Filosofia: fornisce conoscenza
Teorica: sintetico. Tipologia: metodologico: analitico. Prescrive pratica: filosofia, filosofia di morale, diritto.
Linguaggio -> stratificato sulla base del livello di astrattezza.
Definizione -> La definizione è il mezzo con il quale si attribuisce a un termine un significato ed è un compito che spetta al filosofo fare.
Forma logica è la struttura di un enunciato che non è definita di appartenenza sintattica. Bisogna distinguere la forma logica dalla forma effettiva.
La forma logica ci permette di distinguere:
- Il definiendum delle definizioni ovvero l’espressione che viene definita.
- Definiens espressione usata per definire.
Elevare (1) significa alzare (2).
Esempio:
Tipi di definizioni
Informative o lessicali:
- Più significati (n= 1;2;3;4;5)
Stipulative:
- Si distinguono in -> 1- Ridefinizione -> attribuisco uno dei significati (n=1;2;3;4;5) -> n=5
- 2- Stipulative -> nuovi significati ai termini (n= 1;2;3;4) -> n =5
Enunciati formali
Sempre veri in relazione alla forma logica.
Empirici: basati sulla realtà V/f in relazione alla forma logica.
Analitici: piove o non piove.
Es.: il cielo oggi è azzurro.
Informali: V/f in relazione del significato. Scapolo. Diversi.
Descrittivi -> info sul mondo.
Prescrittivi -> influenzano il comportamento.
- Non hanno valore di verità.
- Hanno valore di verità.
- Cosa bisogna fare?
- Come stanno le cose?
- Reazione pratica.
- Reazione teorica.
- Controversia si risolve cercando di convincere.
- Controversia si risolve tramite ricerca.
Linguaggio oggetto e metalinguaggio
Linguaggio oggetto vs metalinguaggio.
Linguaggio oggetto: può essere sia descrittivo che prescrittivo (morale e diritto).
Motivi vs ragioni.
- I motivi sono il foro interno ovvero gli stati mentali.
- Le ragioni sono le giustificazioni sostenute per le tesi.
Ragionamento
Deduttivo:
- Conserva la verità delle premesse alle conclusioni.
- No premesse vere e conclusioni false.
- Se una delle premesse fosse falsa nelle conclusioni può succedere qualunque cosa.
- Non conserva falsità.
Induttivo:
- Privi di criteri.
- Sostegno probabilistico.
Funzioni:
- 1. Controllo correttezza ragionamento.
- 2. Serve a vedere le contraddizioni degli ordinamenti.
Unità basilare logica si chiama enunciato atomico non scomponibile, ma compone gli enunciati molecolari procedendo tramite connettivi.
Tipi di connettivi
1. Negazione:
Simbolo —.|. Se è P non è Q. Se non è P è Q.
Es.: se il gatto è sul tappeto non è sul tavolo. Se il gatto non è sul tappeto è sul tavolo.
2. Congiunzione:
Simbolo ^ Unisce due enunciati; entrambi veri.
Es.: Mario è sposato e ha tre figli -> vero. Mario non è sposato e ha tre figli -> falso. Mario è sposato e non ha tre figli -> falso. Mario non è sposato e non ha tre figli -> falso.
3. Disgiuntiva inclusiva:
Simbolo v Gli enunciati che la compongono possono essere uno vero o entrambi.
Es.: Pietro è italiano o francese. Pietro è italiano -> vero. Pietro è francese -> vero. Pietro è sia italiano che francese -> vero. Pietro non è né italiano né francese -> falso.
4. Condizionale:
Simbolo -> Se P allora Q -> vera. Se P non è Q -> falsa.
Es.: se pago 2 ricevo 3 -> vera. Se pago 2 non ricevo 3 -> falsa. Se non pago 2 ricevo 3 -> vera. Non pago 2 e non ricevo 3 -> vera.
5. Bicondizionale: è vera se P e Q hanno gli stessi valori.
Simbolo <—> Se e solo P allora è Q. Se e solo se non è P allora non è Q.
Es.: se e solo se domani c’è il sole vado al mare -> vera. Se e solo se vado al mare allora c’è il sole -> vera. Se e solo se domani c’è il sole non vado al mare -> falsa. Se e solo se domani non c’è il sole vado al mare -> falsa.
6. Disgiuntiva esclusiva: valori di verità opposti.
Se è P e non Q -> vero. Se non è P e è Q -> vero. Se è P e è Q -> falso. Se non è P non è Q -> falso.
7. Doppia negazione:
Es.: non è vero che non ho una penna. È vero che ho una penna. Ho una penna.
Ragionamento valido e solido
Valido: solo nel caso in cui la conclusione segue le premesse.
Solido: oltre ad avere valide le premesse deduttive hanno la caratteristica di avere tutte premesse vere.
Rapporti tra verità di enunciati e validità di argomenti -> la verità o falsità della conclusione non determina la validità o invalidità di un argomento.
Argomento valido con premesse vere:
- Tutti gli uomini sono mortali (V).
- Socrate è un uomo (V).
- Pertanto Socrate è mortale (V).
Argomento è valido quando la logica necessita della conclusione date le premesse a prescindere che siano vere o false.
Argomento valido da premesse false:
- Tutte le tazze piegarti studiandolo sono verdi (F).
- Socrate è una tazza (F).
- Socrate è verde (F).
Argomento invalido - La conclusione contraddice la logica deduttiva delle premesse precedenti.
- Tutti gli uomini sono immortali.
- Socrate è un uomo.
- Però Socrate è mortale.
NB:
- Premesse vere -> conclusioni vere.
- Premesse false -> conclusioni o vere o false.
- Conclusioni false -> antecedente falso.
- Conclusioni vere -> non presume necessariamente che le premesse siano vere, perché potrebbe trattarsi di un giudizio accidentale da dati falsi.
Truth-preserving
Truth-preserving
Es.: se vuoi passare l’esame allora devi studiare.
-> se P allora Q. Vuoi passare l’esame. Allora devi studiare rinforzo antecedente.
Truth preserving -> Se P allora Q; se aggiungiamo premesse il risultato non cambia perché si basa sul rapporto di sufficienza dell’antecedente.
Es.: se vado esse piovere la strada si basta e dovrei prendere l’ombrello.
Modus tollendo tollens e modus tellendo ponens
Modus tollendo tollens (MTT)
Se è P allora è Q. Se non è Q allora non è P.
Es.: se Luca risiede a Genova allora Luca è ligure. Luca non è ligure. Allora non risiede a Genova.
Modus tellendo ponens (MTP)
Es.: Giovanna è al bar o all’Uni. Giovanna non è all’Uni. Giovanna è al bar.
Fallacie
Errori di ragionamento dovuti alla struttura.
Fallacie -> formale.
1. Affermazione del conseguente:
- Es.: Luca risiede a Genova allora risiede in Liguria (ragionamento invalido).
Negazione antecedente:
- Es.: se Luca non risiede a Genova allora non è ligure.
Non sequitur disgiuntivo:
- Es.: vado a correre o a nuotare.
- Vado a nuotare.
- Non vado a correre.
Informali:
2. Attengono a elementi irrilevanti.
Materiali:
3. La presenza di un elemento essenziale al fine della correttezza del ragionamento a differenza del ragionamento giuridico.
Ad hominem: -> screditiamo.
- Es.: non ci credo perché l’ha detto Leonardo.
Ad misericordiam -> compassione.
- Es.: le ho detto di sì perché mi faceva tenerezza.
Ad verecundiam -> autorità.
- Es.: ho svoltato a destra perché me l’ha detto il vigile.
Ad ignorantiam -> approvare che sia vera una cosa senza prove.
- Es.: esiste Dio.
Ad baculum -> minaccia.
- Es.: ho fatto i compiti se no mi mettevano in punizione.
Composizione -> singolo – insieme.
- Es.: i giocatori sono forti allora la squadra è forte.
Divisione: insieme – singolo.
- Es.: la squadra è forte quindi tutti i calciatori sono forti.
Morale e diritto come discorsi
Morale e diritto come discorsi -> linguaggio prescrittivo può essere vero o falso e ciò lo distingue dall’analisi filosofica.
1. Sintassi:
- E. Prescrittivi -> forma verbale imperativa.
- E. Descrittiva -> f. Verbale indicativa.
2. Semantica -> si basa sul significato degli enunciati e delle relazioni tra essi.
Criteri:
- Domanda.
- Valori di verità e altri tipi di valori.
- Riferimento comune ma di senso diverso: (Pietro chiude la porta “descrittivo”/ Pietro chiudi la porta! “Imperativo”).
- Parola mondo (detective). <—> mondo parola (lista spesa). Diritto e morale vanno in direzione opposta.
3. Pragmatico -> ci sono enunciati che possono risultare ambigui la pragmatica ha a che fare con la funzione degli atti linguistici.
Bisogna distinguere gli atti linguistici da quelli non linguistici. Il pragmatico utilizza gli atti linguistici che sono:
- Riconducibili alle famiglie presenti.
- Descrivono; prescrivono e la pragmatica degli atti prescrittivi ci permette di guardare l’intensità della formulazione.
- L’atto di prescrivere modifica la condotta umana.
Norme di condotta
Norme di condotta: gli enunciati prescrittivi qualificano un comportamento tramite le modalità deontiche.
Le modalità deontiche sono 4 e sono riconducibili al concetto di dovere:
- 1. Obbligo.
- 2. Vietato.
- 3. Permesso.
- 4. Facoltativo.
Alla morale -> si applicano le norme categoriche.
Al diritto -> si applicano norme ipotetiche.
Una norma categorica o il conseguente di una norma ipotetica può essere rappresentata come la combinazione di una modalità deontica e di un’espressione che disegna il comportamento.
Vietato = v. Permesso = p. Facoltativo = F. Obbligatorio = o.
Es.:
- Vietato fumare -> ho il dovere di non fumare -> obbligo di astenersi dal fumare.
- Permesso di fumare -> il non obbligo di non fumare.
- Permesso di astenersi -> non obbligo di non fare.
- Divieto di astenersi al soccorso (obbligo di intervenire).
Caratteristiche modalità deontiche:
- 1. I termini deontici sono strumenti linguistici utili a qualificare ma non a denotare comportamenti umani. = qualificano la realtà ma non la descrivono.
- 2. I termini deontici non possono essere definiti facendo ricorso a termini non deontici.
- 3. Uno qualunque dei termini deontici può essere usato come termine primitivo, indefinito per definire tutti gli altri. = dobbiamo sceglierne uno per definire tutte le altre modalità deontiche. (Permesso)
Relazioni fra modalità deontiche
Relazioni fra modalità deontiche:
Nel quadro di opposizione Aristotele aveva individuato 4 relazioni:
- 1. Contrarietà -> proposizioni che potrebbero essere entrambe false ma non vere (lato superiore orizzontale).
- 2. Contraddittorietà -> proposizioni una vera e l’altra falsa. (diagonali)
- 3. Subcontrarietà -> entrambe le preposizioni sono vere ma non è possibile che entrambe siano false. (Lato inferiore orizzontale)
- 4. Implicazioni -> la verità dell’universale implica la verità del particolare (lati verticali esterni). Es.: tutti i canadesi sono accoglienti alcuni non sono accoglienti.
Facoltà -> racchiude tutte le possibilità che stanno alla base.
Es.: libertà di unirsi -> libertà di scelta.
Le norme non sono né vere né false motivo per il quale bisogna introdurre il concetto di efficacia:
- Obbligo e divieto sono incompatibili -> possono essere entrambi inefficienti ma non efficaci.
- Diagonali: almeno una delle due norme è efficiente è falsa l’altra.
- Implicazioni -> obbligo di fare implica il permesso di fare.
- Subcontrarietà: i due permessi positivi o negativi possono essere entrambi efficaci ma non inefficienti.
Antinomie
Antinomie:
Possono verificarsi tra due norme categoriche o fra due due norme che sono il conseguente di una norma ipotetica.
Si differenziano per il tipo di conflitto.
Es.: arresto semaforo e edificio militare. Non puoi sostare -> norma. Ma c’è il semaforo rosso davanti alla caserma.
Come risolvi il problema?
Subalterne = si implicano a vicenda.
Contrarietà: obbligo e divieto.
Contraddittorietà: obbligo e non permesso/ divieto e permesso.
L’obbligo, il divieto e la facoltà sono sempre incompatibili.
La facoltà è il permesso di fare o astenersi dal fare (ovvero non fare).
In termini congiuntivi...
- L’obbligo implica il permesso di fare e il non permesso di non fare.
- Il divieto implica il permesso di astenersi e impone il non permesso di fare.
- Facoltà è incompatibile con l’obbligo = perché uno dei due congiunti è incompatibile.
- La facoltà ti dà il permesso di non fare mentre l’obbligo non te lo dà.
- Facoltà è incompatibile con il divieto = perché la facoltà prevede il permesso di fare mentre il divieto non lo permette.
- Obbligo è incompatibile con il divieto = perché essi sono la negazione di loro stessi.
Situazione di dubbio pratico o dilemma pratico -> situazione in cui si potrebbe trovare un soggetto di fronte a due di queste norme.
Norme imperative e norme permissive nei sistemi normativi
Norme imperative e norme permissive nei sistemi normativi.
Dal punto di vista concettuale le norme permissive e imperative hanno funzioni differenti a seconda dei destinatari di un sistema normativo.
1. Norme di condotta -> rivolte ai consociati. Le norme imperative svolgono funzione primaria mentre quelle permissive secondaria. Tutto ciò ha senso se si ha una costruzione gerarchica.
2. Rivolte alle autorità -> le norme permissive hanno funzione primaria e le norme imperative secondarie.
Morale e diritto come discorsi prescrittivi
Morale e diritto come discorsi prescrittivi:
Il diritto si presenta come un insieme di enunciati i quali formano il discorso prescrittivo in quanto; alcuni enunciati siano strettamente prescrittivi mentre altri sono funzionalmente dipendenti dalla prescrizione.
Il diritto molte volte definisce i propri concetti e riconosce le norme di competenza che sono quelle norme che applicano la competenza a ciascun organo. Nella morale non si hanno norme di competenza.
Kelsen concezione di diritto -> è il legislatore ad avere la competenza di applicare in quanto sia lui stesso ad avere il compito di applicare la costituzione.
Sanzioni e norme imperative
Sanzioni e norme imperative:
Nel diritto i divieti appaiono come sanzioni.
La trasformazione in linguaggio deontico è la seguente:
- Se una condotta è sanzionata allora è vietata.
- Se l’omissione di una condotta non è sanzionata allora non è obbligatoria.
Uso di termini deontici in funzione conoscitiva
Uso di termini deontici in funzione conoscitiva:
Quando abbiamo il dovere di fare qualcosa -> quando abbiamo l’obbligo di fare qualcosa (deontico).
Il termine deontico in questo caso descrive una situazione in cui x ha un dovere di fare qualcosa.
2 tipi di risposta:
- 1. Concezione predittiva: si basa sull’idea che ci sia un sistema sanzionatorio ovvero l’esistenza di un obbligo che dipende da una sanzione.
- 2. Concezione normativa: norma che prescrive un obbligo (diritti sociali).
Ragionamento teorico e ragionamento pratico
Vs ragionamento teorico ragionamento pratico:
Come stanno le cose? (Prescrittivo) (Descrittive) Conclusione e premesse né vere né false. Premesse conclusioni dotati di verità o falsità.
Legge di Hume
Legge di Hume:
Sostiene che non possiamo inferire dal punto di vista deduttivo conclusioni prescrittive da premesse tutte descrittive o prescrittive.
Fallacia deterministica -> enunciati e conclusioni prescrittivi. Es.:
Fallacia naturale -> enunciati descrittivi e conclusioni prescrittivi.
Ragionamento giuridico
Ragionamento giuridico: (pratico composto da morale e diritto)
Conclusione è una norma giuridica. Il problema è che il giudice non applica solo norme giuridiche ma anche morali; in questo caso le premesse non sono giuridiche ma le conclusioni sì.
Tipi di ragionamenti pratici
Tipi di ragionamenti pratici:
- 1. Ragionamento teleologico: basato sulla relazione mezzo fine.
- 2. Ragionamento deontologico: parte da una norma che dispone una conseguenza precisa tramite un enunciato descrittivo che descrive una situazione che rientra nella classe della norma e si trae la conclusione. La norma è considerata generale.
Struttura logica della sentenza
Struttura logica della sentenza:
Il ragionamento parte da una norma astratta e tramite descrizione si ottiene la norma che verrà applicata.
Il ragionamento deontologico ricostruisce il ragionamento che svolge il giudice e viene chiamato sillogismo giudiziale. Distinzione:
- Processo psicologico attraverso il quale il giudice prende la decisione.
- Discorso mediante il quale giustifica la decisione presa.
Varietà di ragionamenti in ambito giuridico
Varietà di ragionamenti in ambito giuridico:
Ragionamento teleologico.
Legislatore -> ragionamento deontologico.
Giudice -> entrambi.
Dottrina ->
Specialità del ragionamento giuridico
Specialità del ragionamento giuridico:
Esiste davvero un modo di ragionare specificatamente giuridico?
Schauer -> infondata.
1. Idea che il ragionamento giuridico sia più efficace e maggiormente razionale rispetto ad altri tipi di ragionamenti -> anzi è meno razionale di altri ragionamenti.
Per Schauer infondata perché anche in psicologia ad esempio si i fatti vengono ricostruiti e spiegati fino.
2. Tratta i fatti e le prove -> alla deliberazione.
3. Ulteriori elementi per Schauer che non distinguono il ragionamento giuridico dagli altri tipi di ragionamenti:
- Empatia -> oltre ai giudici questa caratteristica la deve avere qualsiasi professione che è in contatto con altri soggetti.
- Ragionamento per analogia -> passaggio delle soluzioni a casi privi.
- Argomento del precedente -> stesse conclusioni che si possono raggiungere solo grazie al fatto che qualcun altro in passato le aveva già raggiunte.
Ciò che distingue l’ordinamento giuridico per Schauer
Ciò che distingue l’ordinamento giuridico per Schauer:
Spesso il diritto ci condiziona a prendere scelte subottimali in quanto si sarebbero potute prendere decisioni migliori al caso a cui facciamo riferimento. Ciò avviene perché il diritto prende delle decisioni per la tutela degli interessi generali.
Ciò distingue il diritto dalla morale perché essa invece prende sempre la decisione migliore al caso. Ogni istituto per Schauer è ricostruito da n
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