Concetti Chiave
- Locke si oppone al razionalismo sostenendo che la conoscenza valida deriva esclusivamente da prove empiriche, escludendo pertanto la metafisica.
- Nel contesto storico delle rivoluzioni inglesi, Locke scrive opere fondamentali come "il saggio sull'intelletto umano", dando avvio al pensiero liberale.
- L'individuo ha priorità rispetto allo Stato, che deve garantire i diritti dei cittadini; la violazione di questi diritti può giustificare una rivoluzione.
- Locke analizza l'intelletto umano come un'entità passiva, incapace di generare idee senza precedenti sensazioni, collegando la conoscenza sensibile a quella intellettuale.
- Il concetto di sostanza è centrale nel pensiero di Locke, poiché funge da substrato per unire idee e qualità, ma non può essere definito come esistenza per rimanere nell'ambito empirico.
Locke e l'empirismo
Locke è un empirista e quindi è contro il razionalismo. L’empirismo afferma che non posso avere alcuna conoscenza valida se non controprova empirica. Con questa definizione viene eliminata la metafisica e entra in crisi “l’universalmente valido”. Mentre la metafisica comporta un sapere che è illimitato con l’empirismo si ha un limite oltre il quale non si può andare.
Il contesto storico di Locke
Nel 1688 scrive in gran parte il Bill of Right. Vive nel periodo della 1 e 2 rivoluzione inglese. Essendo segretario di un personaggio importante viaggia con lui e quindi ha la possibilità di conoscere molti intellettuali de suo periodo. Scrive e le opere più importanti sono “il saggio sull’intelletto umano” e “trattati sul governo” Con lui nasce il Liberalismo.
L'individuo e lo Stato
L’individuo viene prima dello Stato. Lo stato non può sopprimere i diritti del cittadino ma deve tutelarli. Nel caso in cui questi non siano tutelati si arriva alla RIVOLUZIONE. A differenza di spinoza lui incita alla rivolta.
L'intelletto secondo Locke
In quest’opera non vuole affermare cosa posso o non posso conoscere ma crede che bisogni analizzare e capire come funziona l’intelletto umano. Infatti Cartesio non analizza l’intelletto ma dice solo che è dato dalle idee. Analizza le idee e dice che non posso averla se prima non ho una SENSAZIONE corrispondente. È importante ricevere una sensazione dal mondo che mi circonda perchè mi da la conoscenza. Quindi mentre in Platone all’idea si arrivava in forma graduale adesso si passa in modo diretto. Sia la conoscenza sensibile che le idee sono importanti perché senza la conoscenza sensibile non si avrebbe quella intellettuale. Afferma che IL MIO INTELLETTO è INCAPACE DI COSTRUIRE O DISTRUGGERE UNA IDEA. Quindi si ha un intelletto limitato perché se non ho la conoscenza sensibile non ho quella intellettuale. È un intelletto passivo per quanto riguarda la realtà che mi circonda.
Le idee innate e la metafisica
Entra in rotta di collisione con le idee INNATE perché non nasco con idee e il mio intelletto non può avvertirle perché prima devo avere le sensazioni. Va contro la metafisica perché non posso avere una idea senza una sensazione precedente. L’idea è empirica in quanto è un semplice modo di pensare. Data una sensazione ho l’input e poi l’idea. Sull’idea posso argomentare quanto voglio però non è detto che è legata a tutto ciò che mi circonda e che corrisponda alla realtà. Questo concetto lo riprende da Cartesio. Una idea non posso distruggerla infatti una volta che abbiamo idee false quelle ci rimangono.
Ricorda più Pascal che Cartesio perché non è semplice arrivare a Dio.
Intelletto
L'idea di sostanza
Secondo Locke l’intelletto può unire più idee tra di loro quindi dall’idea semplice si arriva a quella più complessa. (es. uomo=animale+razionale[così le combino e non le distruggo])
Fino a qui problemi non ce ne sono ma iniziano quando introduce tra le idee complesse l’idea di Sostanza. Perché essendo empirista parla di sostanza e usa anche il termine dio? Perché la considera una idea complessa e come tale può parlarne.
Si chiede perché se ho un oggetto, gli do un nome e derivano le caratteristiche.(es. l’oro prima lo chiamo così e poi ne deduco le caratteristiche). Le qualità fanno si che un oggetto sia così e non un altro. La sostanza è un SUBSTRATO che mantiene l’unione delle qualità e delle idee semplici. È un sostegno sul quale aderiscono le qualità. È l’idea complessa più importante perché unisce molte idee semplici. Infatti perché alcune cose vanno sempre assieme? perché c’è la sostanza che le lega. Cosa è il substrato? Aristotele avrebbe detto esistenza ma lui non può dirlo perché è empirista e andando oltre cadrebbe nel razionalismo. Locke non parla di intuito nella sua idea di sostanza ma l’unica attività dell’intelletto è l’atto di assemblare le idee che mi provengono dalle sensazioni cioè l’idea di sostanza.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Locke nei confronti del razionalismo?
- Qual è il contesto storico in cui Locke scrive le sue opere principali?
- Qual è il ruolo dell'individuo secondo Locke?
- Come Locke definisce l'intelletto umano?
- In che modo Locke si confronta con le idee innate e la metafisica?
Locke si oppone al razionalismo, sostenendo che la conoscenza valida deve essere supportata da prove empiriche, il che porta a una crisi della metafisica e dell'idea di "universalmente valido".
Locke scrive nel contesto delle prime due rivoluzioni inglesi e redige in gran parte il Bill of Rights nel 1688, influenzato da intellettuali del suo tempo e contribuendo alla nascita del Liberalismo.
Locke sostiene che l'individuo precede lo Stato, il quale deve tutelare i diritti del cittadino; se questi diritti non sono rispettati, l'individuo ha il diritto di ribellarsi.
Locke analizza l'intelletto umano non per definire cosa possiamo conoscere, ma per comprendere come funziona; egli afferma che l'intelletto è passivo e dipende dalle sensazioni per formare idee.
Locke rifiuta l'idea di idee innate, sostenendo che non possiamo avere idee senza prima ricevere sensazioni; questo approccio contrasta con la metafisica, poiché ogni idea deve derivare da un'esperienza empirica.