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Concetti Chiave

  • Grozio è considerato il padre del giusnaturalismo, che sostiene che il diritto sia un fondamento naturale e indipendente dall'autorità politica.
  • La ragione umana è vista da Grozio come la vera fonte di conoscenza e il principio universale che guida le azioni morali.
  • Il diritto naturale, secondo Grozio, esiste anche senza Dio, affermando che non c'è divergenza tra ragione e volontà divina.
  • Grozio critica le teorie aristoteliche tomistiche, sostenendo che le religioni non fanno altro che arricchire la religione naturale, coincidente con il diritto naturale.
  • La condanna di Grozio da parte della Chiesa si basa sulla sua opposizione alla predestinazione e sul suo riconoscimento della religione naturale al di fuori delle confessioni religiose specifiche.

Il giusnaturalismo di Grozio

Grozio è un giusnaturalista, pertanto ritiene che il diritto sia un fondamento naturale della vita dell'uomo, e che sia indipendente dall'autorità politica. Nel medioevo il giusnaturalismo trovò espressione soprattutto nello stoicismo, nella patristica agostiniana e nella scolastica tomistica. Esso segue il presupposto che la natura entro la quale si trova iscritto il mondo rappresenti lo stesso ordine ontologico e teologico del mondo. Grozio viene considerato come il padre del giusnaturalismo, che si sviluppa in particolare tra il 600 ed il 700, e che ritiene, in buona sostanza, che il diritto non venga fondato sulla natura in generale, ma su quella umana in particolare.

La ragione come fondamento

La ragione pertanto non ha un carattere metafisico teologico, essa è unica, ma unica nel senso che è propria solo dell'uomo in quanto individuo razionale (principio alla base dell'universalità della ragione). In quest'ottica Grozio sostiene che la ragione sia la vera fonte di conoscenza, seguendo il principio della cosiddetta autorità di ragione. Egli nel 1583 fonda il diritto proprio ponendo alla base la ragione umana identificando ciò che è naturale con ciò che è razionale, la ragione non solo è dell'uomo, ma la natura dell'uomo è solo la ragione; sulla base del nostro comando noi agiamo secondo moralità o secondo immoralità, ma quando agiamo con immoralità non lo facciamo perché la ragione ce lo ha imposto, perché essa prefigge unicamente azioni buone e valide, razionali così come razionale è la sua natura; noi agiamo secondo immoralità nel momento in cui agiamo in disaccordo con la ragione.

Diritto naturale e religione

Grozio si oppone alle precedenti teorie aristoteliche tomistiche, per lui il diritto naturale esiste anche senza Dio; ma Grozio non è un pensatore ateo e dunque ritiene che non vi sia divergenza tra ragione e volontà divina; dunque il diritto naturale viene a coincidere con la religione naturale. Va detto che Grozio fu condannato dalla chiesa per eresia in quanto, pur ammettendo l'esistenza di una religione naturale, sosteneva la non validità effettiva della religione cristiana; questo perché secondo il suo pensiero le varie confessioni religiose presenti nel mondo (e dunque anche quella cristiana), non fanno altro che aggiungere ognuna aspetti diversi a quella che è la religione naturale, coincidente, come già detto, con il diritto naturale. Un altro dei motivi per cui la Chiesa lo condannò, e che lo spinse a criticare fortemente il reato di eresia, fu che egli si era dichiarato arminiano, appartenente dunque a quella corrente portata avanti da Arminio, un critico della dottrina della predestinazione, predestinazione che da Grozio non può essere accetta proprio perché l'agire dell'uomo non nasce da un disegno prestabilito, bensì da una serie di scelte che possono essere in accordo o in disaccordo con la ragione razionale. Riassumendo: la ragione per Grozio è importante poiché il diritto naturale dell'uomo, indipendentemente dalla politica e dunque da un'organizzazione statale, viene fondato sulla natura dell'uomo e questa natura è appunto la ragione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il fondamento del giusnaturalismo secondo Grozio?
  2. Grozio sostiene che il diritto sia un fondamento naturale della vita dell'uomo, indipendente dall'autorità politica, e che si basi sulla natura umana in particolare, piuttosto che sulla natura in generale.

  3. Qual è il ruolo della ragione nel pensiero di Grozio?
  4. La ragione è considerata da Grozio la vera fonte di conoscenza e il principio alla base dell'universalità della ragione, identificando ciò che è naturale con ciò che è razionale, e sottolineando che le azioni morali devono essere in accordo con la ragione.

  5. Come si differenzia il pensiero di Grozio da quello aristotelico-tomistico riguardo al diritto naturale?
  6. Grozio afferma che il diritto naturale esiste anche senza Dio, sostenendo che non vi è divergenza tra ragione e volontà divina, e che il diritto naturale coincide con la religione naturale, contrariamente alle teorie aristoteliche-tomistiche.

  7. Quali sono le conseguenze della posizione di Grozio sulla religione naturale?
  8. Grozio fu condannato dalla Chiesa per eresia poiché sosteneva la non validità effettiva della religione cristiana, ritenendo che le varie confessioni religiose aggiungessero aspetti diversi alla religione naturale, che coincide con il diritto naturale.

Domande e risposte

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