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Concetti Chiave

  • Giambattista Vico, filosofo napoletano del XVII secolo, divenne autodidatta dopo una frattura al cranio che interruppe i suoi studi formali.
  • La sua opera principale, "Scienza Nuova", pubblicata nel 1725, rappresenta il culmine del suo pensiero filosofico e storico.
  • Vico applicò il metodo induttivo di Galileo alla storia, proponendo che le civiltà seguono fasi comuni di sviluppo simili a quelle della vita umana.
  • Il pensiero vichiano ha influenzato profondamente i romantici, che rivalutarono il Medioevo e svilupparono lo storicismo in vari ambiti, tra cui la letteratura.
  • Vico sosteneva che ogni manifestazione del pensiero umano deve essere interpretata in relazione al contesto storico e culturale in cui è emersa.
In questo appunto di filosofia viene descritta la biografia e le opere principali del celebre filosofo napoletano Giambattista Vico. Dopo avere avuto una frattura al cranio che gli procurò diversi problemi, divenne uno studente autodidatta, dedicandosi allo studio di materie come la logica, la giurisprudenza, la grammatica. Tra le sue opere più famose pubblicate nell'anno 1725 ricordiamo per esempio la "Scienza Nuova", realizzata sempre negli stessi anni in cui si dedicò alla stesura della sua autobiografia. Il pensiero vichiano non è stato compreso da tutti, tuttavia ci sono stati dei pensatori e degli studiosi che si sono dedicati all'analisi del suo pensiero filosofico.

Giambattista Vico

Giambattista Vico nacque a Napoli nel 1668. chi era Gianbattista VicoDurante l’infanzia una frattura al cranio gli impedì di proseguire gli studi per ben tre anni e, nel 1681, abbandonò definitivamente la scuola per diventare uno studente autodidatta e concentrarsi sugli studi di logica, grammatica e giurisprudenza. Il 1699 fu un anno molto intenso per Giambattista, che ottenne una cattedra d’eloquenza all’università di Napoli, aprì uno studio di retorica privato e si sposò. Nel 1710 entrò a far parte dell’arcadia, ma non ne abbracciò del tutto il petrarchismo, orientandosi piuttosto verso uno stile arcaicizzante, tipico della cultura napoletana dell’epoca, e ad un forte senso storico. Pubblicò in compendio la “Scienza nuova”, primo scritto della sua piena maturità, nel 1725. Negli stessi anni scrisse la sua autobiografia, nel 1735 divenne storiografo regio e nel 1744 riuscì a far pubblicare per intero la “Scienza nuova”.Morì nel gennaio dello stesso anno.
Per lui la nuova scienza era la storia. Egli condivideva il metodo induttivo galileiano, ma mentre lo studioso pisano lo applicava alla natura, il Vico lo applicò alla storia; egli fu un vero e proprio precursore del suo tempo, ed il suo pensiero si diffuse in Italia soprattutto grazie agli esuli napoletani emigrati a Milano dopo il fallimento dei moti del 1799.
Secondo il Vico, tutti i popoli, pur differenziandosi per l’età in cui si svilupparono, per l’area geografica e molti altri fattori, hanno avuto un percorso comune con:
  1. Un inizio
  2. Una maturità
  3. Un'apice
  4. Un declino
Infatti tutti popoli durante i primi tempi della loro civiltà cedettero agli déi e crearono i miti, che avevano un ruolo di primo piano nell'arte di quel periodo, poi, col passare dei secoli, gli dèi ed i sacerdoti persero la loro importanza e i veri protagonisti dell'arte divennero gli eroi; dopo un inizio di impronta monarchica, si affermarono le oligarchie e poi le democrazie e l’arte fantastica venne sostituita con quella scientifica.
Le fasi di un popolo sono come quelle della vita di un uomo:
  • infanzia
  • giovinezza
  • maturità
  • morte
Soltanto i romantici compresero a pieno la portata rivoluzionaria del pensiero vichiano, che fu il vero inventore dello storicismo(componente caratterizzante del romanticismo italiano).
Fino a quel tempo i moderni avevano guardato al passato con disprezzo; mentre con il pensiero del Vico emerge il concetto che ogni età vada messa in relazione con il grado di sviluppo della società umana; il filosofo napoletano aveva perciò scoperto che ogni manifestazione del pensiero umano ha un proprio significato, che è strettamente collegato al contesto in cui venne espressa.
Giambattista Vico: Vita, Opere e Impatto sul Pensiero Filosofico articolo
Non a caso i romantici rivalutarono completamente il Medioevo, che al contrario fu denigrato dagli illuministi. Degni di nota sono lo sviluppo del pensiero del Vico da parte del Cuoco, che applicò il suo storicismo riguardo i moti napoletani del 1799, e quello fatto dal De Sanctis, che fu il primo ad applicare lo storicismo vichiano nell’ambito letterario.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'influenza della frattura al cranio nella vita di Giambattista Vico?
  2. La frattura al cranio ha impedito a Vico di proseguire gli studi per tre anni, portandolo a diventare uno studente autodidatta e a concentrarsi su logica, grammatica e giurisprudenza.

  3. Quali sono le opere principali di Giambattista Vico e quando sono state pubblicate?
  4. Le opere principali di Vico includono la "Scienza Nuova", pubblicata nel 1725, e la sua autobiografia, scritta negli stessi anni.

  5. In che modo Vico ha applicato il metodo induttivo galileiano alla sua filosofia?
  6. Vico ha applicato il metodo induttivo galileiano alla storia, considerandola la "nuova scienza", differente dall'applicazione di Galileo alla natura.

  7. Quali fasi del percorso di un popolo ha identificato Vico nel suo pensiero?
  8. Vico ha identificato quattro fasi nel percorso di un popolo: inizio, maturità, apice e declino, paragonandole alle fasi della vita umana.

  9. Come è stato accolto il pensiero di Vico dai romantici?
  10. I romantici hanno compreso la portata rivoluzionaria del pensiero vichiano, rivalutando il Medioevo e riconoscendo l'importanza di ogni epoca in relazione allo sviluppo della società umana.

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