Il sistema feudale
Il sistema feudale è un’organizzazione di tipo politico. Le curtis sono divise in due parti, la pars massaricia (parte del feudo che il signore affida ai contadini) e la pars dominica (parte del feudo di diretta appartenenza del signore, in quest’area ci sono terre da coltivare, i contadini sono chiamati a coltivare queste terre).
La terza parte è inglobata nella pars dominica che è rappresentata dalle superfici del feudo occupate dal bosco e dal pascolo. Dal bosco si ricava il legname che serve per le costruzioni, si ricavano frutti che il bosco offre spontaneamente e che vengono usati come alimentazione. Nei pascoli i contadini portano a pascolare il bestiame.
Pars massaricia parte coltivata dai servi. L’economia curtense non si struttura solo intorno un castello. L’economia curtense si struttura anche intorno ai feudi. Intorno al monastero c’erano le capanne dei contadini che erano anche loro servi della gleba. Il monastero è anche un centro di cultura molto importante perché ci sono dei monaci che si dedicano a ricopiare i testi del mondo classico.
Crisi e trasformazione del sistema curtense
A partire dal decimo secolo iniziano a diminuire le incursioni dei barbari. La crescita della popolazione inizia ad erodere il sistema curtense. Il signore inizia a perdere il controllo diretto che aveva sui suoi contadini. I signori feudali nel tentativo di difendere la loro condizione sociale iniziano ad inasprire i loro rapporti con i contadini.
Tra l’alto e il basso medioevo cambia il clima, per esempio si verifica un aumento delle temperature. La frammentazione dei rami nobiliari causa la frammentazione del sistema feudale. A partire dal basso medioevo la dissoluzione del sistema curtense non è un processo uniforme.
A utilizzare il sistema feudale è in particolare Carlo Magno che si affida ai cavalieri ai quali affida i feudi. Il periodo carolingio mette in discussione la supremazia dei singoli feudi. Nell’alto medioevo l’Europa era diventata un’area arretrata rispetto al mondo arabo e al mondo dell’impero romano d’oriente che invece sono più progrediti dal punto di vista culturale e tecnico.
Innovazioni tecniche e agricoltura
Dalla fine del mondo romano le tecniche non avevano conosciuto delle significative innovazioni. Le innovazioni arrivano anche spontaneamente, in altre parole a partire dal settimo secolo si diffonde in Europa centro-settentrionale un nuovo modello di aratro che consentirà di lavorare meglio la terra che consentirà un forte aumento della produttività, l’inventore di questo aratro non ci è noto, sappiamo solo che tra il settimo e l’ottavo secolo in alcune zone d’Europa si utilizza questo aratro pesante.
Le innovazioni possono anche essere importate. Gli scambi e i contatti con gli altri popoli consentiranno di portare in Europa queste nuove tecnologie. Queste innovazioni sono quelle innovazioni che pongono fine al sistema feudale. Il potere economico dalle campagne si sposta nelle città, questa trasformazione si deve a tanti fattori come ad esempio la crescita della popolazione che a sua volta è determinato da un aumento delle risorse alimentari.
Le innovazioni tecnologiche sono:
- La diffusione del mulino ad acqua, con un mulino idraulico si ottengono maggiori quantità di farina in minor tempo.
- Il mulino ad acqua viene in Europa dall’oriente.
- Nel settimo secolo si diffonde l’aratro pesante.
- Nel nono secolo si diffonde l’uso del ferro di cavallo che viene lavorato in modo tale che diventi un supporto per lo zoccolo dei cavalli che sono chiamati a trainare l’aratro.
- Si adotta l’attacco a tandem agli animali.
Generalmente l’aratro veniva attaccato sul collo degli animali, questo aratro premeva sul collo degli animali che facevano sì che la sua forza diminuiva, per questo con l’attacco a tandem l’aratro non è direttamente attaccato al collo dell’animale ma al corpo dell’animale.
Questi campi non erano recintati ma erano aperti, ciò significa che l’attività agricola doveva essere uguale per tutti, quindi c’era una precisa organizzazione degli spazi agricoli. Aumentare la produttività significa aumentare l’efficienza, cioè il modo di fare le cose.
Fattori di produzione
I fattori di produzione sono il capitale (inteso come impianti, attrezzature, utensili). Il capitale fisso è quello che viene utilizzato in più cicli produttivi. Il capitale fisso viene utilizzato per più produzioni, il capitale circolante viene utilizzato una tantum. Il capitale circolante entra nel fattore produttivo una volta sola.
I fattori di produzione sono tre: il capitale, il lavoro e la terra o le risorse naturali. Queste innovazioni tecniche intervengono sull’input. L’Europa sviluppa un interesse per la meccanizzazione delle operazioni. Sviluppano l’idea che le operazioni possono essere svolte con l’ausilio di