Giusnaturalismo
E’ una corrente di pensiero che si basa su tre principi:
- Esiste un diritto di natura che è ispirato alle prescrizioni, agli obblighi della vera natura dell’uomo.
- Questo diritto di natura è superiore al diritto vigente o al diritto positivo.
- La situazione auspicabile è quella in cui le leggi di natura sono conformi alle leggi positive.
Al giusnaturalismo si oppone il positivismo giuridico, che è caratterizzato da un diritto affermato, deciso da un’autorità legittima umana (Thomas Hobbes).
Pufendorf
Il giusnaturalismo di Pufendorf è di tipo laico e razionalista.
Diritto naturale
Per Pufendorf il diritto naturale è universale, cioè vale per tutti gli uomini, e ha come obiettivo la pace sociale. Proprio perché è universale, il diritto naturale non può fondarsi sulla religione, poiché la religione varia a seconda dei popoli e delle epoche storiche.
Il diritto naturale stabilisce la regola delle azioni e dei rapporti fra tutti gli uomini in quanto uomini (e non in quanto cristiani).
- Diritto naturale: È conoscibile attraverso l’esercizio della ragione umana e regola la vita terrena dell’uomo.
- Diritto morale: È conoscibile mediante la rivelazione e regola la vita ultraterrena dell’uomo.
L’obiettivo di Pufendorf è la costruzione di un sistema scientifico di diritto di natura (finalità di sistemazione). Il diritto naturale deve diventare una scienza sociale analoga alla fisica.
Nel diritto naturale è possibile riconoscere delle entità diverse, come nella fisica. Queste entità sono gli enti morali, che sono i meccanismi di guida regolativa delle condotte, nei quali possiamo trovare la perfezione della vita umana e sociale. Gli enti morali, a differenza degli enti fisici che sono regolati da leggi fisse, sono dominati dalla libertà.
Stato di natura
Lo stato di natura, che precede la formazione della società civile, è immaginato da Pufendorf come una condizione di libertà e indipendenza reciproca. Non ci sono né figure dominanti né ceti dominanti. Si afferma un regime di proprietà indivisa, la cui terra è a disposizione di tutti, non ci sono proprietà private.
Nello stato di natura domina l’amor di sé, l’amor proprio. L’uomo diventa sempre più consapevole della propria debolezza e fragilità e cerca il sostegno dei suoi simili. Per avere questo sostegno si comporta in modo pacifico, in maniera non aggressiva, così da non nuocere agli altri.
L’importanza degli altri apre la strada alla stipulazione di accordi tra le persone. Uno dei primi accordi riguarda la proprietà, poi si arriva all’accordo sulla spartizione delle terre.
La proprietà è un diritto naturale, nel senso che è una delle prime creazioni di un diritto naturale razionale, mosso dalla ragione. L’idea di Pufendorf dunque è un’attenzione verso la socialità.
I patti successivi segnano il passaggio dallo stato di natura alla società politica.
- Accordo 1: Società
- Accordo 2: Forma di governo
- Accordo 3: Stato
Barbeyrac
Fa parte della scuola pufendorfiana e di conseguenza condivide le tesi di Pufendorf, tranne una. Pufendorf dice che laddove la legge non si pronuncia vi è una libertà naturale. Barbeyrac afferma che non è possibile poiché è necessario che un sovrano governi le azioni dei sudditi, quindi la legge deve arrivare ovunque. Non vi deve essere libertà.
Thomasius
Il giusnaturalismo di Thomasius è di tipo razionalistico.
Diritto
Per Thomasius l’uomo ricerca la felicità, la cui condizione è la pace. La pace può essere esterna (quella dell’uomo con i suoi simili) e interna (quella dell’uomo con lui stesso). Thomasius distingue tre sistemi normativi:
- Honestum: Sono le regole morali. Il principio fondamentale è: fai a te stesso quello che vuoi che gli altri facciano a se stessi. Quindi ciascuno deve essere internamente come vorrebbe che gli altri fossero (pace interna).
- Decorum: Sono le regole sociali di buona convivenza. Il principio è: fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te (benevolenza reciproca).
- Iustum: Sono le regole del diritto. Il principio è: non fare agli altri quello che non vuoi che sia fatto a te (pace esterna, non intralciare il godimento dei diritti altrui).
Etica: Le regole più importanti sono quelle morali (honestum) perché consentono il perfezionamento morale dell’individuo. Poi vi è il decorum, ossia le regole che assicurano i rapporti educati tra gli individui. Infine lo iustum, che promuove un bene minimo ossia quello di evitare danno alle altre persone.
Male (diritto penale): Le regole decisive sono quelle giuridiche (iustum), perché impediscono il male più grave alla collettività. Poi vi è il Decorum, che evita gli usi o i costumi incivili. Infine c’è l’honestum che evita i conflitti interiori.
Pene
Thomasius distingue le pene in senso generale (pena umana) e le pene come espiazione dei peccati (pena divina). Nell’ambito delle pene umane, fa un’ulteriore distinzione:
- Pene dello stato di natura: La pena caratteristica è la vendetta, che è una pena privata che considera il male passato.
- Pene dello stato civile: La pena è un male inflitto dal sovrano per migliorare le persone che compongono la comunità politica. È una pena che guarda al futuro e ha come fine l’intimidazione e l’educazione alla società di tutti i membri della comunità politica (funzione di prevenzione generale positiva e negativa).
Thomasius pensa a una pena che va oltre il castigo, pensa a una sanzione che promuove il bene collettivo. È considerata come una pena medicinale, un farmaco che sia in grado di prevenire e curare.
Tortura
Per Thomasius la tortura va abolita perché in sé è già una pena ma viene inflitta a chi forse non è colpevole. La pena deve essere meritata, non deve mai essere inflitta a un innocente. Oltretutto la tortura maschera spesso dei fini di vendetta, e la vendetta non è adeguata ai sovrani dello stato civile. Il libro di Thomasius sulla tortura (1705) anticipa le riflessioni di Verri (1804).
Leibniz
Rapporto con Gadda
Leibniz fu il filosofo più influente nella formazione dello scrittore del 900 Carlo Emilio Gadda. Gadda fu a un passo dalla laurea in filosofia. La sua tesi (“meditazione milanese”) sarebbe dovuta essere un commento all’opera Monadologia di Leibniz.
Nell’immagine di Leibniz il mondo è composto da monadi (monade=singolo). Le monadi sono degli atomi, dei punti di forza o di energia, che guidano gli organismi naturali e che sono state create da Dio.
Gadda riflette sulla base della dottrina di Leibniz:
- Ogni monade, che genera una pluralità di percezioni, le fa vedere da angolature ogni volta differenti. Quindi, non contraddice l’unità del reale.
- Riflette sulla tesi di una ragione superiore che fin dall’inizio del mondo ha regolato 2 monadi tra di loro in modo armonico. La realtà del mondo deve essere pensata come un meccanismo di sincronizzazione perfetta (Leibniz parla di Dio come il supremo orologiaio del mondo, che sincronizza le monadi tra di loro).
Gadda però non crede in Dio come Leibniz. Secondo Gadda non è Dio, ma è l’uomo che crea l’ordine o almeno cerca di creare ordine nelle cose del mondo. In verità la realtà è una deformazione perenne, mai identica a se stessa.
Leibniz giurista
- Leibniz elabora una teoria chiamata “teoria dei tre stadi”, tre stadi evolutivi:
- Diritto dello stato di natura: Le relazioni sono regolate dagli scambi in senso lato (baratto).
- Diritto del contratto sociale: Le relazioni sono disciplinate in maniera più grossolana, meno primitiva.
- Diritto perfetto: È il diritto della società armonica, della comunità che obbedisce alla legge divina.
- Leibniz elabora una teoria delle proposizioni che si applica al diritto.
Leibniz vede il diritto come un sistema di proposizioni che connettono i soggetti giuridici con i predicati giuridici. Queste proposizioni sono vere e da esse possiamo pervenire ad altre proposizioni giuridiche vere incluse nel sistema giuridico. Leibniz distingue:
- Le verità di ragione: Sono necessarie e il loro opposto è impossibile. Quando una verità è necessaria si può trovare la ragione attraverso l’analisi, trasformandola in verità più semplici, fino ad arrivare alle verità primitive. Le proposizioni universali (quelle che sono vere senza discussione) sono quelle individuate attraverso l’analisi razionale e sono giudizi analitici a priori. In questi giudizi il predicato è parte del contenuto del soggetto, quindi per capire il predicato è sufficiente capire analiticamente il soggetto. Es: “Il triangolo ha tre lati”. In questo caso il predicato è già implicito nel soggetto “il triangolo”.
- Le verità di fatto: Sono contingenti e il loro opposto è possibile. Le verità contingenti si basano sul principio di ragione sufficiente. Questo tipo di verità possono aumentare la conoscenza ma allo stesso tempo non sono necessarie perché possono essere negate (non hanno il rigore logico dei giudizi analitici). Es: Se qualcuno non avesse studiato potrebbe dire che il libro “Dei diritti e delle pene” di Beccaria è stato pubblicato nel 1700 e non nel 1764, senza entrare in una contraddizione logica.
Secondo Leibniz il diritto ideale deve elaborare un sistema fatto di sole proposizioni giuridiche vere, in cui alla base ci sono delle definizioni in termini come giudizi analitici a priori che enunciano delle verità di ragione, universali e indiscutibili. A quelle proposizioni analiticamente vere (essendo fondate in maniera razionale) si collegano le norme concrete che sono implicite nelle definizioni.
Dio
Leibniz si occupa della giustificazione di Dio per il male presente nel mondo. Egli attribuisce il male alla libertà donata da Dio agli uomini. Di questa libertà l’uomo, con il peccato originale, ne ha fatto un uso cattivo. D’altra parte, se Dio e l’uomo fossero perfetti, non si distinguerebbero. Dio è buono e la sua bontà è provata dal fatto che, anche se il mondo è imperfetto, è grazie alla bontà divina se è il migliore dei mondi possibili. Il male, in definitiva, è inevitabile, ma non ha la forza e la capacità di imporsi.
Diritto naturale
Il giusnaturalismo di Leibniz è di tipo non laico e non razionalistico, o meglio razionalistico in senso religioso. È fortemente conservatore e tradizionalista. Crede a un diritto eterno, fondato sui principi immutabili e razionali, poiché perfetti essendo posti dall’intelletto divino. Non esiste una distinzione tra diritto naturale e religione, c’è soltanto un diritto perfetto a cui bisogna tendere.
Wolff
Continua la tesi di Leibniz e ribadisce quale deve essere l’obiettivo della scienza giuridica, cioè quello di arrivare a un diritto sistemato, razionalizzato.
Cameralistica
Wolff è influente per lo sviluppo della Cameralistica, che è una dottrina dello stato e delle tecniche del buon governo sviluppata nei paesi tedeschi intorno al 1650. Con la Cameralistica i compiti dei funzionari si ampliano arrivando a comprendere la politica economica, l’organizzazione amministrativa e anche la razionalizzazione del diritto. L’obiettivo della Cameralistica è il concetto di sicurezza e benessere del popolo. Alla sicurezza vengono attribuiti, in modo particolare, dei contenuti oggettivi. Con la Cameralistica non c’è distinzione del diritto pubblico e privato. Occorre perseguire il benessere e la sicurezza tanto dei cittadini quanto del sovrano. La Cameralistica è importante perché fa emergere un nuovo ceto, quello della burocrazia moderna.
Diritto naturale positivizzato
Wolff tratta il diritto naturale dal punto di vista scientifico. Per Wolff le leggi fondamentali del diritto naturale sono l’uguaglianza e la reciprocità. Nella natura dell’uomo ci sono determinate obbligazioni naturali (obbligazioni sconnate), che sono ad esempio il rispetto della vita e l’obbedienza all’autorità. Queste obbligazioni sono uguali per tutti. Di conseguenza queste obbligazioni implicano delle garanzie ai soggetti. Se mi si dice che devo rispettare la vita degli altri individui, questi altri individui godono di determinati diritti.
A certe obbligazioni corrispondono dei diritti, diritti degli altri. Questi diritti naturali sono uguali per tutti. Il diritto positivo ha il compito di perfezionare il diritto naturale. Il sovrano elabora delle leggi volte a questi obiettivi, al bene comune. Il diritto quindi stabilisce determinate obbligazioni e automaticamente genera dei diritti all’interno della comunità politica. Diritto naturale positivizzato.
Domat
Distinzione tra diritto pubblico e privato
I criteri che distinguono il diritto privato da quello pubblico sono:
- Rapporti
- Diritto pubblico: Vi sono rapporti fra soggetti disuguali. È il diritto verticale, del comando.
- Diritto privato: Vi sono rapporti fra soggetti che sono in condizione di parità. È il diritto orizzontale, che nasce dalle intese.
- Interessi protetti
- Diritto pubblico: Si parla di interesse collettivo.
- Diritto privato: Contano interessi che sono individuali.
- Norme
- Diritto pubblico: Sono norme imperative. Sono norme che comandano e non possono essere derogate.
- Diritto privato: Sono norme dispositive, e quindi derogabili.
- Pretese create
- Diritto pubblico: Crea dei diritti soggettivi pubblici e interessi legittimi.
- Diritto privato: Crea diritti soggettivi privati.
Diritto naturale
Il giusnaturalismo di Domat è di tipo razionalista negli obiettivi ma religioso nelle premesse. Per Domat il diritto naturale immutabile è quello fondato sull’amore di Dio e sull’amore per il prossimo (disposizioni fondamentali del cristianesimo).
Leggi:
- Leggi immutabili: Sono l’amor di Dio e l’amore del prossimo (leggi fondate su due precetti del cristianesimo).
- Leggi naturali: Sono leggi che sono conseguenza necessaria delle due leggi immutabili. Sono essenziali perché formano l’ordine della società. Domat eguaglia le leggi immutabili alle leggi naturali. Domat ritiene naturali le leggi immutabili.
Il diritto che si avvicina di più al diritto naturale cristiano è il diritto privato romano, quindi occorre riordinare i contenuti del diritto romano per renderlo più vicino al diritto naturale immutabile.
- Diritto privato romano: È un diritto naturale perché è il più grande deposito di scienza e di ragione.
- Diritto naturale immutabile: È un diritto di ragione scientifica, cioè è il cumulo delle esperienze degli uomini.
Leggi arbitrarie: Sono gli interventi del legislatore che non sono guidati da questi principi superiori che sono al centro della teoria del cristianesimo (amor di Dio e amore per il prossimo).
Esprit
A lui si deve una delle espressioni più tipiche di questa cultura giuridica ossia l’espressione “esprit des lois” (spirito delle leggi). L’esprit indica la razzio complessiva di un testo normativo, cioè quell’elemento che dà al testo normativo unità e coerenza.
Pothier
È un seguace di Domat, ed è l’ideale continuatore della sua opera. Le differenze tra Pothier e Domat riguardano i contenuti e il metodo di organizzazione concreta del materiale giuridico. Anche Pothier pensa che il diritto privato debba corrispondere al diritto naturale cristiano ma, a differenza di Domat, include nel suo lavoro anche il diritto consuetudinario. Le opere di Pothier, a parte il trattato, sono dedicate alla proprietà e ai diversi tipi di contratto (vendita, mandato ecc..).
Rousseau
- Influenza nella Dichiarazione dei diritti del 1789.
- Diderot gli commissiona alcuni articoli per l’enciclopedia.
- Si presenta come un miglioratore del mondo. Secondo lui è possibile cancellare il male dalla vita degli uomini, quindi immagina un contratto sociale in cui l’uomo si annulla nella società.
- È critico nei confronti della proprietà privata.
- Pensa di costruire un percorso di ritorno alla perfezione della società naturale, della società primitiva.
Contratto sociale
Opera del 1762. L’idea da cui parte Rousseau è la natura concepita come regno della felicità e della libertà dell’uomo. Rousseau pensa che lo stato di natura è una condizione in cui tutti vivono liberi, sani, buoni e uguali fra loro. Vivono in pace senza conflitti o guerre. In un certo momento però le difficoltà materiali di vita (es: le carestie) portano alla costituzione della società. Gli uomini, per non morire, sono costretti a unirsi fra di loro ma con vincoli non stabili. Si fa strada un sentimento opposto a quello che c’era nello stato di natura. Si parla di egoismo, gli uomini cercano il vantaggio individuale. L’uomo nato buono viene corrotto dalla società. Sorge la proprietà, a cui Rousseau imputa gran parte dei mali. La proprietà è responsabile dell...
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