Il rischio della perdita del senso di persona
Il rischio che minaccia maggiormente la cultura attuale è la perdita del senso di persona (tratti psicologici, emotivi).
Il temperamento e l'intersoggettività nei bambini
Schaffer sostiene che i bambini sono dotati di temperamento sin dalla nascita, capaci di esprimere attività intenzionale carica di emotività e socievolezza. Il neonato presenta un orientamento innato verso l'intersoggettività (relazione tra più soggetti), evidenziato dal rapporto tra madre e gli adulti di riferimento e dal suo condizionamento esercitato dalle relazioni con gli adulti di riferimento quando poi dovrà relazionarsi con i suoi pari.
Relazione asimmetrica e il ruolo dell'adulto
La qualità della relazione con gli adulti è asimmetrica e dipende dalla disponibilità di quest'ultimi al processo di trasformazione reciproca.
- Relazione asimmetrica centrata sull’adulto: nessun atteggiamento di ascolto verso il bambino e scarsa disponibilità dell’adulto alla trasformazione reciproca.
- Relazione asimmetrica centrata sul bambino: massimo atteggiamento di ascolto verso i bisogni del bambino e massima disponibilità dell’adulto alla trasformazione reciproca.
Il processo educativo deve tener conto anche di esperienze negative (distacco figura materna) e non è possibile evitarle.
Winnicott e la zona di sviluppo prossimale
Winnicott introduce la zona di sviluppo prossimale come uno spazio psico-fisico del "non è mio e non è tuo" in cui il bambino può sviluppare le proprie potenzialità aiutato dagli stimoli dell’adulto. La relazione secondaria diventa importante tra i 3-6 anni durante la frequenza della scuola d’infanzia.
Il bisogno primario di instaurare un contatto è così forte che tende ad instaurarsi anche in assenza della madre con gli adulti di riferimento. Nei bambini piccoli la relazione passa attraverso un canale non verbale.
Importanza della relazione e ruolo degli insegnanti
La relazione quindi assume i connotati di un bisogno irrinunciabile non solo per crescere e imparare, ma per interagire, interpretare e pensare. L’agire del bambino è integrato al suo pensare, ragionare, esprimere emozioni e affetto ed è il modo principale di relazione col mondo che lo circonda.
Il corpo assume il ruolo di soggetto che muove da bisogni, desideri e sentimenti. Il concetto di sé si sviluppa nella relazione con lo spazio, gli altri, gli oggetti, attraverso i significati delle esperienze vissute e delle intenzionalità che esse stimolano nelle esperienze successive.
Gli insegnanti sono i facilitatori dell’esperienza infantile. La trasformazione degli insegnanti si realizza in base alla capacità di sintonizzarsi sui segnali comunicativi inviati dal bambino stesso. Questo atteggiamento aumenta la sicurezza del bambino e lo aiuta ad evolversi.
La relazione è quindi un incontro reciproco che integra i processi affettivi ed emozionali, sin dalla nascita, dando senso ai processi cognitivi e sociali, tanto da caratterizzare il senso di differenziazione sociale.
Intelligenza emotiva e sviluppo del bambino
Micheal D. Gherson ha studiato l’esistenza di un cervello emozionale situato negli organi viscerali, capace di fissare i ricordi legati alle emozioni e intimamente collegato col cervello.
Petr sostiene l’esistenza di un cervello diffuso in tutto il corpo per l’elaborazione delle emozioni. L’intelligenza emotiva è così coinvolta nell’essere al mondo del bambino che non esistono esperienze prive di emozioni, positive o negative che siano.
Competenza di base sicura e autonomia
La competenza di base sicura consente al bambino di allontanarsi dall’adulto di riferimento ed esplorare quello che lo circonda per poi riavvicinarsi all'adulto, ad esempio con l’uso di oggetti transizionali e la pratica di giochi di rassicurazione profonda come la costruzione di case, riempire e svuotare. Più si allontana più sviluppa indipendenza e autonomia. L’insegnante deve affiancare il bimbo e lasciarlo libero di agire, scegliere e operare. Verso i 3 anni il bimbo sopporta meglio il distacco, verso i 5 accetta il distacco con maggiore consapevolezza.
Squilibri emotivi e il ruolo dell'insegnante
Squilibri emotivi, dovuti alla prevalenza di ansie, si manifestano con:
- Ipermotricità: funzione muscolare sovraeccitata.
- Passività motoria: limitata relazione con l’ambiente, opposto ipermotricità.
- Stereotipia motoria: porre la barriera del "non lo so fare".
L’insegnante deve coinvolgere il bambino e sollecitare la sua attivazione emotiva. Se la differenza tra attese e situazione reale è sotto l’attivazione ottimale, il bambino avrà un basso stimolo e quindi carico emotivo. In caso contrario avrà una risposta motoria confusa.
Miller e l'egocentrismo come fase di sviluppo
Miller afferma che il comportamento egocentrico non va interpretato come negativo ma come una fase di sviluppo in cui il bambino relaziona tutto a sé nel necessario passaggio dalla indifferenziazione alla differenziazione dell’ambiente esterno. L’egocentrismo può anche essere considerato una fase protettiva rispetto alle emozioni che impegnano il bambino durante il distacco dalla figura adulta e aiuta quindi il bimbo a sopportare emozioni forti che lo farebbero soffrire. Il bambino usa l’egocentrismo come scudo protettivo a livello emotivo-affettivo. Assecondare la fase di egocentrismo significa supportare il bambino nel processo di distacco dalle figure adulte.
Il corpo e lo sviluppo psico-motorio
L’idea del corpo come espressione olistica e sistemica dell’unitarietà della persona è stata richiamata da Trisciuzzi e Zappaterra. (corpo come centro organico delle pulsioni, proiettato a uno sviluppo psichico fondato sul comportamento motorio, bisognoso della vita di relazione con l’ambiente, motore generico della vita mentale). La motricità stessa è nel bambino la manifestazione della sua personalità.
Vignemont e la rappresentazione corporea
Una recente analisi di Vignemont evidenzia un crescente consenso sulla presenza di due distinte tipologie di rappresentazione corporea:
- Lo schema corporeo: rappresentazione senso-motoria del corpo che sostiene l’azione, la guida del movimento e la sua efficacia. Il corpo attuale è la rappresentazione corporea costantemente aggiornata che si ha in un determinato momento mentre si agisce. Il corpo abituale è la rappresentazione relativamente stabile riferita a parametri che non cambiano velocemente nel tempo (come l’organizzazione spaziale dei segmenti corporei).
- Immagine corporea: rappresentazione del corpo che raggruppa tutte le percezioni, concettuali e emozionali che non sono usate per l’azione. In particolare all’immagine corporea si collega la mappa corporea visuo-spaziale (descrizione delle parti del corpo, della loro prossimità) e la percezione semantica corporea (propriamente concettuale e linguistica).
La maturazione della conoscenza di sé
Prima dei 3 anni lo stato fusionale tra sé ed esterno non consente al bambino di orientarsi pienamente per mancanza della consapevolezza delle sensazioni interne ed esterne. Solo attraverso l’esperienza concreta e la relazione con l’ambiente il bambino matura la conoscenza di sé. L’immagine di sé è la rappresentazione mentale cosciente e la valutazione che ognuno fa di sé in ogni istante della sua vita e delle circostanze. Deriva dalla valutazione di tutte le proprie relazioni, conoscenze e competenze.
L'intelligenza e il suo ruolo nello sviluppo del bambino
L’intelligenza è l’integrazione tra mente e corpo. Si esprime nelle modalità individuali e singolari grazie alle quali ogni individuo risponde emotivamente alle problematiche e alle esigenze. L’intelligenza è un sistema che agisce sulla reciprocità non gerarchica, ovvero un processo che integra informazioni con priorità diverse a seconda della situazione, in preparazione ad una risposta o ad un comportamento, situazione desiderata o da evitare.
Intelligenza corporea e creatività
Il bambino vedendo un oggetto è mosso dall’intenzione di afferrarlo, toccarlo ed è proprio l’intenzione che guida i suoi movimenti. L’agire motorio del bambino è la sua intelligenza in azione. Nel momento in cui il bambino conosce già quell’oggetto, la sua intenzionalità si proietta su cosa può fare con esso sia usando metodi già sperimentati, sia provando cose nuove. Entrare nella relazione senso-motoria con l’oggetto è fondamentale per la conoscenza del bimbo manifestando la sua curiosità. L’aspetto emotivo è quanto di più soggettivo esista.
Gardner e l'intelligenza multipla
Gardner parla di intelligenze multiple e non menti multiple poiché la mente ha la stessa base biologica. La mente è capace di agire anche quando il corpo non è in grado di risponderle, così come il corpo è pronto a interagire con una mente incapace di integrarsi ad esso. Mente e corpo si possono trovare in situazioni di asimmetria ed è l’intelligenza che copre questo gap. L’intelligenza può condizionare il gesto nella sua efficacia e prende il nome di intelligenza corporea cinestetica.
Evoluzione e sviluppo motorio
Lo sviluppo è un processo quantitativo e qualitativo, ovvero legato alla crescita e alla maturazione attraverso una serie di trasformazioni grazie alle quali la persona passa a strutture psico-fisiche sempre più complesse. Il bambino evolve nel continuo passaggio verso forme più evolute di conoscenza alternando momenti di equilibrio (dove l’espressione di intelligenza è adeguata al livello di conoscenze) a momenti di disequilibrio (dove deve adeguarsi a conoscenze non ancora padroneggiate).
Schema del processo di sviluppo
- Fase istituzionale di sviluppo: sostenuta dal paleoencefalo attraverso la memoria della specie e si basa sui movimenti riflessi che assicurano la relazione del bambino con gli adulti di riferimento.
- Fase intenzionale di sviluppo: sostenuta dal sistema limbico attraverso la memoria remota che consente una maggiore plasticità rispetto agli adattamenti richiesti e un certo grado di individualità.
- Fase consapevole di sviluppo: riguarda la neocorteccia e la memoria associativa, capace di elaborare la conoscenza e anche di dare significati attraverso sistemi simbolici complessi (leggere, scrivere), ovvero la capacità di pensare nell’immediato, nel breve termine o medio-lungo. Consente al bambino di immaginare e usare esperienze maturate.
Teoria delle reazioni circolari
- Reazione circolare primaria: associabile alla memoria della specie. La ripetizione motorie caratterizza il processo di assimilazione.
- Reazione circolare secondaria: associata alla memoria remota, si collega al rapporto variabile con l’ambiente. La condotta motoria è modificata, resa più complessa e queste reazioni si rivolgono all’ambiente esterno e valorizzano l’effetto dell’azione prodotta. Il bambino inizia a coordinare le condotte apprese perché vive esperienze nuove per risolvere le quali si trova a combinare insieme più condotte motorie.
- Reazione circolare terziaria: associata alla memoria remota e alla memoria associativa si manifesta attraverso l’applicazione in situazioni nuove delle condotte motorie consolidate nelle fasi precedenti.
Sviluppo delle abilità motorie
Dai riflessi motori sviluppiamo l’abilità grosso-motoria e l’abilità fino-motoria:
- Abilità grosso-motoria: stare in equilibrio, camminare, gattonare, correre, arrampicare, saltare.
- Abilità fino-motoria: padroneggiare gli oggetti attraverso la manipolazione, afferrare, rilanciare, portare.
Queste due forme di abilità si coordinano e si integrano insieme con l’esperienza, strutturando comportamenti motori sempre più complessi e articolati che consentono la piena padronanza dello spazio-tempo.
Emmi Pikler e Loczy: la libera iniziativa e la libertà dei movimenti
Emmi Pikler e Loczy sottolineano che la libera iniziativa e la libertà dei movimenti in un ambiente sicuro rappresentano il presupposto fondamentale per lo sviluppo armonioso del bambino. Il bambino riesce a raggiungere le tappe senza forzature esterne che rischiano solo di fare peggio. Il bimbo ha bisogno di spazi e del suo tempo. L’insegnante deve predisporre un ambiente ricco e interessante dove il bambino possa coordinare insieme l’abilità grosso-motoria e fino-motoria.
Giochi di Ilinx e abilità fino-motoria
Nasce da queste attività una serie di giochi di Ilinx (giochi dove si perde momentaneamente il controllo, ad esempio il salto verso il basso salendo da sopra un rialzo). Il bimbo perde il controllo e lo ritrova dopo la fase di volo. L’abilità fino-motoria attraverso la manipolazione matura la conoscenza degli oggetti e le loro caratteristiche e anche dello spazio percorso per raggiungerli. L’integrazione coordinata di queste due abilità consente di sviluppare la destrezza, cioè la capacità di risolvere in breve tempo e con efficacia situazione mosse da bisogni del bambino e della sua intenzionalità di agire.
Sviluppo motorio nei primi anni
3 anni: miglioramento dell’equilibrio dinamico e della coordinazione della deambulazione e della corsa. Il bambino dimostra di saper correre e di evitare gli ostacoli. Queste abilità si trasferiscono poi ad altre come la salita delle scale. Il bambino migliora la memoria di permanenza dell’oggetto, cerca i giocattoli mancanti, richiama avvenimenti del giorno precedente e implementa il vocabolario.
4 anni: maggiore padronanza delle abilità grosso-motorie con conseguente padronanza della dimensione spaziale che consente al bambino di migliorare l’attività manipolatoria. Uso delle frasi come strumento per designare le percezioni, concetti o idee e ascolta le parole dell’adulto per riorganizzare la sua attività. Riconosce inoltre di essere maschio o femmina.
5 anni: inizia il processo di lateralizzazione con la dominanza emisferica. Le attività manipolative diventano importanti come sostegno allo sviluppo della lateralizzazione.
Educazione e diversità soggettiva
Essere il proprio corpo al mondo è il punto di partenza dell’evoluzione che sostiene la diversità soggettiva. L’educazione deve aiutare il bambino a maturare il suo essere al mondo. La soggettività del bambino è definita dall’intenzionalità, cioè quell’agire cosciente nella relazione che caratterizza la diversità individuale, l’originalità tipica di ogni persona. Educare significa aiutare la singolarità e unicità del bambino per prepararlo al futuro. Nel processo formativo, l’insegnante usa strategie didattiche e stili di insegnamento che permettono di ampliare e integrare le conoscenze pregresse del bambino per aiutare il suo sviluppo.
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