Istituzioni di diritto privato
Il diritto privato nel sistema giuridico
Prof.ssa Murgo - 24/02/2020
Di che cosa si occupa il diritto privato?
Il diritto privato si occupa di aspetti e fenomeni importanti della vita economico-sociale. In particolare, si occupa di:
- Delle organizzazioni → create per obiettivi generali o comuni a più persone.
- Dei beni ed il loro uso → entità capaci di soddisfare interessi e bisogni umani.
- Dei debiti e crediti → rapporti fra chi è debitore, obbligato a dare o fare qualcosa nell’interesse di un altro, e il creditore, che può pretendere quel qualcosa da lui.
- Dei contratti → principale strumento legale.
- Dei danni.
- Delle attività economiche organizzate.
- Della famiglia.
- Delle successioni per causa di morte.
Interessi e conflitti
Il diritto privato ha lo scopo di indirizzare i comportamenti degli uomini, coinvolti in certi fenomeni, in un senso che sia socialmente desiderabile. Ciò si comprende meglio con i concetti di:
- Interesse → è la tensione dell'uomo verso qualcosa che serve a soddisfare i suoi bisogni (possono essere di tipo economico-materiale o morale).
- Conflitto → quando l'interesse di uno può risultare incompatibile con l'interesse di un altro soggetto.
Il diritto privato ha la funzione di:
- Risoluzione dei conflitti → evita che i cittadini si facciano giustizia da sé, assicurando la pace sociale.
- Prevenzione dei conflitti.
Diritto oggettivo e diritti soggettivi
- Diritto oggettivo → è un “sistema” di norme giuridiche che ha lo scopo di sistemare gli interessi, risolvere e prevenire i conflitti.
- Diritto soggettivo → è il potere di azione o pretesa che uno ha verso qualcun altro (Es: proprietà).
I diritti oggettivi stabiliscono quali sono, a chi, e in che cosa consistono i diritti soggettivi; quindi i diritti soggettivi dipendono dal diritto oggettivo.
Le norme giuridiche
Sono l'elemento base della struttura del diritto oggettivo. Per realizzare le sue funzioni di sistemazione degli interessi e prevenzione/risoluzione dei conflitti, il diritto deve influire sui comportamenti umani, e la norma giuridica è lo strumento fondamentale per farlo. Essa si compone di due elementi fondamentali:
- Regola → regola di condotta indirizzata agli uomini per orientarne il comportamento nel senso desiderato (Es: paga i debiti, non danneggiare le cose altrui ecc…).
- Sanzione → è la conseguenza che la norma giuridica fa derivare dalla violazione della regola; si ha quando avviene l’inadempimento della regola.
La sanzione, a seconda dei casi, ha:
- Ruolo satisfattivo → serve a ripristinare l'interesse leso, cancellando l'effetto indesiderato prodotto dalla violazione della regola (Es: sanzione per mancato pagamento dei debiti).
- Ruolo compensativo → serve a compensare la vittima della violazione con qualcosa che non ripristina l’interesse leso, ma lo sostituisce con un surrogato di valore economico equivalente; si fondano sul risarcimento del danno.
- Ruolo deterrente → cerca di indurre le parti a non commettere reati (ruolo deterrente/preventivo).
- Ruolo punitivo → punta a colpire un comportamento riprovevole.
L’istituto è l’insieme delle norme giuridiche che regolano qualche fenomeno della vita sociale.
La fattispecie
Le norme giuridiche presentano delle caratteristiche:
- Generali → si indirizzano ad una moltitudine indeterminata di destinatari.
- Astratte → risultano applicabili ad un numero indeterminato di situazioni concrete.
Il carattere generale e astratto delle norme serve ad organizzare la società nel suo complesso, ed a garantire un'uguaglianza di trattamento dei destinatari delle norme. Viene in gioco così il concetto fondamentale di fattispecie (dal latino “immagine del fatto”):
- Fattispecie astratta → descrizione di un fatto, adattabile ad una moltitudine di eventi.
- Fattispecie concreta → fa riferimento al caso che ha trovato attuazione sul piano pratico.
L’operazione con la quale ad una fattispecie concreta corrisponde una fattispecie astratta viene detta qualificazione della fattispecie.
L’interpretazione delle norme giuridiche
Applicare una norma significa stabilire se una fattispecie concreta corrisponde alla fattispecie astratta descritta dalla norma stessa. Per applicare una norma bisogna prima identificare il giusto significato delle parole, e dei loro collegamenti sintattici, che la norma usa per descrivere la fattispecie astratta.
Il problema dell’interpretazione si pone quando il testo è ambiguo, e fornisce significati diversi e contrastanti fra loro; abbiamo una:
- Interpretazione restrittiva → dà alla norma un significato più limitato rispetto ad altri possibili.
- Interpretazione estensiva → individua un significato più ampio rispetto ad altri possibili.
Se ne ricava che la norma può essere intesa in due modi diversi:
- Testo → insieme delle formule linguistiche con cui la norma è espressa dalla sua fonte.
- Precetto → corrisponde al preciso significato da attribuire al testo, e definisce la regola imposta ai destinatari della norma.
L'interpretazione delle norme è un'attività regolata dal diritto, e deve seguire i criteri fissati dall'art 12 prel; da tale articolo emergono due criteri fondamentali dell'interpretazione:
- Criterio letterale → le norme vanno interpretate secondo il comune significato che le parole e le frasi del testo hanno nella lingua italiana.
- Criterio logico → sceglie fra i vari significati, quello che meglio corrisponde all'intenzione del legislatore.
Il criterio logico può intendersi in due modi:
- Soggettivo → si riferisce alle opinioni manifestate da coloro che hanno formulato la norma; si può parlare al riguardo di criterio psicologico.
- Oggettivo → lo scopo che la norma mira a realizzare; si può parlare al riguardo di criterio teleologico.
Criterio teleologico → deve guardarsi alla funzione della norma, alla finalità che il legislatore vuole perseguire attribuendo un determinato contenuto.
C'è una divisione dei ruoli fra chi fa le norme e chi le interpreta, il giudice non si trasforma in legislatore. Le clausole generali (buona fede, buon costume, ingiustizia, ecc…) ricevono significato diverso a seconda del contesto e del tempo in cui sono applicate.
Importante è il tema della certezza del diritto → possibilità di prevedere razionalmente quali conseguenze deriveranno, in base al diritto, da un determinato comportamento o fatto. È fondamentale in quanto stabilisce con precisione diritti ed obblighi, cosa fare e cosa non, senza, la vita sociale sarebbe confusa. Significa certezza del modo in cui la legge viene interpretata.
Le lacune del diritto e l’analogia
Lacuna del diritto → si verifica quando nessuna norma dell'ordinamento prevede la fattispecie concreta presa in considerazione. L'ordinamento ha lo scopo di far conoscere diritti e obblighi di tutte le persone coinvolte, e in questo senso l'ordinamento non può essere completo, perché deve individuare il trattamento giuridico adatto ad ogni situazione, anche quando manca la regola specifica di una norma.
Per questo si ricorre all'analogia → applicare al caso, non direttamente previsto da nessuna norma, una norma che regola un caso simile o una materia analoga. Ci sono però dei limiti: l’art 14 indica due categorie di norme che non possono applicarsi per analogia. Il divieto di analogia vale per:
- Norme penali → il campo di applicazione deve essere delimitato in modo preciso e rigoroso.
- Norme speciali → derogano a qualche regola generale in norme di esigenze particolari e circoscritte.
Si parla di elenco tassativo quando una norma non può applicarsi per analogia. Ci sono poi rari casi in cui non si riesce a trovare neppure una legge adatta ad un caso per analogia, in quel caso bisogna seguire i principi generali dell'ordinamento: corrispondono ai criteri e alle regole fondamentali che stanno alla base dell’organizzazione giuridica, sociale e politica.
Gli interpreti delle norme
Tutti hanno il diritto di interpretare le norme, però ci sono alcune categorie di soggetti che hanno una posizione qualificata; ci sono vari tipi di interpretazione:
- Autentica → fatta da un'altra norma (norma interpretativa) di grado pari o superiore a quello della norma interpretata; la norma interpretativa ha efficacia retroattiva.
- Giudiziale → fatta dai giudici, è la più importante perché spetta ai giudici distribuire il torto e la ragione in base alle norme.
- Amministrativa → fatta dagli organi della pubblica amministrazione, essa può:
- Essere non formale → si traduce nei comportamenti e nelle prassi seguiti dall’organo amministrativo.
- Formalizzarsi in documenti.
- Dottrinale → fatta dagli studiosi del diritto.
Solo l'interpretazione autentica vincola tutti gli altri interpreti, le altre interpretazioni non sono vincolanti.
Diritto privato e diritto pubblico
Le norme che compongono l'ordinamento giuridico dello Stato si ripartiscono in due categorie:
- Diritto pubblico → complesso delle norme che attribuiscono a una pubblica autorità il potere di incidere sulle posizioni delle persone, anche senza o contro la loro volontà. Si ispira ai principi della soggezione e della subordinazione. Vi appartengono anche le norme che regolano l'organizzazione, il funzionamento e i rapporti reciproci delle pubbliche autorità (Es: Espropriazione).
- Diritto privato → si basa dell'autonomia delle persone, che lascia libere di scegliere e agire nel proprio interesse, senza imposizioni esterne; si ispira all’idea che le persone stiano su un piano di uguaglianza reciproca. Si ispira ai principi di autonomia delle persone e della parità fra loro; il diritto privato è diritto comune può applicarsi sia a persone private che agiscono per fini privati, sia ad apparati pubblici che agiscono per fini pubblici.
Le principali aree del diritto privato
- Diritto civile → area più corposa (famiglia, successioni, proprietà, debiti e crediti, contratti, danni, organizzazioni).
- Diritto commerciale → si occupa dell’esercizio professionale di attività economiche e organizzazioni. Comprende anche il diritto industriale (brevetti, diritto d'autore, marchi).
- Diritto del lavoro → si occupa dei rapporti fra datori di lavoro e lavoratori subordinati.
- Diritto della navigazione → trasporto aereo e marittimo.
Le fonti del diritto privato
Le fonti del diritto
Sono i fattori capaci di creare norme giuridiche in un dato ordinamento giuridico. Le funzioni delle fonti del diritto sono fondamentali:
- Permettono al diritto di rinnovarsi e adeguarsi alle condizioni ed esigenze della vita sociale
- Definiscono chi è abilitato a creare norme giuridiche, e in che modo bisogna procedere per farlo.
Nel nostro ordinamento vale il principio della pluralità delle fonti esistono diverse fonti create da autorità differenti con diverse modalità. Le fonti del diritto italiano si possono ordinare in questo modo:
- Fonti costituzionali → si pone al vertice della piramide delle fonti.
- La costituzione ('48)
- Leggi costituzionali e di revisione costituzionale.
- Fonti primarie sono:
- Legge ordinaria.
- Atti aventi forza di legge
- Decreto Legge → in via d’urgenza dal Governo, ma approvato successivamente il legge dal Parlamento;
- Decreto Legislativo → approvato dal Governo con una delega del Parlamento.
- Leggi regionali.
- Regolamenti dell'UE.
- Fonti Secondarie → regolamenti del Governo e di altre autorità amministrative.
Le consuetudini (o usi)
Sono fonti non scritte; esse si fondano su due elementi:
- Elemento oggettivo → è dato dalla ripetizione costante e uniforme di un dato comportamento ad opera della grande parte dei consociati.
- Elemento soggettivo → dato dalla convinzione dei consociati di essere giuridicamente obbligati a tenere quel comportamento, in quanto imposto da una norma giuridica.
Sono prodotte direttamente dal corpo sociale; è subordinata a tutte le fonti scritte:
- Contra legem → contrarie a leggi o regolamenti; non sono ammesse.
- Secundum legem → integrano leggi o regolamenti, sono ammesse solo se siano richiamate da tali fonti scritte.
- Praeter legem → non sono richiamate da leggi o regolamenti, ammesse solo se riguardano materie non disciplinate da tali fonti scritte.
Le fonti del diritto privato
Sono: codice civile (principale fonte); costituzione; legislazione speciale. Sono fonti nazionali, alle quali si integrano fonti internazionali.
Il codice civile
Testo normativo ampio e complesso che raccoglie organicamente l'insieme delle norme relative ad una determinata materia. Nella gerarchia delle fonti i codici sono allo stesso piano delle fonti primarie. Il codice civile è preceduto dalle disposizioni sulla legge in generale. Gli articoli vanno da 1 a 2969 (Alcuni abrogati, altri aggiunti successivamente). Ci sono sei libri:
- 1° Libro Delle persone e della famiglia (1- 455), contiene le regole in materia di individui, organizzazioni e famiglia.
- 2° Libro Delle successioni (456- 809), regole che disciplinano la sorte del patrimonio di una persona in caso di morte e sulle donazioni.
- 3° Libro Della proprietà (810- 1172), diritti sulle cose, il possesso, definizione e classificazione dei beni.
- 4° Libro Delle obbligazioni (1173- 2059), contiene la disciplina delle obbligazioni (debiti e crediti), degli atti o fatti da cui le obbligazioni derivano.
- 5° Libro Del lavoro (2060- 2642), riguarda le regole sulle imprese, lavoro subordinato, società, marchi, diritti d'autore, brevetti, concorrenza.
- 6° Libro Della tutela dei diritti (2643- 2969) comprende prescrizione, decadenza, trascrizione immobiliare, pegno e ipoteca, esecuzione forzata.
Questi libri sono suddivisi in titoli, a loro volta in capi, a loro volta in sezioni. In appendice al codice ci sono le disposizioni di attuazione e transitorie che precisano le modalità applicative di talune norme del codice stesso.
Altra importante distinzione:
- Norma regola → che si trae dall’interpretazione della legge.
- Disposizione → parte scritta della legge.
La costituzione come fonte del diritto privato
Importante è l’incidenza dei principi costituzionali sulle norme. Agiscono in 3 modi:
- Operano come stimolo e direttiva al legislatore ordinario → affinché con le opportune riforme legislative adegui ai principi più avanzati la vecchia disciplina degli istituti privatistici, superata da tempo.
- Gli articoli della costituzione esprimono norme giuridiche che possono trovare applicazione diretta ai rapporti tra privati.
- Le norme costituzionali operano come criterio di controllo della legittimità delle norme ordinarie.
La legislazione speciale
Fino agli anni '70 il codice civile era considerato l'unica fonte del diritto davvero importante. Da quel momento la legislazione speciale conquista un ruolo sempre più importante. C'è stato un enorme incremento quantitativo di numerose leggi che modificano o integrano le varie discipline, ma soprattutto si registra un mutamento qualitativo con complessi normativi che regolano compiutamente e in modo innovativo interi settori.
È il fenomeno della decodificazione → crescente marginalità del codice di fronte all'avanzata della legislazione speciale. Vengono introdotte leggi speciali per disciplinare vari contratti e nascono inoltre nuovi codici di settore (privacy/bancario/finanza/assicurazioni private/ecc…).
Codice civile e leggi speciali sono complementari. La legge eccezionale, a differenza di quella speciale, viene applicata e vale solo per un caso specifico.
Diritto internazionale privato
Per scegliere se applicare leggi italiane o internazionali si ricorre al diritto internazionale privato, per evitare un conflitto di leggi con altri Stati. Nasce l'esigenza di un’armonizzazione internazionale del diritto privato, per favorire un “diritto uniforme” fra i vari Stati; uno strumento generale sono le convenzioni internazionali, testi normativi elaborati concordemente dagli Stati che vi partecipano.
Altre fonti sovrannazionali vincolanti per tutti gli Stati membri dell’UE sono:
- Regolamenti → crea norme direttamente vincolanti per gli stati membri e per tutti gli individui e le organizzazioni presenti al loro interno. Prevalgono sulla legislazione interna, se le norme italiane contrastano i regolamenti, esse sono illegittime.
- Direttive → hanno effetti obbligatori solo per gli Stati e non per persone o organizzazioni. Essi sono obbligati a trasformare tali direttive in norme del proprio diritto interno.
Situazioni giuridiche, diritti soggettivi, rapporti giuridici
Le situazioni giuridiche soggettive
La funzione del diritto è sistemare gli interessi umani, stabilendo una graduatoria fra i diversi interessi. Ciò si realizza attribuendo alle persone determinate situazioni giuridiche soggettive che esprimono il modo in cui le norme regolano le possibilità dei soggetti.
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