Concetti Chiave
- Il Salon d'Autumne del 1905 a Parigi ha rappresentato un momento cruciale per l'arte, suscitando scandalo con le opere di un gruppo di artisti che hanno utilizzato il colore in modo innovativo.
- Il termine "Fauves", coniato dal critico Louis Vauxcelles, si riferisce a questi artisti, definiti "belve" per la loro forte carica espressiva e la loro rottura con le tradizioni artistiche.
- I Fauves non seguono un programma definito; la loro arte si basa sull'espressione personale e sull'uso del colore come strumento principale per comunicare l'emozione.
- Il colore, per i Fauves, è fondamentale e viene utilizzato non solo come elemento decorativo, ma come creatore stesso della forma e dell'espressione interiore.
- Con l'arte dei Fauves si assiste a un rifiuto delle tecniche tradizionali, come la prospettiva e il chiaro scuro, enfatizzando una nuova visione della realtà attraverso la pittura.
L'avanguardia e il Salon d'Autumne
Sono un’avanguardia, sono quelli più esposti ali attacchi, loro non sono mai stati apprezzati perché proposero nuove idee. Si cambierà radicalmente. Quando nel 1905, si aprì a Parigi l’annuale Salon d’Autumne, una mostra che raccoglieva opere di artisti di disparate tendenze, un gruppo di essi suscitò uno scandalo paragonabile solo a quello provocato nel 1874 dagli impressionisti. Quando appena si cominciava ad accettare la pittura impressionista, il pubblico si mostrava frastornato dalla novità di questi pittori soprattutto per l’uso del colore.
Qual è la critica e la nascita dei Fauves?
Dopo la mostra un critico d’arte Louis Vauxcelles,paragonando una statua talmente tradizionalista da sembrargli degna del rinascimento fiorentino, ai quadri appesi alle pareti della stessa sala scrisse “Donatello chez les fauves!” (sce le fov) (“Donatello in mezzo alle belve!”). Fauves, dunque “belve”, venivano definiti quegli artisti per la loro forte carica espressiva. Facevano parte dei cosiddetti Fauves: Henri Matissem Albert Marquet ecc.. Come già il 1874 per gli impressionisti, anche il 1905, anno del Salon, è indicativo solo per la coniazione della parola fauves.
L'espressione pura dei Fauves
I fauves non hanno un programma, non stendono un manifesto esplicativo come faranno i futuristi. La loro posizione non è che la conseguenza della polemica antimpressionista. Essi contrappongono cioè alla teoria della pittura come riproduzione delle impressioni suscitate dalla realtà nell’artista, quella della pittura come espressione esclusiva dell’io: l’artista “vede” la realtà in un certo modo, perché la sente così e così la rende. Fondamento dell’espressione pura è il colore. Non è una novità: da Delacroix in poi il colore assume sempre più un ruolo primario, come creatore esso stesso della forma. Se l’impressionismo è il trionfo del colore, è soprattutto con il postimpressionismo che si giunge alla coscienza della sua priorità. I Fauves si liberano dei sottintesi simbolici affidando l’espressione interiore al colore di per sé. Con l’arte dei Fauves abbiamo quindi il rifiuto del passato, il rifiuto dell’accademia e quindi il rifiuto della prospettiva, del disegno, del chiaro scuro dove appunto il paesaggio non viene contemplato.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto del Salon d'Autumne del 1905 sulla percezione dell'arte?
- Come è nata la definizione di "Fauves" e cosa rappresenta?
- Qual è il principio fondamentale dell'espressione artistica dei Fauves?
Il Salon d'Autumne del 1905 ha suscitato uno scandalo paragonabile a quello degli impressionisti nel 1874, poiché un gruppo di artisti, i Fauves, ha proposto nuove idee e un uso innovativo del colore, frastornando il pubblico (testo).
La definizione di "Fauves", che significa "belve", è stata coniata dal critico d'arte Louis Vauxcelles, che paragonò le opere di questi artisti, come Henri Matisse, a una statua tradizionalista, evidenziando la loro forte carica espressiva (testo).
I Fauves rifiutano la riproduzione della realtà e pongono il colore come fondamento dell'espressione pura, vedendo la realtà attraverso la propria sensibilità e liberandosi dei sottintesi simbolici, contrariamente all'impressionismo (testo).