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Filippo Juvarra e il Barocco

piemontese

B

IOGRAFIA MINIMA Nato il 7 marzo 1678 a Messina, Filippo Juvarra

è figlio di un argentiere e apprende i rudimenti

del mestiere paterno nella bottega di famiglia.

All’età di dodici anni viene introdotto

all'esercizio del disegno e agli studi teologici.

Ordinato sacerdote nel 1703, Juvarra si

trasferisce a Roma dove ha l’opportunità di

studiare sotto la guida dell’architetto Carlo

Fontana. Dopo la scomparsa del maestro,

avvenuta nel 1708, è costretto a ricercare un

impiego di corte.

Nei successivi dodici anni lavora come

scenografo e architetto presso la corte

cardinalizia di Pietro Ottoboni.

Nel 1714 viene assunto al servizio di Vittorio

Amedeo, al tempo Duca di Savoia e sovrano

della Sicilia in seguito al Trattato di Utrecht,

primo architetto civile

come del regno d’Italia.

Il primo incarico ufficiale che impegna Juvarra

a Torino è la costruzione della Basilica di

Ritratto di Filippo

Agostino Masucci, Superga.

Juvarra (1735, Roma, Accademia Per conto del Duca di Savoia progetta inoltre

Nazionale di San Luca) nei successivi anni la facciata e lo scalone

principale di Palazzo Madama, la chiesa di San Filippo Neri, la chiesa del

Carmine e alcuni spazi della Reggia di Venaria.

Nel 1718 è ospite a Lisbona presso la corte del re Giovanni V per il quale

progetta un nuovo palazzo reale tuttavia mai realizzato.

Terminata nel 1733 la costruzione della Palazzina Stupinigi, villa di caccia

commissionata dalla famiglia sabauda, Juvarra viene chiamato alla corte del re

di Spagna Filippo V. Una volta nominato capo architetto del regno spagnolo,

completa il Palazzo Reale di Madrid e altre residenze reali extraurbane.

Muore il 31 gennaio 1736 a Madrid a causa di una polmonite.

S TILE la sodezza

In una dedica del 1725 lo stesso Juvarra afferma di seguire “

dell’arte secondo l’insegnamento di Vitruvio e Palladio e tutti i più celebri

autori: di qual sodezza io sono sempre stato amatore e del semplice, in cui ogni

arte riconosce, a mio credere, la sua perfezione. Non è però che io abbia

negletto gli ornati, ma me ne sono servito in sobrietà ed ho procurato a tutto

mio potere di imitare in questo lo stile del cavalier Borromini, il quale più di

ogni altro ha ornato i suoi disegni e ha introdotto cotal genere nel Popolo” .

Lo stile di Juvarra risente della sua prodigiosa conoscenza dell’architettura

presente e passata, italiana e straniera, acquisita tramite libri, stampe, disegni

e lunghi viaggi in Europa. Nella sua produzione si mostra attento alla tradizione

classica di Alberti, Palladio, Bernini e il maestro Carlo Fontana ed esibisce un

forte interesse per le creazioni innovative di Michelangelo, Borromini, Cortona e

Guarini. Per quanto riguarda la scena europea gli interessi dell’architetto

messinese sono rivolti principalmente verso le architetture di J. H. Mansart e

Fischer von Erlach.

Il lavoro di Juvarra si distingue per uno stile che in sostanza combina elementi

classici con innovazioni barocche e rococò. La sua architettura è caratterizzata

da un senso di grandiosità e teatralità, con una particolare attenzione alla

monumentalità degli spazi e alla ricchezza decorativa. Grazie alla sua

esperienza da scenografo, Juvarra era abile nel manipolare la luce e l’ombra

per creare effetti drammatici ed enfatizzare le forme architettoniche. Le sue

opere sono spesso caratterizzate da facciate elaborate, ornamenti scultorei

dettagliati e una varietà di elementi decorativi che conferiscono loro

un’eleganza regale.

O PERE PRINCIPALI

Reale basilica di Superga (1716 – 1731)

Costruita per volere del Re di Savoia Vittorio Amedeo II per celebrare la

sconfitta dei francesi nell’assedio di Torino del 1706, la basilica di Superga

sorge sull’omonimo colle

torinese su una preesistente

chiesetta. Juvarra aveva

elaborato un progetto di

costruzione ma il colle di

Superga come era

geograficamente costituito

non dava la possibilità di

realizzarlo. Fu quindi

necessario scavare la collina,

abbassandone la cima di circa

quaranta metri. Nel luglio del

1717 iniziarono i lavori con la

posa della prima pietra.

L’edificio fu inaugurato nel

1731.

La basilica presenta una pianta centrale a croce greca con una cupola a doppia

calotta alta settantacinque metri e impostata su un tamburo con ampie

Facciata Ovest della Basilica di Superga

1.0 - (foto di L.

Trambaglio, 2010) (figura 1.0)

finestre. La facciata principale è costituita da un pronao di otto

colonne corinzie in marmo di Gassino, ispirate al Pantheon di Roma, e un

frontone triangolare neoclassico. L’edificio è dotato di due campanili

tardobarocchi posti ai lati del corpo centrale e probabilmente di ispirazione

borrominiana. All’interno si trovano sei capelle (due principali e quattro minori)

ornate da sculture realizzate da maestranze locali e da due dipinti a olio. La

basilica fu dotata, per volere dello stesso Vittorio Amedeo II, di una cripta a

croce latina di gusto barocco realizzata dopo la morte di Juvarra. A Superga

sono ancora visitabili i feretri di alcuni membri della Casa Savoia, tra cui

Vittorio Amedeo II, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele I.

Sul retro della basilica Juvarra progettò anche un convento (abitato fino al

2015) con chiostro interno, costituito da un doppio ordine di archi che

circondavano un giardino all’italiana, e gli Sezione e pianta della Basilica di

1.1 -

appartamenti reali utilizzati esclusivamente Superga (Torino, Archivio di Stato)

per cerimonie durante le visite della

famiglia sabauda.

Spaccato della Basilica di Superga

1.2 - (Torino, Archivio di Stato)

- Interno della cupola

1.3 (foto di M. Ferrari, 2018)

Chiesa di San Filippo Neri (1715 – 1730)

La costruzione della chiesa di San Filippo Neri di Torino ha inizio nel 1675, ma a

causa di una serie di sfortune alterne si protrasse per oltre due secoli. Il

progetto iniziale, il quale prevedeva la realizzazione di una

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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