Valutazione economica dei progetti e decisioni di investimento
La valutazione come supporto alla decisione
Analizzare strumenti di supporto alla decisione, utilizzabili in contesti diversi. Valutare quindi progetti ed investimenti. L'importanza del fattore tempo: investimento come impegno di risorse oggi, con l’aspettativa di un ritorno futuro. Può essere visto come un progetto caratterizzato da una specifica struttura temporale. Valutazione sia preliminare e come fase successiva alla progettazione.
Ciclo di un progetto
- Identificazione: definizione del progetto tra le opzioni idonee a raggiungere gli obiettivi
- Preparazione: come possono essere le scelte organizzative e tecnologiche
- Valutazione: fase del nostro focus
- Realizzazione: dopo che il progetto è iniziato la valutazione serve per rivedere e magari modificare in corsa (in itinere)
Quindi si può valutare ex-ante (capire se l’allocazione delle risorse risulta efficiente), in itinere (valutare se l’andamento dei costi e benefici corrisponde alle previsioni) e infine ex-post (capire se l’allocazione è risultata efficiente).
Focus su ex-ante e, in via minoritaria, ex post. Nella maggior parte dei casi però valutare non ha mai una risposta o una soluzione unica, importante sarà il ruolo della soggettività. L’uso corretto di strumenti coerenti può garantire due vantaggi: la strutturazione del processo di scelta e la trasparenza.
Solito schema del progetto con ricadute individuali (che non vogliono per forza dire del singolo individuo) collegata alla prospettiva individuale, e ricadute collettive collegate sia alla prospettiva individuale che a quella collettiva. Entrambe vogliono arrivare agli obiettivi fondamentali che possono essere uni-dimensionali oppure pluri-dimensionali (più obiettivi implica anche più modi per raggiungerli).
Ricordare che con incertezza mi mancano informazioni su quello che accadrà e non sono in grado di quantificare la probabilità che accada o meno l’evento. Mentre nel rischio ho incertezza ma posso misurare questa incertezza.
Capitolo 01 – Decisioni: elementi fondamentali
Elementi: prospettiva/valori/obiettivi, decisioni, informazione e conseguenze.
Struttura temporale
- La prospettiva: individua gli stakeholders rilevanti al fine di definire valori e obiettivi. Chi deve esprimere i valori e gli obiettivi rilevanti? Per una stessa decisione, valori e obiettivi possono cambiare in modo radicale a seconda della prospettiva adottata. A livello generale almeno due prospettive sono rilevanti: quella individuale e quella collettiva. La prima si caratterizza per la rilevanza di un singolo punto di vista. Questo però non è necessariamente quello di un singolo individuo, ma può essere quello di un’organizzazione. La prospettiva sociale si caratterizza per la presenza di molteplici portatori di interessi.
Fondamentale è allineare le azioni con gli obiettivi. Questo richiede la preventiva esplicitazione di valori e obiettivi: valori (cosa conta?) e obiettivi (cosa vogliamo ottenere?) La definizione esplicita e sistematica di valori e obiettivi è un passaggio essenziale per un processo decisionale coerente ed efficiente.
Individuare gli obiettivi Fondamentale è individuare gli obiettivi perché identifica le dimensioni che saranno prese in considerazione nel processo decisionale strutturato.
- Fondamentali: dove voglio arrivare?
- Strumentali: contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo, sono step intermedi
Questo consente di stabilire una sorta di gerarchia tra obiettivi. Come individuare gli obiettivi? Wish list, quali finalità ultime?
- Se ho l’obiettivo strumentale e voglio arrivare al fondamentale: "Why is this important?" Perché è importante massimizzare il mio tempo? Per una migliore performance scolastica.
- Se ho il fondamentale per trovare lo strumentale: "In che modo si può raggiungere l’obiettivo?" Aiutano a raggiungere l’obiettivo fondamentale. Come arrivo a risparmiare sulla casa? Trovando inquilini.
È rispetto agli obiettivi fondamentali che vanno misurate poi le conseguenze. La misurazione delle conseguenze è a sua volta fondamentale nel processo decisionale. La misurazione delle conseguenze rispetto agli obiettivi strumentali può essere utile nei casi in cui la misurazione delle conseguenze rispetto a quelli fondamentali risulti problematica.
Ad esempio, quando abbiamo come fondamentale l’obiettivo di una buona performance scolastica, questa non possono misurarla rispetto al fatto di essere pendolare o di avere una casa. Ma possono misurare la differenza di ore di studio (più tempo) delle due opzioni.
Esempio 1: studente fuori sede
Obiettivi fondamentali come: risparmiare/convenienza, ma anche migliore performance accademica. Obiettivi strumentali: risparmio di tempo, massimizzare il tempo di studio (per arrivare ad una migliore performance), trovare dei co-inquilini (per spendere meno, quindi convenienza economica).
Esempio 2: azienda ambito biomedicale
Ha ricadute sia individuali (azienda), che collettive (pazienti, collettività). Prospettiva individuale: obiettivo fondamentale è arrivare ad un profitto, mentre gli obiettivi strumentali possono essere quello di ottenere il brevetto, quello di migliorare la propria competitività e la stabilità aziendale.
Le decisioni: azioni che è possibile intraprendere. Diverse azioni possono essere tra loro sia alternative che sequenziali. Nel caso di decisioni sequenziali (processo decisionale dinamico) è essenziale la definizione precisa della struttura dinamica del processo decisionale. Le azioni da considerare sono tutte quelle rilevanti per un progetto che sia in grado di raggiungere gli obiettivi fondamentali.
Ignorare una decisione possibile tra quelle potenzialmente in grado di conseguire il raggiungimento degli obiettivi significa che, nella migliore delle ipotesi, viene scelta un’azione ottimale all’interno di un insieme sub-ottimale. Nell’esempio dello studente fuori sede potrebbero esserci altre azioni possibili: frequentare da remoto o pernottare saltuariamente.
Informazione: distinzione fondamentale è tra decisioni prese in condizioni di certezza o di incertezza/rischio. Rischio: diversi stati di natura possono manifestarsi e si dispone di una misura di probabilità che ciascuno stato si manifesti. Incertezza (o ambiguità): diversi stati di natura possono manifestarsi e non si dispone di una misura di probabilità che ciascuno stato si manifesti.
In un processo decisionale dinamico importante è definire quale informazione è disponibile in quale momento (definizione delle condizioni informative delle diverse decisioni).
Incertezza/rischio nelle azioni della performance scolastica:
- Puntualità dei mezzi pubblici (pendolare)
- Qualità dei coinquilini (casa in affitto)
- Qualità e quantità delle registrazioni (da remoto)
Possiamo avere numerose dimensioni di incertezza: concentrarsi solo su quelle rilevanti rispetto agli obiettivi. Timing della decisione è endogeno oppure esogeno? Nel corso affrontiamo problemi decisionali per cui il flusso di informazioni e la sequenza di decisioni sono determinati e quindi esogeni. In alcuni casi esistono margini decisionali sulle tempistiche della decisione e si pone una domanda aggiuntiva: quando è ottimale decidere? Value of information (Vol) e valore d’opzione.
Conseguenze: eventi rilevanti rispetto al raggiungimento degli obiettivi fondamentali. Ovviamente ad una pluralità di obiettivi corrisponde una pluralità di conseguenze. La possibilità e la modalità di misurazione delle conseguenze hanno implicazioni importanti per il nostro processo decisionale. Se a diversi obiettivi corrispondono diverse misure allora si può porre un problema di trade-off tra obiettivi e misure.
Struttura temporale
Un progetto è una generica decisione connessa ad uno o più obiettivi. Investimento: impiego di risorse presente connesso all’aspettativa di futuro raggiungimento di obiettivi (particolare tipo di progetto). Una decisione in questo caso richiede una precisa definizione della struttura temporale del progetto per almeno due motivi:
- Necessità di individuare correttamente la sequenza di decisioni e flussi informativi
- Impatto del tempo sul valore: attualizzazione
Omogeneità rispetto al tempo: impatti diversi si manifestano in periodo diversi. Il processo di attualizzazione permette un confronto omogeneo nel periodo in cui viene effettuata l’analisi (tipicamente t=0). L’obiettivo è quello di rapportare costi e benefici ad un comune denominatore temporale.
Come strumento usiamo il fattore di attualizzazione: è il peso che dobbiamo attribuire a componenti positive e negative del valore, che si manifestano in periodi diversi. Lo strumento presuppone che gli impatti da attualizzare siano espressi in termini quantitativi.
Tasso di sconto (r) e fattore di Attualizzazione (v): Il valore di vt decresce se t aumento edecresce anche se r aumenta. Il valore del tasso di sconto coglie il valore opportunità delle risorse, ossia il rendimento di impieghi alternativi. Ne consegue che la prospettiva può essere determinante per la definizione del tasso di sconto. Nelle slide alcuni esempi di attualizzazione di un flusso monetario costante: vediamo come all’aumentare del tempo, il peso diminuisce. La scelta del tasso di sconto può avere implicazioni importanti rispetto alla decisione, soprattutto in determinate condizioni.
Il riferimento concettuale corretto è quello di costo-opportunità delle risorse impiegate: rendimento del miglior impiego alternativo. Nelle slide possiamo vedere un esempio della rilevanza della scelta del tasso. L’effetto di variazione del tasso di sconto è tanto maggiore quanto maggiori sono l’orizzonte temporale e la rilevanza di componenti di costi e benefici i periodi lontani nel tempo. Può influenzare la scelta tra progetti con profili temporali diversi se questa è basata sul confronto tra VAN.
Attualizzazione e inflazione
Con l’inflazione il processo di attualizzazione serve a correggere anche la variazione del potere di acquisto, oltre che a tener conto del costo-opportunità delle risorse. Questa correzione è necessaria solo se i valori sono espressi a prezzi correnti. È fondamentale la coerenza tra: prezzi correnti > tassi nominali e prezzi costanti > tassi reali. A meno che per finalità specifiche non sia indispensabile (come per l’analisi di sostenibilità finanziaria che vedremo), si tende ad esprimere i valori futuri in termini costanti (non aumentati dell’inflazione).
Esempio della comunità energetica
Ricadute sia individuali che collettive. La prospettiva individuale è quella della comunità energetica, ma può essere anche la singola famiglia che decide se aderire o meno alla comunità energetica.
- Obiettivi fondamentali/strumentali:
- INDIVIDUALI: riduzione dei costi energetici e di implementazione, + indipendenza
- COLLETTIVI: sostenibilità (potrebbe essere anche un obiettivo individuale, dipende dalle preferenze)
- Obiettivi strumentali:
- INDIVIDUALI: per arrivare ad un risparmio energetico
- Accesso alle agevolazioni fiscali
- Riduzione dei costi di acquisto dell’energia
- Riducendo i consumi per arrivare ad un risparmio nei costi di implementazione
- Attraverso ad esempio la consulenza
- COLLETTIVI: per arrivare ad una riduzione di emissioni utilizziamo
- Fonti rinnovabili/minor consumo di combustibili fossili
- Riduzione di dispersione in rete
- Comunicazione/sensibilizzazione
- Riduzione in generale dei consumi
Decisioni
- Nessun progetto
- Aderire o meno alla CER
- Riduzione dei consumi – (la lasciamo da parte ora)
- Efficientamento impianti (sostituire impianti esistenti con altri meno impattanti)
Informazione
- (Dimensione della comunità) > cerchiamo di saperlo prima di prendere una decisione
- Prezzo futuro dell’energia > segno della variazione rispetto ai prezzi attuali (prezzo aumenta, costante o diminuisce)
Conseguenze
Misurabili in termini: monetari e di emissioni. Per il resto vedere file.
Capitolo 02 – Strutturare un modello decisionale
Un modello nel nostro contesto è uno strumento che consente di combinare gli elementi fondamentali (visti nel capitolo 1) in una rappresentazione sintetica a supporto della decisione. Ci concentreremo su due modelli: la forma tabellare e gli alberi decisionali.
Forma tabellare
A = a1, a2, a3, . . . , am: insieme delle possibili azioni/decisioni. Θ = θ1, θ2, θ3, . . . , θn: insieme dei possibili stati di natura (possibili esiti in presenza di incertezza) collegati quindi all’informazione. Teta 1 ad esempio può essere la qualità delle registrazioni per lo studente fuori sede.
C = c11, c11, . . . , cij , . . . , cmn: insieme delle conseguenze (che dipendono dalla correlazione tra azione e stato di natura) cij = f (ai, θj) è quindi la funzione della combinazione.
La generica conseguenza cij può essere:
- Uno scalare di impatti nel caso di obiettivo uni-dimensionale (è un numero, come nel caso dei profitti per l’azienda biomedica)
- Un vettore di impatti nel caso di obiettivi multi-dimensionali (possono esserci molte unità di misura per diversi obiettivi)
Ad esempio, scelta tra due progetti con l’obiettivo di massimizzare la redditività. Ci sarà in questo caso uno scalare, misurato in termini di redditività percentuale.
Esempio obiettivo pluri-dimensionale: scelta tra due progetti di investimento in infrastruttura di trasporto da parte di un ente pubblico. Supponendo che impatti siano il costo e l’impatto paesaggistico, cij sarà un vettore di conseguenze del tipo.
Esempio dell’azienda biomedica
Riprendiamo l'esempio dell'impresa farmaceutica: prospettiva individuale. Obiettivo fondamentale era di max profitti. Decisioni:
- Investire o non investire
- Cedere il brevetto oppure sfruttarlo come monopolista.
Informazione:
- Investendo ottengo il brevetto (S), oppure investendo non ottengo il brevetto (N)
- Livello della domanda per il brevetto che può essere alto o basso (H oppure L) - variabile casuale.
Possono non essere tutti gli aspetti rilevanti, ma ci fermiamo qui.
NH NL SH Sl No investimento 0 0 0 0 Inv e sfrutto -2 -2 +2 +0,5 Inv e vendo -2 -2 +1 +1 Il costo dell’investimento è pari a 2 milioni. Poniamo l’ipotesi che io venda il brevetto senza ancora sapere il livello della domanda: vendita 3 mln. Valore dello sfruttamento se domanda alta: 4 milioni. Se la domanda invece è bassa: 2,5 milioni.
Alberti decisionali
I nodi possono essere decisionali (da cui partono n rami a cui corrispondono n decisioni possibili) oppure possono essere aleatori. Mentre i rami a seconda del tipo di nodo da cui partono definiscono diverse: realizzazione dell’incertezza (e quindi stati di natura) oppure azioni. Convenzioni: il simbolo rettangolo in corrispondenza di un modo indica una decisione, mentre un simbolo circolare indica un esito incerto (diversi stati di natura).
Regole: le diverse azioni corrispondenti ad un nodo decisionale sono mutualmente esclusive (impossibili scelte simultanee di più di un’azione). Gli eventi incerti sono mutualmente esclusivi e complessivamente esaustivi (solo uno si verifica e le probabilità dei singoli eventi sommano ad 1). Tanto le rappresentazioni ad albero quanto quelle in forma tabellare consentono una rappresentazione del modello decisionale. Le rappresentazioni ad albero si presentano maggiormente a descrivere processi decisionali sequenziali.
Nel caso di processi sequenziali assume importanza la possibilità di esplicitare l’informazione disponibile nel momento in cui viene assunta una decisione. Le rappresentazioni ad albero tendono ad esplodere piuttosto rapidamente al crescere della complessità del problema.
Misurare le conseguenze
Il caso più semplice è quello in cui cij è uno scalare espresso nella stessa unità di misura per ogni i e j. Non è caro però che al variare dell’azione la metrica rilevante cambi: al variare delle decisioni possono cambiare gli impatti rilevanti. Frequente è anche il caso in cui cij non è uno scalare ma un vettore di conseguenze: ad un singolo progetto si associano molteplici impatti. Gli impatti a cui associare le conseguenze sono quelli legati agli obiettivi fondamentali del progetto.
A molteplici obiettivi corrispondono molteplici impatti. Nel passare dalla rappresentazione alla decisione possono emergere almeno due potenziali problemi: Difficoltà di quantificazione dell’impatto (come l’impatto paesaggistico che ha un progetto di costruzione) e il problema delle metriche diverse per diversi impatti: problema di aggregazione.
Diversi obiettivi fondamentali possono prestarsi a misurazioni con scale diverse: scale naturali (come la concentrazione di inquinanti per un progetto che ha come obiettivo la riduzione di inquinamento) e scale qualitative (come il grado di soddisfazione).
Quale metrica utilizzare?
In alcuni casi la scelta della metrica è ovvia. In altri casi gli attributi rilevanti hanno carattere qualitativo, rendendo più complessa la scelta della metrica da utilizzare. Nel secondo caso, due strade principali possono essere seguite: individuazione di una proxy per cui esista una scala naturale, oppure la costruzione di una scala.
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