Concetti Chiave
- Il contenuto presenta la parafrasi dell'episodio della morte di Ettore tratto dal libro 22 dell'Iliade di Omero, evidenziando il suo valore e coraggio in battaglia.
- Il duello tra Achille ed Ettore è caratterizzato da una tensione palpabile, con Ettore che cerca di fuggire mentre Achille lo insegue con determinazione.
- La corsa di Ettore è descritta in modo vivace, paragonandola a un nibbio che insegue una colomba, sottolineando la sua disperazione e vulnerabilità.
- Gli dei osservano il duello, discutendo se intervenire per salvare Ettore; alla fine, Zeus consente ad Atena di agire a favore di Achille.
- Achille insegue Ettore con ferocia, impedendo l'intervento di altri guerrieri, poiché desidera ottenere personalmente la gloria per la sua morte.
La morte di Ettore
In questo appunto è presente la parafrasi del testo La morte di Ettore che è stato tratto dal libro 22 dell’Iliade, poema epico dell’autore greco Omero. Si riporta soprattutto tutta la parafrasi del testo dell’Iliade che vede l’episodio in cui durante il duello con Achille, Ettore perde la vita combattendo coraggiosamente e con grande valore.
Qual è il duello tra Achille ed Ettore?
In questo modo rifletteva attendendo, e Achille gli fu accanto, come il guerriero Apollo, scuotitore dell’elmo, alto muovendo sulla spalla la lancia di Achille, temibile: il bronzo gli splendeva attorno, come la luce di un fuoco rovente o del sole che spunta.
La corsa disperata di Ettore
Appena lo vide, Ettore si spaventò, e, non riuscendo ad aspettarlo fermo, fuggì lasciandosi alle spalle le porte Scee: Achille lo inseguì, aiutato dai piedi veloci; come il nibbio nel cielo, che è il più veloce degli uccelli, insegue senza sforzo una colomba tremolante, che gli fugge sotto, ma il nibbio gridandole addosso, vola veloce, convinto dal cuore a colpirla, così Achille correva furente: Ettore rabbrividì sotto le mura dei Troiani e agitava celermente le gambe. Andarono oltre la torre difensiva e il fico selvatico ventoso, lungo la strada dei cocchi, distanziandosi di continuo dal muro, poi giunsero a due belle fonti; dove sgorgano le sorgenti dell’agitato fiume Scamandro, una emette acqua calda e attorno ad essa sale fumo di vapore, come se ci fosse un incendio; l’altra anche d’estate ha una temperatura uguale al ghiaccio, alla grandine o alla freddissima neve. Nei pressi ci sono lavatoi pieni d’acqua, splendidi, fatti di pietra, dove i colorati vestiti erano lavati dalle mogli dei Troiani e dalle loro figlie, una volta, quando c’era la pace, prima che attaccassero gli Achei. I due eroi correvano lì, uno fuggiva, l’altro inseguiva; un vigoroso fuggiva davanti e uno ancora più potente lo pedinava da dietro, velocissimo: perché non c’era disputa per il corpo o la pelle di una preda – sono questi spesso i trionfi ai piedi degli uomini, ma correvano per la vita di Ettore, addestratore di cavalli.
La decisione degli dei
Come verso l’arrivo i cavalli galoppano con zoccoli veloci, abituati a vincere, cavalcano fulminei, perché il premio in palio è importante, tripode o donna, per il valore di un guerriero defunto; così essi attorniarono la rocca di Priamo per tre volte, velocemente: li osservavano tutte le divinità, e cominciò a parlare Zeus: “Ahimè, colui che vedo inseguito dietro le mura è un uomo fedele, e sono triste per Ettore, che mi ha offerto moltissime cosce di buoi nel più alto punto della città; adesso Achille potente lo insegue rapidissimo attorno alla rocca di Priamo. Pensate, o dei, se possiamo salvarlo dalla morte, oppure se ormai lo spingiamo contro il Pelide, sebbene sia forte”. Gli rispose Pallade Atena: “O padre, bianca saetta, nube bruna, che hai detto? Come vorresti salvare dalla morte, funesto pianto, un uomo mortale, soggetto sempre al fato? Fai ciò che vuoi, ma noi non ti stimeremo”. Ribatté Zeus, che controlla i cieli: “Dai, mia terzogenita, non parlo seriamente: voglio essere benevolo con te. Scendi sulla terra e fa ciò che devi fare”. Così detto, liberò la desiderosa Atena che scese dall'Olimpo immediatamente.
L'inseguimento finale
Achille inseguiva Ettore senza tregua, come un cane in montagna che insegue un cucciolo di cervo per pianure e per burroni, dopo averlo stanato: e se quello si nasconde dietro un cespuglio, il cane corre lo stesso seguendo le tracce finché lo scopre; così Ettore non sfuggiva al veloce Achille. Ogni volta che pensava di entrare nelle porte dei Troiani, in modo che l’avessero potuto aiutare, Achille gli si interponeva, costringendolo a girarsi verso la piana: lui volava sempre alla fortezza. Come non si può fuggire ai sogni, Ettore non può scampare, Achille non può arrivarci, così l’uno correndo non poteva prenderlo, l’altro non poteva salvarsi. E come avrebbe potuto Ettore sfuggire al destino di morte, senza il sostegno di Apollo che lo incitava a correre? Il Pelide proibiva ai soldati di agire, perché non voleva che le loro frecce gli rubassero la gloria di aver ucciso Ettore.
per ulteriori approfondimenti sulla morte di Ettore vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto del duello tra Achille ed Ettore?
- Qual è il contesto del duello tra Achille ed Ettore?
- Come viene descritto il momento in cui Ettore fugge da Achille?
- Come viene descritto il momento in cui Ettore fugge da Achille?
- Qual è il ruolo degli dei durante l'inseguimento tra Achille ed Ettore?
- Qual è il ruolo degli dei durante l'inseguimento tra Achille ed Ettore?
- In che modo viene rappresentato il tema del destino nella storia di Ettore?
- Come viene rappresentato il tema del destino nella narrazione?
- Qual è la simbologia del duello tra Achille ed Ettore?
- Qual è la simbologia del duello tra Achille ed Ettore?
Il duello avviene nel libro 22 dell'Iliade, dove Ettore affronta Achille in un combattimento decisivo, perdendo la vita con grande valore e coraggio.
Il duello avviene nel libro 22 dell'Iliade, dove Ettore affronta Achille in un combattimento decisivo, perdendo la vita con grande valore e coraggio.
Ettore, spaventato dalla presenza di Achille, inizia a fuggire, mentre Achille lo insegue con la velocità di un nibbio che insegue una colomba, creando un'immagine di tensione e disperazione.
Ettore, spaventato dalla presenza di Achille, inizia a fuggire, mentre Achille lo insegue con la velocità di un nibbio che insegue una colomba, creando un'immagine di tensione e disperazione.
Gli dei osservano l'inseguimento e Zeus esprime tristezza per Ettore, mentre Atena lo incita a non intervenire per salvare un mortale dal suo destino, evidenziando l'inevitabilità del fato.
Gli dei osservano l'inseguimento e Zeus esprime tristezza per Ettore, mentre Atena lo incita a non intervenire, sottolineando l'inevitabilità del destino mortale di Ettore.
Il destino di Ettore è ineluttabile; nonostante i suoi sforzi e il supporto di Apollo, non può sfuggire alla morte, simboleggiando la fragilità della vita umana di fronte al fato.
Il destino di Ettore è ineluttabile; nonostante i suoi sforzi e il supporto di Apollo, non può sfuggire alla morte, evidenziando la forza del fato nell'epica omerica.
Il duello rappresenta non solo una battaglia tra due guerrieri, ma anche un conflitto tra il valore e la gloria, con Achille che cerca di affermare la sua potenza e Ettore che lotta per la sua vita e onore.
Il duello simboleggia la lotta tra il valore e la fatalità, con Achille che rappresenta la potenza e la vendetta, mentre Ettore incarna il coraggio e la nobiltà, rendendo il conflitto un momento cruciale dell'Iliade.