Concetti Chiave
- Carlo Emilio Gadda nasce a Milano nel 1893 e, dopo una vita segnata da eventi tragici, si dedica completamente alla letteratura nel 1936, vendendo la villa che odiava.
- La carriera letteraria di Gadda inizia negli anni '30, caratterizzata da uno stile innovativo e una forte analisi psicologica e sociologica, influenzata dalla sua esperienza nella Prima guerra mondiale.
- Il suo stile è descritto come barocco e grottesco, con un uso complesso di linguaggi e dialetti che creano un effetto comico e una narrazione frammentaria e incompiuta.
- Il romanzo "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" rappresenta un intrico di eventi in cui si indagano un omicidio e una rapina, riflettendo il caos della realtà attraverso una scrittura intricata.
- Gadda esplora la relazione tra erotismo e potere, analizzando come il regime fascista utilizzi la seduzione per attrarre le masse, evidenziando una dinamica complessa e patologica.
Indice
La vita di Gadda
Gadda nasce a Milano nel 1893 e muore a Roma nel 1973. Nel 1899 il padre si indebita per far costruire una villa che Gadda odia per tutta la vita. Dopo la morte del padre, nel 1909, inizia a complicarsi il rapporto tra Gadda e la madre. Parte volontario nel 1915 per la Prima guerra mondiale, dove viene fatto prigioniero durante la ritirata di Caporetto. Al ritorno, apprende che l’adorato fratello Enrico è morto in guerra e ciò lo sconvolge. E’ costretto dalla madre a laurearsi in ingegneria elettrotecnica, mentre lui avrebbe preferito la letteratura e la filosofia. Inizia a pubblicare articoli su riviste, mentre lavora come ingegnere.
Alla morte della madre, nel 1936, vende l’odiata villa e si dedica completamente alla letteratura.
Nel 1940 si trasferisce a Firenze e nel 1950 a Roma, in seguito all’assunzione alla Rai, azienda nella quale lavora fino al 1955.
Carriera letteraria e influenze
La sua carriera come scrittore ha avuto inizio negli anni 30, dove ha subito dimostrato un fascino e una facilità per il linguaggio, oltre che un dono per l’analisi psicologica e sociologica emotiva e acuta. Combatté nella Prima Guerra Mondiale e nel mentre che fu prigioniero trasse da questa esperienza un “Giornale di guerra e di prigionia”, composto tra il 1915 e il 1919. Testimonia con passione la cronaca drammatica di un uomo d’ordine in mezzo al caos della guerra.
Stile e poetica di Gadda
L'arte sperimentale di Gadda ha profondamente rinnovato la narrativa italiana di questo secolo attraverso l'utilizzo di geniali miscugli di dialetti, gerghi, tecnicismi e linguaggi diversi, e un continuo, imprevedibile stravolgimento delle strutture romanzesche tradizionali. Nutrito di cultura umanistica e scientifica e di ribollenti umori, di passione morale e civile e di un personale freudismo (tutti momenti di cui si sostanzia, tra l'altro, il suo odio contro il fascismo), di sarcasmo ma anche di pietà verso l'uomo, di private angosce e di intimo interesse per gli altri, Gadda si può considerare al tempo stesso un grande scrittore sperimentale e un classico.
Lo stile di Gadda è un tremendo impasto che mira a effetti comici e grotteschi. I suoi racconti non terminano, risultano incompiuti, giacché procedono per segmenti e per frammenti, secondo cui aumentano continuamente i temi e i motivi, scrutati nella molteplicità delle loro relazioni.
Gli interpreti hanno osservato che questo stile è “barocco”, ovvero elaborato, artificioso e deformante, ma anche “grottesco”, cioè eccessivo e caricaturale. E Gadda ha risposto così…
Quindi, per Gadda il barocco e il grottesco sono nella sua opera attributi ineliminabili della realtà.
All’interno delle riflessioni teoriche del Novecento, Gadda assume notevole importanza soprattutto per ciò che concerne lingua e stile. L’autore gioca fortemente nelle sue opere su plurilinguismo e pluristilismo, creando un sovrapponimento continuo di codici diversi. Questa commistione di registri dà luogo, nelle opere di Gadda, a una forte polifonia che solitamente prende il nome di pastiche.
Altra importante caratteristica della poetica di Carlo Emilio Gadda è il realismo: le sue opere possono essere considerate un puntuale dipinto della borghesia e aprono la strada ad una approfondita analisi della realtà sociale, dai tratti quasi scientifici – caratteristica forse dovuta agli studi ingegneristici.
*pastiche: indica un’opera letteraria, pittorica o musicale realizzata con elementi di provenienze diverse, oppure composta con una mescolanza di stili e linguaggi.
- Eros e Priapo.
- La cognizione del dolore.
- L’Adalgisa.
- Accoppiamenti i giudiziosi.
- Quer pasticciaccio brutto de via Merulana.
Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
Ho deciso di leggere l’opera più famosa di Carlo Emilio Gadda cioè: Quer pasticciaccio brutto de via Merulana.
Nella primavera del 1927 a Roma, in uno stabile signorile di via Merulana, soprannominato "er palazzo dell'oro" perché abitato da agiati borghesi, sono commessi due delitti: viene rapinata la Contessa Menegazzi e pochi giorni dopo, sullo stesso piano nell'appartamento di fronte, viene assassinata la dolce e malinconica Liliana Balducci, una signora ancora giovane, il cui unico desiderio era quello di diventare madre. Le indagini vengono affidate al commissario Ingravallo. Le ricerche si orientano a collegare l'omicidio con la precedente rapina, anche perché dall'appartamento dei Balducci sono spariti gioielli e denari. Ingravallo decide il fermo di un cugino di Liliana, Giuliano Valdarena, scopritore del delitto, che può però esibire un alibi di ferro. Le indagini sul furto in casa Menegazzi, seguendo la pista di un biglietto tranviario dei Castelli Romani, conducono intanto il commissario nel mondo del sottoproletariato dell'estrema periferia romana. A Marino si indaga su una tintoria, di proprietà dell'equivoca Zamira Pacori, centro di traffici illeciti e ritrovo di giovani prostitute, tra cui una ex cameriera dei Balducci. In una casa della campagna romana si ritrovano i gioielli rubati. Ingravallo ricostruisce una complessa trama di responsabilità criminali e arresta per la rapina in casa Menegazzi un giovane, Enea Retalli, che però si rivela innocente riguardo all'omicidio Balducci. Le ricerche portano il commissario fino all'individuazione della possibile colpevole del delitto in una delle tante ragazze che Liliana Balducci teneva in casa come domestiche, o meglio come figlie, per cercare di lenire la sua ansia di maternità. Tina messa alle strette dall'interrogatorio di Ingravallo si grida innocente e il delitto si configura sempre più come un inestricabile pasticciaccio al quale il romanzo non da soluzione.
Nel giro di pochi giorni avvengono 2 reati, il secondo molto più grave del primo, in via Merulana 219.
E’ definito così perché è il groviglio di eventi collegati al delitto di via Merulana, un vero e proprio “gnommero”, nel quale sono attorcigliate le storie e le azioni dei tanti personaggi.
A tale garbuglio dei fatti, inestricabile e irrisolvibile, corrisponde uno stile compositivo creato dall'autore e che poggia sulla diversità della scrittura, diventando anch’esso simbolo del caos del reale e della sua inspiegabilità.
Il Dottor Ingravallo si occupa di risolvere entrambi i crimini, che crede non siano collegati tra di loro
Viene derubata la signora Menegazzi e viene uccisa la signora Liliana Balducci.
Il giallo ha qualcosa di magico e di profondamente umano: esprime la tensione all’ordine, tensione che nasce dal voler risolvere il garbuglio dove verità e menzogna sono legate.
Gadda amava questo genere e decide di fare il suo più grande tentativo letterario: un giallo ambientato a Roma, città dei garbugli per eccellenza, città caotica e piena di maschere dove ognuno si trova a recitare la parte e a nascondersi nel pasticcio per celare la verità inconfessabile.
Il romanzo è stato pubblicato a puntate. Le prime 5 vedono la luce sulla rivista “Letteratura”, una sesta viene annunciata ma mai pubblicata.
E’ stato pubblicato nel 1957 e ambientato nella Roma del 1927.
Sono anni molto particolari perché il regime fascista è cominciato da due anni e tutto deve essere ammodernato ed equilibrato. Ogni tipo di difformità non può essere tollerata. Roma, tuttavia, è una città multiforme e piena di squilibri, gloriosa e disperata, splendida e decadente, dove il disordine è parte integrante del tessuto umano e culturale.
No, il romanzo resta incompiuto ma io un’idea me la sono fatta…grazie anche alla serie che ho visto.
Virginia, l’ultima figlia adottiva di Liliana e Remo Balducci ha ucciso la povera Liliana, poichè accecata dall’invidia e dalla gelosia provata nei confronti di quest’ultima e avendo avuto delle speranze dal marito non accettava di restare nella sua misera condizione.
Anche se….nessuno può dirsi escluso dalla vicenda perché tutti sono coinvolti nel groviglio e condividono se non la responsabilità almeno la partecipazione.
- Il commissario Ingravallo.
- Liliana Balducci.
- La contessa Menegazzi.
- Enea Retalli.
- Lavinia e Camilla Mattonari.
- La zamira.
- Assuntina Crocchiapani.
- Virginia.
- Remo Balducci.
- Giuliano Valderana.
Il commissario Ingravallo e il gnommero
Tutti oramai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi. Una certa praticaccia del mondo detto "latino", benché giovine (trentacinquenne), doveva di certo avercela: una certa conoscenza degli uomini: e anche delle donne.
“Sosteneva, fra l’altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l’effetto che dir si voglia d’un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dir gomitolo.….”
Che significa il gomitolo-groviglio-pasticcio? Che tutto è confuso, che non c’è una vera e propria soluzione, come il romanzo, nel quale viene utilizzata una lingua tutta intrecciata e piena di bizzarrie di ogni tipo, proprio come un gomitolo
Gnommero è il centro di tutta la filosofia della nevrosi gaddiana. Indica il groviglio, il garbuglio, il pasticciaccio, il gomitolo inestricabile, il gorgonzola, il guazzabuglio, la “calca polifonica e scoreggiona che è Sostanza della realtà e sua caduta, suo vagolare, sia vendetta demiurgica, nella natura e nello spirito.
Δυνάμεις: forza, autorità,potenza pag 19, epos pag 27,33,52 diatriba pag 30, sui generis pag 35, facta factorum 55, ninfa egeria Didone 57empedocle 68, 85 mano ai classici, primum vivere 85, montesquieu 86, bravi 87, homines consultare praetorii 87, gentes 96, commodatum repetunt rem 96, Sempronio 97, iremmo sic nec aliter 111, πάντα δε πόλεμος 112, Ermes 114, evasi…114, ethos pathos 115, ad libitum 117, corpus domini 151, urbe 153, ad audiendum verbum 157, quondam 170, si chiama Diomede il giovane di Zamira 181, non datur casus, non datur saltus 204, ab aeterno 232, persistenze sofistiche 235, plexus haemorroidalis medii 242, versi del Foscolo 243, coeli jucundum lumen et auras 244, sui generis 251, Pitagora 254, petrarcheggiare 262, aphasia coram telephono 262, spappolamento del logos 262, ipso facto 287, ora et labora pro nobis 289, illis temporibus 290-291,
Glossario e linguaggio di Gadda
Napoleone fu di una superba piccolezza e di una gloria avuta grazie ad altri
E’ un vocabolario che contiene (guarda caso) 219 parole del grande scrittore Carlo Emilio Gadda.
Permette di avere un primo approccio con il linguaggio articolato e complesso di Gadda perché si sa… un glossario incute meno timore di un romanzo.
Riflessioni sull'erotismo e il potere
Erotia: il richiamo all’erotia serve a scandire la vicenda del rapporto tra Mussolini e la massa degli italiani affascinati. Mettere al centro del processo di seduzione delle masse attuato da regime la categoria dell’erotismo non è soltanto una chiave della polemica contro l’oscenità del regime, né della riflessione sui tratti psicotici del narcisismo mussoliniano, ma si pone come esito complessivo di una lettura della relazione seduttiva che il potere autoritario riesce a stabilire con la massa inerme, patologicamente predisposta.
Termini gaddiani e riflessioni personali
Scaricabarilistico: aggettivo gaddiano derivato da “scaricabarile”, gioco in cui due ragazzi, girati di spalle, si sollevano a turno uno sulla schiena dell’altro, e da qui, in senso figurato, espressione che indica l’attribuzione ad altri di incarichi gravosi, responsabilità, colpe. In questo secondo significato, il termine viene spesso usato dall’autore per biasimare il comportamento di superiori e commilitoni durante la Prima guerra mondiale, teatro della disillusione vissuta dal giovane Gadda di fronte alla grettezza dei suoi compatrioti.
abracadabrante
bigio-topo
calliopeo vagolare
flautante
gnommero
mamillona
mussolina
sfanalare terremotare
Nostalgia e ricordi di Gadda
Sono passati gli anni e adesso possiamo avere anche delle foto, delle registrazioni e dei video in cui possiamo vedere gli autori raccontarsi.
https://youtu.be/2BvCRSBu7l0?si=wvf1qKDErLCQKHBc
“L’età adolescente è ricordata sempre con qualche nostalgia, nel mio caso tale nostalgia si colora di tonalità romantico paesistiche profonde e determinanti il carattere, il paesaggio e le sue alberature mi hanno affascinato mentre gli umani mi hanno ispirato tutto al più simpatia e affetto”
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della figura di Gadda nella letteratura italiana?
- Come ha influenzato la sua esperienza nella Prima guerra mondiale la scrittura di Gadda?
- Qual è il tema centrale di "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana"?
- In che modo Gadda utilizza il linguaggio nelle sue opere?
- Qual è la visione di Gadda riguardo al realismo nella sua scrittura?
Gadda ha profondamente rinnovato la narrativa italiana attraverso il suo stile sperimentale, caratterizzato da un uso innovativo di dialetti, gerghi e tecnicismi, creando una polifonia che arricchisce le sue opere (come evidenziato nel testo).
L'esperienza di Gadda come prigioniero durante la Prima guerra mondiale ha ispirato il suo "Giornale di guerra e di prigionia", dove ha testimoniato la drammaticità della guerra, influenzando la sua analisi psicologica e sociologica (come riportato nel testo).
Il romanzo esplora un groviglio di eventi legati a due crimini avvenuti a Roma, riflettendo il caos e l'ineffabilità della realtà, con un commissario che cerca di districare un complesso pasticcio di responsabilità (come descritto nel testo).
Gadda adotta un linguaggio complesso e articolato, caratterizzato da un plurilinguismo e pluristilismo che creano un pastiche di stili e registri, riflettendo la confusione e la complessità della realtà (come sottolineato nel testo).
Gadda utilizza il realismo per dipingere un quadro dettagliato della borghesia, aprendo a un'analisi sociale quasi scientifica, influenzata dai suoi studi ingegneristici (come evidenziato nel testo).