Anonimo Romano, Cronica
Opera del XIV sec., scritta da un personaggio anonimo, probabilmente un notaio, che trattò di vicende del tempo di Cola di Rienzo.
C'è lo testo italiano scritto in dialetto romanesco, che rivela aspetti lessicali-morfosintattici-relativi.
C'è da un quadro della formazione di un dialetto prettamente romanesco nel 1300, un dialetto di tipo meridionale, con chiare caratteristiche fonetiche e grammaticali di tipo campano.
Ciò che è dovuto a fattori storici e politici: dalla fine del XIV sec. Roma cambia centro di irradiamento culturale e, sciopacoell'influenza di Firenze, anche il dialetto romanesco tende ad acquisire tratti tipici del toscano che sostituiscono tratti caratteristici dei dialetti meridionali.
Isole linguistiche in Italia
Romanze; provenzale (Val d'oasi, piemontese).
Anonimo Romano, Cronica. Opera del XIV sec., scritta da un personaggio anonimo, probabilmente un notaio, che tratta di vicende del tempo di Cola di Rienzo.
C'è lo testo letterario scritto in ortografia mista, in veste aspettto fonico – mor – fologica. Ciòdè un quadro della situazione lingi del dialetto parlato a Roma nel 1300, un dialetto di tipo meridionale, con chiare caratteristiche fonetiche e flessicali di tipo campano.
Te che è dovuto a fattori sociali e politine dalla fine del XIV sec. Roma cambio centro di inroddamento culturale e fu sottoposta ell'influenza di Firenze e anche il dialetto romanesco tendo ad acquisire tratti tipici del toscano che sosttiracità caratteristiche dei dialetti meridiunique.
Isole linguistiche in Italia: romanze; provenzale (val d'asi), piemontese.
(Salento, Puglia) (Sardegna) alle grosse isole sulle linee di triangolo isoscele.
In Istria si parla sloveno, croato, italiano e una varietà di romanzo istro-romeno, circa 2000 parlanti, discendenti dei romeni fuggiti dall'Impero Ottomano.
Germaniche: il dialetto cimbro in provincia di (sette comuni).
Slave: al confine tra Italia e Slovenia c'è una situazione di bilinguismo sloveno-italiano, più sull'isola linguistica in Abruzzo.
Albanesi: è una presenza a sud, eccetto il settore Tirreno, Abruzzo, Molise, Sicilia, circa 7000.
Greche: nell'estremità sud nel Salento, Calabria, Sicilia.
Secondo Alessio i dialetti greci dell'Italia meridionale costituiscono una grecia bizantina (IX-XI sec. d.C.). Secondo Rohlfs neo grecia arcaica, "isolate di greco delle Magna Grecia (VI-V sec. a.C.).
In grecia Calabrise si pensa sia più antica, quella pugliese sia più tarda.
I dialetti italiani
I dialetti italiani si sono divisi in macro-aree:
- Dialetti italiaco-settentrionali: Piemonte, genovese, lombardo, lingua, venizian, friulano, emiliano-romagno.
- Veneziani in friulano, cleriane romagno-g.
- Dialetti toscani.
Nessi-sicilia nella parte settentrionale della grecia costituiranno un ors d'eletta pubblicazione su etimo ...impercettibile, ma si avverte già tra dialetti contigui.
Le lingue e i dialetti devono essere considerati come fasidi isoglosse, insiemi di fenomeni linguistici che individuano e contraddistinguono la lingua stessa.
Reazione di sostrato
Reazione di sostrato: persiste di fenomeni linguistici di una lingua sottomessa nella lingua che l'ha sottomessa.
Prova corografica di Ascoli: tentativo di ricondurre le caratteristiche dei dialetti italiani attuali agli elementi di sostrato, cioè alle caratteristiche della lingua precedente alla diffusione del latino.
Area geolinguistica italiana frammentata rispecchia lo stesso frammentato prima della romanizzazione; 6 aree linguistiche sovrapposte: alle aree dialettali le odierne.
- L'area dei dialetti italiani settentrionali: presentava una facies linguistica celtica. L'espansione celtica in Italia nel V sec. a.C. provoca questo massiccio arrivo di celti che furono insediati sul Nord-Ovest dell'Italia settentrionale; da meiri che orientale, in Veneto il celtico lascia tracce, toponimo, ma non soppiantò il Veneto.
- L'area dei dialetti Toscani coincide con l'area di lingua etrusca, nordi.e. (VII-II a.C.); che era contingente + estese: durante il regno dei Tarquini e come già una forte componente di etrusco è ma quindi ancora una hingue ora ricopriva Toscana, Umbria, Lazio seleucanzato, Campania.
- È uno dei dialetti italici centrali. Latino, al nord, o sud, o est, lingue italiche lungo tutte le coste tirenico fino alla Calabria, appennino e svela fascia adriatica della Marche al Gargano escluso. Si Poglia era occupata dai portanti Messapio.
- 5)
- 6) In Sicilia si parlavano cinque i.e.e non, sirulo e sicano, ma la romanizzazione fu precoce e si può scrivere all'area dei dialetti latino umbraicati.
Dante, De Vulgari Eloquentia
Dante, De Vulgari Eloquentia, Libro I cap VI: “la lingua illu ne, volgare, su un piano elevato, in grado di esprimere con Tenuit autografi e latino e di essere cor-pora dei Tuini.”
Dante considerava pern-lo di Roma e afferivo dei dialetti ×iunio o pisagno e popolaris, spec. e delle insia dell'inpero romano all'epoca e di Dante avevano preso o uun contacturo xazione del diletto romano e tipo campano abbonanze.
Fino ai metà '300 Roma fu soggetta a un processo di popolamento problematique de sud. Non conosciamo le dinnerve del Romano parlato prima del abbionodo Tesio, non movinci, non visita poetiche campane abbiamo, e Tesio e Choriele che non sappiamo se l'autore fosse romano o campano se parlasse il dialetto romano e campion...
Rapporto ai delle caristeristiche del Tesio e il dialetto romano adierne e el amb lingua di que darsi latine”.
Dante riporta “Messure, quindi dici?” Ma el sing e "messuna”, pe. “messura” per metaforosi, concentruamento sul mumero nel Francesco rocklesci o. o r.
“Messum è una forem, inunazideo di Dante, analogico al piemet “(Rücklikeidung.) Renavigunae F D’urlipation.
Caratteristiche dei dialetti dell'area laziale
Caratteristiche dei dialetti dell'area laziale, giustizia laziale dedotte dalle nuove acquisizioni.
Consonantismo
Rafforzamento delle consonante iniziale in monosillabi (Lazio merid.).
mmø (monø) (Tipico dei dialetti centro-merid.).
mø (metc) a partire da latino-abbassato nei dialetti.
Trattamento di #b> latinob-> v + voc. / cons. (Liquida): è il trattamento regolare nei dialetti centro-meridionali; il suo confine geo-linguistico va da Roma ad Ancona.
Cap. XXVII.
Vasilicisco: basilisco, mostro, rettile con proprietà magiche nello sguardo, dal lat. basiliscus, piccolo del gr. βασι-λίσκοσ, "piccolo re".
Vabodi | babordi. #b > doc > #v, esito regolare nelle zone molto da Roma > Bis.
Campania, in Campania, Salerno, Puglia, Abruzzo e Calabria sud.
Vasso o vasso, vanno bagno, vanno e battere; vastone o bastone, vestimme o bestemmi; vança o banca.
Fanno eccezione i prestiti ("bussare" del toscano) e i nomi di luogo (Bo-gogno; ma Viterbo).
b-> t. è un fenomeno instabile che presenta varietà di prosecuzione sulle lingue romanze, es.: spagnolo b-> v/b-.
Parola il spagnolo voc. (B) [fpronta bif.].
Qui la legge fonetica non si applica perché si tratta di parole entrate nel dialetto quando ormai la legge non era più operante, o sentite come straniere.
L'esito è indipendente dal timbro della vocale. A Napoli: Viaggio, Viattiere, Viere > bibere, vococi, Vasio, furancarbuono, bene (bbuono) [o benø].
Sono persistiti dei toscani, in intrusioni di latino per via cola.
L'identità del parole è preservata, si può rinforzare astaurazione per puro uso di affermazione anche clinica.
D'Ambra, vocabolario napolitano - toscano: "varva", "barba", "meno" x oggi in napolitano "varva" signifi... to, barbos si dice bbabba. La differen... semantica è diventata anche lessicale introducendo un prestito dall'italiano adotto.
Anche varcare e vagno sono stati so... it's ituiti da bbaccome e bbagno, presemo dall'italiano x un motivo psicologico: i parlanti tendono a sostituire le parole con consoniti dialectale con le stesse parole di origine con x motivi di lingua sentu... cause di prestijio: di quia anche i perconenti suiri: bbberme per verne.
Nelle lingue dell'Italia antiqua c'è me... continua a sostituzione b/v/r, instabilità delle rabieli: Sabini / Safini / Savini.
Suzu (FR): b->w-. (it. bucca > wókka). Sami'urse (nond di Roma) (it. bucca > rocca) anche in area abruzzese & isumbra...
b->∅.
Cet. k + voc. centin. o velare: Ka', ko', kus' it. Ka', Ko', Ku', micu in alcuni di'... letti ga', go', go', gu- cu sacruzioziare della velare iniciale.
Qui in latino ci sono fenomeni di ecestropia: Pastioto: goumbernao. #k- è un fenomeno limitato a due aree:
- Salento (Puglia meridionale): Katin, Kaddar < patirem, Kaddime.
- Lazio meridionale e Campania settentrionale: Sora, Casino dei Volsci, Nemi collinare.
Nome arcaico
Nome arcaico: all'interno di un'area linguistica del cui centro si irradiano le innovazioni è probabile che un fenomeno presente in due aree centrali rappresenti lo stadio precedente.
Ma si può trattare di innovazioni autonome e indipendenti l'una dall'altra. La presenza di #g- > #k- è un fatto di innovazione indipendente; se fosse un fatto di conservazione comune sarebbe accompagnato da altri arcaismi: i fatti isolati sono considerati sviluppi autonomi.
Nella Croazia è un fatto che manca insenso meridionale il dialetto del testo è un po' conservativo a livello fonetico, nel lessico si creano tendenze di sostituzione delle occorrenze soprattutto nei casi sempre posizionali misto, vocaboli senza inizio, i parlanti percepiscono la suona come più colta.
Trasferisce alte etimologiche in l, cercando di comporre approssimamente qualcosa che si ritiene sconeto.
Es.: ge, gi > ts, des, zis, zgi, ui diatletto: j, ji gelau > ijs ljecano, composto jola.
È un esito meridionale riscontrabile sulla Croazia:
- Lat. generoso > Croazia: jemcoso.
- Lat. gentili > ientili.
- Lat. giureau > iente.
Bisogna ricordare je, ji: è un trovato dal dialetto di Roma del tempo, e quindi dz- Aero tratto meridionale: Lat. j -> it. dʒ, nap. j.
Lat jocum → it. gioco, fiocare, sei [zoʤare] neopolicano [ju'ka].
Sono alcuni regolarmente usi:
- It. getonare azione > lat. iactare.
- Già: iá → iam.
- Gennario: iennaro → ianuarium.
- Giovane: iovine → iuevenem.
- Giudice: iudice → iudicem.
Mantenimento di lat. #j è un tratto meridionale sempre rispetto dalla anzionelat. li, lì > j, l, j.
Sona: lat. liuma> juno. Lat. fiume >juice. Lat. lunce dies> jamois. Subiaco: lat. alium> jupu. Lat. aliuma> jia.
A Viterbo nel 1319 un testo latino di c. "Viterbiuses dicono jumo e monmo [ʒumo].
Prob e prob e documentato in una recensetiuvole in c. poi e regnetto, mentiresi espande verso est in Abruzzio, e tapiezzo: lat ceprum> jupu.
Nella ciuacca: lat. briumu > ighi [jiʤki]. Lat. tiume e venticax je jumo fesser fierimorele lingue > ji juźc.
Esito delle labiolari in area italienne
Lat. KWO-> Ko-della scicile.
Su un'inscripcion greca kosobordeóus del V sec. d. C. sta per lat. kovudeous, "quod vult deus". Anitalacionoesa quo avea di penro el fliumento labiale. Essa avisa od a tendainsistensi.
Lat. Kwú> Kwá.
Lat. quando? Se e non e accentata. Lat. Kwa -> quo, Kou.
It. qualcuno > qaechedɲn (in veneto), cacuino (calabrese).
Lat. kwe -/kwĭ- > Ke-, Ki- è esito regolare, con perdita, dell'elemento velare bilabiale davanti vocale palatale.
- Quem > che.
- Quaerere > chiedere con dissimilazione.
- Quiētus > cheto (Quieto è detto).
Casi irregolari:
- Quercus > quercia.
- Quindecim > quindici.
A Gallo, fra la provincia di Caserta e il Uluse > quējddɲ, "meridiani del lat. quaerere que "chi" del lat. quem.
È l'unica area in cui regolarmente si conserva que-.
Nella cronaca c'è una coesistenza dell'esito regolare que > ke- e dell'esito conservativo que -> que.
Che/que è doppio ponte di pronome congiunzione, it. "che". Omne chiuvettɲ < omnem qui velit/velit, "ognuno che voglia", "ciascunque".
È un tratto che marca in senso meridionale il dialetto dell'avenino.
Lat. S
Lat. S -> it. s-.
Ma lat. sēri -> it. Sē. Lat. simia > it. scimmia. Lat. semuss > it. scemo.
È frequente epil-sodico nelle it standard. È frequente, sporadico in Toscana, it. standard, si concentra in una campus. In napoletano ['siɲ:ʧ] perché mj, mj > j in napoletano.
Nel dialetto dell'avennino ne que è frequente #S># Si: lat. volg. syndacus > sindico ['siɲdiko].
Pe: scenghci/sciancici/scinchici. Sindacato = md > mm.
Teruto laziale, umbro, marchigiano, abruzzese, toscano meridionale e di tutto l’area meridionale, e un tratto centro-sud, quello antico, attribuibile secondo alcuni al sostrato osco.
In lat. tardo è documentato di qui l’alternanza a/ i > inel testo è regolare il passaggio md>mm.
In questi casi tuttavia sussiste md-> per ragioni di prestigio, -mt- è un vocegarniso di influsso meridionale: nei dialetti umb. c’è una tendenza allo suo.razzaione delle occlusive sorde, quindi la dissimulazione -nd->nt è un provenienza meridionale.
Tratti dei romani croti presenti o non nel testo “Cronica”
Abbr. di tipo meridionale di e/o: lat. e, o > je, wo/we.
Condizione del conlessio fonico succesivo nel italiano centro meridionale solo in silloba aperta.
- Lat. bēne> it. bere.
- Lat. bonus> it. buono.
In italiano meridionale e sopoabyo anche in silloba chiusa.
- Lat. famine > it. fero, sp. tiene.
- Lat. tempus > it tempo, spmpe [tiempo].
- Lat. folia > it. foce, sp. fuerza.
È un trine del numero del 500 ed è frequente nel testo.
Nell’dialetti del cheiso di S. Francesca romonis: compus > corpus.
Quinti due prose syo nel testo evinddell’annionio, poi anvne un influsso dei dialetti meridionali sul romanzo del tempo.
Esi in rao, incontro di due voci, nelle iscrizioni di S. Francesco Romano - Leone e Leome (Tracio meridionale).
Qui si trova un Leone che sicuramente non aveva una piena e corretta conoscenza del lat.; forse tra cui pren-erano componenti nel privato, forse la p di Leome era un suono differente tra i/e, ma i meno era vicino a qui e molto chiuso.
Nel testo delle iscrizioni abbiamo Leone senza alternativa Leone/Leome, come nei dialetti meridionali; è un tratto campaio e osci.
Quelulee può riprendersi un osser-vazione fonetica — esso dovrebbe all’influenza dell’inflopping latinio: -ed > -el - nel romanesso adicano, ma nella iscrizione di S. Fr. Rom si trova sodone, caldo, nel tempo del.
Ancora non troviamo solilare delle, ma l’assimilazione ed > -ell calcio è un tratto campaio!
Costume nel tono delle cowine una esuttive nelle iscrizioni di S.F.R. biz uz- trasliteratorio reptelliano braccio: uacco bracce: vucce.
Due gm > eui volg, g nelle iscrizioni di S.F.R. > gn > [gn] nelle Amarino > m linea: linee *Leioge: Ileme [temia].
Eal e consesiste in neo italiano:
- Ec e si conserveeic E si travane uuff E si travane uiii E si travane u.
Esiste dicerenza in base alle aree:
- Neo toscano e in italiano standard.
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Esito delle labiovelari in area italiana
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Gestione della qualità - Appunti COMPLETI di gestione della qualità erogata dal ricercatore Luca Rolle presi al com…
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Labiovelari indoeuropee
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