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Dal cucchiaio alla città

È un motto del Bauhaus. Estensione dell’idea di unire progetto architettonico e possibilità offerte dalla produzione industriale arrivando al tessuto urbano. L’idea di progetto con i metodi della produzione industriale si estende a tutte le scale del progetto, dagli oggetti dell’uso quotidiano, all’architettura, alla città.

Gropius è il grande innovatore anche da questo punto di vista. Ci sono altri personaggi che hanno pensato all’impatto della rivoluzione industriale sulla città: nascita di metropoli che portavano migliori condizioni di vita, impatto positivo.

Tony Garnier

I progetti a scala urbana nella Germania tra le due guerre: Tony Garnier realizza dei disegni su una città ideale che si chiama “una città industriale”. Prova a immaginare cosa porta la meccanizzazione: gli impianti industriali, i segni delle infrastrutture che modificano il paesaggio urbano e naturale, impatto sulla natura.

Spostamento dalle campagne alle città. Si ragiona sul rapporto tra gli individui e il rapporto urbano. Della nuova città fanno parte le stazioni, i nodi di interscambio. Ci sono anche delle nuove tipologie edilizie che si affacciano sul paesaggio urbano, la tipologia della fabbrica, delle stazioni, dei grandi ospedali, i centri di produzione industriale ecc. Si inizia a ragionare sulla tipologia abitativa.

Garnier propone le case a schiera, anche se sono autonome: dei piccoli volumi semplici intonacati di bianco con aperture che ricordano le ville per gli insegnanti del Bauhaus. Questo tipo di pensiero appartiene a tutti i paesi europei tranne l’Italia.

Quartieri e complessi abitativi in Germania

In Germania quando si sta costruendo la sede del Bauhaus a Dessau si progettano dei quartieri, dei complessi abitativi a scala urbana. Quartiere=siedlung. Si pensa al numero di persone da ospitare, ai servizi da fornire e alla tipologia da adottare, assicurando efficienti collegamenti con il centro della città e anche la presenza di spazi verdi.

Siedlung di Francoforte

È famosa, sono delle case a schiera dove si ripetono gli stessi moduli abitativi; si inizia a ragionare sull’arredo interno, ma non nel senso di dare artificità anche all’interno ma si inizia a pensare di arredare queste case con arredi standardizzati.

Cucina di Francoforte

Grete Schutte-Lihotzsky, architetta tedesca, disegna la cucina di Francoforte. Deve dotare con tutti i comfort uno spazio molto piccolo, disegnando arredi standardizzati ed ergonomici, realizzati nelle forme per adattarsi ai movimenti umani. L’altezza dei pensili è pensata in base alla lunghezza media del braccio di una donna tedesca di quegli anni, il piano d’appoggio viene integrato con i fuochi e con il lavandino.

Prima di allora ogni parte era un blocco a sé stante. Tutti questi elementi iniziano a essere pensati come un blocco unito. Il lavello viene posto sotto la finestra per guadagnare spazio e luce. L’idea della produzione standard che inizia con il Bauhaus si allarga sempre di più unendosi all’idea di produzione industriale anche del mobilio. La cucina di Francoforte è il primo passo per la nascita del design del prodotto d’arredo.

Siedlung di Berlino

Bruno Taut, conosciuto come architetto utopista nel padiglione del vetro, realizza nella periferia di Berlino una siedlung chiamata a ferro di cavallo. Taut immagina il nucleo centrale di questo quartiere in una grande piazza con delle abitazioni a forma di ferro di cavallo al quale si agganciano delle stecche rettilinee che in alcuni punti si spezzano.

Cerca di creare una disposizione dinamica di queste stecche abitative. Si sta riflettendo sul modo di applicare il progresso consentito dalla produzione edilizia, garantendo un quartiere con qualità progettuale. Possibilità di offrire ciò anche alle classi più povere.

Esposizione del Werkbund

Anche Gropius e Bauhaus si interessano. Uno dei primi momenti è un’esposizione del Werkbund che si svolge a Stoccarda, incentrata su un unico argomento, il tema dell’abitazione. Partecipano tutti i maestri del movimento moderno. Non c’è Loos perché inizia ad appartenere alle correnti precedenti. A ognuno di questi architetti è affidato un lotto, e ognuno interpreta il tema dell’abitazione a modo suo. Non vengono stabiliti dei caratteri che queste abitazioni devono avere.

Tutti questi progetti però adottano la stessa estetica: cubi bianchi intonacati, senza ornamento che si diffondono in tutta Europa, un international style. Questo linguaggio viene associato alla modernità. La casa in linea di Mies van der Rohe, appartamenti su più piani disposti lungo un blocco rettilineo. Le case di Le Corbusier, entrambe mutuate sui 5 punti dell’architettura che caratterizzano l’opera di Le Corbusier. All’interno gli arredi vengono progettati insieme alla casa stessa.

Poi ci sono le case di Oud, architetto olandese, che progetta case a schiera, tutte uguali disposte a fianco su uno massimo due piani, con volumi semplici che dinamizzano il progetto. Gropius progetta piccoli cubi bianchi. Lui inizia ad applicare i modi di produzione industriale anche al cantiere edilizio. Si introducono alcune modalità della catena di montaggio che cambiano la modalità di costruire case e quartieri.

Siedlung di Dessau

Nel 1926, un anno dopo l’esposizione, il Bauhaus riceve l’incarico di progettare un quartiere. Gropius svolge il progetto insieme agli studenti. Vi applicano tutti questi elementi: quartiere popolare, abitazioni tutte uguali, lotto molto stretto e lungo, sul retro un piccolo giardino o un orto, distinzione fra strade veicolari e strade pedonali. I percorsi interni sono pedonali.

Il cantiere viene meccanizzato: costruiti dei binari lungo i quali si spostano le gru, come se fosse una catena di montaggio: le gru posizionano i vari pezzi dell’abitazione che vengono realizzati in cantiere o in fabbrica e vengono montati in opera. Sparisce l’idea della costruzione di un’architettura come un’opera unica. L’architettura diventa il prodotto di un processo industriale. È un salto nella modernità che dobbiamo a Gropius e al Bauhaus.

Ogni abitazione scomposta in elementi costruttivi, struttura, pannelli e pareti interne e esterne, gli arredi. Ogni parte viene scomposta in elementi standardizzati. Per questa siedlung vengono previste 4 tipologie abitative che si differenziano per lo spazio a disposizione e anche per i piani. Si nota la cura con cui sono tenuti gli spazi piccoli verdi. Le case di tipo due sono leggermente più grandi, con una pianta diversa. Anche qui c’è una sostanziale uniformità.

L’unico su 4 livelli è l’edificio della cooperativa di consumo, con balconi che ci ricordano le abitazioni degli studenti nella Bauhaus di Dessau. Strada di riflessione della produzione industriale applicata alla produzione edilizia.

Riflessione sugli edifici alti

Un altro punto è la riflessione sugli edifici alti. Cercano di capire come adattare le case alte in Europa. Gropius usa una struttura metallica che è il materiale migliore. Fa anche uno studio: rapporto tra l’altezza, la capacità di essere illuminati, la distanza tra gli edifici. Gropius studia qual è il modo migliore di progettare questi edifici mantenendo luce, spazi verdi. Aumenta la distanza tra gli edifici per garantire luminosità. Sono studi pionieristici.

Gropius progetta anche una città cooperativa. Gropius si improvvisa imprenditore edile e raccoglie dei fondi che hanno pre acquistare la casa e con i soldi raccolti si costruisce il progetto. Il progetto però fallisce e Gropius ha problemi finanziari.

Dammerstock, siedlung di Karlsruhe

Insieme ad altri colleghi costruisce alcune siedlung. Usa il modello della casa a schiera lungo stecche rettilinee tutte uguali, solo quelle in fondo hanno un’altezza diversa. All’interno ci sono collegamenti pedonali. La stecca più alta è su quattro piani. L’estetica è quella dell’international style. Cubi che sfruttano lo spazio abitabile.

Quartiere per gli operai della Siemensstadt

Sempre con colleghi Gropius costruisce a Berlino il quartiere per gli operai della Siemensstadt che finanzia essa stessa la costruzione delle case dei propri operai. Relazione tra produzione abitativa e produzione industriale. In questo caso c’è l’idea di estetica, non c’è un’uniformità. Ogni architetto è libero di immaginare l’estetica. Haring progetta una stecca in linea, prospetto posteriore con balconi arrotondati che movimentano la monotonia. Scharoun fa parte della

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pamelatartarelli00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Antoniucci Micaela.
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