Deficit dei meccanismi di difesa dell’ospite
Meccanismi di elusione dei microrganismi nei confronti del sistema immunitario
Deficit dei meccanismi di difesa dell’ospite
Il fallimento della risposta immunitaria con può 2 meccanismi essere dovuto a:
- Meccanismi di elusione o evasione da parte dei microrganismi nei confronti della risposta immunitaria: i microrganismi, nel corso dell’evoluzione, hanno sviluppato dei meccanismi di difesa attraverso cui sono capaci di sovvertire le risposte immunitarie innate e specifiche.
- Deficit genetici ed acquisiti dei meccanismi di difesa del sistema immunitario dell’ospite.
Batteri extracellulari
I batteri extracellulari riescono ad eludere le difese immunitarie soprattutto modificando i propri Ag di superficie, sfuggendo all’azione degli Ab Ag-specifici:
- Streptococcus pneumoniae, responsabile della polmonite batterica, esiste sottoforma di sierotipi o ceppi che differiscono nella struttura della capsula polisaccaridica: in caso di infezione da parte dello Streptococcus pneumoniae di tipo I si ha una risposta immunitaria umorale capace di conferire protezione contro questo stesso sierotipo, eliminando l’infezione, ma se lo soggetto viene infettato da un ceppo diverso, gli Ab prodotti in precedenza non saranno efficaci, ma si ha una nuova risposta immunitaria umorale con produzione di Ab Ag-specifici.
- Nel caso della Neisseriae gonorrhoeae e di E. coli si hanno meccanismi di conversione genica che modificano la pilina, cioè l’Ag contenuto nei pili, estroflessioni di membrana attraverso cui i batteri aderiscono alla cellula ospite, consentendo ai batteri di sfuggire agli Ab anti-pilina.
- Nel caso dell’Haemophilus influenzae si hanno modificazioni della glicosidasi con alterazioni chimiche dei LPS e altri polisaccaridi che sfuggono agli Ab specifici.
- I batteri possono eludere le difese immunitarie anche attraverso meccanismi di riarrangiamento del DNA, tipico dei parassiti: Salmonella typhi, responsabile di intossicazioni alimentari, va incontro a mutazioni del promotore con espressione di un nuovo gene che codifica per una flagellina antigenicamente distinta dalle altre.
- La Neisseriae gonorrhoeae, responsabile della gonorrea, va incontro ad un riarrangiamento che favorisce l’espressione di nuovi geni che codificano per la pilina, antigenicamente distinta dalle altre varianti silenti, anche se spesso si formano.
Batteri intracellulari
I batteri intracellulari hanno sviluppato dei meccanismi specializzati per resistere agli effetti della risposta immunitaria, come il Mycobacterium tuberculosis, che viene fagocitato dai macrofagi ma previene la fusione tra fagosoma e lisosoma, oppure la Listeria monocytogenes, che esce dal fagosoma e migra nel citoplasma dove riesce a moltiplicarsi, riorganizzando i fasci di actina e formando vacuoli contenenti la Listeria attraverso cui riesce a trasferirsi nelle altre cellule, evitando l’azione degli Ab e non la risposta immunitaria mediata dalle cellule T, ma evita la lisi da parte del complemento.
La Borrelia burgdorferi, responsabile della malattia di Lyme, si ricopre con la proteina inibitrice H del complemento dell’ospite.
Il Treponema pallidum, spirocheta responsabile della sifilide, riveste la propria superficie con molecole dell’ospite evitando il riconoscimento da parte degli Ab, e invade il SNC, dove è meno accessibile agli Ab.
Virus
I virus riescono ad eludere la risposta immunitaria attraverso vari meccanismi.
Il virus dell’influenza modifica il proprio corredo antigenico attraverso i meccanismi della deriva antigenica e della commutazione antigenica, sopravvivendo all’azione degli Ab specifici anti-emoagglutinina che dovrebbero impedire il legame tra il virus e la cellula bersaglio.
La deriva antigenica si deve a mutazioni puntiformi a carico dei geni codificanti per l’emoagglutinina e la neuroaminidasi, che consente di creare ogni 2-3 anni nuove varianti che resistono alla risposta immunitaria umorale generata dalle epidemie precedenti.
Inoltre, si possono avere mutazioni che modificano gli epitopi riconosciuti dai linfociti T citotossici.
In genere, si hanno epidemie non gravi perché si verificano reazioni crociate tra Ab e linfociti dirett