Concetti Chiave
- La foresta amazzonica è la più grande foresta pluviale al mondo, con la maggiore biodiversità, occupando nove Stati del Sud America.
- La deforestazione e gli incendi rappresentano minacce significative per l'Amazzonia, aggravate dalle politiche di Bolsonaro, che ha aumentato la disboscazione e gli abusi contro le popolazioni indigene.
- Gli incendi del 2019, principalmente causati dalla deforestazione illegale, hanno suscitato preoccupazione globale, con critiche alla gestione di Bolsonaro e rifiuto dell'aiuto internazionale.
- L'Amazzonia produce il 20% dell'ossigeno mondiale e la sua perdita potrebbe portare a cambiamenti climatici severi e alla perdita di habitat per milioni di persone.
- Iniziative come quella dell'ONG Conservation International mirano a ripristinare la foresta attraverso la piantagione di 73 milioni di alberi, utilizzando tecniche per favorire la biodiversità.
La foresta amazzonica e la sua storia
La foresta amazzonica, chiamata anche polmone verde della terra, è la più grande foresta pluviale al mondo ed è situata nel sud America. Inoltre è la foresta pluviale con la maggiore biodiversità al mondo ed occupa nove Stati. L’Amazzonia, regione dove è situata la foresta, molto probabilmente fu inabitata prima del 3000 a.C. Quando gli europei successivamente alla scoperta dell’America del 1492 invasero l’America del Sud, sterminarono le popolazioni autoctone (gli Indios) a causa dell’utilizzo di questi ultimi come schiavi, giustificando lo sterminio definendo gli indios inferiori, in quanto non avevano le stesse conoscenze degli europei.
Minacce attuali alla foresta
Ad oggi la foresta amazzonica è abitata da Indios che mantengono ancora le antiche tradizioni, ma il loro habitat è minacciato dalla deforestazione e dagli incendi che logorano la regione soprattutto in quest’ultimo periodo. Infatti dopo le elezioni del 2018 con la vittoria dell’estrema di Bolsonaro, la disboscazione è aumentata del 30% rispetto all’anno precedente e sono aumentati gli abusi sulle popolazioni autoctone. Questo perché Bolsonaro crede che lo sfruttamento della foresta sia utile per l’economia agricola del Paese ed ha cancellato tutte le leggi che tutelavano l’Amazzonia; inoltre il fatto più grave è che sono aumentate le violenze sugli indigeni considerati dal presidente brasiliano coloro che non permettono lo sviluppo del Paese.
Incendi del 2019 e reazioni globali
Nell’agosto del 2019 scoppiarono una serie di incendi boschivi, di cui la maggior parte sono scoppiati in Brasile e hanno devastato la foresta. La causa di questi incendi non è dovuta al cambiamento climatico, ma grazie alla deforestazione: infatti, per togliere delle parti di foresta vengono bruciati gli alberi illegalmente dalle varie industrie, ma d'estate il clima permette il propagarsi di questi incendi. Infatti il clima in Amazzonia è umido per tutto l’anno e non permette lo sviluppo di incendi tranne tra luglio e agosto quando aumenta la siccità e le piante prendono fuoco facilmente.
Gli incendi in Amazzonia hanno preoccupato l’intero pianeta e molti politici hanno criticato la politica di Bolsonaro. La situazione fu discussa al G7 , che è una organizzazione internazionale di cui fanno parte i 7 Paesi più sviluppati economicamente (Francia, Germania, Italia, Canada, USA, Cina), dove si è deciso di stanziare 20 milioni per aiutare il Brasile a spegnere l’incendio, ma Bolsonaro ha rifiutato l’aiuto.
Importanza globale dell'Amazzonia
La preoccupazione è mondiale, perchè l’Amazzonia produce il 20% dell’ossigeno e una perdita del 20% di foresta potrebbe trasformare l’intera area in savana e portare a cambiamenti climatici sia locali che mondiali. L'Amazzonia inoltre, assorbe da 150 a 200 miliardi di tonnellate di carbonio e rappresenta uno dei pilastri fondamentali del nostro equilibrio climatico. Senza le foreste pluviali rischiamo di perdere: fra il 17 e il 20% di risorse di acqua del Pianeta, Il 10% di tutta la biodiversità mondiale e la perdita di habitat per 34 milioni di persone. Un'altra caratteristica unica della foresta tropicale è la biodiversità; (circa il 70% del pianeta) vi sono, infatti, specie di animali che ormai si trovano solo in Amazzonia ed è presente 1/5 dell’acqua dolce di tutto il pianeta.
Iniziative di recupero e conservazione
Per recuperare la foresta distrutta dalla disboscazione e dagli incendi sono intervenute varie organizzazioni proponendo varie soluzioni. Tra queste abbiamo quella dell’ONG statunitense Conservation International che vuole piantare 73 milioni di nuovi alberi. Per piantare questi alberi verrà utilizzata una nuova tecnica detta muvuca che prevede la piantagione di 200 semi autoctoni in ogni luogo deforestato.
Lo spazio affollato porterà ad una selezione naturale e quimdi gli alberi più forti riusciranno a sopravvivere. Se il progetto riuscirà potremo avere una riduzione della temperatura a livello globale.
per approfondimenti, vedi anche:
- America meridionale
- America Meridionale - Morfologia, storia, economia
- America del sud (nord-est)
- America meridionale e Perù
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della foresta amazzonica per il pianeta?
- Quali sono le principali minacce attuali alla foresta amazzonica?
- Come sono stati causati gli incendi del 2019 in Amazzonia?
- Qual è stata la reazione della comunità internazionale agli incendi in Amazzonia?
- Quali iniziative sono state proposte per la conservazione della foresta amazzonica?
La foresta amazzonica produce il 20% dell'ossigeno del pianeta e assorbe tra 150 e 200 miliardi di tonnellate di carbonio, rappresentando un pilastro fondamentale per l'equilibrio climatico globale.
La foresta è minacciata dalla deforestazione e dagli incendi, aumentati del 30% dopo le elezioni del 2018, a causa delle politiche di sfruttamento promosse dal presidente Bolsonaro.
Gli incendi del 2019 non sono stati causati dal cambiamento climatico, ma dalla deforestazione, poiché le industrie bruciano illegalmente gli alberi per liberare terreno, facilitati dal clima secco estivo.
La situazione è stata discussa al G7, dove è stato deciso di stanziare 20 milioni di dollari per aiutare il Brasile a spegnere gli incendi, ma Bolsonaro ha rifiutato l'aiuto.
L'ONG Conservation International ha proposto di piantare 73 milioni di nuovi alberi utilizzando una tecnica chiamata muvuca, che prevede la piantagione di 200 semi autoctoni in ogni area deforestata per favorire la selezione naturale.