Informatica: lezione 1
Mercoledì 7 ottobre 2020
Esame: elaborato Word + Excel da inviargli quando si vuole.
Informazione: quello che cerchiamo di fare quando utilizziamo i sistemi informatici → notizia, dato o elemento, o insieme di essi, che consente di avere conoscenza a diversi livelli di fatti, situazioni, modi di essere, diminuendo l’incertezza.
Nel campo della ricerca sanitaria: conoscenza a diversi livelli dello stato di salute di singoli pazienti/gruppi di pazienti, situazione clinica sulla base di molecole biologiche misurate etc.
Importante è la statistica per capire la variabilità biologica di ogni individuo/paziente con cui avremo a che fare. In medicina l’informazione richiede sempre un’elaborazione strutturata più o meno complessa a causa della variabilità inter-individuale.
Abbiamo un input (dati che raccogliamo) e dobbiamo elaborarli attraverso oggetti che si chiamano algoritmi (insieme di comandi che noi diamo per elaborare dei dati) e otteniamo così output (informazione e formazione, presentazione dei dati elaborati).
Input in medicina
Input in Medicina: in gergo sono chiamati database (insieme di dati che costruiamo per avere le informazioni): raccoglie tutta una serie di misure che abbiamo fatto su un certo numero di pazienti. È una serie di misurazioni fatte con determinati strumenti.
1 mercoledì 7 ottobre 2020
Ogni caratteristica che usiamo per descrivere il nostro paziente è una variabile. Il nostro database è composto quindi di variabili. Il tipo di variabili che avremo dipende dallo scopo per cui abbiamo creato il database. Quindi nel database abbiamo diversi possibili livelli dell’informazione da ricavare. Abbiamo delle variabili che esprimono la quantità e altre la qualità.
All’interno di un database possiamo dividere le variabili in diverse tabelle che si chiamano fogli di lavoro. Spesso in un database abbiamo una o più variabili con un codice identificativo (variabile identificativa) → tale variabile è un numero che viene assegnato al paziente (codice paziente) (Non si mette nome e cognome del paziente per motivi di privacy, ma gli viene assegnato questo codice). Per esempio nel nostro foglio Excel avrei nelle colonne le varie variabili e in ogni riga un soggetto.
Faremo fogli di calcolo con Excel e Open Office.
Access è un programma che ci permette di creare delle cartelle cliniche informatizzate.
2 mercoledì 7 ottobre 2020
Gli indici di riga sono i numeri, gli indici di colonna le lettere.
All’interno del database possiamo creare diverse tabelle su diversi fogli (in fondo a sx, foglio 1, foglio 1, etc). Come nelle ultime versioni di Excel, abbiamo sempre la possibilità di esportare il file, anche in formato PDF. Il file PDF è molto comodo per la lettura.
3 mercoledì 7 ottobre 2020
Molto interessante è il quadratino nero in grassetto. Nel foglio elettronico possiamo scrivere diverse cose, numero, lettere etc, ma bisogna ricordare che la variabile per i numeri si chiama variabile numerica. Quindi quando facciamo un database in medicina, ricordiamoci che esso può essere analizzato con un altro programma, quindi è importante usare sempre variabili numeriche! Non testo!
Nell’impostazione italiana, i decimali si fanno con la virgola. Virgola e punto non sono la stessa cosa. Quando lavoriamo con le variabili, se sbagliamo con la virgola e il punto possiamo arrivare ad avere la variabile sbagliata.
4 mercoledì 7 ottobre 2020
Vediamo che ci sono delle variabili qualitative, che esprimono una qualità come M maschio e F femmina. Se uso M e F la variabile non è un numero ma un testo e questo è un aspetto che dobbiamo considerare. Se la variabile la considera “testo” è a sinistra. Se la variabile la considera “numero” è a destra. Sempre variabili numeriche!! Non di testo. Uso variabili numeriche + legenda!
5 mercoledì 7 ottobre 2020
Quando abbiamo le variabili di testo obblighiamo il programma a interpretarlo. Qui abbiamo un database: prima colonna è il codice paziente, seconda colonna… C’è scritto se il pz è ammalato, se è M o F, l’età, che farmaco prende e la dose. C’è la tendenza a mettere di fianco alla dose l’unità di misura → diventa variabile di testo. Stiamo quindi utilizzando una variabile numerica come variabile di testo e non va bene! Tolgo l’unità di misura e lascio solo la cifra numerica, se serve farò una legenda con l’unità di misura. Bisogna creare un database numerico + legenda.
6 mercoledì 7 ottobre 2020
Dobbiamo fare una legenda e abbiamo 2 possibilità:
- Facciamo un secondo worksheet in cui mettiamo la legenda.
- Possiamo mettere dei commenti nel titolo delle variabili in cui possiamo definire l’indice che abbiamo selezionato.
Ad esempio per il centro raccolta abbiamo 3 possibilità: Parma, Reggio e Modena. Dal punto di vista pratico tutte le variabili sono numeriche e nella legenda abbiamo il significato.
7 mercoledì 7 ottobre 2020
8 mercoledì 7 ottobre 2020
Possiamo ordinare le variabili. Inoltre con la funzione filtro possiamo decidere di vedere, ad esempio, solo i maschi o solo le femmine.
Se per esempio la prima colonna è il codice pz. Questo ad esempio è molto utile quando abbiamo molte variabili.
9 mercoledì 7 ottobre 2020
Excel ha una proprietà molto importante: permette di fare trasformazioni di variabili ovvero calcolare. Cosa permette di inserire le formule? L’uguale all’interno di quella barra. Mettere l’uguale prima di scrivere qualsiasi altra cosa, permette di fare il calcolo.
- Il “per” è questo → *
- Il “diviso” è questo → /
10 mercoledì 7 ottobre 2020
11 mercoledì 7 ottobre 2020
12 mercoledì 7 ottobre 2020
Informatica: i grafici, lezione 2
13 mercoledì 14 ottobre 2020
1 mercoledì 14 ottobre 2020
2 mercoledì 14 ottobre 2020
3 mercoledì 14 ottobre 2020
Mi permette di mettere un titolo, un sottotitolo, il nome dell'asse x e quello dell’asse y. Posso anche decidere di inserire delle griglie o delle leggende in diversi punti. Posso rappresentare 1 o più variabili, come vediamo la variabile x è una variabile di raggruppamento in cui abbiamo 4 gruppi (condizione A, B ecc) e posso inserire le frequenze per ognuno dei gruppi. Quelle che vediamo sono frequenze assolute (es: n° assoluto di soggetti) posso anche trasformare le frequenze in percentuale (è uguale). La frequenza percentuale la calcolo facendo la frequenza assoluta diviso il n° di soggetti x 100. Per fare le frequenze relative dovremo dividere ogni cella per la somma totale di tutte le celle! E un altro modo per fare la frequenza percentuale è quello di moltiplicare le frequenze relative x 100. Si può fare quindi frequenza assoluta, frequenza relativa o frequenza percentuale. Questo però solo se abbiamo una variabile di questo tipo, ovvero qualitativa che esprime una qualità, dei diversi gruppi.
Quando diamo fine, abbiamo il nostro grafico che possiamo ingrandire, modificare, spostare, copiare, incollare ecc. Se trasportiamo questo grafico su Word rimane un grafico di Excel e cliccandoci sopra (da Word) ci si aprirà Excel e potremo modificarlo. Possiamo però anche copiarlo ed incollarlo come immagine, in questo caso non sarà ovviamente modificabile.
Se poi clicchiamo sul grafico possiamo andare a modificare il suo formato: colore, titolo, asse, griglia, legenda ecc.
4 mercoledì 14 ottobre 2020
Si possono cambiare anche i bordi cliccando sui rettangoli. O il colore. Importante! Possiamo cambiare anche l’asse, Y o X, in base al tipo di dati che abbiamo. Possiamo riscalare l’asse, per esempio passare da 0 a 60 a 0 a 100). Può essere utile certe volte cambiare la scala da scala lineare a non lineare, per esempio in medicina la scala più usata è quella logaritmica: le distanze fra una riga e l’altra non sono più le unità ma le unità logaritmiche, su una scala da 0 a 10 quindi: 0 sarà 1, 1 sarà 10, 2 sarà 100, 3 sarà 100 ecc. questo è utile quando in un grafico dobbiamo mettere tantissimi dati, se ne abbiamo solo 10 ok, ma se ne abbiamo 1000 con una scala lineare non riusciremo a farli vedere bene: dobbiamo farla logaritmica!
5 mercoledì 14 ottobre 2020
Qui possiamo mettere le linee di tendenza → come va il valor medio delle condizioni blu e come va il valor medio delle condizioni verdi. Ma li vedremo meglio dopo. Possiamo aggiungere anche delle barre d’errore.
Utilizziamo un grafico a barre per rappresentare una media e la deviazione standard. Questo tipo di parametri li calcoliamo quando abbiamo delle variabili numeriche. Per esempio in esami di laboratorio, abbiamo 100 pazienti, possiamo calcolare la media e la deviazione standard. Quando abbiamo una serie di dati e dobbiamo riportare i dati all’esterno, non possiamo riportare i valori di ogni singolo soggetto perché sarebbero troppi e soprattutto chi legge non riuscirebbe a capire l’andamento di una determinata variabile nel nostro gruppo di soggetti. Si calcolano quindi dei parametri che, con pochi numeri, ti danno un’idea di come questi dati sono distribuiti. Nello specifico calcoleremo dei parametri di tendenza centrale (cioè come va più o meno in mezzo) e dei dati di dispersione (cioè come si disperdono i nostri dati).
I parametri di tendenza centrale sono la media e la mediana (vedi slide lez 1). La media è la media aritmetica dei dati: prendiamo tutti i valori, li sommiamo e li dividiamo per n.
La mediana è quel valore per cui il 50% dei valori è sotto e l’altro 50% dei valori è sopra. Non è detto che media e mediana siano uguali.
Per quanto riguarda la dispersione, parleremo dei percentili e di deviazione standard (ci dice quanto sono dispersi i nostri valori).
Possiamo rappresentare le medie con delle barre e le deviazioni standard come delle barre d’errore delle barre delle medie: Vediamo nella foto che abbiamo 2 condizioni (media e deviazione standard), per rappresentare in valori medi basterà che selezioni le due colonne e mi appare la media come la barra (ora la barra rappresenta la media e non la frequenza come prima).
6 mercoledì 14 ottobre 2020
Qui possiamo mettere le linee di tendenza → come va il valor medio delle condizioni blu e come va il valor medio delle condizioni verdi. Ma li vedremo meglio dopo. Possiamo aggiungere anche delle barre d’errore.
Utilizziamo un grafico a barre per rappresentare una media e la deviazione standard. Questo tipo di parametri li calcoliamo quando abbiamo delle variabili numeriche. Per esempio in esami di laboratorio, abbiamo 100 pazienti, possiamo calcolare la media e la deviazione standard. Quando abbiamo una serie di dati e dobbiamo riportare i dati all’esterno, non possiamo riportare i valori di ogni singolo soggetto perché sarebbero troppi e soprattutto chi legge non riuscirebbe a capire l’andamento di una determinata variabile nel nostro gruppo di soggetti. Si calcolano quindi dei parametri che, con pochi numeri, ti danno un’idea di come questi dati sono distribuiti. Nello specifico calcoleremo dei parametri di tendenza centrale (cioè come va più o meno in mezzo) e dei dati di dispersione (cioè come si disperdono i nostri dati).
I parametri di tendenza centrale sono la media e la mediana (vedi slide lez 1). La media è la media aritmetica dei dati: prendiamo tutti i valori, li sommiamo e li dividiamo per n.
La mediana è quel valore per cui il 50% dei valori è sotto e l’altro 50% dei valori è sopra. Non è detto che media e mediana siano uguali.
Per quanto riguarda la dispersione, parleremo dei percentili e di deviazione standard (ci dice quanto sono dispersi i nostri valori).
Possiamo rappresentare le medie con delle barre e le deviazioni standard come delle barre d’errore delle barre delle medie: Vediamo nella foto che abbiamo 2 condizioni (media e deviazione standard), per rappresentare in valori medi basterà che selezioni le due colonne e mi appare la media come la barra (ora la barra rappresenta la media e non la frequenza come prima).
6 mercoledì 14 ottobre 2020
Qui possiamo mettere le linee di tendenza → come va il valor medio delle condizioni blu e come va il valor medio delle condizioni verdi. Ma li vedremo meglio dopo. Possiamo aggiungere anche delle barre d’errore.
Utilizziamo un grafico a barre per rappresentare una media e la deviazione standard. Questo tipo di parametri li calcoliamo quando abbiamo delle variabili numeriche. Per esempio in esami di laboratorio, abbiamo 100 pazienti, possiamo calcolare la media e la deviazione standard. Quando abbiamo una serie di dati e dobbiamo riportare i dati all’esterno, non possiamo riportare i valori di ogni singolo soggetto perché sarebbero troppi e soprattutto chi legge non riuscirebbe a capire l’andamento di una determinata variabile nel nostro gruppo di soggetti. Si calcolano quindi dei parametri che, con pochi numeri, ti danno un’idea di come questi dati sono distribuiti. Nello specifico calcoleremo dei parametri di tendenza centrale (cioè come va più o meno in mezzo) e dei dati di dispersione (cioè come si disperdono i nostri dati).
I parametri di tendenza centrale sono la media e la mediana (vedi slide lez 1). La media è la media aritmetica dei dati: prendiamo tutti i valori, li sommiamo e li dividiamo per n.
La mediana è quel valore per cui il 50% dei valori è sotto e l’altro 50% dei valori è sopra. Non è detto che media e mediana siano uguali.
Per quanto riguarda la dispersione, parleremo dei percentili e di deviazione standard (ci dice quanto sono dispersi i nostri valori).
Possiamo rappresentare le medie con delle barre e le deviazioni standard come delle barre d’errore delle barre delle medie: Vediamo nella foto che abbiamo 2 condizioni (media e deviazione standard), per rappresentare in valori medi basterà che selezioni le due colonne e mi appare la media come la barra (ora la barra rappresenta la media e non la frequenza come prima).
6 mercoledì 14 ottobre 2020
Qui possiamo mettere le linee di tendenza → come va il valor medio delle condizioni blu e come va il valor medio delle condizioni verdi. Ma li vedremo meglio dopo. Possiamo aggiungere anche delle barre d’errore.
Utilizziamo un grafico a barre per rappresentare una media e la deviazione standard. Questo tipo di parametri li calcoliamo quando abbiamo delle variabili numeriche. Per esempio in esami di laboratorio, abbiamo 100 pazienti, possiamo calcolare la media e la deviazione standard. Quando abbiamo una serie di dati e dobbiamo riportare i dati all’esterno, non possiamo riportare i valori di ogni singolo soggetto perché sarebbero troppi e soprattutto chi legge non riuscirebbe a capire l’andamento di una determinata variabile nel nostro gruppo di soggetti. Si calcolano quindi dei parametri che, con pochi numeri, ti danno un’idea di come questi dati sono distribuiti. Nello specifico calcoleremo dei parametri di tendenza centrale (cioè come va più o meno in mezzo) e dei dati di dispersione (cioè come si disperdono i nostri dati).
I parametri di tendenza centrale sono la media e la mediana (vedi slide lez 1). La media è la media aritmetica dei dati: prendiamo tutti i valori, li sommiamo e li dividiamo per n.
La mediana è quel valore per cui il 50% dei valori è sotto e l’altro 50% dei valori è sopra. Non è detto che media e mediana siano uguali.
Per quanto riguarda la dispersione, parleremo dei percentili e di deviazione standard (ci dice quanto sono dispersi i nostri valori).
Possiamo rappresentare le medie con delle barre e le deviazioni standard come delle barre d’errore delle barre delle medie: Vediamo nella foto che abbiamo 2 condizioni (media e deviazione standard), per rappresentare in valori medi basterà che selezioni le due colonne e mi appare la media come la barra (ora la barra rappresenta la media e non la frequenza come prima).
6 mercoledì 14 ottobre 2020
Qui possiamo mettere le linee di tendenza → come va il valor medio delle condizioni blu e come va il valor medio delle condizioni verdi. Ma li vedremo meglio dopo. Possiamo aggiungere anche delle barre d’errore.
Utilizziamo un grafico a barre per rappresentare una media e la deviazione standard. Questo tipo di parametri li calcoliamo quando abbiamo delle variabili numeriche. Per esempio in esami di laboratorio, abbiamo 100 pazienti, possiamo calcolare la media e la deviazione standard. Quando abbiamo una serie di dati e dobbiamo riportare i dati all’esterno, non possiamo riportare i valori di ogni singolo soggetto perché sarebbero troppi e soprattutto chi legge non riuscirebbe a capire l’andamento di una determinata variabile nel nostro gruppo di soggetti. Si calcolano quindi dei parametri che, con pochi numeri, ti danno un’idea di come questi dati sono distribuiti. Nello specifico calcoleremo dei parametri di tendenza centrale (cioè come va più o meno in mezzo) e dei dati di dispersione (cioè come si disperdono i nostri dati).
I parametri di tendenza centrale sono la media e la mediana (vedi slide lez 1). La media è la media aritmetica dei dati: prendiamo tutti i valori, li sommiamo e li dividiamo per n.
La mediana è quel valore per cui il 50% dei valori è sotto e l’altro 50% dei valori è sopra. Non è detto che media e mediana siano uguali.
Per quanto riguarda la dispersione, parleremo dei percentili e di deviazione standard (ci dice quanto sono dispersi i nostri valori).
Possiamo rappresentare le medie con delle barre e le deviazioni standard come delle barre d’errore delle barre delle medie: Vediamo nella foto che abbiamo 2 condizioni (media e deviazione standard), per rappresentare in valori medi basterà che selezioni le due colonne e mi appare la media come la barra (ora la barra rappresenta la media e non la frequenza come prima).
6 mercoledì 14 ottobre 2020
Qui possiamo mettere le linee di tendenza → come va il valor medio delle condizioni blu e come va il valor medio delle condizioni verdi. Ma li vedremo meglio dopo. Possiamo aggiungere anche delle barre d’errore.
Utilizziamo un grafico a barre per rappresentare una media e la deviazione standard. Questo tipo di parametri li calcoliamo quando abbiamo delle variabili numeriche. Per esempio in esami di laboratorio, abbiamo 100 pazienti, possiamo calcolare la media e la deviazione standard. Quando abbiamo una serie di dati e dobbiamo riportare i dati all’esterno, non possiamo riportare i valori di ogni singolo soggetto perché sarebbero troppi e soprattutto chi legge non riuscirebbe a capire l’andamento di