Igiene generica e applicata
L’igiene è quella disciplina che si occupa di salvaguardare la salute per prevenire patologie/malattie e potenziare gli elementi positivi/protettivi della salute. Deriva dal greco – Igea – dea della salute.
Funzioni e ambiti dell'igiene
- Acquisire conoscenze sui fattori positivi e negativi per la salute e sui meccanismi che ne facilitano o ostacolano le potenzialità d’azione – queste notizie le veniamo a conoscere grazie all’epidemiologia.
- Attuare misure atte a potenziare i fattori di benessere e allontanare o correggere quelli di malattia – indispensabile è la prevenzione della malattia e promozione della salute.
- Programmare e organizzare i servizi e le attività sanitarie in funzione dei bisogni della popolazione – programmazione e organizzazione sanitarie grazie anche a ciò che ci dice l’epidemiologia.
Sanità pubblica
Organizzazione che mobilita risorse scientifiche, tecniche, professionali ed economiche per far fronte ai problemi sanitari delle popolazioni cercando di garantire loro la migliore condizione di salute.
→ Chi è coinvolto? Operatori sanitari, medici, tecnici di laboratorio, colser per la pulizia, politici, governo, ingegneri, architetti, educatori, amministratori, economisti, diabetologi.
Minacce globali per la sanità pubblica (OMS 2019)
- Malattie non trasmissibili (cancro, diabete, patologie cardiache,...) responsabili del 70% delle morti in tutto il mondo.
- Anche in Italia, le principali minacce sono rappresentate da tumori e patologie cardiocircolatorie.
→ 5 importanti fattori di rischio:
- Tabacco
- Alimentazione non corretta
- Inquinamento atmosferico
- Inattività fisica
- Abuso di alcool
- Epidemie annuali (sindromi influenzali/simil-influenzali) *sorveglianza epidemiologica dell’influenza nell’anno 2020/21 non ha registrato alcun caso.
- Ebola e altri patogeni (2019 anno di preparazione a un’eventuale malattia sconosciuta).
- Antimicrobico resistenza soprattutto antibiotico resistenza (con un aggravio di morti e costi per la sanità pubblica) – non solo nell’ambito umano, ma anche nell’ambito veterinario e agricolo → concetto di one health (la salute dell’uomo è la salute globale, anche dell’ambiente e dell’ambito veterinario). Cause? Uso inappropriato di antibiotici.
- Esitazione vaccinale – se la copertura vaccinale fosse maggiore ci sarebbe l’immunità di gregge. L’obbligatorietà delle vaccinazioni ha portato in questa direzione.
- HIV
- Situazioni fragili e vulnerabili – no accesso alle cure, quindi l'obiettivo è rafforzare i sistemi sanitari.
- La debolezza dell’assistenza primaria.
- Inquinamento e cambiamenti climatici – 9 persone su 10 respirano aria inquinata, causando 7 milioni di morti premature. 15 milioni di persone muoiono prematuramente, queste dovrebbero essere prevenute!
Politiche di prevenzione
Insieme di interventi che hanno l’obiettivo di prevenire l’insorgenza e la progressione delle malattie.
Piano nazionale di prevenzione
→ Piano regionale di prevenzione
Piano nazionale di prevenzione anno 2020/2025
- Malattie croniche non trasmissibili
- Dipendenze e problemi correlati
- Incidenti stradali e domestici
- Infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali
- Ambiente, clima e salute
- Malattie infettive prioritarie
Prevenzione primaria
Evita l’insorgenza della malattia, eliminando fattori di rischio e cause della malattia. Fattore di rischio → Variabili che aumentano la probabilità di insorgenza di una determinata malattia – è aspecifico, multiplo, non necessario. Causa → Fattore necessario affinché si presenti la malattia – è specifico, unico.
Prevenzione secondaria (fase preclinica)
Individuare precocemente la malattia così da trattarla il prima possibile al fine di interrompere o rallentare il suo decorso.
Test di screening: identificazione presuntiva di una malattia in fase iniziale o di una condizione particolarmente a rischio attraverso l’applicazione di un test di rapido e di semplice impiego.
Prevenzione terziaria (malattia clinica)
Da attuare nel periodo post-clinico della malattia al fine di prevenire l’insorgenza di complicanze, cronicizzazione, ricadute, disabilità, al fine di allungare le aspettative di vita.
Prevenzione quaternaria
Eliminazione di interventi inappropriati che possono addirittura recare danni al soggetto e incrementare i costi per la società.
Prevenzione oggi:
- Interventi basati su evidenze scientifiche
- Analisi dei bisogni
- Responsabilizzazione dei cittadini
- Coinvolgimento di strutture e soggetti pubblici e privati che si occupano di sviluppare le politiche e gli obiettivi della prevenzione.
Epidemiologia
Epidemiologia – studio sulla popolazione. L’epidemiologia è una scienza (perché utilizza il metodo scientifico - si basa su ipotesi che devono essere verificate) che studia le malattie e i fenomeni ad esse correlati attraverso: osservazione della distribuzione/andamento delle patologie nella popolazione, individuazione di fattori di rischio, programmazione e valutazione degli interventi.
Altra definizione potrebbe essere: Epidemiologia – lo studio della distribuzione e dei determinanti degli eventi collegati alla salute in specifiche popolazioni, personali, sociali, economici ed determinanti di salute – insieme dei fattori ambientali che influenzano la condizione di salute di individui o popolazioni.
(Esistono due modelli)
Il primo modello li mette in scala:
- Accessi alle cure (10%)
- Genetica (20%)
- Ambiente (30%)
- Comportamenti di salute (50%)
Un secondo modello più articolato li sviluppa in cerchi concentrici attorno all’individuo. Più vicino a lui ci sono i determinanti immodificabili (genetica), più lontano da lui quelli modificabili (condizioni di vita, lavoro, culturali, ambientali).
Aree di interesse dell’epidemiologia
- Epidemiologia descrittiva (diffusione dei fenomeni sanitari nelle popolazioni e identificazione dei bisogni sanitari)
- Epidemiologia eziologica (ricerca fattori di rischio)
- Epidemiologia sperimentale (sperimentazione di farmaci, evidenze scientifiche)
- Epidemiologia dei servizi o valutative (valutazione dei bisogni sanitari, efficacia raggiungimento dell'obiettivo e dell’efficienza - raggiungimento dell’obiettivo al minor costo - dei servizi sanitari)
L’epidemiologia ci fornisce degli indicatori, che ci danno informazioni, con lo scopo di conoscere dei fenomeni di interesse, di misurare i cambiamenti e guidare le decisioni. L’indicatore è uno strumento indispensabile per valutare il progresso degli obiettivi.
Ecco alcuni indicatori suggeriti dall’OMS per valutare il progresso verso il raggiungimento della “salute per tutti nell’anno 2000”:
- Indicatori di sopravvivenza
- Indicatori dello stile di vita
- Indicatori socio-economici
Misure utilizzate in epidemiologia
- Numero di eventi – è utile capire qual è l’entità della malattia per poter organizzare gli interventi.
- Proporzione
- Tasso
- Rapporto
La proporzione è una divisione/una frazione con un numeratore e un denominatore, in cui il numeratore è incluso nel denominatore (es. n° maschi in aula / discenti in aula – i maschi sono inclusi nel numero totale discenti).
Il tasso è una frazione in cui numeratore e denominatore sono costituiti da due unità diverse (al numeratore ci sono per esempio il n° di casi e al denominatore c’è il tempo).
Indicatori di frequenza
- Morbosità: indicatore dell’assenteismo dal lavoro per malattia, infatti deriva dal rapporto tra: n° giorni di assenza per malattia e n° giornate lavorate moltiplicato per 10n.
- Co-morbilità: presenza di più malattie. La morbosità può essere misurata attraverso la prevalenza e l’incidenza.
Prevalenza (tutti i casi)
La prevalenza è una proporzione (non un tasso) e può essere a sua volta suddivisa in:
- Prevalenza puntuale: ci indica il n° di casi di malattia in un istante – come una fotografia di un momento; deriva dal rapporto tra tutti i casi di malattia in un dato momento e l’intera popolazione, moltiplicato per 10n. Un valore di prevalenza puntuale potrebbe non essere rappresentativo della situazione/fenomeno generale.
- Prevalenza periodale: ci indica il numero di casi di malattia in un certo periodo; deriva dal rapporto tra tutti i casi di malattia in un dato periodo e l’intera popolazione, moltiplicato per 10n.
Incidenza (nuovi casi)
L’incidenza può essere suddivisa in:
- Incidenza cumulativa (proporzione): il rapporto tra il n° di nuovi casi di malattia in un dato periodo e la popolazione a rischio di ammalarsi, moltiplicato per 10n – in questo caso la coorte è un gruppo di soggetti apparentemente sani che sono però a rischio di ammalarsi della malattia presa in considerazione (non vengono considerati quelli già malati!). In questo caso la popolazione considerata nello studio è la stessa dall’inizio alla fine.
- Incidenza persona/tempo (tasso): nominata anche tasso di incidenza; il rapporto tra il n° di nuovi casi di malattia in un dato periodo e la somma dei periodi di esposizione (al rischio di ammalarsi), moltiplicato per 10n. In questo caso la popolazione considerata nello studio può variare nel tempo (la coorte può essere variabile/dinamica).
Ci rendiamo conto della velocità con cui la popolazione si ammala, per esempio, in un gruppo di 10 persone che seguiamo per 10 anni, se nessuno si è ammalato, quindi alla fine il risultato sarà: 0 (perché non c’è stato nessun caso), diviso 100 (10 persone x 10 anni).
Incidenza vs Prevalenza
- Prevalenza (puntuale): misura la proporzione di persone che ha una malattia in un determinato periodo di tempo - probabilità di avere la malattia; il numeratore conta sia i nuovi che i vecchi casi; non richiede follow-up; dipende dalla durata della malattia.
- Incidenza: misura la probabilità che un gruppo di persone sane sviluppi una malattia in un determinato periodo di tempo - probabilità di sviluppare la malattia; il numeratore conta i nuovi casi; richiede il follow-up; non dipende dalla durata della malattia.
Letalità (proporzione)
Pazienti morti dopo la diagnosi (gravità della malattia). Si esprime attraverso il rapporto tra n° pazienti morti dopo diagnosi di una determinata malattia e il n° dei casi diagnosticati della stessa malattia.
Sopravvivenza
Numero di pazienti vivi dopo un numero di anni (es. per i tumori). Si esprime attraverso il rapporto tra n° pazienti vivi dalla diagnosi di una determinata malattia e il n° dei casi diagnosticati della stessa malattia. Occorre standardizzare (adjusted-aggiustare) i dati eliminando le variabili che potrebbero influenzare i risultati.
Mortalità
- Mortalità generale (proporzione): rapporto tra n° di morti in un periodo e la popolazione residente a metà di quel periodo, moltiplicata per 10n. Es. in Italia 634000 morti pari al 10.5 di mortalità, principalmente per tumori e patologie cardiovascolari.
- Mortalità per causa: importante per la promozione della salute; rapporto tra n° di morti per una data malattia in un periodo e la popolazione residente a metà di quel periodo, moltiplicata per 10n.
- Mortalità per singole classi di età: serve ai fini della prevenzione; valutare in una determinata classe di età qual è la causa di morte più frequente. Si calcola attraverso il rapporto tra n° di morti per una classe di età in un periodo e n° individui nella classe di età a metà di quel periodo, moltiplicata per 10n.
- Mortalità infantile: il rapporto tra i morti nel primo anno di vita e i nati vivi in un determinato periodo di tempo.
- Mortalità neonatale: il rapporto tra i morti nei primi 28 giorni e i nati vivi in un determinato periodo di tempo.
- Mortalità neonatale precoce: il rapporto tra i morti nella prima settimana e i nati vivi in un determinato periodo di tempo.
- Mortalità neonatale tardiva: il rapporto tra i morti dopo i primi 28 giorni fino a un anno e i nati vivi in un determinato periodo di tempo.
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