Tecnica mangimistica
La tecnica mangimistica è l’attività di preparazione degli alimenti per gli animali. L’alimentazione è un punto fondamentale nella gestione di un allevamento; incide per il 50-60% sui costi totali dell’azienda. La produzione mangimistica è influenzata dal numero di animali allevati, dall’andamento del mercato per i prodotti derivanti dall’allevamento e dalle materie prime. In Italia, negli ultimi anni, i mangimi per i vari tipi di animali di interesse zootecnico hanno avuto un aumento delle vendite, si può notare un calo per quanto riguarda i mangimi per gli animali da compagnia in generale, il calo deriva dal settore dei mangimi per conigli e per altri animali di affezione.
Qualità del mangime
Una corretta razione alimentare dipende dalla qualità del mangime. Per avere un mangime di buona qualità bisogna scegliere correttamente le materie prime che lo compongono. Un corretto utilizzo degli alimenti deriva dalla conoscenza di tutte le caratteristiche chimico-fisiche e dietetico-nutrizionali.
Materie prime per mangimi
Per materie prime per mangimi si intendono i prodotti di origine vegetale o animale, allo stato naturale, freschi o conservati, i loro derivati dalle trasformazioni industriali, le sostanze organiche o inorganiche, con o senza additivi, destinati ad essere utilizzati per l’alimentazione animale, direttamente o previa trasformazione per mangimi composti o come supporto a premiscele.
Tipologie di mangimi
- Mangimi semplici di origine vegetale: Singoli prodotti vegetali allo stato naturale, freschi o conservati, ed i derivati della lavorazione industriale dei medesimi.
- Mangimi semplici di origine animale: Prodotti animali allo stato naturale, freschi o conservati, ed i derivati della loro lavorazione industriale.
- Mangimi completi: Miscele di materie prime per mangimi, che bastano ad assicurare una razione giornaliera.
- Mangimi composti: Miscele di materie prime per mangimi, con o senza additivi, destinati all’alimentazione animale, sotto forma di mangimi completi o complementari.
- Mangimi complementari: Miscele di materie prime per mangimi, che contengono alti tassi di alcune sostanze e vanno, quindi, somministrati insieme ad altri mangimi per assicurare una razione giornaliera.
- Mangimi minerali: Mangimi complementari costituiti principalmente da minerali ed almeno il 40% di ceneri gregge.
- Mangimi melassati: Mangimi complementari a base di melasso e, almeno, il 14% di zuccheri.
- Mangimi di allattamento: Mangimi composti, somministrabili sia secchi che diluiti, per giovani animali, come complemento o in sostituzione al latte materno.
- Mangimi medicati: Mangimi contenenti premiscele per alimenti medicamentosi.
- Mangimi composti integrati: Preparazioni ottenute associando mangimi composti con mangimi concentrati ed integratori oppure un nucleo.
- Integratori per mangimi: Preparazione che contiene uno o più principi attivi ed altri costituenti ad azione biologica, da aggiungere ai mangimi per potenziare il valore nutritivo o stimolare funzioni produttive e/o energetiche degli animali.
- Nuclei: Mangimi composti concentrati integrati. Vengono miscelati con mangimi semplici e composti per ottenere mangimi integrati composti.
Razione per animali
Nella preparazione di una razione per animali, dopo aver stabilito il fabbisogno alimentare, bisogna tener conto, per quanto riguarda i componenti dei mangimi, di:
- Disponibilità e prezzo.
- Contenuto in sostanze nutritive.
- Azione dietetica.
- Appetibilità e possibilità di impiego.
- Contenuto in fattori anti-nutrizionali.
L’alimentazione si definisce sbagliata quando vengono forniti insufficienti o eccessive quantità di alcune sostanze. Possono derivarne disturbi quali: malattie metaboliche, minore resistenza ai patogeni, ipofertilità.
Foraggi
I foraggi sono la più importante categoria per l’alimentazione dei ruminanti. Si dividono in Foraggi Freschi Verdi e Foraggi Conservati. Grazie alle fibre garantiscono la produzione di acido acetico e, quindi, la presenza di grasso nel latte. I fattori che determinano la qualità di un foraggio sono:
- Specie.
- Momento di raccolta (all’aumentare dello stato vegetativo diminuiscono il rapporto foglie/steli, la quantità di acqua e la quantità di proteine, mentre aumenta la presenza di fibra, in particolare lignina).
- Tecnica di raccolta e conservazione.
- Clima.
Caratteristiche dei foraggi
Foraggi freschi
- Umidità: 70-85%
- Fibre: 20-40% con basso contenuto in lignina
- Proteine: 5-10% per le graminacee, 12-15% per le leguminose
- Digeribilità: bassa
- Buon contenuto di caroteni e vitamina E
- Principale acido grasso è l’acido linoleico
Foraggi affienati
- Acqua: 12-15%
- Fibre: alto contenuto di fibra grezza
- Proteine: 5-10% per le graminacee, 12-15% per le leguminose
- Energia: 0.60-0.65 UFL/Kg s.s.
Foraggi insilati
- Umidità: 65-70% silomais, 40-50% insilato di medica
- Fibre: alto contenuto di fibra grezza
- Proteine: 6-8% silomais, 13-15% insilato di medica/Kg s.s.
La qualità dei prodotti è il presupposto per assicurare il soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali, salute e benessere dell’animale, sicurezza per il consumatore, tutela dell’ambiente in cui è inserita l’attività di allevamento. La sicurezza dei prodotti di origine animale dipende ed inizia con la qualità dei mangimi.
Mangimifici
Possiamo classificare i mangimifici in base alla loro capacità produttiva:
- Mangimifici di piccole dimensioni: Sono convenzionati con strutture esterne per quanto riguarda le analisi dei prodotti, sono dotati di una pressa per la produzione del pellet, la loro attività di vendita è locale.
- Mangimifici di medie dimensioni: Possiedono, molto spesso, un laboratorio di analisi interno, la loro attività di vendita è interregionale. Sono muniti di pressa per pellet e spesso anche di essiccatoi e laminatoi.
- Mangimifici di grandi dimensioni: Si tratta di vere e proprie industrie che operano sul territorio nazionale. Sono muniti di laboratori di analisi, offrono corsi di formazione e collaborano con i clienti. Possiedono apparecchiature per la lavorazione dei cereali e grandi quantità di materie prime.
Classificazione mangimifici per lavorazione
Un’azienda mangimistica, oltre che per le dimensioni, può essere classificata anche in base alle scelte di lavorazione. Distinguiamo:
- Industrie mangimistiche a post–miscelazione: Queste industrie lavorano con materie prime che sono state già macinate, ed in alcuni casi anche premiscelate. I vantaggi di questo tipo di industria sono il facile dosaggio delle materie prime, nessun immagazzinamento intermedio delle farine, facile macinazione di alcune materie prime che arrivano già premiscelate, installazione semplice e con costi relativamente ridotti.
- Industrie mangimistiche a pre-miscelazione: In queste aziende ogni materia prima viene macinata separatamente, in seguito viene immagazzinata in sacchi o alla rinfusa prima di dosare ogni prodotto per la produzione di mangime. I vantaggi di questo tipo di industria sono la macinazione altamente accurata e adatta ad ogni tipo di materia prima impiegata, regolazione della macinazione accurata, possibilità di regolare la macinazione delle materie prime in base al prodotto finito desiderato. Gli svantaggi sono i costi elevati, le difficoltà di estrazione e dosaggio di alcune materie prime, rischio di sedimentazione delle farine e rischio di riscaldamento da immagazzinamento prolungato.
Fasi di lavorazione di un mangime
- Ricezione, pesatura, prelievi
- Scarico nell’apposita buca
- Trasporto nei silos di stoccaggio ed immagazzinamento
- Macinazione
- Dosaggio ingredienti secondo la formula scelta
- Miscelazione
- Miscelazione in miscelatore secondario per pre miscele a base di additivi
- Lavorazioni successive quali trattamento tecnologico, insacco, confezionamento, stoccaggio finale in silos per vendita come mangime sfuso
Ricezione materie prime
- Controllo qualità e gestione approvvigionamenti: In questa fase si provvede al controllo qualitativo e quantitativo delle materie prime in entrata, alla loro classificazione e ad un eventuale trattamento tecnologico. È molto importante gestire correttamente gli approvvigionamenti per evitare sia eccessi che carenze. Le materie prime possono essere trasportate mediante autocarri, vagoni, chiatte, oppure, in caso di materie prime pregiate e/o in piccole quantità, per via aerea. Arrivano sfuse, in sacchi da 25 kg, cartoni, scatole, bidoni, fusti, sacconi da 600/70 kg.
- Pesatura materie prime: È importante controllare che i quantitativi ricevuti corrispondano all’ordine e al documento che ne attesta il trasporto e la ricezione. Nei piccoli mangimifici, per pesare le materie prime, viene utilizzata una bascula a comando manuale. Si tratta di uno strumento economico, regolare e preciso. Nei grossi mangimifici si usa, invece, una bascula interrata o a ponte, che permette di pesare sia il carico che il veicolo che lo trasporta. Ha un costo elevato ma è rapida e agevole, inoltre viene usata anche per le spedizioni.
- Procedura di campionamento
- Campione rappresentativo
- Omogeneizzazione del campione
- Conservazione del campione in un luogo fresco ed asciutto, prima delle analisi
- Limitare l’esposizione alla luce
- Evitare la contaminazione dei campioni prelevati
- Criteri di campionamento
- Casuale
- Mirato: Tieni conto di alcune caratteristiche dei prodotti, che possono rappresentare potenziali rischi
- Su sospetto: Sequestro amministrativo preventivo della partita campionata, effettuato in base a sospetto di irregolarità, emergenze epidemiologiche o tossicologiche, eventi straordinari
- Tipi di campionamento
- Campionamento statico: Effettuato in più punti, specifici, della massa non in movimento. Si utilizzano sonde con bordi rialzati o sonde con lunghe fessure in successione. Ogni foro è considerato un campione attendibile solo se ci sono almeno 50 cm di distanza col foro precedente.
- Campionamento dinamico: Si svolge, in tempi diversi, su merci in movimento. I prelievi vengono effettuati dai nastri trasportatori o da masse di alimenti in flusso. Numero di campioni e distanza tra essi dipendono dalla durata di carico.
- Campionamento automatico: Effettuato con sonde automatiche situate nei pressi della pesa per autocarri. Le sonde sono tubi con punta di penetrazione di varia lunghezza e aperture o finestre ad intervalli regolari. Queste si aprono quando il tubo è totalmente immerso nella massa. Il campione rappresentativo della massa viene inviato al laboratorio per le analisi.
- Registrazione del campione
- Verbale di campionamento:
- Data di arrivo in laboratorio
- Indicazioni sul richiedente
- Assegnazione numero/codice
- Azienda di provenienza, area geografica
- Animale a cui è destinato l’alimento
- Informazioni utili alla comprensione dei risultati.
- Destinazione dei campioni:
- Indicazioni delle analisi necessarie (metodo Weende, metodo Van Soest, tecnica NIRS)
- Verbale di campionamento:
- Tipi di analisi
- Schema Weende: Umidità, Protidi grezzi, Estratto etereo, Cenere, Fibra grezza, Estrattivi inazotati.
- Schema Van Soest: Fibra neutro detersa (NDF), Fibra acido detersa (ADF), lignina acido detersa (ADL), Carboidrati non strutturali.
- Tecnica NIRS: Questa tecnica si basa sulla capacità degli alimenti di assorbire, trasmettere e riflettere le onde elettromagnetiche, nelle frequenze vicine agli infrarossi.
- Conservazione del campione: Il campione va conservato in frigo a 0/+4°C o in freezer da -10 a-20°C.
- Scarico materie prime: Le materie prime possono essere scaricate tramite cassone ribaltabile, cisterna a pressione, cisterna per liquidi alimentari. Dopo essere state scaricate, le materie prime vanno stoccate in silos o magazzini.
- Pulizia materie prime: Le materie prime vengono pulite tramite separatore combinato, che permette una pulitura preliminare e una più completa. Questo strumento è di facile regolazione ed è preciso. È possibile usare anche un separatore magnetico.
- Trasporto interno
- In sacchi: I sacchi sono trasportati con carrello a pianale, muletto, elevatore di sacchi, tappeto mobile. Quando le materie prime passano nella tramoggia, il trasporto seguente avviene come le materie stoccate alla rinfusa.
- Alla rinfusa: In base alle necessità abbiamo elevazione verticale con gru (grossi mangimifici), verricelli (piccoli mangimifici), elevatori a tazze o a catene, coclee (inadatte a materiali delicati); elevazione orizzontale con carrelli e pianali, coclee, trasportatori a nastro e a catena, trasportatori pneumatici.
- Trasporto sostanze liquide: Trasportate con trasportatori pneumatici.
- Immagazzinamento: Avviene in silos o magazzini, organizzando i sacchi in pile. I materiali stoccati devono essere accompagnati da scheda di identificazione.
- Dosaggio: Operazione in cui i componenti di una formula per mangimi vengono accuratamente pesati. Il dosaggio è manuale per gli integratori, per gli altri ingredienti è automatico o semi automatico. Il sistema di dosaggio dipende dal tipo di materia prima da dosare. Per prelevare i materiali dai silos si utilizzano gli estrattori, spe.
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