Concetti Chiave
- Il concetto di letteratura nazionale è messo in discussione da Goethe, che invita a considerare l'emergere di una letteratura universale, superando l'idea di nazionalità.
- L'unificazione d'Italia nel 1861 ha trasformato l'identità letteraria del paese, creando la necessità di un modello linguistico comune in un contesto di alta analfabetizzazione.
- La letteratura italiana ha agito come collante dell'identità nazionale, nonostante le profonde differenze culturali e regionali nel paese.
- Pier Paolo Pasolini ha contribuito a valorizzare la cultura popolare con il "Canzoniere italiano", evidenziando il contrasto tra la letteratura ufficiale e i dialetti locali.
- Dante, Petrarca e Boccaccio sono considerati i fondatori della lingua italiana moderna, segnando il passaggio dal volgare e influenzando la letteratura successiva.
Questo appunto di Letteratura Italiana si propone di illustrare il concetto di letteratura nazionale prendendo in considerazione autori e opere della letteratura italiana con riferimento al periodo dell’unificazione d'Italia e del Regno di Sardegna. Si citano molti autori che hanno contribuito alla letteratura in lingua italiana.
Cosa significa letteratura nazionale
Prima di definire quale siano le opere e le caratteristiche della letteratura italiana vediamo cosa significa letteratura nazionale. Nel 1827 Goethe affermava in un colloquio con Eckermann: “letteratura nazionale non vuol dire più molto; s’approssima il tempo di una letteratura universale, e tutti devono adoperarsi per affrettare quest’epoca“. Vent’anni, dopo nel 1848, Marx e Engels nel manifesto del partito comunista scrivono: “All’antica autosufficienza e all’isolamento locali e nazionali subentra uno scambio universale, una interdipendenza universale tra le nazioni. E come per la produzione materiale, così per quella intellettuale. I prodotti intellettuali delle singole nazioni diventano un bene comune. L’unilateralità e la ristrettezza nazionali divengono sempre più impossibili, e dalle molte letterature nazionali e locali si forma una letteratura mondiale”. Sia Goethe che Marx ed Engels coglievano l’aspetto del rapporto tra natio(natio-nationis) e res pubblica litterarum. Stando alle parole di Goethe, la letteratura nazionale non esiste, e perciò si deve procedere verso la letteratura globale.Per approfondimenti su Wolfgang Goethe vedi anche qua
L’unificazione d’Italia
Non si può mettere in dubbio il fatto che l’Italia abbia un’identità letteraria che si è costruita attraverso i secoli nelle opere e attraverso determinate forme di circolazione, anche indipendentemente dall’identità politica. Infatti dal punto di vista dell’identità politica l’Italia non è esistita fino al 1861, sono passati appena 150 anni dal lungo processo che ha portato all’Unità d’Italia. L’Italia alla fine del Settecento si trovava ancora divisa in dodici stati vide un enorme cambiamento nell’aspetto, nella lingua e nella società quando giunse alla sua unificazione. La velocità con la quale questo fenomeno di stato unitario ebbe luogo pose dei problemi sul come rapportarsi alle realtà locali nonché sul piano linguistico portando la necessità di un modello a cui fare riferimento che si integrasse con la varietà che contraddistingueva il paese. La nuova Italia fu governata dapprima da Bettino Ricasoli a seguito della morte di Cavour avvenuta nel 1861 e deliberò di estendere per tutto il territorio nazionale l’ordinamento giuridico del Regno di Sardegna. Nel 1861 quando venne realizzato il primo censimento italiano del neonato Regno d’Italia oltre il 78% della popolazione era risultata analfabeta. L’inchiesta di Carlo Matteucci del 1864-1865 sul panorama linguistico del paese chiariva meglio la situazione linguistica italiana in base alle regioni. Nel 1911 gli analfabeti si erano ridotti al 40%. Al tempo dell’unificazione si stima che solo il 2,5% della popolazione parlava e leggeva italiano la cui maggior parte risiedeva in Toscana.La lingua italiana durante l’unificazione d’Italia
Prima ancora che in un’unione politica sotto il dominio piemontese l’idea unitaria si manifestava attraverso l’ambito letterario e linguistico. Dal punto di vista letterario la letteratura in lingua volgare prima, e in lingua italiana poi, è un processo che dura da secoli tra tradizioni e innovazioni scavallando quelli che erano i confini regionali prima dell’Unità. In Italia quindi la letteratura, non avendo una corrispondenza politica, costituiva il collante dell'identità nazionale. Nonostante l’affermarsi della lingua italiana l’omogeneità culturale era ancora lontana poiché seppur geograficamente e politicamente unita continuavano ad essere profonde le differenze regionali, un Paese costituito da popoli diversi ognuno legato alla propria cultura e tradizione. La questione della letteratura italiana come letteratura nazionale e identitaria è stata affrontata anche nel dopoguerra, a seguito della cultura del regime, in cui sentiva un gran bisogno di affermarsi e di collocare dei confini precisi come si suol dire “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”. Pier Paolo Pasolini pubblica nel 1955 il Canzoniere italiano, un corpus di circa ottocento testi suddivisi per regione e aree linguistiche per portare alla luce espressioni della cultura popolare che tendevano a scomparire nella nazione. Si crea in questo periodo un contrasto tra quelle che sono le attestazioni di una letteratura ufficiale intesa come espressione unitaria di una nazione a discapito di quelli che erano i dialetti, nella cultura popolare, che vanno a scomparire. Accanto ai processi di unificazione si affaccia il variegatissimo panorama linguistico che arricchisce la cultura italiana.Per approfondimenti sulla vita e le opere di Gabriele D'Annunzio vedi anche qua

Autori e opere della letteratura italiana
Se parliamo di autori che hanno plasmato la letteratura italiana non possiamo non citare i tre più grandi autori della nostra letteratura: Dante, Petrarca e Boccaccio. Cruciali testimoni del passaggio dal Volgare alla lingua italiana più simile a quella che parliamo oggi. Dante viene ad oggi ancora considerato il padre della lingua italiana. Nell’Ottocento vennero presi come simboli del mito unitario che porta ai moti indipendentisti. La cultura e il folclore italiano sono da sempre stati fondamentali per la produzione letteraria degli autori nostrani, pensiamo ad esempio a Verga con i suoi tantissimi riferimenti alla cultura siciliana. Non era un’impresa semplice trovare una lingua nazionale, da Dante a Manzoni, per secoli sono stati tantissimi gli autori che hanno cercato di dettarne i canoni. Per Dante doveva essere il fiorentino trecentesco utilizzato da lui stesso nella Divina Commedia. In tempi più recenti un ruolo incisivo lo ha avuto Gabriele D’Annunzio, il quale fu scrittore, poeta, drammaturgo, militare nonché ex deputato del Regno d’Italia.Domande da interrogazione
- Qual è il significato di "letteratura nazionale" secondo Goethe?
- Come si è evoluta l'identità letteraria italiana durante l'unificazione?
- Qual era la situazione linguistica in Italia al momento dell'unificazione?
- In che modo la letteratura ha contribuito all'unità culturale dell'Italia?
- Chi sono i tre autori fondamentali della letteratura italiana e quale ruolo hanno avuto?
Goethe affermava che la "letteratura nazionale" non ha più significato, suggerendo che ci si stia avvicinando a una letteratura universale, dove tutti devono contribuire a questo processo (cfr. testo).
L'identità letteraria italiana si è costruita nel tempo attraverso opere e forme di circolazione, anche prima dell'unità politica, con la letteratura che ha rappresentato un collante per l'identità nazionale (cfr. testo).
Nel 1861, oltre il 78% della popolazione era analfabeta e solo il 2,5% parlava e leggeva italiano, evidenziando le sfide linguistiche che l'Italia doveva affrontare (cfr. testo).
La letteratura in lingua volgare e poi italiana ha superato i confini regionali, fungendo da collante per l'identità nazionale, nonostante le differenze culturali persistenti (cfr. testo).
Dante, Petrarca e Boccaccio sono considerati i tre grandi autori che hanno plasmato la lingua italiana, fungendo da simboli del mito unitario e influenzando la letteratura fino ai giorni nostri (cfr. testo).