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Teorie della ricerca architettonica contemporanea

Lezione 2: venerdì 8 ottobre 2021

Architettura "totale": modernità e avanguardia

Il movimento della Bauhaus

Quando parliamo di modernità, parliamo di "tutto". Tutto quello che noi osserviamo nel mondo abitato dall’uomo rientra a pieno titolo nel titolo di architettura. Tutte le derivazioni dell’architettura (design, architettura degli interni, architettura delle facciate...) hanno poco senso se viste nel periodo storico nella quale sono state concepite. All’origine c’è un concetto molto semplice, ovvero che "Architettura" è qualcosa che riguarda la trasformazione del mondo operata dall’uomo e che va, come diceva una definizione cara all’architettura italiana: "dal cucchiaio alla città", ovvero che va dalla progettazione del singolo manufatto di piccolissima scala fino al progetto di ciò che contiene la totalità degli oggetti ovvero della città intesa come un ambiente urbanizzato.

L’architettura è la progettazione di una cucina, che è in sé un piccolo mondo, una piccola macchina. Con la progettazione della cucina Otl Aicher ci dà il mezzo per progettare qualsiasi tipo di spazio, infatti il titolo del libro che racconta la storia del suo progetto si chiama La cucina per cucinare e però il sottotitolo è stazione di lavoro per una nuova cultura del vivere, ovvero un dispositivo, un laboratorio per vivere. Questo progetto ci dice che cucinare non è solo un qualcosa destinato ad una funzione specifica che sta dentro un luogo specifico a cui sono dedicate figure specifiche (cuoco o massaia) ma per Aicher la cucina è il centro della casa, un centro dell’abitare. Cucinare non è solo un qualcosa che si attiene alla nutrizione per sopravvivere ma è una cultura di stare insieme ed un modo di abitare.

Architettura è questo e con lo stesso spirito in cui si progetta una stazione per cucinare si può progettare quello che potremmo pensare essere l'oggetto opposto, ovvero l’aeroporto, la cosa più grande che un architetto possa progettare. Renzo Piano ha progettato l’aeroporto di Osaka in Giappone sull’acqua. L’aeroporto non è solo l’edificio ma è un pezzo di superficie terrestre e per costruire quello di Osaka hanno dovuto costruire un’isola collegata alla terraferma attraverso una strada. L’aeroporto è stato costruito secondo delle logiche che hanno a che fare con il funzionamento di un edificio. L’aeroporto è una macchina che ha a che fare con delle macchine che guidano l’uomo in attività, ma sono anche spazi che rappresentano la dimensione più pubblica che possiamo immaginare. Esso è una città, ci si fa shopping, ci si mangia, ci si dorme...

Questa idea che progettare un’architettura significa dare forma a una serie di istanze tecniche va fino alla radice del funzionamento di questi dispositivi è un po’ il cuore dell’inizio della storia dell’architettura moderna come la conosciamo oggi. L’architettura è moderna non semplicemente quando assume forme moderne e aggiornate o materiali aggiornati. In realtà l’inizio di tutto è il ripensamento delle funzioni ovvero delle attività che si svolgono all’interno degli spazi. Moderno è qualcosa che ripensa proprio l’intero processo per il quale l’architettura viene abitata (modo di abitare) e non semplicemente nella forma dello spazio.

L’esempio più chiaro di questo modo di lavorare è il progetto del 1926 (gli anni venti sono anni d’oro per l’architettura moderna) fatto da una donna (modernità significa anche attenzione per il ruolo della donna), Margarete Schutte-Lihotzky, che progetta una cucina per ripensare il funzionamento del modo di abitare una casa. Il suo ragionamento è che la casa è un dispositivo dove un gruppo familiare abita ma nella cucina soprattutto il grande tema è quello dei servizi essenziali, la grande novità delle cucine delle case degli anni ’20 è la funzionalizzazione dei servizi tecnici, bagno e cucina, perché sono anni in cui la casa, soprattutto la casa popolare (l’idea di un nuovo pensiero che sia aperto a tutte le fasce sociali) è una casa che viene realizzata essenzialmente per mangiare e per riposarsi perché la grande maggioranza del tempo nella giornata viene passato fuori nei luoghi di lavoro, quindi la casa è quel dispositivo che serve per dare la possibilità alle persone di recuperare le energie e per fare questo bisogna ottimizzare e semplificare i processi che vengono effettuati nella casa.

La donna da questo punto di vista nella tradizione occidentale è colei che si occupa della cucina quindi il pensiero di Margarete, un pensiero femminista, è come si può fare per aiutare la donna nelle faccende domestiche. L’idea è quindi quella di organizzare un sistema razionale di spazi in cui l’attrezzatura all’interno della casa per fare in modo che la vita dal punto di vista delle faccende domestiche sia semplificata, quindi c’è uno spazio per ciascuno degli oggetti che sono necessari per il funzionamento della casa, c’è un’ottimizzazione di tutti gli aspetti tecnici (acqua calda, elettrodomestici). Tutto il funzionamento della cucina è pensato come una fabbrica e non è un caso perché quelle ricerche che vanno nella direzione di ottimizzare un processo industriale in un certo modo vengono riversati all’interno della casa.

Architettura è tutto, la cucina da una parte e l’aeroporto dall’altra. Questi due estremi rimangono in maniera massiccia all’interno dei ragionamenti degli architetti perché se è vero che l’architettura è un dispositivo, da una parte questo dispositivo viene visto da dentro nel suo funzionamento interno (come deve essere abitato) e dall’altra viene visto da fuori, ovvero confrontato con tutti gli altri dispositivi che la società moderna di quei tempi sta producendo (i grandi mezzi di trasporto).

L’inizio del 900 è l’inizio di un’era di trasformazioni massicce che stanno avvenendo nel modo di muoversi sulla terra, sono gli anni in cui vengono inventati i moderni mezzi di trasporto, la ferrovia esisteva ma è il momento della diffusione massiccia degli aeroplani da una parte e dall’altra delle automobili, poi ci sono le grandi navi, i piroscafi con i loro aspetti meccanici.

Le auto e gli aeroplani a differenza delle navi sono dei dispositivi che devono essere leggeri e sono inizialmente pensati per avere un solo pilota e sono delle estensioni del corpo umano oltre che essere dei grandi contenitori. Sono qualcosa che ha a che fare con la capacità del corpo umano di attrezzarsi in modo da poter svolgere delle attività che prima non poteva svolgere (volare o muoversi a grande velocità sulla terra). Questa grande dimensione tecnologica sarà confrontata con un'altra grande dimensione, apparentemente distante ma in realtà molto legata, ovvero la dimensione artistica, ovvero in che modo gli artisti degli stessi anni subiscono questa nuova produzione moderna e in che modo la restituiscono attraverso i loro strumenti.

Modernità come sistema

Il più pezzo importante del processo di modernizzazione della rappresentazione è il primo acquerello astratto di Wassily Kandisky del 1910, che è un esempio di come la pittura da figurativa (rappresenta un oggetto) diventa astratta (da una parte non ha una rappresentazione realistica di qualcosa ma gli elementi sono la possibilità del pennello sopra la tela) ovvero spontanea, dove il pittore si lascia trasportare da un istinto primario in cui non si deve rappresentare un’idea già realizzata. L’arte astratta tuttavia utilizza delle accortezze. Il pittore sceglie il colore, nel quadro infatti c’è una tavolozza di colori selezionata che racchiude tutti colori cosiddetti primari (rosso verde blu giallo) con delle sfumature.

Wassily Kandisky quando dipinge quel primo acquarello astratto non vuole descrivere una realtà esistente ma vuole esprimere uno stato primario di conoscenza, cioè la conoscenza del colore, del pennello intinto nel colore che si muove sopra la tela, quindi una forma che torna al grado 0 della pittura, come se il pittore abbandonasse le conoscenze che già possiede e ricominciasse da 0. Nel fare questo la pittura torna a ragionare sui suoi fondamenti, l’artista moderno si chiede “cos’è l’arte?” e lo fa in un contesto che è cambiato.

Il mondo moderno dove abita il pittore, artista, architetto non è più un mondo che somiglia a quello antico, ma nel giro di pochi decenni paesaggi che si stagliano davanti all’artista sono qualcosa di inedito e questo mondo appare all’artista e a tutti gli intellettuali come un nuovo sistema. Non è semplicemente una collezione di cose sganciate tra loro ma questo insieme di cose stanno tutte insieme e appartengono ad un mondo che è cambiato tutto insieme.

Quindi la modernità appare da subito agli artisti e agli intellettuali come un sistema.

“Una grande epoca è cominciata. Esiste uno spirito nuovo. L’industria, irrompente come un fiume che scorre verso il proprio destino ci porta gli strumenti nuovi adatti a quest’epoca animata da un nuovo spirito. La legge dell’Economia amministra in modo imperativo i nostri atti e le nostre concezioni non sono realizzabili che per suo tramite.”

In questa citazione il giovane Le Corbusier nel parlare del mondo nuovo dice che l’artista non riesce a non vedere cosa sta succedendo fuori, e questo fuori è qualcosa di dirompente causato da 2 grandi soggetti: l’industria, ovvero il mondo di produzione dei nuovi oggetti e delle nuove macchine che parlano anche di nuovi usi e di nuove attività che succedono nel mondo e l’economia, ovvero chi sono i soggetti che possono permettersi di viaggiare su un automobile e quali invece vanno sul treno o su un aereo, chi può permettersi una villa e quindi può permettersi di costruire una casa moderna, chi invece deve vivere in delle case d’affitto o nelle unità di abitazioni popolari che hanno bisogno di sentirsi collettivi.

C’è un mondo nuovo generato dalla relazione forte tra questi due soggetti. Prima non c’era né l’industria né l’economia, cioè non c’era il mercato, il capitale ed era assente quel sistema per cui le risorse venivano distribuite attraverso un sistema di acquisto, produzione e consumo. Le cose venivano prodotte in un modo completamente diverso, ovvero c’erano dei grandi proprietari che disponevano di terra, agricoltura e quindi...

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elfoceltico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie della ricerca architettonica contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Camerino o del prof Mastrigli Gabriele.
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