Portogallo: storia e identità culturale
Popolazioni antiche e dominazioni successive
Le popolazioni più antiche residenti in Portogallo sono i Castrushi. In epoca romana, invece, a risiedere in Portogallo erano le popolazioni lusitane. I Romani giungono per la prima volta nella penisola iberica nel III secolo a.C. nel contesto della seconda guerra punica, in cui Roma è ancora una repubblica, che dopo l’Italia ha esteso l’espansione verso il regno cartaginese. La prima repubblica extralinguistica romana fondata è l'Ispania. La dominazione romana in Portogallo termina nel 409 d.C. assieme all’arrivo dei popoli centro-europei come Vandali e Visigoti.
Dominazioni successive
Quella romana non fu l’unica presenza dominatrice, ma fu solo la prima dato che il Portogallo venne dominato da:
- Romani - 218 a.C.
- Galli - 409 d.C.
- Arabi - 711 d.C.
Con la riconquista dei territori iberici da parte dei cristiani dai musulmani, nascono le lingue iberiche fra cui il galego-portoghese, prima forma storica del portoghese.
Riconquista e costruzione mitologica
La riconquista delle terre dagli arabi fu un momento importantissimo nella storia del Portogallo, sia a livello storico sia a livello di costruzione mitologica, miti che sono fondamentali dato che l’identità portoghese si basa su questi miti.
Miti e costruzione identitaria
L’uso dei miti fu un elemento che venne utilizzato fortemente per la costruzione di un’identità portoghese sotto diversi punti di vista, ad esempio:
- Mito dei Celti: I celti erano fra i primi conquistatori del Portogallo e furono importanti sotto il punto di vista identitario. La radice romana infatti era troppo comune in Europa, mentre i celti erano un popolo legato ai miti e alle leggende. I portoghesi dell’800 si inventarono che le radici del Portogallo erano celtiche.
- Romanità: I portoghesi si definiscono il popolo che ha conservato meglio la sua radice latina grazie alla loro perifericità geografica.
- Mito marino: Il mare è un elemento importantissimo della cultura portoghese, essendo un paese che si affaccia su di esso. Il mare rappresenta opportunità ma anche immenso pericolo nell’esplorarlo. Nella storia portoghese il mare è un composto di gloria e di tragedia. Fra il 1500 e il 1600 il Portogallo inventò un nuovo tipo di dominio, ovvero il dominio marittimo fatto di rotte e tratte.
L’elemento marittimo è anche fautore della lirica portoghese, sono molte le poesie che trattano del mare, delle sue opportunità e della sua pericolosità. Nella raccolta Mensagem di Pessoa, il testo Mar Portugez è un componimento in cui si ci riferisce in prima persona al mare, parlando con lui della sofferenza che ha portato nei portoghesi, del dolore che ha causato affinché questi lo potessero dominare, di quanto del sale all’interno delle acque provenga dalle lacrime delle madri, dei figli e delle mogli dei marinai.
Perifericità
Una zona periferica conserva meglio le informazioni antiche rispetto a un paese centrale che subisce l’influenza delle persone e delle culture che lo attraversano. Un paese periferico, invece, avendo meno influenze esterne, conserva meglio elementi come la lingua. Quando un paese periferico come il Portogallo si espande, la periferia diventa centro.
Miti nazionali specifici: Battaglia di Ourique
A differenza dei miti più generali come quello marino, questi miti specifici non sono fondamentali alla ricerca identitaria o simili, ma partendo da figure e storie reali mitizzano gli avvenimenti rendendoli epici.
Battaglia di Ourique
A nord della penisola iberica si forma il territorio di León, vasto e comprendente territori occidentali come Galizia e Contea Portucal. Il re di León (Alfonso VI) affida alcuni territori a dei vassalli non iberici, due nobili francesi in particolare:
- Raimondo di Borgogna: a cui si affida la Galizia sposando la figlia legittima del re.
- Enrique di Borgogna: affidato il Portogallo con il matrimonio della figlia illegittima del re Teresa.
Enrique si fa valere come condottiero alla riconquista cristiana dei territori dei León, non vivendo molto. Tuttavia, la riconquista dovrebbe essere continuata dal figlio Alfonso Enrique che, ancora troppo giovane, lascia il controllo alla madre. Durante il suo periodo di dominanza, inizia ad avere contatti con la Galizia, rapporti a cui il figlio Alfonso si oppone per paura di un assorbimento, al punto di dichiarare guerra alla madre nel 1128 (San Mamede è il nome della battaglia) anno in cui avviene la battaglia fra madre e figlio che vedrà prevalere Alfonso e la prigionia della madre Teresa. Stabilito il suo dominio, continua la sua espansione verso sud nel territorio dei mori, a un certo punto arriva addirittura a proclamarsi re nel 1139, nonostante il re in carica fosse ancora vivo e dominante.
Alfonso continua le sue incursioni a sud fino ad arrivare a Ourique nel 1139 dove avvenne una battaglia epica che fu soggetta a una mitizzazione, rendendo così l’evento epocale. Una battaglia epica che vede il piccolo esercito portoghese fronteggiare cinque re e eserciti mori. Nonostante ciò, vince la battaglia, secondo il mito l’esercito portoghese venne aiutato da San Giacomo, detto Mata Moros (il giorno in cui si combatté la battaglia era il suo patrono) e Gesù, che apparve in sogno a D. Alfonso, motivo per cui la vittoria ad Ourique è anche ricordata come il Miracolo di Ourique. La storia mitizzata è scritta dal poeta nazionale Luis Vaz de Camões che narra anche del Portogallo e della sua storia, raffigurando l’Europa come una donna e la penisola iberica come la sua testa. 1139 è la data in cui nasce il regno di Portogallo.
Quattro dinastie più importanti del Portogallo
Borgonha (1139-1383) - La dinastia del figlio di Alfonso che porta alla riconquista delle popolazioni arabe e alla fondazione del Portogallo. Alla fine del 1300 una discendente sposa uno spagnolo e porta a una guerra civile e alla conseguente fine della dinastia.
Avis (1385-1580) - Età dell’oro: sotto questa dinastia il Portogallo viaggia fino al Giappone ed è nel pieno del suo periodo coloniale africano e brasiliano. La dinastia termina con la sconfitta di Don Sebastiano in Africa assieme a moltissimi reali.
Hasburgo (1580-1640)
Barça (1640-1910)
Dinastia Avis: conquista di Ceuta e inizio espansione oltremare
Nel 1415 il re Giovanni primo della dinastia Avis guidò un'enorme flotta alla conquista della città nord africana di Ceuta. La conquista è considerata il punto di partenza della politica espansionistica oltremare del Portogallo. Sotto la dinastia Avis il Portogallo conosce un grandissimo mutamento, per via di tutte le nuove influenze che i viaggi portoghesi portano in questo periodo. È proprio durante questo periodo di esplorazioni che il popolo portoghese inizia a diventare esperto di navigazione e lungo i diversi viaggi vengono acquisite conoscenze geografiche, disegnate cartine ecc.; tali informazioni e conoscenze erano tenute segrete (politica del sigillo) conoscenza= ricchezza/potere.
Declino Avis
La gloriosa dinastia Avis inizia il proprio declino quando il potere era detenuto da D. Sebastiao nel 1578, che era il legittimo erede al trono già a tre anni per via della morte del padre. Venne pertanto cresciuto come e educato per regnare, allevato nel culto militare e del carattere quasi divino della persona del re. Molto presto si radicò in lui la convinzione che il Portogallo tramite lui sarebbe stato il salvatore della cristianità minacciata dai mori. Il pretesto per una grande spedizione militare si presentò quando il trono del Marocco fu conquistato dal pretendente che appoggiava i turchi. Secondo Sebastiano, questo significava che il sultano della Turchia avrebbe dominato tutta l’Africa settentrionale, cosa che sarebbe stata fatale per la penisola iberica e per l’Europa tutta. Nel 1578, allora D. Sebastiano si imbarcò per l’Africa assieme a una flotta enorme, rifiutandosi di ascoltare i consigli di capitani più esperti nella guerra d’Africa, si allontanò dalla costa e combatté il re del Marocco nei pressi di Alkasarcuvir. La battaglia si concluse con la morte di metà dei soldati portoghesi, incluso Sebastiano, e la reclusione dell’altra metà.
Nella battaglia morirono quasi tutti i monarchi ed eredi al trono, l’unico Avis rimasto era lo zio Enrico che salì al trono vecchio e malato, infatti governò per soli due anni prima della sua morte, dopo la quale gli eredi rimasti disponibili erano pochi. Fra questi pochi vi era Filippo II (nipote di Emanuele I), la cui scelta come erede al trono avrebbe comportato la fine dell’indipendenza e l’unione alla Spagna. L’unione alla Castiglia era la scelta migliore per i nobili che avrebbero potuto mantenere le loro cariche e l’unica soluzione percorribile per i più abbienti. Solo il popolo era apertamente a favore dell’indipendenza portoghese e dunque della presa di potere di un altro dei possibili candidati, Antonio. Per evitare conflitti interni allora vennero eletti 10 membri per ogni classe sociale che sarebbero stati responsabili dell’elezione del re, ma tutte queste azioni erano puramente formali, dato che in segreto Filippo II era già stato eletto re. La paura di una guerra civile nei nobili si faceva sempre più viva quando Antonio venne informalmente riconosciuto dal popolo come re. A questo punto, per evitare un’effettiva guerra civile, spaventati, i governatori responsabili, scortati da truppe spagnole, firmarono il documento che dichiarava Filippo II legittimo re di Spagna e condannava come traditore Antonio e tutti i suoi seguaci.
Sebastianismo
Nonostante ciò, dopo la battaglia in Marocco non viene mai ritrovato, e vediamo la nascita del mito riguardo la figura di Don Sebastiano. Le persone non lo credono morto, ma cominciano a dire che Sebastiano tornerà. Il mito è così popolare che alcune persone iniziano a spacciarsi per lui. Da qui nasce il sebastianismo, movimento vero e proprio che diffonde l’idea che D. Sebastao non sia morto ma che sia ancora vivo e che stia addirittura dal regno dei morti in Portogallo per riprendere il trono da Filippo II e riindipendizzare il paese. Tale idea del sebastianismo resta viva anche dopo il ritorno all’indipendenza portoghese dalla Spagna e si continua a sperare in un suo ritorno, mitizzando e sovraumanizzando la sua figura (messianismo) essendo stato lui l’ultimo re della gloriosa età dell’oro. Il ritorno di D. Sebastiano per la costruzione di un impero forte e rigoglioso è collegato alla profezia biblica del quinto impero, imperi che avrebbero dovuto dominare il mondo, fra di loro già conoscevamo quello romano, persiano ecc.; l’ultimo grande impero non si era ancora rivelato, e venne identificato quindi come il futuro regno di D. Sebastiano in Portogallo.
Nella raccolta Mensagem, Pessoa include più testi riguardanti la figura di Sebastiano e della sua spedizione e delle conseguenze che questa ha portato. Per Pessoa, la follia non sta nell’impresa temeraria, ma nell’aver sfidato il destino. La sua follia, la sua ambizione non muoiono con lui, ma vengono lasciati in eredità a chi verrà dopo di lui e al popolo portoghese, il sogno di conquista per il quale è morto. Questo si legge nel testo D. Sebastião Rei de Portugal.
Riguardo invece alla spedizione e alla disavventura che ebbe Sebastiano nella battaglia di Alkasarcuvir, nel Mensagem sono raccolti in particolare due componimenti:
- A Ultima Nav: poema che inizia con la partenza della flotta di D. Sebastiano sotto un cielo cupo e fra segni di cattivo auspicio. Le navi non fanno più ritorno e con l’oro muore l’idea di un nuovo impero.
- Noveiro: il Portogallo non può più vivere nella "nebbia" (che rappresenta il sentimento di decadenza e sconfitta) dentro la quale non può più vivere e mostra la voglia che ha di riscattarsi, sentimento di rivalsa nascosto.
Il Brasile e la politica del meticciato
Mestisagem significa meticciaggio, unione fra popoli portoghesi e colonizzati, favorita dalla politica della mesigenação. Questa politica è applicata dai portoghesi per convenienza per due motivi principali:
- La popolazione portoghese era piccola, erano solo 1.000.000.
- L’idea di una fusione fra popoli favoriva le nuove generazioni essendo predisposte a poter vivere nel clima dei nuovi territori.
Questa politica forma la creazione di una nuova popolazione meticcia. Questa popolazione mista è detta creola, che in particolare nasce nel contesto dell’unione fra schiavi e coloni bianchi. Il creolo era spesso un figlio illegittimo e veniva utilizzato come mediatore fra le culture. I creoli saranno fondamentali nell’espansione del Portogallo proprio per questo.
Scoperta del Brasile
Scoberta do Brasil 1500 - La scoperta del Brasile fu quasi casuale. I portoghesi sapevano che si poteva trovare qualcosa in quelle zone. Il trattato di Tordesillas (divisione del mondo non europeo fra Spagna e Portogallo da una linea) aveva, la non capacità del tempo del calcolo delle rotte longitudinali favorì la scoperta casuale del Brasile da parte del Portogallo. La scoperta del Brasile avvenne nel 1500, ma la colonizzazione dello stesso iniziò nel 1532.
Carta sobre o chamento do Brasil
La spedizione di Cabral era una spedizione vasta costituita da molte navi comandate...
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