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Cause dello scoppio della 1ª guerra mondiale

Il periodo che va dal 1871 al 1914 viene spesso definito come periodo di lunga preparazione al primo conflitto mondiale, dove esiste una crescente tensione tra le potenze e quindi di inequivocabile destino di uno scontro diretto che viene a formarsi tra i paesi che compongono la “Triplice Alleanza” (Austria-Italia-Germania) e la “Triplice Intesa” (Inghilterra-Francia-Russia).

La “Triplice Alleanza” si forma dopo il 1871, mentre la “Triplice Intesa” poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale.

Queste alleanze, nel periodo a ridosso dello scoppio della prima guerra mondiale (concezione diversa di relazione internazionale di quella che poteva esserci alla fine del 19° secolo, dove era impensabile che una potenza potesse sganciarsi o aderire ad uno dei blocchi sopra descritti. Ad esempio era impensabile che la Francia potesse allearsi con la Russia o, come ad esempio, era impensabile che la Germania potesse spostarsi nella “Triplice Intesa”), bisogna considerarle come dei blocchi non definitivamente cristallizzati.

Il lasso di tempo trascorso tra la prima e la seconda guerra mondiale chiude un periodo di potere delle grandi potenze in cui si affaccia un diverso tipo di sistema e incomincia un periodo di pace.

Questo è uno dei pochi lunghi periodi di pace tra le grandi potenze oltre a quello trascorso nell’ottocento. Basti pensare che nel corso del settecento le guerre tra le grandi potenze erano praticamente continue, mentre invece nel corso dell’ottocento sono state complessivamente solo circa tre anni.

Nell’ottocento l’unica guerra che vede protagonisti più di una grande potenza è la guerra di Crimea che vede da una parte la Russia e dall’altra la Francia e l’Inghilterra.

La questione d’oriente è una delle cause principali per lo scoppio della prima guerra mondiale. Ci sono varie teorie sulle cause dello scoppio della guerra, Graziosi dice che “Il detonatore sta ad est e il moltiplicatore sta ad ovest”. Quando Graziosi parla di detonatore fa riferimento non solo alla questione balcanica ma in generale alla situazione del momento in quelle aree, mentre quando parla di moltiplicatore fa riferimento alle crescenti tensioni che stavano ad occidente e in generale alle diplomazie che avevano avuto a che fare con questi problemi come ad esempio il disfacimento dell’Impero Ottomano e il problema della sua spartizione dell’area che considerasse comunque un equilibrio geo-politico; vedeva i Russi da una parte e gli Austriaci dall’altra mentre gli inglesi volevano in qualche maniera mantenere una situazione di status quo (questa è in estrema sintesi la questione d’oriente).

La questione d’oriente aveva preoccupato per tutto l’ottocento le cancellerie delle grandi potenze ma si era riusciti, a parte la guerra di Crimea, a tenere sempre la situazione sotto controllo, anche con accordi presi nel corso di incontri tenuti segreti. C’era però una certa attesa tra le potenze perché nell’immaginario collettivo europeo erano presenti alcuni stimoli bellici, non a caso negli anni 90 le grandi potenze iniziano a riunirsi in congressi per la pace universale (se ne conteranno 21 sino al 1914), poi si istituisce il premio Nobel per la pace.

All’inizio del 900 c’era una forte mobilitazione militare e una fortissima crescente spesa agli armamenti, specialmente per la Marina Militare.

Spese militari inglesi

  • 1887 32 milioni di sterline
  • 1898/99 44 milioni di sterline
  • 1908/14 77 milioni di sterline

Spese militari Germania

  • 1885 10 milioni di marchi
  • 1890 90 milioni di marchi
  • 1914 400 milioni di marchi

Questo crescente aumento delle spese militari si è verificato in concomitanza con la crescente produzione delle industrie, soprattutto quelle dell’acciaio e delle armi, per cui contestualmente con quello dell’aumento delle spese militari si è avuto anche un aumento della tassazione in quanto le commesse erano quasi totalmente sostenute dallo Stato.

Un’altra ricostruzione delle cause che hanno portato allo scoppio della prima guerra mondiale è da ricercarsi nell’accusa che veniva mossa alle grandi potenze di aver fatto una politica colonialista ed imperialista.

Tra le motivazioni che ha indotto l’Italia ad entrare in guerra, vi è sicuramente da collegare l’esito degli accordi raggiunti nel corso di un incontro (patto di Londra stipulato nel 1915 tra Italia, Francia, Inghilterra e Russia), tenuto segreto e la cui scoperta si è avuta con il ritrovamento di documenti riservati ad esso riferibili, avvenuta nel 1917, che prevedeva che, in caso di vittoria, all’Italia sarebbe spettato l’annessione di parte della Dalmazia, dell’Istria.

Gli unici Italiani ad essere a conoscenza di questi accordi erano il Ministro degli Esteri Sonnino, il Re, e il primo Ministro Salandra (il parlamento era all’oscuro).

Da più parti si tende a dare la colpa dello scoppio della prima guerra mondiale alla Germania definendola una nazione molto aggressiva. In realtà la Germania della prima guerra mondiale, pur essendo più aggressiva rispetto ad altre nazioni europee, lo era molto meno di quando non lo sarebbe stata in seguito, in occasione dello scoppio della seconda guerra mondiale con Hitler.

Nel 1908 il movimento dei “giovani turchi” (formato da giovani Ufficiali e da intellettuali, il cui scopo era quello di trasformare l’impero retto da istituzioni vecchie ed arretrate, in una moderna monarchia) aveva portato uno sconvolgimento interno all’Impero Ottomano. Di tale situazione, conseguente all’intervento dei “giovani turchi” che aveva costretto il sultano a concedere la costituzione, ne aveva approfittato l’Austria-Ungheria che, nel 1908, annetteva la Bosnia e l’Erzegovina, già sotto l’“Amministrazione temporanea” sin dal congresso di Berlino del 1878.

La Bosnia nel 1908 è una parte integrante dell’impero però non è un caso che non venga inserita né nella parte austriaca e né nella parte ungherese dell’impero perché in entrambi i casi sarebbe nata la questione slava, nel senso che l’annessione ad una o all’altra degli slavi andava ad alterare gli equilibri della popolazione indigena.

L’annessione della Bosnia all’Austria provoca il risentimento della Serbia, la quale aveva l’intendimento di unirsi alla Bosnia e di farne un’unica nazione. Tale risentimento fu provato anche dall’Italia, con conseguente indebolimento della Triplice Alleanza. Proprio l’Italia fu la nazione che, nel 1911, portò alla ribalta nuovamente la questione balcanica. Infatti l’occupazione della Tripolitania del 1911 causò una guerra con la Turchia che venne sconfitta.

La sconfitta della Turchia, con conseguente indebolimento della stessa, diede coraggio agli stati balcanici, nell’aria vi era un sentimento comune della costituzione di uno stato indipendente che potesse riunire sotto la stessa nazionalità le popolazioni slave, della Serbia, Montenegro, Grecia e Bulgaria, le quali si coalizzarono e mossero guerra all’Impero Ottomano, sconfiggendolo in pochi mesi. In seguito alla sconfitta la Turchia perse quasi tutti i territori che furono annessi ai paesi vincitori.

Questa guerra è importante, tra l’altro, perché durante e dopo si è manifestato, in queste terre balcaniche, un processo di una politica di pulizia etnica, in quanto sono stati emanati una serie di provvedimenti violenti contro la popolazione turca di stanza in Macedonia, duramente osteggiata dall’opinione pubblica, che veniva considerata una popolazione inferiore.

Sorgeva nella circostanza anche lo stato dell’Albania, voluto dall’Italia e dall’Austria per impedire alla Serbia lo sbocco sul mare.

Quello che successe quindi a Sarajevo e cioè l’assassinio dell’erede al trono Francesco Ferdinando il 28.06.1914, ucciso da un irredentista serbo, fu per l’Austria il pretesto per dare un ultimatum alla Serbia la quale, forte del sostegno Russo, lo accettò solo in parte, e respinse la proposta di partecipazione di funzionari austriaci alle indagini sull’uccisione di Francesco Ferdinando.

Tale risposta fu giudicata insufficiente dall’Austria, la quale, il 28.07.1914 dichiarò guerra alla Serbia. La Russia, a sua volta, mobilitò le proprie forze armate anche sul confine con la Germania la quale inviò un ultimatum alla Russia di una immediata sospensione dei preparativi di guerra, senza ottenere risposta.

La Germania in data 01.08.1914 dichiarò guerra alla Russia, anche perché la Germania soffriva da tempo di un complesso di accerchiamento che la faceva ritenere soffocata nelle sue ambizioni internazionali. Lo stesso giorno la Francia, amica della Russia, mobilitò le proprie forze armate e la Germania reagì con un nuovo ultimatum e con successiva dichiarazione di guerra alla Francia in data 03.08.1914.

L’offensiva tedesca nei confronti della Francia, per avere successo, doveva basarsi sulla rapidità e sulla sorpresa, per cui decise di assalirla dall’alto attraversando il neutrale Belgio. Tale comportamento causò la ribellione dell’opinione pubblica europea che ritenne lesi i principi di neutralità belgi e, fatto ancora più importante, ebbe un peso determinante nell’entrata in conflitto della Gran Bretagna, la quale era già fortemente preoccupata dell’eventualità di un successo militare tedesco.

La causa principale per la quale l’Italia entrò in guerra, a fianco dei paesi che formavano la “Triplice Intesa” (Inghilterra-Francia-Russia) e contro la “Triplice Alleanza” di cui l’Italia faceva parte unitamente a Germania e Austria, risiede nel fatto che i rappresentanti del governo ritennero che una mancata partecipazione al conflitto avrebbe leso gravemente la posizione dell’Italia in campo internazionale e diminuito il prestigio della monarchia; una partecipazione vittoriosa, invece, avrebbe rafforzato le istituzioni e dato maggiore solidità al governo.

La scelta dello schieramento fu determinata principalmente da due motivi:

  • La guerra contro l’Austria avrebbe consentito all’Italia di ultimare il processo risorgimentale, riunione alla patria di Trento e Trieste;
  • Aiutare la causa delle “nazionalità oppresse” e del mantenimento della democrazia, ritenuta minacciata da una vittoria dei due maggiori imperi dell’Europa centrale, Germania e Austria.

Riepilogo motivi che hanno causato la prima guerra mondiale

  • Esportazione dei problemi interni, tensioni sociali e politiche, alle singole nazioni al di fuori dei propri confini;
  • Contrapposizione tra potenze nata dalla formazione tra la “Triplice Alleanza” e la “Triplice Intesa”;
  • Questione d’oriente, disfacimento dell’Impero Ottomano;
  • Politica colonialista ed imperialista delle potenze europee;
  • Uccisione dell’erede al trono d’Austria il 28.06.1914, a Sarajevo, arciduca Francesco Federico, causa scatenante.

La prima guerra mondiale

Le cause del conflitto sono da ricercarsi nell’evoluzione del processo che si è aperto nella seconda metà dell’800. È un crescendo il ricorso all’uso della forza come regolatore dei conflitti internazionali.

I conflitti che oppongono le diverse potenze europee che poi si scontreranno nella prima Guerra Mondiale sono sempre più numerosi ed hanno già dato luogo a guerre cosiddette locali, ad esempio, la guerra tra Russia e Giappone del 1904, il contrasto franco/tedesco sul Marocco del 1905 e del 1911, la seconda guerra balcanica del 1913: queste sono guerre che riguardano questioni coloniali, anche se le ragioni dello scontro, dello scoppio della prima Guerra Mondiale non vanno cercate fuori dall’Europa, ma sono all’interno dell’Europa, anche se questa, negli anni dal 1870 al 1914 è apparentemente pacificata.

Sono i vecchi nazionalismi, quelli che, ad esempio, avevano contrapposto per gran parte dell’800 la Germania alla Francia, ma sono soprattutto i nuovi nazionalismi emersi nella seconda metà dell’800 negli imperi multietnici. La cartina geografica del 1914 mostra un’Europa in cui la formazione degli stati nazionali ha fatto i passi che abbiamo studiato fino a questo momento, ma è un’Europa che, per buona parte dei suoi territori è ancora dominata dai grossi Imperi multietnici, Austroungarico, Ottomano, Zarista, Tedesco.

L’Impero Ottomano aveva ormai quasi esaurito la sua presenza in Europa, ma sarà, comunque, uno dei quattro imperi che saranno distrutti dalla prima Guerra Mondiale.

L’occasione per lo scoppio della prima Guerra Mondiale è l’assassinio a Sarajevo dell’erede al trono dell’Impero Austroungarico, Francesco Ferdinando d’Asburgo, avvenuto il 28 giugno 1914 per mano di uno studente nazionalista serbo.

L’attentato è la scintilla, la classica goccia che fa traboccare il vaso che era pieno di tensioni e di conflitti, di desideri di rivincita e di rivalsa.

L’attentato è l’esito eclatante delle idee, dei principi e dei bisogni di autodeterminazione e di sovranità maturate in tutto il corso dell’800. In questo senso, la prima guerra mondiale è una data periodizzante, perché scopre e fa deflagrare un processo che è andato definendosi nel corso dell’800, vale a dire il principio di territorialità.

La guerra scoppia come conseguenza dell’attentato e fa deflagrare l’Europa, perché se si osserva la cartina geografica dell’Europa ci si accorge che quella della fine della guerra è completamente diversa rispetto a quella di prima della guerra. La guerra rappresenta la fine di quegli agglomerati in cui i poteri, i diritti e le condizioni di vita erano ripartiti in maniera diseguale tra i popoli, tra le etnie e tra i gruppi di religione diversa.

La guerra scoppia il 26.07.1914 in un contesto apparente in cui tutte le potenze, tutte le nazioni che si dichiarano guerra negano l’imperialismo espansionista e sostanzialmente dichiarano di essere entrate in guerra per necessità.

La guerra, nei discorsi pubblici, non scoppia perché qualcuno la fa scoppiare sulla base di pretese espansionistiche, ma tutti i Paesi sostengono di essere entrati in guerra per necessità, per difendere i confini, per prestare aiuto agli alleati, ecc.. L’Austria dichiara guerra per dare una lezione ai nazionalisti Serbi: sono loro che hanno assassinato l’erede al trono, per cui si sente minacciata da questi nazionalisti e sostiene che questo è il motivo della dichiarazione di guerra; la Russia è scesa in guerra per difendere i serbi, per difendere i “fratelli slavi”, per difendere una appartenenza etnica; la Francia perché è legata della Russia attraverso trattati di collaborazione ed anche per la necessità di contenere l’Austria; la Gran Bretagna perché ha una politica interessata ad arginare l’emersione di altre grandi potenze ed ha il problema di bilanciare il dominio delle varie potenze europee; la Germania entra in guerra perché dopo l’entrata in guerra dell’Austria, della Francia, della Gran Bretagna, si sente accerchiata e anche minacciata nel suo desiderio di crescere come potenza.

Nessuno, quindi, si assume la responsabilità della guerra, nessuno vuole essere visto come colui che aggredisce. La guerra provoca una immediata mobilitazione impressionante: i vari paesi europei entrano in guerra sulla scorta di un grande entusiasmo popolare.

Se vi è un movimento pacifista in questi mesi, esso non riesce a raggiungere le piazze europee che sono popolate da manifestazioni che inneggiano alla guerra, da gruppi di persone che sono convinte che la guerra sia giusta, che sia risolutiva, che possa provocare una grande trasformazione dell’Europa e dei preesistenti assetti.

La guerra coinvolge i cittadini di tutti i paesi, sia di quelli che stanno su un fronte che quelli che stanno sull’altro: uno storico inglese che ha scritto libri sulla prima guerra mondiale parla di “comunità d’agosto”, nel senso che a reagire in tale maniera, a dare vita a queste manifestazioni di giubilo, sono cittadini di tutte le nazioni: inglesi, francesi, tedeschi.

Esistono immagini delle piazze europee al momento dello scoppio della guerra: sono immagini di entusiasmo, di folle festanti che manifestano nelle piazze di Berlino, di Londra, di Parigi, di San Pietroburgo, ecc..

I volti delle persone che appaiono in quelle immagini sono entusiasti, di persone allegre perché convinte di andare a fare una guerra rapida e che, ciascuno ne è convinto, si concluderà con la propria vittoria.

La gente era convinta dell’utilità della guerra, che era considerata rigeneratrice e come occasione di un rinnovamento complessivo della società.

Immagini

  • Cittadini tedeschi e cittadini austriaci festosamente sventolano i cappelli, portando in trionfo le immagini dei rispettivi imperatori;
  • Donne che salutano festose i loro uomini che partono per la guerra;
  • In Gran Bretagna, ove non vi è ancora la costrizione obbligatoria, si osservano file di giovani che corrono ad arruolarsi;
  • Francesi ed inglesi insieme che sventolano le rispettive bandiere: popoli che si uniscono in una battaglia comune;
  • Soldati che da San Pietroburgo partono per la guerra accompagnati da fanfare e banda.

La guerra scoppia in un contesto di esaltazione del patriottismo e di tutti i simboli che lo raffigurano: sventolio di bandiere, canti di inni, lingua

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher edlin57 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Graziosi Andrea.
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