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La linguistica

La linguistica si occupa di investigare il linguaggio umano in tutti i suoi aspetti: fonologia, morfologia, sintassi, semantica, lessico. La linguistica è una disciplina scientifica che si pone come obiettivo descrivere e spiegare il proprio oggetto di studio.

Che cos'è il linguaggio?

Non è solo un sistema di comunicazione. Perché noi quando pensiamo, pensiamo con le parole, con la nostra lingua. Tutti i sistemi di comunicazione implicano un'emittente ed un destinatario. Il linguaggio umano è discreto, nel senso che noi percepiamo delle unità all'interno di quello che è in realtà un flusso continuo di suoni.

Tutti gli animali comunicano. Le api comunicano tramite la loro danza a distanza qualità e quantità di polline alle compagne. I linguaggi animali non hanno: l'esempio di Koko gorilla che ha imparato 350 segni della lingua americana dei segni e capire più di 2000 parole di inglese corrente. Che cosa distingue le lingue umane dai linguaggi animali? Gli animali sanno imparare il lessico, ma non sanno creare infiniti messaggi, noto anche come ricorsione o ricorsività. Ovvero avere una sola frase che potenzialmente va avanti fino all'infinito. L'esempio è la canzone della fiera dell'est. Quindi la caratteristica umana che gli animali non riescono ad imparare è la ricorsione. È la stessa capacità che utilizziamo per fare i conti.

Un'altra capacità umana che non hanno gli animali è la coordinazione. Ho invitato Gianni, Maria, Piero, ecc. Ma anche la presenza di elementi funzionali. Quindi ausiliari, articoli, preposizioni (elementi che hanno senso solo all'interno del sistema). L'altra caratteristica è onnipotenza semantica ovvero la possibilità di riferirsi a passato, futuro, eventi non realizzati. Ma ancora è la doppia articolazione: fonemi (suoni del linguaggio che veicolano distinzioni di significato) (lama-lana) cambio solo la consonante e cambia il significato. Possiamo mettere insieme consonanti e vocali per formare delle parole, possiamo mettere insieme parole per formare frasi. Possiamo parlare della lingua usando la lingua stessa.

Da dove deriva la diversità del linguaggio umano da quello animale?

Il cervello è costituito in maniera diversa in base alla mano portante. L'area di Wernike è per l'associazione di nomi. La corteccia uditiva vicino all'area di Broca che è l'area del processamento della sintassi, quella con cui facciamo i conti. La corteccia prefrontale è associata ai verbi. Sappiamo che queste aree sono implicate nella codifica del linguaggio tramite lo studio delle neuropatologie quali Alzheimer e demenze senili. Non esiste una sola area che processa il linguaggio. Ogni area sembra essere collegata a operazioni di tipo diverso.

Lo sviluppo del linguaggio

Un modo per capire come funziona il linguaggio è osservare il suo sviluppo. Lo sviluppo della prima lingua è molto diverso dall'apprendimento di una lingua straniera. Per la madrelingua, l'acquisizione dei processi linguistici segue delle fasi regolari, non richiede alcuno sforzo apparente, ha sempre successo. Quando si parla una seconda lingua bisogna diversificare tra parlanti adulti e non. Quando si parla una lingua straniera il consumo di energia del cervello è altissimo. La madrelingua si acquisisce nell'infanzia, ma questo periodo di grazia termina con la pubertà.

La doppia articolazione

La prima articolazione: metto insieme g con la a con t con la t con la o e viene fuori gatto. La seconda articolazione invece riguarda i morfemi ovvero metto insieme gatt con o e la ho è variabile perché posso sostituirla con i e.

Come imparano i bambini

I bambini imparano per regole, non per pura imitazione: producono forme che non hanno mai sentito ma che corrispondono a forme regolari: ex → chiudato, aprito. Quando producono chiudato → hanno già in testa la regola del participio (mangiato) ma il bambino forma un participio passato forte quindi la regola non va. Il bambino impara tramite regole e non per imitazione. L'esempio di gobo, dove il bambino dice gobi se ve ne sono due.

I primi suoni del bambino avvengono tra i 6-8 mesi e sono di solito con le occlusive: la p, t, b, g. Tra i 12-14 mesi compaiono le prime parole con un significato. Intorno ai 20/24 mesi compaiono le prime combinazioni di parole. Intorno ai tre anni di vita i bambini sono in grado di parlare la propria lingua senza nessun tipo di addestramento. I bambini fanno solo alcuni tipi di errori, in genere fanno errori di regolarizzazione. Tutti iniziano con gagaga, tatata. I bambini imparano sulla base di quello che sentono non sulla base di quello che non sentono. I bambini hanno un loro sistema che produce il linguaggio e lo fanno sulla base delle regole che hanno interiorizzato.

I bambini non tengono conto delle correzioni perché hanno un loro sistema. Non serve neanche correggerli in età prescolare. Se il bambino ha nel cervello già la competenza dell'adulto, come mai non parla come un adulto? La competenza è presente ma ci sono delle limitazioni dovute al processing. Poi certe precondizioni cognitive devono prima maturare e poi il bambino può servirsene. L'acquisizione degli elementi lessicali è il fattore che permette la costruzione delle strutture sintattiche. Il bambino ha in mente la struttura del linguaggio ma gli mancano gli elementi lessicali.

Esperimento di Mehler

Madre bilingue russo/francese. Esperimento di Mehler: La madre nei primi 4 giorni di vita deve parlare al bimbo in francese. Poi dopo i 4 giorni anche russo e il bambino iniziò a succhiare più velocemente. Dal utero inizia ad imparare il linguaggio.

Le strutture delle lingue

Ci sono lingue come l'italiano dove abbiamo soggetto-verbo-complemento (SVO). Mentre nel turco e nel giapponese ritroviamo il verbo alla fine della frase (SOV). Le lingue SOV hanno un ritmo trocaico → l'elemento più forte è sul battere quindi il primo elemento. Mentre le lingue (SVO) hanno un ritmo giambico dove l'accento si pone sul secondo elemento.

L'ipotesi innatista

Che cosa dice l'ipotesi innatista dunque? Ci sono delle evidenze empiriche che il linguaggio umano sia una proprietà esclusiva dell'essere umano. Lo sviluppo tecnologico, (pensiamo ad una tribù) non ha un linguaggio meno sviluppato. Dunque il linguaggio umano è il risultato di un processo di acquisizione che si imposta su strutture cerebrali specificamente deputate all'uso del linguaggio. I linguisti osservano e descrivono perché un certo parlante parla in un certo modo. Detto ciò consente ai linguisti di fare degli esperimenti scientifici volti ad individuare la competenza nativa del parlante al di là degli errori di performance, lapsus, strutturazione di una data frase.

La competenza di parlanti nativi ci consente di determinare se le regole di costruzione della sillaba sono state violate anche se nessuno ve le ha mai insegnate. "Vavo" okay. "Mpal" no.

Noi abbiamo delle competenze innate. I parametri indicano la variazione possibile tra lingue diverse. Ad esempio il parametro del soggetto nullo: ci sono delle lingue dove pronome-soggetto deve essere sempre espresso (francese, tedesco) mentre l'italiano no. Tutte le lingue hanno fonemi distinti anche se il flusso del parlato è continuo. Tutte le lingue hanno elementi verbali e nominali.

I livelli di analisi del linguaggio

  • Fonologia
  • Morfologia
  • Sintassi
  • Semantica

La parola è una combinazione di due o è morfemi. I morfemi sono le unità più piccole dotate di significato. Ex: Bar-ista. È una combinazione di due morfemi, uno che può essere libero, l'altro legato.

Un esempio fonologico: la /s/ di sbaglio è diversa dalla /s/ di sasso in italiano. La prima è sorda, la seconda è sonora. La consonante /b/ che segue la /s/ in sbaglio è sonora quindi anche la /s/ si assimila alla /b/ e diventa sonora venendo pronunciata /z/.

Il linguaggio ha la capacità di combinare elementi insieme e costruire unità più grandi. "Il mio bel gatto bianco e nero" è scritto tutto in maschile. La fonologia si occupa dei segmenti più piccoli della lingua: i foni che permettono distinzione di significato. Ad esempio una differenza: "lana", "lama", "lagna". Sono coppie minime. /gn/ rappresenta un unico fonema, cioè la nasale palatale.

La morfologia considera gli elementi del linguaggio di un ordine di grandezza superiore rispetto alla fonologia. Ad esempio industrializzazione. Industria → industriale → industrializzare → industrializzazione.

La sintassi si occupa di elementi di ordine di grandezza ancora maggiore, quindi la costruzione di frasi. Il mio bel gatto bianco e nero dorme sul tappeto.

La semantica si occupa dell'interpretazione delle frasi, delle ambiguità, dei valori della verità delle frasi.

La grammatica

I primi cenni di grammatica di cui abbiamo notizia è la grammatica indiana di Panini circa V secolo a.C. Si descrive il sanscrito classico dei testi vedici, una lingua indoeuropea con più di 4000 regole ed è la più antica grammatica del sanscrito. L'idea di base della grammatica è cercare di fissare la lingua dei testi sacri in modo che non venga corrotta, questo è un intento prescrittivo. D'altro canto Panini si propone di descrivere la lingua usando il minor numero di regole possibili → quindi attraverso generalizzazioni.

La questione greca

Platone nel dialogo di Menone, ovvero dove Socrate dimostra che uno schiavo capisce concetti geometrici che non gli sono stati insegnati. C'è dunque il problema della conoscenza implicita: come possiamo avere dei concetti che non ci sono stati insegnati? È lo stesso problema che affrontiamo noi con il linguaggio. Platone poi affronta il problema della conoscenza linguistica: ovvero qual è il rapporto tra oggetti, segni e il loro significato?

Mentre Aristotele nel capitolo XX della poetica definisce gli elementi del linguaggio: distinguendo consonanti e vocali e le principali categorie grammaticali (nome, verbo, congiunzione, caso, frase). Definendo inoltre la congiunzione come un elemento con significato funzionale.

Per quanto riguarda invece la tradizione latina si riprendono le categorie della tradizione greca ma vengono ampliate ad esempio viene inserita la categoria dell'aggettivo. Inoltre si fissano le tradizionali categorie linguistiche per descrivere qualsiasi lingua. Per esempio usiamo ancora le denominazioni di caso anche se le lingue romanze hanno perso il caso morfologico sul nome.

La tradizione latina è una tradizione di grammatica prescrittiva che ci serve in effetti per determinare come il latino parlato fosse diverso dal latino scritto. Questa tradizione viene portata avanti anche durante il medioevo fino al razionalismo di Cartesio. L'intento prescrittivo porta alla fondazione delle accademie. 1582 l'accademia della crusca. 1635 academie francaise. 1713 real academia espanola. 1780 academia de sciencias de lisboa.

La tradizione comparatista

Tra il XVIII e il XIX secolo si cominciano a comparare le lingue facendo l'ipotesi che derivino da un unico antenato, si avanza l'ipotesi che esista una famiglia linguistica indoeuropea o indogermanica da cui derivano alcune tra le lingue più diffuse. L'idea fondamentale è che il mutamento linguistico può essere descritto tramite regole senza eccezioni. I linguisti riescono a formulare delle leggi: "prima e seconda rotazione consonantica, legge di Verner" che permettono di spiegare perché una stessa radice mostra delle diversità tra lingue geneticamente imparentate.

Come si classificano le lingue?

Possiamo classificare le lingue sulla base della loro parentela genetica cioè sulla base del fatto che derivano da una stessa lingua originaria. Oppure possiamo classificare le lingue sulla base delle loro caratteristiche tipologiche ad esempio se hanno tutte un tipo di morfologia simile o un tipo di strutture sintattiche analoghe. Possiamo anche usare un criterio puramente geografico che individua lingue di una stessa area, anche se non sono strettamente imparentate tra di loro. Ad esempio sia lingue romanze che le lingue bantu sono lingue SVO (Soggetto-verbo-complemento) nonostante non siano imparentate fra di loro. Oppure possiamo dire che il rumeno e le lingue slave condividono alcune proprietà anche se non appartengono alla stessa sotto-famiglia, infatti, sono tutte lingue indoeuropee ma il rumeno è una lingua romanza e non slava. Oppure possiamo dire che le lingue germaniche e le lingue romanze sono imparentate tra di loro perché discendono tutte dall'indoeuropeo.

Ma come facciamo a sapere questo? Perché grazie al metodo ricostruttivo formulato dalla scuola linguistica tedesca del XIX secolo che si basa sull'idea che le regole fonologiche si applicano senza eccezioni. Quindi si possono ricostruire relazioni precise tra parole di lingue diverse.

Che cos'è la parentela genealogica?

Una parentela genealogica è quello delle lingue romanze che come sappiamo derivano tutte dal latino. Il latino, il greco, le lingue germaniche, le lingue slave, celtiche appartengono tutte alla stessa grande famiglia linguistica. Come facciamo a determinare se due lingue appartengono alla stessa famiglia linguistica? Tramite appunto il metodo ricostruttivo che compara sistematicamente i lessemi delle varie lingue e trova corrispondenze regolari tra di loro che sono descrivibili tramite una regola. Ma in che modo possiamo verificare se due lingue sono veramente imparentate tra loro? Non basta dire che abbiamo parole che si somigliano o che ci sono parole che hanno la stessa forma visto che ci potrebbero essere dei prestiti. Bisogna che vi siano corrispondenze sistematiche tra le lingue.

Per esempio: bestiame-Sanscrito → pa u-latino → pecu-gotico → fadar. Padre-sanscrito pit-latino pater-gotico fadar. Piede-sanscrito pad-latino pes-gotico fotus. Possiamo notare che tutte le volte che in sanscrito e latino abbiamo p, in gotico abbiamo f. Siamo in presenza dunque di corrispondenze fonologiche regolari che ci permettono di considerare le lingue in questione come geneticamente imparentate cioè derivanti da una lingua originaria comune, in questo caso l'indoeuropeo che possiamo ricostruire mediante la comparazione linguistica.

Linguisticamente parlando le "occlusive sorde indoeuropee" diventano fricative sorde. Quelle sonore diventano sorde. Quelle sonore aspirate perdono l'aspirazione. Dunque: le occlusive sorde, diventano delle fricative sorde. Le occlusive sonore aspirate, diventano delle fricative sonore. Le occlusive sonore diventano occlusive sorde.

La legge di Verner

L'eccezione più importante è costituita dalla legge di Verner per la quale "le occlusive sorde indoeuropee diventano delle fricative sonore (anziché sorde) quando si trovano in ambiente sonoro e non sono precedute dall'accento. Si prenda la parola "pater". La t si trova in ambiente sonoro in quanto tra due vocali e non è preceduta dall'accento questo infatti cade sulla e che segue. Avremo dunque: Pater → got. Fadar dove d indica in realtà la fricativa sonora d.

La classificazione tipologica

La tipologia linguistica classifica le lingue sulla base delle loro caratteristiche indipendentemente dalla loro origine. Quindi due lingue possono essere simili anche se non sono geneticamente imparentate tra di loro. Sulla base morfologica possiamo distinguere 4 tipi di lingue:

  • Lingue agglutinanti. Come il basco o il turco che hanno un morfema grammaticale che corrisponde ad un unico significato. Ad esempio in turco la parola uccello ha vari morfemi e ognuno con un significato univoco.
  • Lingue flessive. Come l'italiano che cumulano vari significati sullo stesso suffisso: ad esempio il suffisso -i ha i tratti di numero e genere.
  • Lingue isolanti. Come il cinese sono lin...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcozamattia98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di istituzioni di linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Poletto Cecilia.
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