Concetti Chiave
- Nel 1923, un colpo di stato del generale Miguel Primo de Rivera, sostenuto dal re Alfonso XIII, porta all'instaurazione di un regime autoritario in Spagna.
- La crisi economica e un piano di lavori pubblici inefficace causano malcontento, portando Primo de Rivera a dimettersi nel gennaio 1930.
- Le elezioni amministrative del 1931 segnano un trionfo dei partiti repubblicani, spingendo il re Alfonso XIII a lasciare il paese senza abdicare ufficialmente.
- La Costituzione del dicembre 1931 introduce il suffragio universale, la libertà di culto e la separazione tra Chiesa e Stato, segnando la nascita della Repubblica.
- Il governo di Manuel Azana affronta tensioni sociali e disaccordi sulla riforma agraria, mentre gruppi anarchici si abbandonano a violenze contro istituzioni religiose.
Insediamento del regime di destra in Spagna
Il processo più traumatico di insediamento di un regime di destra si ha in Spagna. Lì, nel 1923, un colpo di stato compiuto dal generale Miguel Primo de Rivera (1870-1930), appoggiato dal re Alfonso XIII (1886-1941) conduce allo scioglimento del Parlamento e alla formazione di un regime autoritario.
Crisi economica e dimissioni di Primo de Rivera?
Il governo avvia un piano di lavori pubblici che tuttavia non migliora affatto le condizioni delle aree agricole particolarmente povere e scarsamente leali nei confronti del nuovo regime. La politica di ingenti spese pubbliche rilancia l'inflazione e fa aumentare il deficit mentre nel 1929 una cattiva annata agricola produce contraccolpi negativi nelle aree rurali. L'insoddisfazione per il regime si fa diffusa anche all'interno dell'esercito. Primo de Rivera ne è perfettamente consapevole e il 26 gennaio del 1930 decide spontaneamente di dare le dimissioni dalla carica di primo ministro.
Transizione verso la Repubblica
Le elezioni amministrative che si tengono nel aprile 1931 sono caratterizzate da un trionfo dei partiti di orientamento repubblicano. Il re Alfonso XIII, pur senza abdicare ufficialmente decide di lasciare il paese. Si tengono allora le elezioni per un'Assemblea Costituente, dalle quali emerge vincitrice l'alleanza formata dai socialisti e dai repubblicani di sinistra. Nel dicembre del 1931 viene promulgata la Costituzione che istituisce la Repubblica, introduce il suffragio universale maschile e femminile, riconosce la libertà di culto e stabilisce la separazione tra Chiesa e Stato.
Riforme e tensioni sociali
Nel 1932-33 il governo presieduto dal repubblicano Manuel Azana (1880-1940) scioglie l'Ordine dei Gesuiti, requisendone il patrimonio, chiude le scuole cattoliche, riconosce alla Catalogna lo statuto di regione autonomo dotato di proprie istituzioni rappresentative. Il governo non riesce tuttavia a trovare una soluzione per la questione agraria. L'intenzione sia dei repubblicani sia dei socialisti è di procedere a espropriare e ridistribuire le terre incolte; gli uni vorrebbero impiegare le terre espropriate per formare uno strato di piccoli proprietari, gli altri vorrebbero sperimentare forme di gestione collettiva; il disaccordo tra i due partiti paralizza il governo e non permette alcuna riforma che abbia un impatto significativo sulle strutture della proprietà terriera. Intanto i numerosi gruppi anarchici forti di Andalusia è in Catalogna, e incoraggiati dalla politica laicizzante del governo si abbandonano a innumerevoli gesti di violenza, specie contro chiese e conventi mentre i gruppi di contadini occupano frazioni di latifondi.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'evento chiave che ha portato all'insediamento del regime di destra in Spagna?
- Quali fattori hanno contribuito alle dimissioni di Primo de Rivera?
- Come si è svolta la transizione verso la Repubblica in Spagna?
- Quali riforme e tensioni sociali hanno caratterizzato il governo di Manuel Azana?
Nel 1923, un colpo di stato del generale Miguel Primo de Rivera, sostenuto dal re Alfonso XIII, ha portato allo scioglimento del Parlamento e alla formazione di un regime autoritario.
La crisi economica, l'aumento dell'inflazione e l'insoddisfazione diffusa, anche all'interno dell'esercito, hanno spinto Primo de Rivera a dimettersi il 26 gennaio 1930.
Dopo le elezioni amministrative del 1931, caratterizzate da un successo dei partiti repubblicani, il re Alfonso XIII ha lasciato il paese, portando all'elezione di un'Assemblea Costituente che ha promulgato la Costituzione della Repubblica nel dicembre 1931.
Il governo di Azana ha sciolto l'Ordine dei Gesuiti e chiuso le scuole cattoliche, ma ha faticato a risolvere la questione agraria, con disaccordi tra repubblicani e socialisti che hanno ostacolato riforme significative, mentre i gruppi anarchici hanno intensificato la violenza.