
La critica alle cause finali
Il filosofi moderni hanno bandito anche le cause finali, con conseguenze pericolose. Attribuire tutto alla necessità della materia o al caso rende difficile riconoscere un autore intelligente della natura. Che senso ha ritenere che esista un’intelligenza sovrana ordinatrice delle cose, se poi, anziché rifarsi alla sua saggezza, ci si serve soltanto delle proprietà della materia per spiegare i fenomeni? È quindi auspicabile che questi due modi diversi di vedere le cose si completino a vicenda. Bisogna eliminare dalla filosofia meccanica gli aspetti di irreligiosità di cui la si accusa.
La distinzione tra quantità di moto e forza
Si prendono chiaramente le distanze da Cartesio, che intende spiegare mediante le sole leggi della natura la nascita del mondo, cioè il passaggio dal caos originario all’ordine presente, con la materia che assume in successione tutte le forme di cui è capace. Questa idea è il fondamento della filosofia atea: sostenere che la materia passa in successione per tutte le forme possibili significa distruggere indirettamente la saggezza e la giustizia di Dio, cioè sostenere che Dio non fa nessuna scelta del bene e del male. La vera filosofia non esclude le cause finali dalla fisica, dato che la causa efficiente delle cose, cioè Dio, è intelligente. Cartesio ha ritenuto che in natura rimanga costante la quantità di moto, data dalla massa per la velocità. Per Leibniz, invece, a restare costante è la forza motrice, o “forza viva”, data dalla massa per il quadrato della velocità. Cartesio confonde quantità di moto e forza motrice. Si tratta di due nozioni diverse, e distinguerle è di fondamentale importanza non soltanto in fisica, ma anche in metafisica, per comprendere meglio i principi generali. La forza è una nozione metafisica. Bisogna riconoscere che, sebbene tutti i fenomeni particolari possano essere spiegati meccanicamente, i principi generali della natura corporea e della meccanica stessa sono metafisici. Le forme sostanziali diventano comprensibili quando si identifica la loro natura con la forza. Hanno questo di caratteristico: contengono un’attività originaria, sono capaci di azione.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Leibniz riguardo al meccanicismo?
- Perché Leibniz critica l'abbandono delle cause finali da parte dei filosofi moderni?
- In che modo Leibniz si distacca dalla concezione cartesiana della quantità di moto?
- Qual è l'importanza delle forme sostanziali nella filosofia di Leibniz?
Leibniz rifiuta i presupposti del meccanicismo, recuperando nozioni del passato come le forme sostanziali, che forniscono unità e identità al corpo, distinguendo tra piani fisico e metafisico (Discorso di metafisica, 1686).
Leibniz sostiene che escludere le cause finali rende difficile riconoscere un'intelligenza sovrana nella natura, auspicando una visione che integri necessità della materia e saggezza divina.
Leibniz distingue tra quantità di moto e forza motrice, affermando che è la forza viva, data dalla massa per il quadrato della velocità, a rimanere costante, contrariamente all'idea cartesiana.
Le forme sostanziali sono fondamentali per comprendere le nature incorporee e l'attività originaria, poiché contengono un potenziale di azione e sono collegate ai principi metafisici della natura.