Concetti Chiave
- Il picco di febbre post-operatoria da infezione del sito chirurgico si verifica dopo circa una settimana dall'intervento.
- Le infezioni del sito chirurgico possono essere classificate in superficiali, profonde e d'organo o spazio, a seconda della loro gravità e profondità.
- Il caso clinico di un paziente di 54 anni evidenzia complicazioni legate a un laparocele e a un orifizio fistoloso con febbre persistente e infezioni ricorrenti.
- La scelta di utilizzare una protesi ha portato a complicazioni, inclusa la colonizzazione da infezione e recidiva del laparocele.
- La PET ha rivelato una raccolta sottofasciale, mentre la protesi non è stata evidenziata, indicando possibili complicazioni post-operatorie.
Indice
Infezioni post-operatorie
Solamente dopo una settimana dall’intervento abbiamo il picco di febbri causate da infezioni del sito chirurgico, sia superficiali che profonde.ù
Nell’immagine sottostante è possibile vedere le diverse infezioni e cause di febbre come sono epidemiologicamente spalmate nei diversi giorni dopo l’intervento.
L’infezione del sito chirurgico (ssi) può essere classificata in tre categorie sulla base della profondità dell’infezione stessa:
• superficiale, comunemente definita infezione di ferita e coinvolge solamente il tessuto sottocutaneo;
• profonda, coinvolge anche la fascia e il muscolo;
• d’organo o spazio, ovvero gli ascessi profondi.
Caso clinico del paziente F
• Paziente F di 54 anni con laparocele mediano permagno e orifizio fistoloso al fianco destro da cui fuoriesce da circa 3 anni liquido purulento, non quantificabile. La paziente riferisce febbre serotina di basso grado (37,6 °c), e da tre anni almeno due episodi/anno di febbre intermittente (picco di 39°c) trattati con antibioticoterapia.
• Non comorbidità di rilievo.
• Nel 2014 storia di pregresso adenocarcinoma del colon destro sottoposto a emicolectomia destra laparotomica. Non segni attuali di recidiva.
• Nel 2015 comparsa di laparocele mediano.
• Nel 2016 episodio di occlusione intestinale con necrosi dell’ansa digiunale. Relapaotomia mediana e resezione dell’ansa necrotica e ripristino della continuità intestinale con anastomosi latero-laterale. Riparazione del laparocele con protesi “dual mesh” (prolene e Ptfe).
• Dopo circa un mese drenaggio cutaneo di ampia raccolta fasciale con persistenza di orifizio fistoloso e recidiva di laparocele.
Complicazioni post-operatorie
• di fronte alla mancanza di tessuto, il chirurgo ha optato per l'utilizzo di una protesi, probabilmente a causa di una limitata fiducia nelle metodiche di separazione delle parti della parete addominale (component separation). Tuttavia, va evidenziato che la protesi, essendo un materiale privo di capacità difensive contro le infezioni, è stata successivamente colonizzata. La sovrainfezione protesica ha dato un ascesso della parete che si è fistolizzato sulla cute del fianco destro. A questo è seguita una recidiva di laparocele in quanto l’infezione non ha permesso alla protesi di rimanere ancorata ai tessuti dove è stata impiantata.
Successivamente, alla visita:
Esame fisico e osservazioni
• Presenza di cicatrice cutanea mediana ben consolidata xifo-pubica sotto cui è visualizzabile tumefazione mediana di circa 20x15cm, di forma irregolarmente ellittica, a limiti distinti, a superficie non liscia, di consistenza molle, mobile, riducibile solo parzialmente, non pulsante, non fluttuante, dolente e dolorabile.
• In fianco destro presenza di orifizio fistoloso, a margini eritematosi e sollevati con tessuto di granulazione facilmente sanguinante, specillabile (si riesce ad entrare con un ferro e a percorrere la sua lunghezza) per buon tratto, da cui fuoriesce liquido purulento misto a sangue.
Risultati della Pet
Alla Pet (con F-fdg) è visibile una raccolta sottofasciale che si estrinseca superficialmente, i cui limiti sono apprezzabili. Le frecce nell’immagine sottostante indicano le posizioni dei muscoli originari. La protesi non è evidenziabile in quanto dislocata.
Domande da interrogazione
- Qual è il momento critico per la comparsa di febbre post-operatoria?
- Come si classificano le infezioni del sito chirurgico?
- Quali complicazioni ha affrontato il paziente F dopo l'intervento?
- Quali sono i segni clinici osservati durante la visita del paziente F?
Il picco di febbre causata da infezioni del sito chirurgico si verifica generalmente dopo una settimana dall'intervento, interessando sia infezioni superficiali che profonde.
Le infezioni del sito chirurgico (SSI) possono essere classificate in tre categorie: superficiali (coinvolgono il tessuto sottocutaneo), profonde (interessano fascia e muscolo) e d'organo o spazio (ascessi profondi).
Il paziente F ha sviluppato una sovrainfezione protesica che ha portato a un ascesso della parete e a una recidiva di laparocele, poiché l'infezione ha impedito alla protesi di rimanere ancorata ai tessuti.
Durante la visita, si è notata una tumefazione mediana di circa 20x15 cm, un orifizio fistoloso con margini eritematosi e tessuto di granulazione, e la fuoriuscita di liquido purulento misto a sangue.