STORIA DELL’ARCHITETTURA
Prof.ssa Tottone
Architettura Antica Grecia
Con il termine “Grecia antica” non si hanno dei confini definiti, si parla di un insieme di
città, di popolazioni che condividevano la stessa lingua, cultura, una simile visione del
mondo, anche se molto spesso erano città indipendenti e sparse in aree diverse.
L’antica Grecia non coincide con l’attuale Grecia ma comprendeva anche altri territori.
Quando parliamo dunque di architettura greca dobbiamo considerare anche le regioni
dell’Asia Minore che si affacciano sul mar Egeo.
Questo perché la civiltà greca non nasce come uno Stato in sé ma è il risultato di un enorme
fenomeno migratorio che ebbe come caratteristica principale la conquista di tutte le aree
in cartina.
Quindi attuale Turchia (Asia minore), il mar Egeo con tutte le sue isole, Attica, Peloponneso,
Macedonia, Isola di Creta, le colonie occidentali quindi la magna Grecia (regioni più basse
dell’Italia).
L’unica popolazione stanziale in Grecia era quella degli Ioni, che occupavano la penisola
Attica e inizialmente anche il Peloponneso.
Una popolazione proveniente dai Balcani è quella dei Dori, che occuparono le terre degli
Ioni, i quali sono costretti ad emigrare a stabilirsi sulle coste dell’Asia minore. I dori hanno
provocato con la loro occupazione il disgregamento di alcune città che si erano sviluppate
soprattutto nelle isole (come la Civiltà di Creta, anche detta minoica, che era nel suo
massimo momento di splendore).
Dedalo -> sinonimo di labirinto, dal nome dell'architetto che costruì il labirinto per
nascondere il Minotauro.
Altra civiltà importante è la civiltà micenea (di Micene), nel Peloponneso, intorno all’VIII
secolo a.C. e iniziano a crearsi nuove forme di insediamento urbano, le poleis (polis al
singolare). Queste erano città indipendenti, come tante piccole città stato, autosufficienti,
ognuna con un proprio governo (es: ad Atene la democrazia, a Sparta l'oligarchia), e queste
erano costantemente in lotta tra loro. Soprattutto la rivalità si ha tra Sparta e Atene.
Questa indipendenza era anche favorita dalle caratteristiche del territorio greco, fortemente
montuoso, che rendeva i contatti tra le varie città complicati.
Si sono conservati i resti di grandiose residenze, in cui risiedevano i sovrani ma non solo.
Tra i palazzi più importanti a Creta:
- Malia
- Féstos
- Knosso (o Cnosso)
IL PALAZZO DI CNOSSO
In particolare il palazzo di Cnosso, a Creta, aveva le dimensioni di una vera e propria città
(20 mila metri quadrati), aveva oltre mille stanze, destinate al sovrano, alla regina, ai
funzionari dell’amministrazione, dedicate al culto, la sala del trono, la sala dei ricevimenti,
un’enorme cortile centrale.
Inoltre si trovano i magazzini, disposti in modo ordinato sul lato ovest, che servivano a
conservare il surplus della produzione agricola.
Non troviamo, come invece ci aspetteremmo, delle mura spesse, alte, oppure un fossato,
delle torri di avvistamento. L’assenza di fortificazioni ci dimostra che la civiltà cretese aveva
raggiunto un potere tale sul mediterraneo e sulle altre popolazioni da non temere più alcun
nemico.
La costruzione si protrasse per molto tempo e fu ricostruito più volte, perché il territorio era
spesso soggetto a terremoti, maremoti, in particolare attraversa 3 periodi: pre palaziale,
palaziale, post palaziale.
La pianta:
Il cortile centrale è un rettangolo in rapporto 1:2 (base = altezza/2).
Il perimetro esterno è irregolare con diversi ingressi.
Guardando l’ingresso sud ovest: primo corridoio, attraverso il quale si arriva a una sala di
dimensioni contenute, e da qua si accede a un corridoio di più di 40 metri senza vie di uscita
e senza finestre, che da accesso a altri cunicoli collegati tra loro ad angolo retto -> troviamo il
sistema difensivo: l’ingresso è ristretto quindi l’esercito non riuscirebbe a entrare, inoltre
sono difficili da percorrere, l’esercito non può marciare compatto ma in fila.
Alla fine del corridoio la strada si divide e l’esercito si divide: una prima parte continua lungo
due lunghi corridoi e sbuca nel cortile centrale, dove sono bersaglio delle guardie. La seconda
metà va incontro allo stesso destino.
Per questo motivo non troviamo ingressi monumentali, che sono detti propilei.
In alcuni punti troviamo delle strutture puntiformi, che sono colonne o pilastri -> struttura
puntiforme introdotta probabilmente dagli egizi.
Si concentrano nelle aree più importanti del palazzo (es ingressi: l’ingresso a nord ha un
enorme sala con colonne) -> altro elemento difensivo perché è ingombrante per un esercito.
Colonne e pilastri servivano anche per creare i portici, strutture fondamentali in quanto sono
degli spazi filtro che mediano il passaggio dall’esterno all’interno. La loro presenza è
importante per questioni climatiche (creavano zone illuminate ma anche al riparo dai raggi
diretti).
Troviamo portici al piano terra e logge al piano superiore, che favorivano l’illuminazione
all’interno delle stanze e fornivano anche un riparo.
Sala Mégaron (la parte più intima e più importante del palazzo): colonne con una forma
molto precisa: cilindri che si rastremano verso il basso (il diametro diminuisce dall’alto verso
il basso) e sono dipinte con colori molto vivaci, per:
- sottolineare la loro fondamentale funzione portante, non sono solo elementi estetici;
- creare un contrasto con le pareti retrostanti, vengono staccate dal fondo.
Dunque l’uso del colore non è casuale, ha un criterio.
La stanza più solenne è la stanza del trono, dove il re riceve i suoi ospiti e luogo di
riunione per la famiglia, punto in cui si concentra anche l’arte più raffinata: pareti affrescate,
soffitti dipinti. Architettura micenea
Prosegue quella minoica, è una civiltà che ha architetture costruite con enormi blocchi di
pietra e fortificate (opposto della civiltà cretese).
IL PALAZZO DI PILO
Ha dimensioni più ridotte del palazzo di Cnosso, un
andamento più regolare, le stanze si susseguono in
maniera più ordinata, hanno più o meno stessa forma
e dimensione e hanno una più chiara
organizzazione gerarchica: il cuore del palazzo (la
sala megaron) si capisce essere la sala con le 4
colonne disposte al centro, per dimensione e per la
presenza della struttura puntiforme.
Le colonne creano una sorta di corridoio e spesso al
centro ardeva un fuoco, infatti si trova un’apertura sul
soffitto per il fumo.
Questa sala inoltre è preceduta da 2 vestiboli
(ingressi), il primo segnalato dalla presenza di due
colonne.
Sono due ingressi assiali, che fanno crescere l’attesa e
ci preparano ad entrare nella sala.
TOMBA MONUMENTALE DI LEFKANDI
È uno degli edifici che ci permette di decifrare le
origini del tempio. Siamo nel X secolo a.C. e
viene riportata in luce una ricca necropoli
(luogo destinato alle sepolture), che sorgeva
intorno a questo edificio.
La tomba dell’eroe prende il nome di heròon.
Prende le forme di un palazzo reale, è un grande
edificio lungo 45 metri, che termina con
un'abside (terminazione a semicirconferenza).
Al centro di questa tomba viene sepolta la
coppia (il guerriero, la compagna, e 4 cavalli del
guerriero).
Ha una struttura a capanna (a doppio
spiovente), circondata all’esterno da un
colonnato di 67 sostegni in legno.
Il tetto è realizzato in paglia e argilla …, i muri
erano in argilla, la struttura del tetto era in
legno. Inoltre all’interno dell’edificio, lungo l’asse longitudinale, troviamo ancora una fila
centrale di sostegni.
Costituisce il primo esempio di perìstasi a colonne, cioè il colonnato che gira intorno
all'edificio (peri=intorno), ed è uno degli elementi caratteristici dei templi greci.
TEMPIO DI THERMOS
Nella città di Thermos, in
Etolia.
Troviamo un antico megaron
che viene trasformato in un
tempio di Apollo, e intorno
all’VIII secolo a.C. viene
circondato da una corona di 36
colonne doriche, disposte a
sostenere la struttura del tetto,
con tegole in argilla.
Intorno al 630 a.C. il vecchio
edificio viene completamente
sostituito da un tempio
periptero, cioè che presenta una peristasi rettangolare 5x15 che gira tutto intorno al
perimetro dell’edificio.
È uno dei primi edifici a presentare una copertura a doppio spiovente (a due falde inclinate),
importante anche per le caratteristiche protodoriche (che anticipano i caratteri della
trabeazione dell’ordine dorico). Trabeazione che in origine era realizzata in legno e mattone.
Il tetto è sorretto dal colonnato esterno, dalle pareti del tempio stesso, realizzate in mattoni
crudi quindi cotti al sole (con una scarsa resistenza meccanica, scarsa capacità di sostenere
grandi carichi), e da una fila centrale di colonne che attraversano il tempio.
La presenza della fila centrale è indicativa delle costruzioni più antiche, ma causava diversi
problemi dunque è una soluzione che piano piano sparirà.
È un edificio privo di pronao (senza ingresso), si entra diretti nella cella/naos.
Tuttavia presenta per la prima volta un portico posteriore, chiamato opistodomo.
I TEMPLI
Dalle forme del megaron deriva l’architettura dei templi, in particolare del tempio ellenico.
Il cuore del tempio è il náos/cella, dove viene collocata la statua della divinità alla quale il
tempio è dedicato.
Tutti i templi nell’antica Grecia erano orientati ad est, verso il sole che sorge, dove si trova
l’ingresso.
Di fronte all’ingresso si trovava l'altare dove si svolgevano i sacrifici, i cittadini non entravano
all’interno del tempio (entravano solo i sacerdoti). Solo in occasioni di feste importanti il
popolo poteva accedere all’interno.
Attraversata la peristasi troviamo il pronao, vestibolo di ingresso che porta alla cella. Sul
fondo della cella si trova la statua della divinità, anch’essa rivolta a est.
Dietro spesso si trovava una seconda sala chiusa all’esterno, la Adyton, che rappresentava il
luogo più sacro del tempio, dove venivano conservati gli oggetti che si usavano per i rituali ed
entravano solo pochi eletti.
Dietro la cella spesso possiamo trovare l’opistodomo, cioè il vestibolo posteriore.
Molto spesso pronao e opistodomo raccoglievano le offerte della popolazione in onore degli
dei, dunque erano chiusi da delle cancellate.
Per dare il nome alle diverse tipologie di tempio troviamo il trattato di architettura di
Vitruvio, il De architectura (sull’architettura) in 10 libri.
Tra le varie tipologie di templi:
1. In antis: tra le ante.
Dunque un tempio che
presenta sul fronte delle
colonne contenute tra le
ante, cioè tra le porzioni
aggettanti delle pareti
longitudinali della cella.
2. Doppiamente in
antis. La soluzione che
ho sul fronte viene specchiata anche sul retro.
3. Prostilo. Presenta un colonnato solo nella parte anteriore (fronte) ed è libero, cioè
non compreso tra le pareti della cella.
4. Anfiprostilo (anfi=doppio). La situazione viene ripetuta identica sul retro.
5. Periptero (peri=intorno). È la tipologia più diffusa, ha un colonnato continuo lungo
tutto il perimetro del tempio.
6. Diptero. Presenta due giri di colonne intorno alla cella.
7. Pseudoperiptero. Abbiamo il colonnato lungo tutto il perimetro ma su alcune o
tutte le pareti le colonne non sono libere, ma addossate alla parete della cella, dunque
sporge solo mezza colonna (chiamate semi colonne). Agli spigoli troviamo ¾ di
colonna.
8. Pseudodiptero. Sono due colonnati ma quello più interno è addossato alle pareti
della cella. Si potrebbe trovare anche con un giro di colonne intorno al tempio ma con
distanza doppia dalla cella (ci sarebbe lo spazio per un colonnato più interno ma non
viene fatta).
Inoltre distinguiamo:
1. Tholos. Tempio circolare, circondato da un giro di colonne.
2. Monoptero. Tempio circolare senza la cella.
In base alle colonne sul fronte il tempio può essere:
1. Tetrastilo, 3 colonne
2. Esastilo, 6 colonne
3. Octastilo, 8 colonne
4. Ecc…
ALTIS AD OLIMPIA
Città di Olimpia, Peloponneso, V secolo a.C., periodo conosciuto come il periodo classico
dell’architettura greca, quando raggiunge la massima espressione.
Siamo sull’Altis della città di Olimpia, area sacra delimitata da un recinto chiamato peripolo.
Area santa e peripolo costituivano il temenos (da temno= tagliare), era la porzione di cielo
ritagliata e portata sulla terra e una volta delimitata non poteva essere ristretta ma solo
ampliata.
C’erano diversi accessi e si trovavano all’interno diversi templi. Fuori dal temenos si
trovavano altri edifici civili e amministrativi. Il primo edificio all’interno
di questa area, il Pelopion
(5), era la tomba dell’eroe
Pelope. Pelope rischia la vita
in una gara di corsa ai carri
ma la vince, dopodiché
organizza in onore degli dei
per ringraziarli della sua
vittoria dei giochi che
vengono organizzati ogni 4 anni -> nascono i giochi delle olimpiadi.
A delimitare un lato troviamo la stoa (11)(13), un portico colonnato, spesso con ordine ionico
all’esterno e dorico all’interno, dove si trovava uno spazio per il mercato.
Altri edifici erano destinati ai giudici di gara. A ovest si ha il Leonidaeum (29), una sorta di
albergo dove risiedevano gli atleti con le famiglie in occasione dei giochi.
In età ellenistica si aggiungono altri edifici, tra i quali anche il laboratorio di Fidia (24),
scultore che viene chiamato a realizzare la statua colossale che sarà collocata nel tempio di
Zeus, e realizzerà anche la statua di Athena parthenos, entrambe in oro e avorio.
Sul terrazzamento a nord sorgono dei templi che le singole città greche facevano costruire in
onore di Zeus.
TEMPIO DI HERA (HERAION)
➜
Le prime costruzioni riguardano il fronte nord, dove viene realizzato il tempio di Hera,
periptero, esastilo, doppiamente in antis.
Testimonia l’evoluzione del tempio dorico, inizialmente aveva una fila di sostegni in mezzo
alla cella che poi trovano un’altra sistemazione.
Il tempio di Era mostra il suo progressivo passaggio dal legno (elementi lignei) alla pietra
(elementi litici) -> processo di pietrificazione.
Gli archeologi hanno rinvenuto delle tracce particolari, degli incastri nello stilobate (base di
appoggio delle colonne) che dimostrerebbero che tutte le colonne erano in legno e sono state
progressivamente sostituite da colonne in pietra. Questo passaggio è avvenuto lentamente
nel tempo anche a causa di problemi economici (la pietra costava di più, i blocchi dovevano
essere scolpiti e lavorati), si doveva anche aspettare i fondi necessari.
La tecnica costruttiva andava avanti nel frattempo, così come le forme architettoniche,
motivo per cui nel tempio di Hera troviamo capitelli più arcaici, più aggettanti (si estendono
molto rispetto al fusto della colonna).
Fusti dalle proporzioni più grandi accanto a fusti più esili a testimonianza del tempo
trascorso. Le pareti della cella sono allineate con le colonne della peristasi, ugualmente per il
lato corto.
Presenta un colonnato di 6x16 colonne. È ricco di particolarità, ha un pronao e un
opistodomo distili, in antis.
Attraversando il pronao siamo nella cella, con dimensioni particolari cioè 20x100 piedi: 100
piedi è una misura considerata sacra, i templi costruiti con questa dimensione prendono il
nome di Hekatompedon. Un sacrificio di 100 buoi era una ecatombe, cioè una strage.
Le colonne in mezzo andavano tolte perchè:
1. La statua della divinità non si poteva ben posizionare
2. Non c’è un accesso centrale alla cella, è ostruito dal pieno in asse, cioè la struttura
portante posizionata al centro della cella.
Dunque in alternativa si creano due file di colonne e si spostano lungo le pareti laterali della
cella, in questo modo il sostegno è garantito, ho lo spazio per la statua e un accesso centrale.
All’interno della cella oltre alle colonne sporgono quattro setti murari ad angolo retto, verso
il centro della cella. Questo serviva per sostenere, di supporto per le pareti, inoltre crea un
ritmo necessario in quanto senza le pareti sarebbero semplici e piane, senza articolazioni o
qualità architettonica.
IL TEMPIO DI ZEUS
➜
Siamo nel V secolo a.C., periodo classico, viene eretto tra il 470 e il 456 a.C.
Stilobate di 27x54 metri, tempio periptero con 6x13 colonne, esastilo, doppiamente in antis
con pronao e opistodomo bistili.
Il secondo tempio più grande del Peloponneso. L’architetto era Libone di Elide. Viene
progettato a partire da un modulo di base, cioè un modulo sulla base del quale viene
disegnata la pianta, ed è l’interasse delle colonne, ovvero la distanza tra gli assi verticali tra
due colonne contigue.
L’intercolumnio è la distanza tra due colonne, che si misura alla base del fusto, detto
imoscapo.
Nel tempio di Zeus l'interasse è 16 piedi dorici (circa 5,22 metri).
È orientato a est, l’ingresso è preceduto da una grande rampa centrale.
All’interno della cella c’è una disposizione simile a quella del tempio di Era: due file di
colonne, che vengono spostate verso le pareti longitudinali, che suddividono la cella in tre
navate.
Statua crisoelefantina (cioè fatta di oro e avorio), con 12 metri di altezza, la base occupa in
larghezza tutta la navata centrale e circa della lunghezza della cella.
⅓
Non c’è alcuna corrispondenza tra le colonne all
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