Concetti Chiave

  • Durante l'Ottocento, lo zar deteneva il potere assoluto in Russia, senza alcun vincolo parlamentare, sostenuto dall'aristocrazia, dall'esercito e dalla chiesa.
  • I contadini, soffrendo come servi della gleba, scatenarono oltre trecento rivolte tra il 1840 e il 1855, portando all'abolizione della servitù nel 1861, che però aggravò la loro situazione economica.
  • L'economia russa, dipendente dall'Occidente, visse un boom industriale tra il 1885 e il 1898, con una crescita del 400% nella produzione interna, favorita da capitali e formazione estera.
  • L'intellighenzia russa si divideva tra occidentalisti, favorevoli a seguire il modello europeo, e slavofili, che auspicavano un ritorno alle radici contadine evitando gli eccessi del capitalismo.
  • Nel 1898, i socialisti fondarono il Partito Operaio Socialdemocratico Russo, che si divise nel 1903 in due correnti: i Bolscevichi, sostenitori di un partito di professionisti, e i Menscevichi, favorevoli a un partito di massa.

Il potere assoluto dello zar

Durante l'Ottocento, la Russia appariva l'emblema del conservatorismo politico e sociale, lo zar infatti possedeva il potere assoluto senza essere vincolato da alcun parlamento, l'aristocrazia insieme all'esercito e alla chiesa mostrava supporto allo zar in modo da poter proteggere i propri privilegi e quindi alla borghesia mercantile ed imprenditoriale non veniva concesso alcun potere economico o politico.

Le rivolte contadine e le riforme

L'espansione del territorio però continuava e solo il 45% degli abitanti erano effettivamente russi, ma i contadini erano la classe sociale a soffrire maggiormente in quanto erano servi della gleba, questa situazione portò allo scoppio di ben più di trecento rivolte tra il 1840 e il 1855. Lo zar Alessandro I cercò quindi di combattere l'arretratezza e nel 1861 abolì la servitù della gleba ma non fece altro che peggiorare la situazione perché i contadini erano comunque obbligati a pagare un riscatto per la terra ottenuta e quindi i kulaki, ovvero i medi proprietari, riuscirono a sfruttare la situazione per acquistare terre a basso prezzo.

Dipendenza economica dall'Occidente

L'economia russa invece dipendeva quasi completamente dall'Occidente, dal 1870 si iniziarono a promuovere diversi sforzi per lo sviluppo interno ma venne comunque aiutata da capitali esteri provenienti principalmente dalla Francia, dalla Germania e dalla Gran Bretagna, i quali inviarono anche il proprio personale in Russia per formare gli operai russi. Tra il 1885 e il 1898 si poté dunque assistere a un boom industriale in cui la produzione interna crebbe del 400% in particolare negli stabilimenti posizionati nelle città di Mosca, Baku e San Pietroburgo.

L'intellighenzia russa e i suoi dubbi

Ma a chiedersi se fosse corretto assumere l'occidente come modello era l'intellighenzia russa, ovvero la classe sociale composta da intellettuali, studenti e piccola borghesia, che si dividevano in:

    Occidentalisti, che volevano ripercorrere le fasi del progresso europeo;

    Slavofili, che volevano trarre profitto da errori degli altri paesi evitando i lati negativi della rivoluzione industriale e del capitalismo. Essi idealizzavano il popolo contadino e volevano alfabetizzarlo in modo da renderli consapevoli della loro condizione per arrivare all'abbattimento definitivo dello stato e fondare dunque sole comunità agricole.

La nascita del Partito Operaio Socialdemocratico

Nel 1898 i socialisti russi fondarono il Partito Operaio Socialdemocratico Russo che nel 1903 si divise in due correnti:

    1. Bolscevichi con Lenin, volevano un partito di professionisti della politica

    2. Menscevichi con Martov, volevano un partito di massa

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Domande da interrogazione

  1. Qual era la natura del potere dello zar in Russia durante l'Ottocento?
  2. Lo zar possedeva un potere assoluto, non vincolato da alcun parlamento, sostenuto dall'aristocrazia, dall'esercito e dalla chiesa, mentre la borghesia mercantile non aveva alcun potere economico o politico.

  3. Quali furono le conseguenze dell'abolizione della servitù della gleba nel 1861?
  4. L'abolizione della servitù della gleba peggiorò la situazione dei contadini, che dovevano pagare un riscatto per la terra, permettendo ai kulaki di sfruttare la situazione per acquistare terre a basso prezzo.

  5. Come si divideva l'intellighenzia russa riguardo all'influenza occidentale?
  6. L'intellighenzia russa si divideva in Occidentalisti, che volevano seguire il progresso europeo, e Slavofili, che desideravano evitare i lati negativi della rivoluzione industriale, idealizzando il popolo contadino e puntando alla loro alfabetizzazione.

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