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Ginnastica artistica

Ginnastica artistica maschile

  • Corpo libero: senza accompagnamento musicale e il tempo è di massimo 75 sec
  • Cavallo con maniglie: attrezzo di equilibrio dinamico su cui il ginnasta, alternando l’appoggio sulle diverse zone del cavallo, esegue una successione di movimenti pendolari (forbici) e rotatori o circolari (mulinelli), che possono passare per la verticale, tutti gli esercizi sono eseguiti in appoggio sulle braccia, escludendo completamente l’intervento degli arti inferiori. Tutti gli elementi devono essere eseguiti senza alcuna interruzione
  • Anelli: l'unico attrezzo in cui il contatto dell'esecutore con l'attrezzo resta immutato per tutto l'esercizio
  • Volteggio
  • Parallele pari o simmetriche: tutti gli esercizi vengono eseguiti interagendo con l’attrezzo con i soli arti superiori
  • Sbarra: gli esercizi vengono eseguiti con diverse impugnature e l’uso esclusivo delle mani

Ginnastica artistica femminile

  • Volteggio: si compone di diverse fasi partendo dalla rincorsa, il presalto, la battuta della pedana elastica, un primo volo con arrivo con le mani sulla tavola, la spinta degli arti inferiori, il secondo volo, l'atterraggio sui tappeti e l'arrivo
  • Parallele asimmetriche
  • Trave: la durata dell'esercizio non deve superare 1 min 30 sec
  • Corpo libero: con accompagnamento musicale, minimo di 50 sec ad un massimo di 1 min e 30 sec

Sport acrobatici

  • Duo maschile
  • Duo femminile
  • Duo misto
  • Trio femminile
  • Quattuor maschile

Trampolino

  • Individuale maschile
  • Individuale femminile
  • Sincro a coppie maschile
  • Sincro a coppie femminile

Ginnastica aerobica

  • Aerobica educativa
  • Aerobica sportiva

Jahn vedeva lo sport come un addestramento militare, una forza politica. Studiava la biomeccanica.

Ling guardava lo sport come benessere fisico.

Insieme hanno fatto nascere la federazione di ginnastica.

Concorso generale in cui vengono messi insieme tutti i punteggi degli attrezzi mentre il finale di specialità è il miglior risultato del singolo attrezzo.

La ginnastica artistica è uno sport tecnico-combinatorio: sport con base di gesti tecnici, gesti dove è richiesta precisione, economicità del gesto e riduzione massima di errori. Uno sport con un alto grado di difficoltà coordinativa e dove la competizione è fondata sull’esecuzione più elegante, precisa e suggestiva di elementi combinati.

Armonia e ritmo sono termini tra loro che si integrano ma non possono essere confusi.

Creatività: frutto del rapporto di consequenzialità tra atto pensato e atto agito.

Nella ginnastica artistica il controllo motorio è dominante ed utilizzo il principio della ripetitività durante l’allenamento con metodo misto (rappresenta un punto di incontro tra il metodo globale e quello analitico), esso molto spesso si rivela più economico in termini di tempo e fatica. Viene adottato per eliminare o ridurre eventuali difetti o errori tecnici consolidati che spesso riaffiorano nel momento della competizione. Un buon controllo motorio ha bisogno della conoscenza del proprio schema corporeo. Tale autocoscienza si sviluppa e si affina in particolari atleti, come nel ginnasta, che coltiva forme di movimento legate ad un elevato senso dinamico e gestuale. Quindi: la rappresentazione mentale del corpo proprio non risulta solo come un’autoimmagine ferma, come un corpo statico, ma un’associazione tra schema posturale e schema d’azione ossia la rappresentazione del corpo in movimento.

La ginnastica artistica è:

  • Uno sport closed skills
  • Uno sport aciclico
  • Un'attività di destrezza, potenza e flessibilità

Gruppi strutturali della ginnastica artistica

La ginnastica artistica è divisa in 4 gruppi strutturali:

  • Esercizi di forza:
    • Statici isometrici: troviamo tutte quelle posizioni o figure in cui il mantenimento prolungato dei rapporti tra vari segmenti corporei interessati richiede un notevole impegno muscolare per contrapporsi all’effetto disequilibrante della forza peso del corpo stesso. In tutti questi esercizi, in cui la forza peso agisce attraverso bracci di leva molto lunghi mentre le inserzioni tendinee trasmettono le azioni muscolari ai segmenti scheletrici con bracci estremamente corti. Come ad esempio la croce negli anelli
    • In movimento isotonici: troviamo gli esercizi con il corpo in movimento dall’alto verso il basso, movimento discendente (il corpo scende sollecitato dalla propria forza peso, mentre i gruppi muscolari eseguono un lavoro di decelerazione, riducendo a valori minimi la velocità di discesa del corpo). Gli esercizi con il corpo di movimento dal basso verso l’alto esercizi con movimento ascendente (sono esercizi con azioni muscolare in contrazione concentrica, producendo lavoro senza avvalersi di forze esterne, quali slanci o rimbalzi, questi esercizi sono più difficili da eseguire
  • Esercizi di equilibrio: si divide in statico e dinamico quando il corpo non è in appoggio, né a terra, né ad un attrezzo
  • Esercizi acrobatici
  • Esercizi di slancio

Aiuto e assistenza

Mezzo di sicurezza della ginnastica.

Nella costruzione dell’atleta molti interventi non visibili né quantificabili sono di estrema importanza.

Bisogna indirizzare l’attenzione durante l’allenamento al complesso di intervento rivolti alla sicurezza e all’assistenza del ginnasta sotto ogni aspetto.

Nella ginnastica oltre agli aspetti tecnici sono fondamentali la spinta alla socializzazione, l’incremento del senso sociale e la conquista della sicurezza di sé.

Assistenza fatta da due aspetti:

  • Concetto educativo e sviluppo apprendimenti motori: serve per migliorare la persona non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico e cognitivo. Riguarda quegli aiuti utili per facilitare, sostenere e migliorare le esecuzioni che agiscono sul profilo fisico, psichico e cognitivo. Hanno origine dai primi momenti della vita umana. Il modo di intervenire sui problemi della prima infanzia condiziona spesso i comportamenti successivi. L’educazione avviene tramite la trasmissione di un linguaggio informativo interiore capace di consentire allacciamenti consequenziali di tipo irrazionale. Forme atte ad aiutare il conseguimento di apprendimenti stabili e sicuri attraverso metodologie ben indirizzate, mezzi facilitanti di esecuzione, attrezzature di supporto o altro
  • Misura didattica e pedagogica: tutti gli interventi utili a prevenire gli incidenti nel corso degli apprendimenti e delle esecuzioni. La sicurezza non potrebbe avere nessun ruolo di prevenzione se non fosse un mezzo pedagogico per diminuire il rischio, sconfiggere le inibizioni ed aiutare l’instaurarsi di comportamenti corretti e sicuri. L'aiuto e l’intervento attivo nella ginnastica hanno una funzione altamente educativa che interessa l’individuo ma coinvolge tutto il gruppo che opera

Dietro la mancanza di sicurezza, è nascosto il pericolo reale, perché le incertezze non permettono di prendere il via, o di prenderlo in ritardo.

Abituare i giovani a comportamenti collaborativi e responsabili è un obiettivo altamente educativo.

Il processo educativo è parallelo all’interno di un processo di allenamento.

No ad atteggiamenti iperprotettivi, perché insegnano la paura. Un qualsiasi atto deve essere interiorizzato.

Prudenza, coraggio e controllo delle proprie reazioni sono doti che fanno parte di un tessuto culturale che va stimolato e guidato durante tutto il percorso.

La sicurezza dell'ambiente è importante e anche la ricerca nel campo delle attrezzature.

Le attrezzature facilitanti sono dei mezzi che alleggeriscono il carico e consentono di compiere il movimento nel suo insieme, stimolando i gruppi muscolari appropriati.

I simulatori del movimento invece costituiscono degli aiuti didattici che permettono l'esecuzione del movimento in forma assistita, tale da poterlo ripetere fedelmente. Favorisce la ripetizione in scarico.

L’insegnante deve conoscere e quindi prevedere gli interventi necessari e le misure di protezione opportune per garantire la sicurezza ed evitare che dalle esecuzioni derivino danni di qualsiasi tipo.

Assistenza

  • Preventiva: riguarda gli interventi necessari per eliminare o ridurre gli elementi di rischio per la salute e l’incolumità fisica dell’esecutore:
    • Controllo medico: certificato medico di idoneità sportiva, prima di ogni periodo di attività
    • Controllo generale allievo: abbigliamento adatto, evitare monili. Allenamento con gomma da masticare, bevande appropriate
    • Primo soccorso
    • Assistenza tecnica indiretta: in questo tipo di precauzione è necessaria la conoscenza dell'insegnante perché strettamente tecnica
  • Psicologica: ad essere presa in causa è la sfera psichica che durante i processi di apprendimento o durante l’esecuzione di movimenti non ben assimilati insorga insicurezza o paure. È dunque di grande importanza il rapporto di conoscenza psicologica tra insegnante e allievo. Instaurare con l’allievo un rapporto di fiducia attraverso misurati consigli, affettuosi rimproveri, attraverso l’esempio o la umoristica messa in rilievo di certi errori è sufficiente a diluire le ansie e le tensioni. Essere di supporto dopo una brutta caduta. A volte basta la sola presenza dell’insegnante per rendere sicura l'esecuzione. Attenzione ai rapporti di gruppo
  • Tecnica:
    • Diretta: l’intervento dell’istruttore è manuale direttamente sul ginnasta, è un aiuto finalizzato a guidare il movimento in momenti critici dell’esercizio e a prevenire errori che possono provocare danni fisici. Questo intervento è un corredo didattico ben preciso dell’insegnante. Un insegnante di ginnastica artistica deve essere abile con le assistenze, deve essere sempre vigile, deve avere perfetta conoscenza dell’esercizio in cui ci si appresta ad intervenire e dev’essere a conoscenza della tecnica d’intervento. L'insegnante deve occupare il posto opportuno per intervenire. Questa assistenza si divide in:
      • Energica: si facilitano gli allievi nelle azioni
      • Geometrica: per direzionare geometricamente i movimenti dei segmenti corporei nelle varie fasi dell’esercizio
      • Di sostegno: una volta acquisito il movimento, è utile per fissare alcune posizioni
    • Indiretta: questo tipo di assistenza è a carico dell’allenatore, che conosce bene il ginnasta ed è in grado di determinare il dove, il quando e il perché debbano essere usati certi interventi

Attrezzatura facilitante: che consente di alleggerire il carico pur riproducendo il movimento nel suo insieme. Permette un’accelerazione del processo di apprendimento in quanto il ginnasta sentendosi assistito esercita il movimento senza insicurezze stimolando i gruppi muscolari correttamente.

L’uso del trampolino infatti è estremamente valido sia nella preparazione di base di un ginnasta che nella sua fase più evoluta, ma anche atleti che non sono supportati da una grande preparazione fisica. Esso favorisce l’apprendimento di gesti tecnici con rotazioni su tutti gli assi al suolo e sugli attrezzi. Possiede un’inclinazione graduabile ma può essere mantenuto anche orizzontale. Si può usare da fermi, dopo una rincorsa da terra o su una panca oppure si può utilizzare in discesa, dopo un salto da un rialzo. Sempre con arrivi su tappeti paracadute. Migliora coordinazione spazio-temporale, destrezza, differenziazione cinestetica, equilibrio, ritmo e schema corporeo. Consente un elevato numero di ripetizioni. Previene microtraumi da arrivo, soprattutto a caviglie, ginocchia e colonna vertebrale.

Principi generali dell'assistenza manuale

  • Capacità dell’assistente di intervenire su esercizi diversi con efficacia ed economia di sforzo usando pressappoco la stessa tecnica
  • Ripetitività dell’azione trasferendo per esecuzioni analoghe alcune tecniche di intervento anche su specialità diverse
  • Posizione dell’assistente deve sempre essere tale da consentire di valutare il momento critico dell’esercizio
  • Rapporto fisico con l’atleta quando l’intervento richiede una azione di bloccaggio la presa deve avvenire il più vicino possibile alla parte centrale del corpo, in modo che l’assistenza stessa non sia motivo di trauma, e la posizione dell’assistente deve essere il più vicino possibile all’esecutore

Il ginnasta e l'allenatore

La ginnastica non è uno sport che si può apprendere da soli; alla figura del ginnasta deve essere sempre abbinata la figura dell’allenatore.

Il ginnasta

  • La componente massimale della preparazione di un ginnasta è la varietà delle esecuzioni
  • Il ginnasta deve competere prima con se stesso e con l’attrezzo
  • La preparazione deve essere la più variata possibile
  • La varietà migliora la motricità generale, aumenta il senso dello schema motorio del ginnasta e la sua coordinazione nello spazio e nel tempo
  • L’autoimmagine è un altro fattore molto importante
  • Il ginnasta non arricchito a livello motorio troverà delle difficoltà nell’eseguire esercizi e avrà un problema di rapporto
  • La capacità neuro-muscolare va educata in giovane età
  • Allenare il senso geometrico e il senso delle reali dimensioni dei fatti degli attrezzi aiuta il ginnasta a non avere dei blocchi in futuro, inoltre allenando questa sensazione l’attrezzo diventa un’estensione o un prolungamento del proprio corpo
  • Bisogna acquisire sicurezza su tutti gli attrezzi. Questo si raggiunge solo con un lungo periodo di allenamento per consentire una ricca sensibilità, percezione e intuizione

L’allenatore

  • La figura dell’allenatore e del suo ruolo, assumono una dimensione notevole nella preparazione dello schema razionale di questo sport
  • L’allenatore non è una macchina che trasmette solo informazioni
  • Il lavoro dell'allenatore è proteso all'educazione di giovani in continua trasformazione, non solo strutturale tecnica ma soprattutto psichica ed emotiva
  • Sul piano della didattica frequentemente l’allenatore, che non sia sorretto da una notevole carica umana, commette degli errori impensabili nel modo di condurre un allenamento
  • Il fattore umano deve essere sempre accompagnato e affiancato da una cultura tecnica specifica
  • L’errore più grossolano dell’allenatore si nasconde insidiosamente nel rapporto relazionale che deve esistere tra lui e i suoi allievi
  • L’allenatore non deve avere come obiettivo il prestigio personale. Quindi il giovane atleta non deve essere solo una macchina esecutiva di movimenti
  • Il linguaggio dell’allenatore deve essere chiaro e deve essere rivolto al cervello e non solamente agli arti del ginnasta
  • L’allenatore deve essere pronto al dialogo deve conoscere gli atleti deve vivere le loro ansie, deve essere interessato e competente
  • L’allenatore è prevalentemente un educatore che abbia una profonda disponibilità a mettersi in discussione per verificare se stesso ogni volta che questo sia necessario e che, attraverso lo studio di una tecnica sempre più affinata e redditizia, non si faccia sostituire da questa, cancellando la propria umanità e personalità
  • Un buon allenatore dovrebbe essere tecnicamente preparato ed aggiornato ma dovrebbe anche aver acquisito una certa sicurezza personale che gli permetta di improntare il suo allenamento prima sulle esigenze umane e poi sull’obiettivo della vittoria
  • Un buon allenatore dovrebbe aver sviluppato una propria auto consapevolezza e una sincera autostima
  • Il ruolo leader dell’allenatore, fa sì che si ritrovi ad essere un punto di riferimento ed un modello di identificazione per i suoi ragazzi, sia sul piano agonistico che su quello umano
  • Dal punto di vista psicanalitico l’allenatore diventa un sostituto edipico molto importante
  • La figura chiave dell’allenatore deve fare attenzione al fenomeno burn-out

Fare l’allenatore significa operare in un contesto di elevata esposizione, in cui ogni decisione viene costantemente osservata, valutata, e giudicata. Questo vale indipendentemente dal livello degli atleti allenati, che si tratta di professionisti, adolescenti o bambini. Il ruolo dell’allenatore è sempre centrale e fortemente visibile.

Un allenatore efficace, non è soltanto un tecnico competente, ma anche un leader capace di ispirare fiducia e rispetto guidando atleti e squadre con empatia, equilibrio emotivo e capacità decisionale. Per raggiungere questo obiettivo è necessario accettare l’umanità del ruolo:

  • Riconoscere che l’errore fa parte del processo: nessun allenatore può essere perfetto
  • Focalizzarsi sui fattori controllabili, comprendendo che non è possibile gestire il giudizio di tutti, ma solo il proprio comportamento, le proprie scelte e il proprio atteggiamento
  • Costruzione di un sistema di supporto basato su una rete di persone fidate

In ambito sportivo le modalità di allenamento, i programmi e gli esercizi cambiano ed evolvono in continuazione, diventando sempre più elaborati e impegnativi, nella ginnastica sempre più complessi. Parallelamente le richieste e le aspettative legate ad essi crescono. Affinché ci possa essere una piena efficacia della modalità e dei programmi proposti dall’allenatore/tecnico occorre avere uno sguardo più complessivo sul sistema-atleta considerandolo nella sua dimensione di atleta interiore.

Dentro ogni atleta si cela l’atleta interiore fatto di pensieri ed emozioni, di sensazioni e percezioni, di capacità e competenze che si manifesta attraverso l’

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaiella30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e didattica degli sport individuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Boga Andrea.
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