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Lezione 1 linguistica

Che cos'è la linguistica?

La linguistica non insegna come scrivere, perché sarebbe linguistica normativa. La linguistica è una disciplina descrittiva, ovvero il ricondurre a leggi generali ciò che effettivamente si dice, non studia ciò che si deve dire o non dire. È lo studio scientifico del linguaggio umano: parte da un’ipotesi, cerca di raccogliere dati tramite esperimenti o questionari sulla lingua, e sulla base dei dati vengono o meno verificate le ipotesi iniziali. Si occupa del confronto tra le lingue specifiche alla ricerca di somiglianze e differenze. Differenza tra lingue e linguaggio, la linguistica studia il linguaggio umano in tutti i suoi aspetti.

Lingue e linguaggio

Il linguaggio degli animali/dei fiori/umano/dell’arte/del computer hanno tutti la stessa funzione, implicano un mittente e un destinatario. L’unico che si distingue per cinque caratteristiche specifiche.

  • Discretezza
  • Doppia articolazione
  • Generatività
  • Ricorsività
  • Dipendenza della struttura

Discretezza

Gli elementi del linguaggio umano si distinguono gli uni dagli altri per l’esistenza di limiti ben definiti. Dire che il linguaggio umano è “discreto”, significa che i suoi elementi si distinguono gli uni dagli altri per l’esistenza di limiti ben precisi. Ad esempio, la b e la p sono molto simili come suoni, per il parlante e l’ascoltatore hanno un effetto di contrasto netto; Patto ha un significato molto diverso da Batto. Non esistono quindi unità intermedie tra la p e la b. L’opposto dei sistemi discreti sono quelli continui come “la danza delle api” che cambiando ritmo, orientamento e durata della sua danza fa capire cose diverse alle altre api.

Doppia articolazione

La capacità di formare un numero altissimo di segni, mediante un numero molto limitato di elementi che non hanno significato, ma hanno solo la capacità di distinguere significati.

  • Prima articolazione = formata dai morfemi (parte più piccola dotata di significato) portatori di significato, che vengono riutilizzati per formare nuove parole. Esempi:
    • Industriale, industria (nome), -ale (aggettivo, morfema = porta il significato)
    • Gatto è scomponibile in più mattoncini, che sono morfemi (gatt- -o). Entrambi possono apparire in altre parole come ad esempio gatt- ino, e poi libr- o.
  • Seconda articolazione = unità più piccole che non sono portatrici di significato autonomo (g, a, t, t, o). Ogni lettera può cambiare significato alla parola, anche se la lettera un significato di per sé non ce l’ha. Ad esempio cambiando la prima lettera possiamo ottenere le parole: gatto/patto/batto/tatto/fatto/ratto ecc.

Generatività o creatività

Parole a caso possono creare molteplici frasi. Esempio:

  • Il fratello del vicino aprì la porta con la chiave
  • Il fratello aprì la porta del vicino con la chiave
  • Il fratello aprì la porta con la chiave del vicino
  • Il vicino aprì la porta con la chiave del fratello

Questo accade perché gli esseri umani parlano sempre in maniera nuova e creativa perché conoscono le regole generative. Questo potere di generare in modo creativo nuove frasi è una caratteristica del linguaggio umano chiamata grammatica generativa.

Ricorsività

La ricorsività è la potenziale capacità di creare messaggi infiniti, inserendo nuove frasi in frasi date. La ricorsività sembra esistere solo nel linguaggio umano. Esempi:

  • Gianni ha vinto la gara. (frase semplice)
  • Maria ha detto che Gianni ha vinto la gara. (frase complessa)
  • I ragazzi pensano che Maria dica che Gianni ha vinto la gara.

Dipendenza della struttura

Le frasi sono sequenze di parole ma le relazioni fra queste parole non sono determinate linearmente. La sequenza di come io metto le parole in una frase non è sufficiente a determinare il significato di una frase. Es. Luca guarda le ragazze con gli occhiali. / Luca, con gli occhiali, guarda le ragazze. La frase a differisce dalla frase b, e potrebbero potenzialmente significare due cose diverse.

Gli animali possono imparare il linguaggio umano?

Gli esseri umani sono gli unici in grado di imparare le lingue naturali (con le 5 caratteristiche).

Tentativo 1: Gli Hayes, che sono linguisti, fecero dei tentativi con gli scimpanzé perché hanno il 99% del DNA uguale a quello degli umani. Provarono a insegnare allo scimpanzé Vicky l’inglese, ma dopo 6 anni Vicki aveva imparato solo 4 parole. La ragione dell’insuccesso è data dal fatto che i primati non umani non sanno controllare l’apparato fonatorio, in pratica non riescono a parlare.

Tentativo 2: A una femmina di scimpanzé, Washoe, fecero studiare la lingua dei segni americana e acquisì circa 150 segni attraverso l’imitazione, lei era in grado di imitare, non riusciva mai a produrre spontaneamente una frase con i segni. (I bambini invece non imparano per imitazione).

Tentativo 3: Un altro tentativo fu fatto con Nim, che produsse circa 20.000 combinazioni formate da 2 o più gesti ma non riesce mai a farle più lunghe. No ricorsività, quindi solo frasi semplici.

Tentativo 4: Altro esperimento con Koko, dopo 10 anni di istruzione, aveva imparato 500 parole e inventava parole nuove ma la sintassi era sempre molto semplice.

Lingua e linguaggio

Linguaggio: caratteristica comune a tutti gli esseri umani di sviluppare un sistema di comunicazione con le proprietà che abbiamo descritto sopra.

Lingua: la forma specifica che questo sistema di comunicazione assume nelle varie comunità. Ad esempio lingua spagnola, francese etc. Le lingue si differenziano le une dalle altre, ma le variazioni sono limitate in quanto sono realizzazioni diverse dell’unico linguaggio, cioè universali linguistici.

Parlato e scritto

Una lingua, generalmente, è sia scritta che parlata ma la linguistica privilegia la lingua come espressione orale su quella scritta perché alcune lingue sono solo parlate. L’aspetto orale è primario, perché innato e naturale, mentre quello scritto è secondario perché è stato inventato e serve un insegnamento specifico. Ad esempio: un bambino impara ovviamente prima a parlare che a scrivere. Le lingue cambiano nel corso del tempo, specialmente quelle molto utilizzate, e questi cambiamenti vengono registrati molto più tardi nella lingua scritta.

Varietà linguistica italiana

Non esiste realmente un italiano unico in tutta Italia, un Veneto parla un italiano leggermente diverso da un italiano parlato da un siciliano ma ovviamente ci si capisce lo stesso, si hanno cadenze diverse. Italiano regionale ovvero una varietà di italiano parlata che però contiene sfumature locali. Per un linguista un dialetto non ha niente di diverso da una lingua standard come l’inglese. L’unica cosa che cambia è il numero di parlanti, che è ovviamente minore.

Variazione nelle lingue

  • Variazione diacronica: è quella variazione che è dovuta al cambiamento nel tempo, tipo dal passaggio dal latino all’italiano. (dia = attraverso; chronos = tempo)
  • Variazione diatopica: variabilità dovuta alla provenienza da parlanti da regioni diverse.
  • Variazione diastratica: variazione dovuta allo strato sociale del parlante; es. dipende dal grado di istruzione (dia; stratus)
  • Variazione diafasica: variazioni legate alla situazione comunicativa; il linguaggio cambia a seconda se parli con un prof o con un amico.
  • Variazione diamesica: variazione legata a seconda dal canale di comunicazione utilizzato per trasmettere un dato messaggio; es. la lingua è diversa se scrivi oppure parli a voce.

Lezione 2 linguistica

Astratto e concreto

Astratto: Se un parlante ripete un numero qualsiasi di volte la stessa parola non riuscirà mai a produrre gli stessi identici suoni più di una volta. Questo perché, ad esempio, la durata del suono di una lettera può essere più o meno lunga, ecc. Ogni atto linguistico è un fatto a sé e irripetibile. Ad esempio: la parola mano ripetuta 12 volte è sempre la stessa parola e porta sempre lo stesso significato ma saranno prodotti 12 suoni diversi.

Concreto: Ben diverso è se diciamo meno al posto di mano. Qui c’è anche differenza di significato e dunque ciò che è importante è la distinzione tra la lettera a e la lettera e. La dicotomia (contrapposizione tra dato astratto ed effettivo) tra astratto e concreto la troviamo in molte teorie linguistiche.

De Saussure

  • De Saussure ha proposto una visione di lingua come struttura. Tutto ciò che abbiamo di lui è una raccolta di appunti presi dai suoi alunni una volta che lui è deceduto, infatti non ha mai scritto un libro.
  • Dicotomie saussuriane:
    • Distinzione tra langue e parole
    • Distinzione tra significante e significato
    • Distinzione tra sincronia e diacronia
    • Distinzione tra rapporti paradigmatici e rapporti sintagmatici

Langue e parole

Parole: realizzazione concreta realizzata da un individuo, ed è irripetibile in quanto variabile. Langue: sistema di riferimento secondo cui ad una determinata sequenza di suoni viene associato arbitrariamente un significato. È la lingua della collettività, sociale e astratta. Gli esseri umani comunicano attraverso atti di parole, ma il fondamento di questi atti è nella langue, perché la langue è il sistema di riferimento collettivo. È collettivo che la parola “rana” significhi quel che significhi, ma la parola “rana” non sarà mai ripetuta 10 volte allo stesso modo, però sarà sempre percepita con lo stesso significato. Non può esistere parole senza langue e viceversa.

Significante e significato

Il significante è la forma sonora mentre il significato è la rappresentazione mentale che abbiamo di un determinato segno. Esempio: cane. Il significante è la sequenza di suoni emessi da chi pronuncia cane mentre il significato è un animale domestico a 4 zampe. Un segno è una unione di un significato e di un significante. Il significante è concreto perché è la forma concreta mentre il significato è astratto perché è la rappresentazione mentale che ho di un segno.

Proprietà del segno linguistico

  • Distintivo = “stella” si distingue da “stalla”
  • Lineare = si estende nel tempo se è orale, e nello spazio se è scritto. Silvia ama Giuseppe è diverso da Giuseppe ama Silvia.
  • Arbitrario = dog, perro, cane. Non motivato naturalmente né logicamente, deciso su una base di convenzione sociale. L’unica eccezione è data dalle onomatopee che riprendono il suono che designano tipo tintinnare, frusciare.
  • Convenzionale = in una data comunità linguistica tutti accettano i segni col valore comunemente convenuto.

Sincronia e diacronia

Sincronia: descrive i rapporti tra elementi linguistici coesistenti, in un preciso momento. Diacronia: studio dei cambiamenti lungo l’asse del tempo. Es. confronto tra due stati sincronici di una lingua. Es. Soggetto-oggetto-verbo in Latino è diventato poi Soggetto-verbo-oggetto in Italiano.

Sintagmatico e paradigmatico

Rapporto sintagmatico: riguarda la relazione tra elementi che si trovano, in un dato momento, tutti presenti. Nei rapporti sintagmatici gli elementi linguistici si influenzano a vicenda. Esempio: Questo mio amico. Le O coesistono e non si escludono a vicenda.

Rapporto paradigmatico: la relazione tra elementi di un paradigma. Sono elementi in alternanza l’uno con gli altri. Se ne realizzo uno non posso realizzarne un altro. Esempio: verbo amare al presente. Le desinenze si escludono a vicenda. Io amo-Tu ami. Non può esistere Io/Tu Amoi.

Il linguista Jakobson

Lui definisce astratto e concreto in altri due modi: rispettivamente codice e messaggio. (Mentre De saussure le chiamava langue e parole). Il codice è un insieme di potenzialità, ed è astratto. Un messaggio, viene costruito sulla base delle unità fornite dal codice, ed è un atto concreto. A livello di codice, esistono unità come / p n e a /. Queste unità possono combinarsi sulla base di determinate regole, per formare dei messaggi o dei non messaggi.

Messaggi: pane / pena

Non messaggi: eanp / eapnp.

Jakobson ha proposto un modello di classificazione delle funzioni della lingua:

  • Al messaggio corrisponde la funzione poetica
  • Al codice corrisponde la funzione metalinguistica
  • Il parlante è colui che emette il messaggio e a lui corrisponde la funzione emotiva
  • L’ascoltatore è il destinatario del messaggio e gli corrisponde la funzione conativa
  • Per referenti si intende ciò di cui si parla

Secondo Jacobson, tutte queste funzioni sono presenti in un atto comunicativo, ma ce n’è sempre una prevalente in ogni atto comunicativo.

Funzione emotiva: se il parlante fa esclamazioni tipo “Ohh!” allora prevale la funzione emotiva.

Funzione metalinguistica: la ritrovo nei messaggi che hanno come scopo principale quello di descrivere il codice stesso.

Funzione conativa: se un messaggio ha come scopo quello di ottenere un dato comportamento o reazione del destinatario. Ad esempio, “usate le cuffiette” ha funzione conativa.

Funzione fatica: se un messaggio ha come scopo quello di verificare se effettivamente il canale di comunicazione funziona, oppure un messaggio volto a instaurare un contatto tra parlante e ascoltatore. Es. “mi state seguendo? Avete domande?” Verifica se il canale è attivo.

Funzione poetica: la ritroviamo nei messaggi che cercano di sfruttare le potenzialità della lingua per veicolare un messaggio. Banalmente la troviamo nelle poesie.

Il linguista Chomsky

Ha rivoluzionato le scienze sociali, è la persona più influente in quell’ambito. È il primo che ha svelato la complessità del sistema. Linguaggio come istinto = linguaggio come proprietà innata nell’essere umano. Si impara istintivamente a parlare, così come a camminare.

Esecuzione e competenza

La competenza è l’insieme delle conoscenze e competenze che ha una persona per poter parlare come parla e capire come riesce a capire. Competenza è sinonimo di langue; la langue è sociale e trascende l’individuo, mentre la competenza è individuale, di ogni singolo parlante. Per Chomsky il concreto è definito come esecuzione. L’esecuzione è la parte completa, è tutto ciò che l'individuo fa linguisticamente. È equiparabile alla parole. Competenza = insieme delle conoscenze linguistiche che un parlante ha.

Competenza nativa

La competenza nativa del parlante è tutto ciò che egli sa al di là di errori di performance, lapsus, ecc.

Grammaticalità e agrammaticalità

La parte che varia da lingua a lingua è definita parametro. Ogni lingua è costruita su una base universale, i parametri indicano la variazione possibile tra lingue diverse.

Esempio di parametro:

  • Parametro del soggetto nullo (parametro binario = il soggetto può/deve essere utilizzato): questo parametro distingue le lingue in cui è opzionale se esprimere il soggetto dalle lingue dove il soggetto è obbligatorio.

In italiano:

  • Mangio patate/ Io mangio patate (sono entrambe valide)
  • I eat potatoes (valida) Eat potatoes (non è valida)

I principi sono la parte invariante del linguaggio, cioè quelle caratteristiche che ci sono in ogni lingua. In ogni lingua troviamo i fonemi, troviamo verbi e nomi, ma non in tutte le lingue troviamo le preposizioni.

Saussure Jakobson Chomsky
Livello astratto Langue Codice Competenza
Livello concreto Parole Messaggio Esecuzione

Lezione 3 linguistica

Livelli di analisi di lingua

I livelli di analisi della lingua sono:

  • Fonologia (suoni)
  • Morfologia (parole)
  • Sintassi (frasi)
  • Semantica (significati)

La fonologia si occupa dei segmenti più piccoli della lingua = fonemi. I fonemi permettono la distinzione del significato. Es. gatti/e/o/ini. Un italiano sa che / p n a e / sono suoni della sua lingua e sa quali sono le combinazioni di suoni che formano parole (1) e quali no (2). (1) pane, pena (2) pnae, eapn. La morfologia considera gli elementi della lingua di un ordine di grandezza superiore rispetto alla fonologia si occupa di elementi più piccoli di una par...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Camii03- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Pagliarini Elena.
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