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Etologia

Origine della specie

Nel 1859 Darwin pubblicò “L’origine della specie”, opera la cui tesi fu appoggiata tramite prove ed osservazioni difficilmente smentibili e che suscitò scandalo e opposizione soprattutto in ambienti religiosi, mentre trovò tra gli scienziati grande accoglienza.

Studi etologici

Nel 1930 l’etologia cominciò ad esistere come disciplina indipendente tramite due zoologi, ovvero Lorenz e Tinbergen, e venne definita come lo studio del comportamento di una specie nel suo ambiente naturale e dei programmi biologici ed evoluzionisti del comportamento animale. In questo senso, la specie umana è una delle tante specie esistenti, il cui numero è compreso tra i tre e i dieci milioni. Gli studi etologici considerano l’animale come organismo attivo che vive in una specifica nicchia zoologica e non come nella teoria dell’apprendimento, dove sono considerati organismi passivi eccitati dagli stimoli.

Etologia di Lorenz

Considerato uno dei padri dell’etologia e paladino dell’eredità, Lorenz scoprì il fenomeno denominato “imprinting” (apprendimento precoce volto a stabilire un legame di attaccamento con la prima figura di riferimento, caregiver, a prescindere dal fatto che appartenga o meno alla propria specie → esperimento laghetto delle oche) e studiò comportamenti istintivi e relativi codici e rituali (corteggiamento, aggressione, richiamo, territorialità e cova).

Esperimenti di Harry Harlow

Secondo Harlow, il modello della madre come semplice oggetto che dispensa il cibo non era veritiero e cercò di convincere gli psicologi americani tramite alcuni esperimenti sulle scimmie. Difatti, separò alla nascita piccole scimmie dalle madri e le allevò in una gabbia comprendente una madre costituita da lo metallico che distribuiva latte con un biberon appeso al petto e una madre fatta di tessuto soffice che offriva un contatto confortevole. Così facendo notò che i piccoli restavano attaccati alla seconda, spostandosi di rado verso l’altra, e che nelle situazioni stressanti i piccoli si rifugiavano verso la seconda per trovare un supporto confortevole, dimostrando in questo modo che l’amore prevaleva sulla dispensa di cibo. Gli esperimenti vennero però considerati eticamente discutibili in quanto la crescita nelle gabbie aveva prodotto gravi conseguenze psicologiche. Infatti, i piccoli non facevano che cullarsi nelle gabbie, non riuscivano ad avere una vita sessuale da adulti, provavano timore verso i coetanei e si verificò la produzione di effetti intergenerazionali. Ovvero, le scimmie “senza madre” inseminate artificialmente, dopo aver partorito, trascuravano i piccoli e li trattavano in maniera aggressiva e violenta.

John Bowlby

1929 Dopo essersi laureato all’università di Cambridge, si iscrive allo University College Hospital per laurearsi poi in medicina.

1911 Evento tragico: muore nella sua casa. Abbandono della famiglia.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

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