Concetti Chiave

  • L'imperfetto è un tempo dell'indicativo italiano utilizzato per indicare eventi accaduti nel passato, specialmente per azioni ripetute.
  • Le desinenze dell'imperfetto variano a seconda della coniugazione del verbo: -are, -ere e -ire hanno desinenze specifiche.
  • L'imperfetto si distingue dal passato prossimo, in quanto descrive un'azione in corso piuttosto che l'azione nel suo intero svolgimento.
  • Esistono vari tipi di imperfetto: descrittivo, iterativo e narrativo, ciascuno con funzioni specifiche nel linguaggio.
  • L'imperfetto ipotetico viene utilizzato per esprimere situazioni o eventi reali nel passato, come in frasi condizionali.

Imperfetto

L’imperfetto è quel tempo dell’indicativo italiano che viene utlizzato nell’ambito delle lingue romanze e serve per indicare eventi accaduti prevalentemente nel passato. E’ molto utile in particolar modo per indicare una successione di eventi ripetuti. L’imperfetto del verbo si ottiene aggiungendo alla radice di un determinato verbo le desinenze previste dalla grammatica italiana per l’imperfetto. Le desinenze ovviamente cambiano a seconda delle tipologie di verbi, seguendo queste istruzioni:
1- le desinenze dei verbi della prima declinazione che terminano in -are hanno le seguenti desinenze finali: avo, avi, ava, avamo, avate, avano;
2- le desinenze dei verbi della seconda declinazione che terminano in -ere hanno le seguenti desinenze finali: evo, evi, eva, evamo, evate, evano;
3- le desinenze dei verbi della terza declinazione che terminano in -ire hanno le seguenti desinenze finali: ivo, ivi, iva, ivamo, ivate, ivano.
Ci sono comunque alcune particolarità, a cui si deve fare attenzione quando si effettua la coniugazione dell’indicativo imperfetto, eccole:
la coniugazione dell’imperfetto generalmente è regolare;
alcuni verbi risultano avere una forma di tipo abbreviato e seguono una coniugazione di tipo particolare. La coniugazione del verbo fare ad esempio si coniuga seguendo la forma antica “facere” e dunque in questo modo: Io facevo; tu facevi; egli faceva; noi facevamo; voi facevate; essi facevano. Stessa cosa avviene anche con il verbo dire, bere, trarre, ecc…
Il verbo essere segue una forma molto particolare: Io ero; tu eri; egli era; noi eravamo; voi eravate; essi erano.
Guida Completa all'Uso dell'Imperfetto nell'Indicativo Italiano articolo

Caratteristiche tipiche dell’imperfetto

L’imperfetto è un tempo di origini latine che si chiamava imperfectum e che si distingue dall’antico perfetto latino che si traduce come un passato remoto. In latino il tempo cosiddetto dell’imperfectum veniva utilizzato in particolar modo nell’ambito della stesura di lettere. Gli eventi di tipo contemporaneo venivano riportati in lingua latina al tempo imperfetto nelle corrispondenze epistolari. Questo perché il destinatario delle lettere in questione non le leggeva subito, ma soltanto nel momento in cui le riceveva, quindi molto tempo dopo. (in queste circostanze possiamo parlare dunque di imperfetto di tipo epistolare)
Molto importante è effettuare un confronto tra imperfetto e passato prossimo, in quanto questo ci permette di capire se un’azione si sia già conclusa nel passato oppure no. Nell’ambito dell’indicativo imperfetto si descrive un’azione in corso in un dato momento, mentre nell’ambito del passato prossimo si prende in considerazione tutta l’azione che si stava svolgendo. (quindi nel secondo caso si prende in considerazione un’azione dalla sua fase iniziale, alla fase centrale fino alla fine del suo svolgimento)
Il tempo imperfetto viene usato specialmente quando si vuole indicare un’azione solo nel momento del suo svolgimento e non di tutta l’azione considerata dall’inizio alla fine. Quindi in conclusione il passato prossimo serve per indicare un’azione passata e per descrivere un avvenimento già accaduto (quindi un’azione perfetta), l’imperfetto serve invece per indicare un’azione presa in considerazione nel suo svolgimento, quindi un’azione da considerare come imperfetta.
Mentre il passato prossimo prende in considerazione un’azione che si svolge secondo una successione di eventi che vengono descritti, l’imperfetto prende in considerazione solo eventi contemporanei tra di loro. (questo accade per esempio nell’ambito di una frase descrittiva)
Esempi: Giulia si è alzata, ha fatto colazione, si è lavata, si è vestita, ha salutato i suoi genitori e poi è andata a scuola. (esempio di azione al passato prossimo)
Sabina aveva il viso rotondo, i suoi occhi erano azzurri e i suoi capelli erano neri. (esempio all’imperfetto)

Imperfetto descrittivo e imperfetto iterativo

Quando l’imperfetto serve per descrivere una situazione o una persona, prende il nome di imperfetto descrittivo; mentre quando l’imperfetto serve per descrivere un’abitudine si chiama imperfetto iterativo.
Esempi: L’altroieri mattina Maria e le sue amiche ascoltavano la radio, dunque nessuna di loro parlava. (imperfetto descrittivo)
Come da abitudine, l’altroieri sera Maria e le sue amiche guardavano la tv. (imperfetto di tipo iterativo)

Imperfetto narrativo

Un’altra forma di imperfetto è quella narrativa. Viene spesso utilizzato nei racconti, nei romanzi come ad esempio quelli rientranti nel genere giallo degli eventi passati l’imperfetto.
Questo tipo di imperfetto viene utilizzato in particolar modo per descrivere delle azioni narrative che vengono spiegate con un vero e proprio effetto speciale. L’obiettivo è principalmente di descrivere le azioni narrative in un certo qual modo con il fine di catturare l’attenzione del lettore.

Imperfetto ipotetico

Molto spesso vi sono degli usi modali dell’imperfetto indicativo; dunque l’imperfetto verrebbe impiegato nell’ambito del periodo della realtà del passato.
Esempio: Se arrivavi per tempo, ti raccontavo tutto quello che è accaduto.
Per approfondimenti, vedi anche qua:
Modo indicativo
Tempi dell'indicativo
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione principale dell'imperfetto nell'indicativo italiano?
  2. L'imperfetto è utilizzato per indicare eventi accaduti nel passato, in particolare per descrivere azioni in corso o ripetute, come evidenziato nel testo.

  3. Come si coniuga l'imperfetto per i verbi della prima declinazione?
  4. I verbi della prima declinazione che terminano in -are si coniugano con le desinenze: avo, avi, ava, avamo, avate, avano, come specificato nel testo.

  5. Qual è la differenza tra imperfetto e passato prossimo?
  6. L'imperfetto descrive un'azione in corso, mentre il passato prossimo considera l'azione nella sua totalità, dall'inizio alla fine, come spiegato nel testo.

  7. Cosa si intende per imperfetto descrittivo e imperfetto iterativo?
  8. L'imperfetto descrittivo si usa per descrivere situazioni o persone, mentre l'imperfetto iterativo si riferisce a abitudini, come illustrato nel testo.

  9. In quale contesto viene utilizzato l'imperfetto narrativo?
  10. L'imperfetto narrativo è impiegato nei racconti e nei romanzi per descrivere azioni passate in modo coinvolgente, come indicato nel testo.

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