Teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria
Terminologia didattica
In ginnastica, il corpo umano si divide in parti esterne:
- Busto - si divide in: capo, collo, tronco;
- Arti superiori e inferiori - si dividono in:
- L'arto superiore si divide in: spalla, braccio propriamente detto, avambraccio, mano.
- L'arto inferiore si divide in: anca, coscia, gamba propriamente detta, piede.
Due o più ossa vicine, mobili o fisse, sono unite da un insieme di parti molli e dure dette articolazioni. Le articolazioni prese in maggiore considerazione sono:
- L’articolazione scapolo-omerale - Nell’arto superiore, che unisce il braccio propriamente detto alla spalla.
- L’articolazione coxo-femorale - Nell’arto inferiore, che congiunge la coscia all’anca.
- L’articolazione del rachide - (del busto) va dalle spalle alle anche.
Per riconoscere e precisare i rapporti degli arti con il busto, si immagina il corpo umano percorso da tre assi e tagliato da tre piani. Considerando il corpo del ginnasta in posizione eretta si distinguono appunto tre assi:
- Asse longitudinale - attraversa il corpo dalla sommità del capo al punto di unione dei talloni.
- Asse trasversale - va da una spalla all’altra o attraversa nello stesso senso qualsiasi altra parte del busto.
- Asse sagittale - va dal petto al dorso o viceversa o attraversa nello stesso senso qualsiasi altra parte del busto.
Quando gli assi del corpo umano si intersecano in uno stesso punto ad angolo retto, generano i piani:
- Piano frontale - determinato dall’incontro dell’asse longitudinale con quello trasversale; divide il corpo in due parti asimmetriche, una anteriore e una posteriore.
- Piano sagittale - determinato dall’incontro dell’asse sagittale con quello longitudinale; divide il corpo in due parti simmetriche, una sinistra e una destra.
- Piano trasversale - determinato dall’incontro dell’asse trasversale con quello sagittale; divide il corpo in due parti asimmetriche, una superiore e una inferiore.
Altro aspetto fondamentale della terminologia tecnica è l’atteggiamento: "è la figura che assume il corpo del ginnasta, o parte di esso, considerato indipendentemente dai suoi rapporti con tutto ciò che lo circonda". Le parti che costituiscono il corpo, busto e arti, possono assumere, ognuna separatamente dall’altra, determinati atteggiamenti che vengono considerati parziali e prendono il nome secondo la figura che assumono.
Il busto può assumere i seguenti atteggiamenti:
- Lungo - quando il vertice è alla massima distanza dalle tuberosità ischiatiche.
- Breve - quando il vertice risulta, per quanto possibile, vicino al bacino anteriormente, lateralmente o posteriormente.
- Torto o ruotato - quando tutti i segmenti anatomici, dal capo al bacino, sono girati, l’uno rispetto all’altro, intorno all’asse longitudinale.
L’arto superiore o inferiore può assumere i seguenti atteggiamenti:
- Lungo - quando i segmenti anatomici dell’arto formano una figura rettilinea e allungata.
- Breve - quando i segmenti dell’arto sono avvicinati formando angoli acuti; semibreve se formano angoli retti o ottusi.
Quando gli atteggiamenti del busto vengono combinati con quelli degli arti inferiori, sono definiti atteggiamenti del corpo o totali. Questi si differenziano in:
- Ginocchio - il busto è in atteggiamento lungo in linea con le cosce, mentre le gambe propriamente dette a 90° rispetto alle cosce.
- Raccolta - il busto è in atteggiamento lungo e gli arti inferiori in atteggiamento breve con le cosce vicine al tronco.
- Massima raccolta - gli arti inferiori e il busto sono in atteggiamento breve con la fronte vicina alle ginocchia.
- Squadra - gli arti inferiori e il busto sono in atteggiamento lungo e formano un angolo retto.
- Massima squadra - gli arti inferiori sono in atteggiamento lungo e il busto in atteggiamento breve con la fronte vicina alle ginocchia.
Il corpo umano ha un baricentro che "è il punto di applicazione della risultante, o somma, dei pesi di tutti i segmenti corporei". Il baricentro in un individuo in posizione eretta dipende dalla sua costituzione e quindi dalla sua struttura anatomica. Appunto per questo, il baricentro non ha lo stesso sito in tutte le persone adulte in posizione eretta. Infatti, quando il corpo assume una posizione diversa da quella eretta, il baricentro cambia ubicazione e si trasferisce in un punto che dipende dagli spostamenti che effettuano i vari segmenti corporei. Con il variare del baricentro, variano anche l’analisi del movimento, le linee di azione del muscolo e gli interventi muscolari. Tali variazioni del corpo del ginnasta prendono il nome di posizione.
La posizione del corpo in appoggio al suolo per mezzo dei soli arti inferiori, quando viene mantenuta per un periodo più o meno lungo, è detta stazione; quella in appoggio anche col busto prende il nome di decubito. Pertanto, avremo:
- Stazione eretta - quando il corpo risulta ritto con i piedi divaricati o uniti posati al suolo.
- Stazione seduta - quando il corpo risulta in appoggio sul suolo con la regione glutea e con quella posteriore degli arti inferiori ed il busto è eretto.
- Stazione ginocchio - quando il corpo risulta in appoggio sul suolo con uno o ambedue le ginocchia e con i piedi ed il busto è eretto.
- Decubito supino - il corpo è in appoggio sul suolo con la regione posteriore.
- Decubito prono - il corpo è in appoggio sul suolo con la regione anteriore del corpo.
- Decubito laterale sinistro o destro - quando il corpo è in appoggio sul suolo con la regione laterale sinistra o destra.
I movimenti
I movimenti sono atti motori, volontari o involontari, che determinano cambiamenti di figura e ubicazione del corpo. I movimenti volontari eseguiti secondo determinate modalità prendono il nome di movimenti ginnastici e i più comuni sono:
- Abdurre - movimento che determina l’allontanamento di un arto dall’asse longitudinale del corpo.
- Addurre - movimento inverso a quello precedente.
- Aprire - movimento lento e reciproco degli arti superiori in atteggiamento lungo del corpo sul piano trasversale.
- Chiudere - movimento inverso a quello precedente.
- Divaricare - allontanamento reciproco degli arti inferiori in direzioni opposte, in atteggiamento lungo.
- Riunire - ricongiungimento del piede precedentemente mosso con l’altro rimasto fermo.
- Piegare - passaggio da una posizione in atteggiamento lungo ad un’altra in atteggiamento breve eseguito dagli arti in appoggio su un sostegno.
- Rizzare - passaggio da una posizione in atteggiamento breve ad un’altra in atteggiamento lungo eseguito dagli arti in appoggio su un sostegno.
- Capovolgere - movimento di rotazione del corpo di 180° intorno al proprio asse trasversale.
- Spingere - estensione rapida degli arti.
- Flettere - avvicinamento di uno o più segmenti contigui di una stessa parte del corpo non in appoggio su un sostegno.
- Estendere - passaggio di una parte del corpo da un atteggiamento breve o semibreve a un atteggiamento lungo.
- Elevare - movimento lento generalmente degli arti in atteggiamento lungo, dal basso verso l’alto.
- Abbassare - movimento lento generalmente degli arti in atteggiamento lungo dall’alto verso il basso.
- Oscillare - movimento pendolare di tutto il corpo o degli arti.
- Slanciare - cambiamento rapido di direzione degli arti in atteggiamento lungo.
- Circondurre - passaggio diretto e successivo di una parte del corpo per quattro posizioni a due a due diametralmente opposte.
- Incrociare - sovrapporre un arto all’altro omologo.
- Inclinare - movimento che esegue il busto, in atteggiamento lungo, per spostarsi da una posizione eretta/seduta verticale verso quella orizzontale.
- Torcere o ruotare - movimento di una parte del corpo attorno al proprio asse longitudinale mantenendo ferma un’estremità.
- Affondo - quando un arto inferiore risulta semi piegato con il ginocchio in linea con il tallone, l’altro proteso con la pianta del piede aderente al suolo, il busto inclinato in linea con quest’ultimo arto. L’affondo si può assumere nelle direzioni avanti, indietro e infuori, ma anche in direzioni intermedie (oblique) come: avanti-infuori, indietro-infuori.
I movimenti in rapporto alla causa che li produce si distinguono in attivi e passivi. I primi sono quelli prodotti dalla contrazione dei muscoli striati che si inseriscono attorno alle varie parti dello scheletro; i secondi sono quelli che si compiono per azione della gravità o che vengono prodotti con mezzi esterni, manuali o meccanici. Una successione di movimenti ginnastici volti a conseguire un certo scopo educativo, psico-fisico, fisiologico o tecnico, dà vita a un esercizio ginnastico.
Gli esercizi ginnastici si possono classificare in:
- Semplici
- Composti o misti
- Combinati
L’esercizio semplice interessa una sola parte del corpo e non si può scomporre in altri movimenti di diversa natura. L’esercizio composto o misto interessa una sola parte del corpo e si può scomporre in altri movimenti di diversa natura. L’esercizio combinato interessa due o più parti del corpo che eseguono contemporaneamente ciascuna un esercizio semplice o composto.
Posizioni degli arti
Gli arti superiori possono assumere posizioni in atteggiamento lungo, breve e semibreve. Le posizioni degli arti in atteggiamento lungo si riconoscono dal rapporto che essi hanno con gli assi fondamentali del corpo (longitudinale, trasversale, sagittale) e si distinguono in dirette e intermedie: sono dirette quando gli arti risultano paralleli o sul prolungamento di uno degli assi, intermedie quando risultano obliqui rispetto agli assi.
Le posizioni dirette sono:
- Braccia in basso, parallele all’asse longitudinale in direzione del bacino;
- Braccia avanti, parallele all’asse sagittale e anteriormente al torace;
- Braccia in alto, parallele all’asse longitudinale in direzione del capo;
- Braccia infuori, sul prolungamento dell’asse trasversale.
Le posizioni intermedie si precisano indicando prima le posizioni dirette orizzontali (avanti, fuori, dietro) poi quelle verticali (alto, basso). Si hanno quindi le posizioni intermedie delle braccia: avanti-basso/avanti-alto, fuori-basso/fuori-alto, dietro-basso/dietro-alto. Quando le braccia sono fra due assi orizzontali, la posizione si precisa indicando prima la posizione diretta dell’asse sagittale e poi quella dell’asse trasversale. Quindi si hanno le seguenti posizioni intermedie delle braccia: avanti-fuori e indentro (o a braccia incrociate avanti).
Più esercizi ginnastici insieme si possono eseguire secondo un determinato rapporto di tempo. Le principali forme di combinazione sono: la successione, l’alternanza e la simultaneità.
- La forma successiva: un arto alla volta.
- La forma alternata: le braccia eseguono contemporaneamente una il movimento di andata, l’altra di ritorno.
- La forma simultanea: le braccia eseguono contemporaneamente lo stesso movimento.
Fanno parte delle normali attività motorie educative e degli esercizi ginnastici:
- Passi, azioni naturali degli arti inferiori che generano la traslocazione del corpo sul suolo.
- La corsa, spostamento del corpo, generalmente in avanti, mediante la successione di balzi.
- Balzi, atti analoghi a quelli della corsa, ma con maggiore azione di spinta e fase di volo.
- Saltelli, azioni degli arti inferiori che determinano un breve sollevamento del corpo dal suolo.
- Salti, movimenti dovuti all’energetica spinta di uno o entrambi gli arti inferiori, per mezzo dei quali il corpo si stacca dal suolo, rimane per un momento librato in aria e ricade al suolo. I saltelli si possono eseguire con rincorsa o fermo. Nei primi si considerano lo stacco, il volo e l’arrivo; nei secondi, oltre a questi tre elementi c’è anche la rincorsa.
Gli esercizi, considerando la quantità di lavoro che producono nell’unità di tempo, si distinguono in:
- Blandi, se producono scarsa quantità di lavoro;
- Moderati, se producono apprezzabile quantità di lavoro;
- Intensi, se producono grande quantità di lavoro.
L'assistenza
L’assistenza è l’insieme delle azioni che l’insegnante compie per proteggere gli allievi da qualsiasi danno fisico e morale. Si può distinguere in preventiva e ginnastica:
Assistenza preventiva
L’assistenza preventiva riguarda gli accorgimenti che mirano a salvaguardare la salute degli allievi e ad evitare loro pericoli e infortuni durante le esercitazioni. Pertanto, l’insegnante deve:
- Assicurarsi che l’ambiente in cui si svolgono le attività sia pulito e arieggiato.
- Controllare che gli indumenti degli allievi non siano di impedimento alla corretta esecuzione degli esercizi, alla respirazione e alla circolazione.
- Provvedere affinché gli attrezzi siano efficienti e in buono stato.
- Evitare che in prossimità dello spazio adibito all’esecuzione ci siano attrezzi che possano essere motivo di pericolo e/o provocare cadute dell’allievo.
- Collocare i tappeti in modo opportuno nei punti di arrivo e in quelli in cui si prevede un’eventuale caduta.
- Nel caso in cui si operi in un ambiente naturale, visitare preventivamente il luogo scelto per l’escursione, valutarne l’idoneità agli scopi prefissati, all’età degli alunni e organizzare le eventuali misure di sicurezza (mezzi di soccorso, contatti con il territorio…).
Assistenza ginnastica
L’assistenza ginnastica, generalmente, si effettua nelle esercitazioni ai grandi attrezzi, e consiste nell’aiutare materialmente l’allievo durante l’esercizio per evitare che una postura o un’esecuzione errate provochino un infortunio. Questa assistenza si dice diretta quando è eseguita personalmente dall’insegnante; indiretta, quando viene fatta da un allievo.
Pre-requisiti motori: Schemi motori di base
“All’origine di qualsiasi movimento volontario c’è la rappresentazione mentale di esso, cioè un’immagine motoria che può essere anche imprecisa, ma che è comunque indispensabile”. L’immagine motoria, o schema motorio è il momento che precede e condiziona le contrazioni muscolari. Tutti gli esseri umani dispongono dalla nascita di una propria matrice motoria di base della specie umana.
Gli schemi motori e posturali sono costituiti da tutte le forme naturali del movimento e delle loro combinazioni più spontanee, tipiche della motricità del bambino. Infinite sono le attività infantili che hanno in sé schemi combinati quali spingere, trattenere, portare, lanciare, dondolare. Si tratta di esperienze motorie “grezze” e differenti da soggetto a soggetto che vanno sistematizzate con proposte mirate. Il movimento è uno schema dinamico che comporta la variazione di posture e che si realizza nel tempo. La struttura del movimento è caratterizzata da elementi semplici, o unità di base, detti schemi motori di base.
Gli schemi motori di base sono forme di movimento semplici e naturali, dipendono dalla maturazione del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e caratterizzano il potenziale motorio che varia in relazione alla ricchezza degli stimoli ambientali. Vengono utilizzati spontaneamente dai bambini per risolvere i problemi della vita quotidiana. Essi sono il presupposto di base su cui possono essere apprese le abilità motorie generali e rappresentano le forme più elementari del movimento.
- Gli schemi motori di base divengono movimento complesso quando si combinano in stretta successione temporale; la loro variazione, combinazione e riutilizzo favoriscono lo sviluppo della coordinazione dinamica generale.
- Le capacità motorie sono i presupposti essenziali per svolgere le attività motorie.
- Le abilità motorie sono azioni che vengono consolidate prevalentemente con l’esercizio ripetuto e si svolgono, almeno in parte, automaticamente, cioè senza che l’attenzione venga intenzionalmente concentrata su di esse. Nelle abilità la coordinazione è talmente perfezionata e stabilizzata che l’esercizio viene svolto con grande sicurezza.
I principali schemi motori di base sono:
- Camminare, schema motorio naturale per eccellenza. È il primo movimento utilizzato per lo spostamento in equilibrio totale in stazione eretta.
- Correre, evoluzione della deambulazione in cui viene inserita una fase aerea tra un passo e l’altro.
- Saltare, l’acquisizione di questo schema motorio di base implica la presenza di prerequisiti coordinativi che non maturano completamente prima dei 10 anni.
- Lanciare-afferrare, evoluzione del riflesso di prensione che è presente già dalla nascita.
Gli schemi motori di base si sviluppano inizialmente assecondando la maturazione nervosa, in seguito sono sempre più collegati agli stimoli ambientali e all’apprendimento. Quanto più ricco è il repertorio delle esperienze e degli schemi motori, tanto più ampio sarà l’apprendimento delle abilità motorie.
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