Teorema II
Sia G una grandezza fisica la cui misura dipende dalla misura di altre grandezze fisiche, ossia G è funzione di altre grandezze:
G = f (G1, G2, ..., Gm)
Supponiamo che fra le n grandezze da cui dipende G, ce ne siano tre dimensionalmente indipendenti (condizione necessaria) ed assumiamo queste tre grandezze come fondamentali di un nuovo sistema di riferimento. Siano G1, G2, G3 tali grandezze fondamentali del nuovo sistema di riferimento; tra che
[G] = [G1αG2βG3δ]
Gm = G1αmG2βmG3δm
[Gm] = G1dmG2pmG3δm
Quindi
G = f (G1, ..., Gn) per G1 = 10, G2 = 30, G3 = 5⇒ G = f (G1, ..., Gm) [G]
Considerazioni sulle dimensioni
A questo punto è bene fare una considerazione: se le dimensioni d, p, δ di una grandezza sono tutte nulle, allora si ottiene un numero dimensionale e un numero puro ed è un numero Uso.
1 = G1d0G2p0G3δ0
Teorema II (ripetizione)
Sia G una grandezza fisica la cui misura dipende dalla misura di altre grandezze fisiche, ossia G = f(G1, G2, ..., Gm).
Supponiamo che fra le n grandezze da cui dipende G, ce ne siano tre dimensionalmente indipendenti (condizione necessaria) ed eleggiamo queste tre grandezze come fondamentali di un nuovo sistema di riferimento.
- Siano G1, G2, G3 tali grandezze fondamentali del nuovo sistema di riferimento, sicché
[G] = [G1α1 ⋅ G2β1 ⋅ G3δ1]
[G4] = [G1α4 ⋅ G2β4 ⋅ G3δ4]
[Gn] = [G1αn ⋅ G2βn ⋅ G3δn]
Dividiamo G = f(G1, ..., Gn) per (G10, G20, G30) = G-0 ⇒ G / [G1α0 ⋅ G2β0 ⋅ G3δ0] = F(G1, ..., Gm)
Considerazioni sulle dimensioni
A questo punto si deve fare una considerazione: se le dimensioni p, β, δ di una grandezza sono tutte nulle, allora si ottiene un numero dimensionale e un numero puro. È un numero = uno.
[G] = G1α0 ⋅ G2β0 ⋅ G3δ0
f(G1, ..., Gn) = f1(G1d1G2d2G3d3, ..., G1dmG2dmG3d3) funzioni di scalari
G1 = -1 GiαiG2α2G3α3
G2 = -1 Gi = -1 Giα2G3α3
Monomio che ha le e non dimensioni Gu
Quindi G = f1(G4 Gn)
Esempio pendolo semplice
T-Periodo
T = F(l, m, g)
[l] = l1 T°M° [m] = l° T°M1 [g] = l1T-2M°
1 0 0 0 1 0 1 -2 0
[T] = l0 t−1 M0 e−1 g0 = l0 t1 M0 | e1 | m0 | g0
│ ┌────────┐ ┌────────┐ ┌────────┐ │ e m g = l−1 t0 M1 | O | T0 | O | t0 M1 | O | │ │ ┌────────┐ ┌────────┐ │
e1 m g = costante (numero puro)
T = √e/g tramite delle esperienze = trova che k = 2π
Equazione costitutiva reologica
x = xi ii + yi ji + zi sp = pi ds i + ds i ------------------ i ----------------+ x = xi ii + yi ji + zi s
ds = x e−1 i ---------------- iv = − (d/dt) ---------------- di t
per dt = O/v -----------
i ha la velocita' istantanea v = vx ii + vy ji + vz s
v = v(x, y, z, t)
Il moto può essere:
- Triimensionale
- Bidimensionale: piano
v = v(x, z, t) vy = 0
- Unidimensionale
v = v(x)
Il moto può dipendere o meno dal tempo. Se il moto dipende dal tempo si dice stazionario e permanente se dipende dal tempo si dice vario.
Moto qualiforni
La velocità non dipende da nessun parametro
Descrizione fisica del campo di moto
Linee di corrente: sono in ogni istante tangenti al vettore voleum
Luogo dei punti che
Traiettorie: luoghi dei punti che una particella occupa successivamente nello spazio.
Nel moto stazionario Linee di corrente e traiettorie coincidono.
Linee di flusso: luogo dei punti successivamente occupati nello spazio della particella che passano per un medesimo punto del campo di moto. Se un fluido si muove di moto permanente le linee di fumo coincidono con le traiettorie e quindi anche con le linee di corrente. Nel caso di moto vario sono tutte e tre distinte.
Rappresentazione Lagrangiana di un campo di moto
Dato l'istante t = 0 ed to (posizione iniziale) di una particella, x = at = t (t0)...che è la traiettoria delle particelle....l'insieme di tutte le particelle descrive il campo di moto.
Rappresentazione Euleriana
Descrive il campo di moto attraverso il suo vettore velocità.
v = v (xc, t)
\[v = \frac{dr}{dt}\]
Associamo uno scalare al fluido (ad esempio la temperatura) xa l (tale scalare) in tale che l (xe, y, z, t) se ne vuole calcolare la variazione nell'unità di tempo:
\[\frac{dl}{dt}\] = Variazione di l in un punto prefisso nel tempo
Quindi la variazione totale è data da:
\[\frac{dl}{dt} = \frac{\partial l}{\partial x} dx + \frac{\partial l}{\partial y} dy + \frac{\partial l}{\partial z} dz + \frac{\partial l}{\partial t} dt \]
\[\frac{1}{dt}\]
dx = vx dt i + vy dt j + vz dt k =>
\[\left\{ \begin{array}{ll} dx = vx dt \\ dy = vy dt \\ dz = vz dt \end{array}\right.\]
sostituendo in (rela. cle)
\[\frac{dl}{dt} = \frac{\partial l}{\partial x} (vx dt) + \frac{\partial l}{\partial y} (vy dt) + \frac{\partial l}{\partial z} (vz dt) + \frac{\partial l}{\partial t} dt \]
\[\frac{1}{dt}\]
quindi d/dt = ∂/∂t + vx ∂/∂x + vy ∂/∂y + vz ∂/∂z
dove vx ∂/∂x + vy ∂/∂y + vz ∂/∂z Derivata convettiva = v ∙ ∇
O.S.S.
Si ricordino le seguenti definizioni
- Divergenza
div = ∂x/∂x + ∂y/∂y + ∂z/∂z = ∇ ∙ div I = ∇ ∙ I =
- Rotore
rot = ∇ ∧
- Laplaciano
∇2f = ∂2f/∂x2 + ∂2f/∂y2 + ∂2f/∂z2
- Gradiente
∇ = grad Dunque si ha che: d/dt = v ∙ ∇ + ∂/∂t
Sia = (x, y, z, t) una quantità vettoriale si ha che: d = ∂/∂t dt + ∂/∂x dx + ∂/∂y dy + ∂/∂z dz
dx = vx dt
dy = vy dt
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Idraulica - Appunto 14
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Idraulica - Appunto 13
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Idraulica - Appunto 30
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Geotecnica - Idraulica dei terreni