Concetti Chiave

  • Il film "Passione estrema - Artemisia" del 1997, diretto da Agnes Merlet, racconta la vita della pittrice Artemisia Gentileschi e il processo subito da lei nel 1610 a Roma.
  • Artemisia, figlia del pittore Orazio Gentileschi, affronta gravi ostacoli come la violenza da parte di Agostino Tassi, che la porta a un lungo e doloroso processo legale.
  • Nonostante le difficoltà personali, Artemisia riesce a costruire una carriera artistica significativa, diventando la prima donna a entrare nell'Accademia delle arti e del disegno di Firenze.
  • Il periodo di Riforma Cattolica a Roma influenzò fortemente la sua formazione artistica, permettendole di sviluppare un realismo drammatico nelle sue opere.
  • Artemisia si trasferisce a Firenze, dove incontra importanti figure intellettuali, come Galileo Galilei e Michelangelo Buonarroti, che contribuiscono alla sua crescita artistica.

Recensione del film la Passione estrema - Artemisia di Agnes Merlet che tratta della vita della pittrice Artemisia Gentileschi e del processo subito.
La vita e le sfide di Artemisia Gentileschi nel film di Agnes Merlet articolo

Passione estrema - Artemisia: il film

Artemisia - Passione estrema è un film del 1997, diretto da Agnes Merlet, ispirato dalla vita della pittrice Artemisia Gentileschi.
Artemisia vinse diverse Nomination in America e in Francia, mentre tutta la scenografia è ambientata a Roma, dove visse Artemisia.
L'anno è il 1610, Artemisia ha diciassette anni ed è figlia del già affermato pittore Orazio Gentileschi. Lei è una donna, dunque, seppure appassionata di pittura, sa già che non potrà fare di questo il suo lavoro. In particolare Artemisia vuole dipingere nudi, ma all'Accademia non è concesso né vedere né dipingere nudi femminili né maschili.
Il modello prediletto di Artemisia diventa, quindi, Fulvio, giovane pescatore innamorato della pittrice.
Un giorno entra a casa dei due pittori Agostino Tassi, pittore manierista italiano. Allora Artemisia chiede al padre di prendere lezioni da lui. Il padre glielo concede, ma presto le lezioni si faranno quasi violente: Agostino seduce Artemisia.
Il padre, venuto a conoscenza del fatto che Agostino aveva abusato di sua figlia Artemisia, decide di denunciarlo e per Agostino ci saranno due anni di reclusione a causa della violenza commessa. In realtà Artemisia è follemente innamorata di Agostino, dunque si infuria con il padre, lascia la dimora e si trasferisce a Roma dove inizia la sua carriera artistica.

Artemisia Gentileschi: vita

Artemisia Lomi Gentileschi è stata una pittrice italiana della scuola di Caravaggio, il quale si stabiliva spesso a casa del padre per prendere materiali come le tele. Nacque a Roma nel 1593, da Orazio e Prudenzia, prima di sei figli.
Orazio Gentileschi è stato un pittore di Pisa che influenzò profondamente Artemisia, soprattutto per quanto riguardava le lezioni che egli teneva alla figlia su Caravaggio e l'importanza di utilizzare modelli reali per la composizione delle opere, producendo il realismo drammatico. Queste le sue parole: "Questa femina, come è piaciuto a Dio, avendola drizzata nelle professione della pittura in tre anni si è talmente appraticata che posso adir de dire che hoggi non ci sia pare a lei, havendo per sin adesso fatte opere che forse i prencipali maestri di questa professione non arrivano al suo sapere".
Artemisia crebbe senza madre e questo la portò sicuramente a una emulazione verso il padre, che egli riconobbe istruendola a dovere, per esempio sulla preparazione dei materiali: la macinazione dei colori, l'estrazione e la purificazione degli oli, la costruzione dei pennelli con setole e pelo animale, il posizionamento delle tele e la riduzione in polvere dei pigmenti.
Il periodo della Riforma Cattolica, ovvero quello in cui visse Artemisia, fu fondamentale per Roma perché donò alla città nuovi lavori (e dunque vennero chiamate a collaborare molte maestranze) per trasformarla da centro medievale a Urbe. Strade, chiese, piazze divennero sfarzose e rinnovate dall'angustia che aveva portato il Medioevo.
Oltre a ciò, Roma era, come oggi, occupata da moltissime persone dei più svariati ceti (prostitute, artisti, mendicanti, ladri, pellegrini) che garantivano alla città luci sempre diverse e ispirazione per i pittori.
Il primo grande quadro che si può attribuire ad Artemisia è Susanna e i vecchioni.

La violenza di Agostino Tassi

Al contrario di come viene descritto l'accaduto nel film, Artemisia subì una grave violenza nel 1611 da parte dell'amico pittore del padre: Agostino Tassi. Queste le parole della giovane pittrice: "Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l’altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne".
Agostino era detto "l'avventuriero", un pittore talentuoso ma dal carattere iroso e burrascoso: era già stato soggetto di diverse accuse giudiziarie, che lo vedevano protagonista di alcuni omicidi.
All'epoca, però, era possibile che una violenza sessuale fosse "sanata" dal cosiddetto "matrimonio riparatore", perché non era considerata lesa la persona, bensì solo la morale. Per questo Artemisia accettò di sposare Agostino, all'insaputa del padre che, una volta scoperto il fatto, decise di denunciare, anni dopo, l'accaduto a Papa Paolo V: "Una figliola dell'oratore [querelante] è stata forzatamente sverginata e carnalmente conosciuta più et più volte da Agostino Tasso pittore et intrinseco amico et compagno del oratore, essendosi anco intromesso in questo negozio osceno Cosimo Tuorli suo furiere; intendendo, oltre allo sverginamento, che il medesimo Cosimo furiere, con sue chimere, abbia cavato, dalle mane della medesima zitella, alcuni quadri di pitture di suo padre et in specie una Juditta di capace grandezza. Et perchè, B[eatissimo] P[adre], questo è un fatto così brutto et commesso in così grave et enorme lesione et danno del povero oratore et massime sotto fede di amicizia che del tutto si rende assassinamento".
Così iniziò il processo: anni e anni di violenze psicologiche per la pittrice che fu obbligata a visite ginecologiche atroci, le quali stabilirono la rottura dell'imene causata dallo stupro.
Ma questo non bastò, perché seguirono le "visite" giuridiche che furono ancora peggiori: Artemisia fu costretta alla tortura chiamata "della sibilla", che funzionava ponendo i pollici della fanciulla in fili che si stringevano sempre più, stritolando le falangi e potendo anche causare la perdita delle dita, fatto disastroso per una pittrice che viveva e lavorava con esse.
La vita e le sfide di Artemisia Gentileschi nel film di Agnes Merlet articolo

La nuova vita di Artemisia Gentileschi

Il processo terminò con l'incarcerazione di Tassi per cinque anni e l'esilio da Roma, che in realtà non avvenne mai. Artemisia vinse quindi in parte, perdendo inoltre definitivamente la rispettabilità che un tempo aveva tra i suoi compaesani.
Così il padre decise di farla sposare per riparare, almeno un po', la perdita di onorabilità subita. Artemisia si sposò con Pierantonio Stiattesi, giovane pittore, e insieme lasciarono Roma, con grande dolore per la pittrice che non poteva più vivere in quelle condizioni.
Firenze, però, mostrò una nuova luce alla pittrice che riuscì ad entrare nell'ambiente mediceo e a conoscere illustri intellettuali e artisti del tempo, forgiando la sua carriera futura. Conobbe infatti Galileo Galilei, di cui divenne amica, ma soprattutto Michelangelo Buonarroti, fondamentale per la sua maturazione pittorica.
Finalmente, nel 1616, Artemisia riuscì a entrare nell'Accademia delle arti e del disegno di Firenze e fu la prima donna a godere di questo diritto. Da lì seguì una serie di spostamenti tra Venezia, Napoli e Londra per le sue capacità artistiche.
Si presume, infine, che Artemisia morì di peste nel 1656, a Napoli.
Per approfondimenti su Artemisia Gentileschi vedi anche qua
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del film "Passione estrema - Artemisia"?
  2. Il film esplora la vita della pittrice Artemisia Gentileschi, focalizzandosi sulla sua passione per l'arte e sul trauma subito a causa della violenza di Agostino Tassi, evidenziando le sfide che affrontò come donna artista nel XVII secolo.

  3. Come viene rappresentata la figura di Artemisia Gentileschi nel film?
  4. Artemisia è ritratta come una giovane donna talentuosa e determinata, che, nonostante le limitazioni imposte dalla società patriarcale e le esperienze traumatiche, riesce a emergere nel mondo dell'arte, diventando una figura di spicco nella sua epoca.

  5. Qual è l'importanza del processo subito da Artemisia nel contesto del film?
  6. Il processo rappresenta un momento cruciale nella vita di Artemisia, evidenziando le ingiustizie del sistema legale dell'epoca e le violenze psicologiche che ha dovuto affrontare, sottolineando la lotta per la giustizia e la dignità femminile.

  7. In che modo la figura del padre, Orazio Gentileschi, influisce sulla vita di Artemisia?
  8. Orazio Gentileschi gioca un ruolo fondamentale nella formazione artistica di Artemisia, incoraggiandola e insegnandole le tecniche pittoriche, ma la sua reazione alla violenza subita dalla figlia segna anche un conflitto tra le loro visioni e valori.

  9. Quali sono i traguardi artistici di Artemisia dopo il suo trasferimento a Firenze?
  10. Dopo il trasferimento a Firenze, Artemisia riesce a entrare nell'Accademia delle arti e del disegno, diventando la prima donna a ottenere questo diritto, e inizia una carriera che la porterà a viaggiare tra Venezia, Napoli e Londra, affermandosi come una delle pittrici più importanti del suo tempo.

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